Intel svela le future CPU a 45 nanometri

Il chipmaker fornisce nuovi dettagli sulle due prossime generazioni di processori a 45 nanometri: Penryn, attesa il prossimo autunno, e Nehalem, che nel 2008 rinnoverà profondamente l'architettura Core. Tutti i particolari
Il chipmaker fornisce nuovi dettagli sulle due prossime generazioni di processori a 45 nanometri: Penryn, attesa il prossimo autunno, e Nehalem, che nel 2008 rinnoverà profondamente l'architettura Core. Tutti i particolari

Santa Clara (USA) – Seguendo una stretegia scherzosamente definita “tick-tock”, che ogni anno prevede l’introduzione di una microarchitettura aggiornata o del tutto nuova, ieri Intel ha delineato le grandi novità tecnologiche che interesseranno le sue due prossime generazioni di CPU: quelle basate sull’architettura Penryn , che rappresenta un semplice aggiornamento all’attuale architettura Core (oggi alla base dei chip Merom, Conroe e Woodcrest), e quelle basate sull’architettura di nuova concezione Nehalem . Entrambe trarranno vantaggio dalla nuova tecnologia a 45 nanometri Hi-k di Intel.

L’architettura Penryn verrà introdotta sul mercato a partire dalla seconda metà dell’anno e si troverà alla base di sei famiglie di CPU : queste comprenderanno processori server (Xeon) e desktop (Core 2) a due e quattro core, e processori mobile (Core 2) a due core. In totale, la roadmap di Intel conta ben 15 differenti versioni di CPU a 45 nm .

La prossima generazione di chip Core 2 quad-core conterrà 820 milioni di transistor ma, grazie al nuovo processo produttivo a 45 nm, le dimensioni del die di silicio passeranno dai 143 mmq delle attuali CPU a 65 nm a 107 mmq (-25%). Oltre ad andare a beneficio degli ingombri, un processo produttivo più avanzato consente di ridurre i consumi e i costi di fabbricazione.

Nonostante il die più piccolo, il package adottato dai futuri chip a 45 nm si manterrà compatibile con le attuali schede madri per Core 2 e Xeon Core: eventualmente, potrebbe essere necessario aggiornare il BIOS.

Penryn die Tra le maggiori novità di Penryn c’è la Deep Power Down Technology , un nuovo stato di rismarmio energetico capace di portare i consumi a livelli minimi: ciò sarà possibile grazie alla drastica riduzione delle frequenze e dei voltaggi e allo spegnimento delle cache.

Penryn introduce poi le estensioni SSE4 , un insieme di 50 nuove istruzioni pensate soprattutto per accelerare le applicazioni multimediali, e un’ aggiornata Virtualization Technology (detta Enhanced ), che promette di velocizzare la transizione da una macchina virtuale all’altra tra il 25 e il 75%.

Infine, la prima generazione di CPU a 45 nm di Intel potrà godere di cache più generose (fino a 6 MB nelle versioni dual-core e fino a 12 MB in quelle quad-core), di varie ottimizzazioni a livello di architettura (che dovrebbero spingere le performance fino al 45%), e di più elevate frequenze operative , che raggiungeranno i 3 GHz per il core e i 1.600 MHz per il front-side bus.

Nel 2008 sarà la volta di Nehalem , un’architettura che porterà con sé novità molto importanti quali un controller di memoria integrato (una soluzione che AMD impiega già da anni), il ritorno della tecnologia Hyper-Threading (ora definita “Simultaneous multi-threading”), il supporto fino a 8 core e 16 thred simultanei, e la capacità di integrare uno o più processori grafici.

Il controller di memoria integrato , che supporterà le giovani memorie DDR3 e i chipset della serie X38, segnerà anche il progressivo abbandono, da parte di Intel, del front-side bus in favore di una connessione point-to-point simile a quella HyperTransport di AMD. Queste innovazioni non saranno però presenti su tutte le CPU Nehalem, e verranno introdotte in modo molto graduale.

Va tenuto presente che sebbene si parli di “ritorno” alla tecnologia Hyper-Threading , Intel dichiara che non si tratterà della stessa tecnologia introdotta anni addietro nel Pentium 4. Di certo, però, sarà ad essa molto simile, e permetterà di raddoppiare il numero dei core logici e sfruttare più a fondo l’architettura multicore di Nehalem.

Per quanto riguarda il matrimonio tra CPU e GPU , l’approccio utilizzato da Intel non sembra discostarsi molto da quello già descritto da AMD per Fusion : si tratterà sostanzialmente della possibilità di sostituire un core di calcolo della CPU con una GPU, ottenendo in cambio vantaggi sia in termini di performance (la comunicazione fra CPU e GPU è diretta) che di consumi. Questa soluzione interessa particolarmente Apple, che portrebbe utilizzarla in evoluzioni ancora più compatte del Mac mini e di Apple TV.

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29 03 2007
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