Intel vede rosa

Risultati oltre le aspettative per il chipmaker californiano. Che ora guarda al futuro con maggiore fiducia e rilancia i chip a 32 nanometri

Roma – Intel conclude il suo anno finanziario sfoderando una trimestrale ben al di sopra di quanto pronosticato dagli esperti e si riporta ai livelli del 2007, prima della crisi economica globale. Come tante altre aziende, esattamente un anno fa il chipmaker di Santa Clara registrava il peggiore risultato degli ultimi anni. I proventi delle vendite ora invece si attestano a 10,6 miliardi di dollari, il 13 per cento in più di quanto fatto durante il Q3, mentre il guadagno netto è stato di 2,3 miliardi di dollari: 10 volte quanto incassato nel Q4 del 2008.

Ora la musica è cambiata: i mercati finanziari stanno lentamente recuperando e l’indice Dow Jones statunitense deve parte del suo successo al settore IT che, trascinato in questo caso da Intel, proprio in questi giorni ha visto i primi segnali concreti di ripresa.

Oltre a riportare i titoli azionari a valori simili a quelli del 2007 , i dati di quest’ultima trimestrale hanno costituito una forte iniezione di fiducia per gli amministratori di Intel, i quali hanno esternato il loro compiacimento ribaltando le previsioni degli esperti per quanto riguarda il primo quarto del 2010. Secondo l’azienda infatti le vendite da qui a marzo-aprile sfioreranno i 9,7 miliardi di dollari: circa 400 milioni in più di quanto previsto da molti analisti.

L’annuncio, con cui Intel sembra voler scommettere sui chip a 32 nanometri facendo di questi ultimi il suo core business, ha fatto schizzare in borsa il titolo di Intel, che ha chiuso le contrattazioni del 14 gennaio a quota 21,65 dollari: un aumento di 17 centesimi per azione dopo che negli ultimi mesi queste erano già cresciute di 7 centesimi.

Questa impennata, secondo gli esperti, dovrebbe giovare anche alle aree economiche dell’Europa e dell’Asia: “La crescita di Intel indica un cambiamento di mentalità da parte dei consumatori – ha spiegato l’analista finlandese Hannu Rauhala – ciò dovrebbe quindi contribuire ad un’atmosfera generalmente positiva per i listini tecnologici”.

Giorgio Pontico

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  • harvey scrive:
    Quindi facebook provoca il cancro?
    Mi pare veramente fuori luogo paragonare Facebook a fumare, visto che una ha fatto una marea di morti, l'altra no.Spesso sono più integralisti i contrari a facebook rispetto ai favorevoli. Ovviamente i contrari sfoggiano tutta la loro superiorità stile linari sfigati
    • IgaRyu scrive:
      Re: Quindi facebook provoca il cancro?
      - Scritto da: harvey
      [cut] < Ovviamente i
      contrari sfoggiano tutta la loro superiorità
      stile linari
      sfigatiNo adesso mi devi spiegare cosa c'entra l'essere linaro, winnaro o maccaro in sto ragionamento ????JC
      • harvey scrive:
        Re: Quindi facebook provoca il cancro?
        - Scritto da: IgaRyu
        No adesso mi devi spiegare cosa c'entra l'essere
        linaro, winnaro o maccaro in sto ragionamento
        ????Ce l'hai presente il linaro sfigato?E' quello che crede che i linari siano superiori, gli altri solo dei XXXXXXXX. Cosi' ragiona l'antifacebookkiano
        • Anonimo codardo scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?
          Io non sono linaro e comunque considero chi usa Facebook fondamentalmente un fesso.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Anonimo codardo
            Io non sono linaro e comunque considero chi usa
            Facebook fondamentalmente un
            fesso.E che te devo dire, sarai un winnaro sfigato.Mica bisogna essere per forza linari per considerare tutti quelli differenti fessi :D
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Anonimo codardo
            Io non sono linaro e comunque considero chi usa
            Facebook fondamentalmente un
            fesso.Sarai un winnaro sfigato allora :DGiusto per completezza, perche' li consideri fessi?Giusto per capire se e' una motivazione piu' dettagliata del razzista che picchia il XXXXX perche' i negri rubano o no
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey
            - Scritto da: Anonimo codardo

            Io non sono linaro e comunque considero chi usa

            Facebook fondamentalmente un

            fesso.


            Sarai un winnaro sfigato allora :D

            Giusto per completezza, perche' li consideri
            fessi?

            Giusto per capire se e' una motivazione piu'
            dettagliata del razzista che picchia il XXXXX
            perche' i negri rubano o
            noAbbiamo capito, te passi metà della tua giornata su FessBook e ti rode il XXXX se qualcuno pensa che tu sia fesso.Ora, forse chi usa fessBook non è tanto fesso quanto fesso è chi si preoccupa che qualcuno lo reputi un fesso.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            Abbiamo capito, te passi metà della tua giornata
            su FessBook e ti rode il XXXX se qualcuno pensa
            che tu sia
            fesso.Veramente no.Ma tutta gente che parla male di FB dopo 2 minuti si capisce che e' un XXXXXXXX che manco sa di cosa parla :DSperavo che qualcuno potesse portare delle motivazioni decenti, magari mi convincevo pure io....
            Ora, forse chi usa fessBook non è tanto fesso
            quanto fesso è chi si preoccupa che qualcuno lo
            reputi un
            fesso.Quindi uno di colore non si deve "preoccupare" se qualcuno gli da dello sXXXXX XXXXX ladro? Tanto mica lo e'....
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella

            Abbiamo capito, te passi metà della tua giornata

            su FessBook e ti rode il XXXX se qualcuno pensa

            che tu sia

            fesso.

            Veramente no.
            Mah a leggerti si direbbe il contrario.
            Ma tutta gente che parla male di FB dopo 2 minuti
            si capisce che e' un XXXXXXXX che manco sa di
            cosa parla
            :D
            Stai parlando di Schifani immagino...Io, invece, non ho parlato male di FB ma solo di te e della tua crociata ANTI-ANTI-Facebook, peraltro abbastanza infantile.
            Speravo che qualcuno potesse portare delle
            motivazioni decenti, magari mi convincevo pure
            io....
            Ognuno ha le sue opinioni.Cos'è ti "ruga" che qualcuno non la pensi come te?Tranquillo, crescendo, capirai che non si puo' compiacere tutti.


            Ora, forse chi usa fessBook non è tanto fesso

            quanto fesso è chi si preoccupa che qualcuno lo

            reputi un

            fesso.

            Quindi uno di colore non si deve "preoccupare" se
            qualcuno gli da dello sXXXXX XXXXX ladro? Tanto
            mica lo
            e'....Non c'entra nulla.Ritenta.
    • abc scrive:
      Re: Quindi facebook provoca il cancro?

      Mi pare veramente fuori luogo paragonare Facebook
      a fumare, visto che una ha fatto una marea di
      morti, l'altra no.Ma non è quello il paragone!Il paragone è sulla mancanza di percezione del pericolo.La maggior parte dei facebookari non ha la percezione di quali possano essere le conseguenze che tutti i loro testi, tutte le loro immagini, insomma, tutto quello che caricano, diventino di proprietà di una azienda privata che li potrà conservare e riutilizzare per sempre.
      • harvey scrive:
        Re: Quindi facebook provoca il cancro?
        - Scritto da: abc
        Il paragone è sulla mancanza di percezione del
        pericolo.Onestamente mi sa che la gente che non ha percezione del pericolo sono altri. Se attraversi distrattamente la strada puoi morire, se metti una foto si facebook al massimo la tua privacy può venire lesa. StiXXXXX, che rischio devastante :D
        La maggior parte dei facebookari non ha la
        percezione di quali possano essere le conseguenze
        che tutti i loro testi, tutte le loro immagini,
        insomma, tutto quello che caricano, diventino di
        proprietà di una azienda privata che li
        potrà conservare e riutilizzare per
        sempre.Insomma, ti possono rubare l'anima? Oppure potrebbero trarre profitti enormi grazie alla mia frase "ciao a tutti"!Secondo me il pericolo devastante della privacy e' troppo di moda. Soprattutto paragonato a tutti gli altri pericoli, e' troppo al centro dell'attenzione per i danni "POSSIBILI", tralasciando di parlare dei danni "REALI" che accadono.
        • Polly Jean scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?
          - Scritto da: harvey
          Onestamente mi sa che la gente che non ha
          percezione del pericolo sono altri. Se attraversi
          distrattamente la strada puoi morire,quindi qualunque cosa non comporti il rischio di mortenon è pericolosa e non dobbiamo occuparcene??
          se metti
          una foto si facebook al massimo la tua privacy
          può venire lesa. StiXXXXX, che rischio devastante
          :Dmolte delle nostre caratteristiche, abitudini e preferenzepossono essere usate contro di noi, al cambiare dellecircostanze... Per caso il tuo appartamento ha le pareti di vetro?
          Oppure potrebbero trarre profitti enormi grazie
          alla mia frase "ciao a
          tutti"!quindi se non possono danneggiare te, sono innocui per chiunque?la discussione è sopra un modello di business cheprospera *anche* sull'ignoranza degli utenti che regalano i propridati, a volte senza saperlo.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Polly Jean
            quindi qualunque cosa non comporti il rischio di
            morte
            non è pericolosa e non dobbiamo occuparcene??Dare rilevanza ai pericoli vuol dire parlare 100 volte degli incidenti stradali e una della privacy. Ma purtroppo il rapporto e' proprio l'opposto
            molte delle nostre caratteristiche, abitudini e
            preferenze
            possono essere usate contro di noi, al cambiare
            delleFai esempi concreti.
            circostanze... Per caso il tuo appartamento ha le
            pareti
            di vetro?Che sono un pesce?
            quindi se non possono danneggiare te, sono
            innocui per
            chiunque?Sono innocue per la maggiorparte della gente con un minimo di sale in zucca. Di sicuro non vai a dire che ti sei fatto l'amate su fb!Chi e' stato arrestato perche' si bullava di reati su fb dovrebbe aver la pena raddoppiata perche' pure cretino
            la discussione è sopra un modello di business che
            prospera *anche* sull'ignoranza degli utenti che
            regalano i
            propri
            dati, a volte senza saperlo.Mi fai esempi concreti su questi business?Poi mi fai il paragone con tutti i modelli italici pseudo legali? Ti ricordo che Tanzi attualmente e' a giro, e la gente che ha perso risparmi di una vita si e' fidato di banche, non del primo ciarlatano in giro. Giusto per capire quanto e' tremendo questo mostro della privacy
          • Wolf01 scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey
            - Scritto da: Polly Jean

            circostanze... Per caso il tuo appartamento ha

            le pareti di vetro?

            Che sono un pesce?No, ma dovrebbe fregartene? Tanto mica muori, e poi così hai qualcosa da far vedere agli altri, proprio come su FacciaLibro

            quindi se non possono danneggiare te, sono

            innocui per chiunque?

            Sono innocue per la maggiorparte della gente con
            un minimo di sale in zucca. Di sicuro non vai a
            dire che ti sei fatto l'amate su fb!Il sale in zucca scarseggia.
            Chi e' stato arrestato perche' si bullava di
            reati su fb dovrebbe aver la pena raddoppiata
            perche' pure cretinoBhe, se adesso ci si può far arrestare per "sentito dire" è un bel passo avanti

            la discussione è sopra un modello di business che

            prospera *anche* sull'ignoranza degli utenti che

            regalano i propri dati, a volte senza saperlo.

            Mi fai esempi concreti su questi business?Te li faccio io:- pubblicità mirate- mercato "nero" dei dati personali
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Wolf01

            Sono innocue per la maggiorparte della gente con

            un minimo di sale in zucca. Di sicuro non vai a

            dire che ti sei fatto l'amate su fb!

            Il sale in zucca scarseggia.Chi non ha sale in zucca su FB, non ce l'ha manco nella realtà

            Chi e' stato arrestato perche' si bullava di

            reati su fb dovrebbe aver la pena raddoppiata

            perche' pure cretino

            Bhe, se adesso ci si può far arrestare per
            "sentito dire" è un bel passo
            avantiPer "sentito dire" puoi indirizzare le indagini. Se domani vado a dire che ho rubato in casa di mario rossi, magari la polizia ci passa a casa mia a vedere se c'e' qualcosa di suo....

            Mi fai esempi concreti su questi business?

            Te li faccio io:
            - pubblicità mirateQuesto per me non e' un male. In fin dei costi se fossero veramente mirate potrebbero essere perfino utili
            - mercato "nero" dei dati personaliBasta stare attenti a cosa scrivere. Si può anche non mettere tutto
          • Wolf01 scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey
            Basta stare attenti a cosa scrivere. Si può anche
            non mettere tuttoCome ho già detto molte volte, questo discorso lo devi fare a un buon 80% di chi usa internet senza sapere cosa ha in mano.È facilissimo dire "basta stare attenti", poi però ci si trovava col pc impestato di dialer "eppure sono stato attento", oppure il pc impestato di virus "chissà da dove li ho presi, sono stato solo in cerca di crack o pornazzi" o "chissà chi è il fesso che va a dire le mie cose in giro".Io che so usare il pc, so usare (neanche troppo) internet e so quando e cosa mettere online posso dire se sto attento o no, certo, magari qualche volta mi è scappato qualcosa che non doveva trovarsi su internet, ma fortunatamente i "danni" sono stati riparati molto presto, perchè so cosa ho fatto.La gente non legge neanche i termini di utilizzo di un servizio, tipo questi " Ho letto e approvato la policy dei commenti. Il post che sto inserendo non contiene offese e volgarità, non è diffamante e non viola le leggi italiane. ", io ad esempio li leggo e scelgo io di (non) rispettarli, ma non è che alla fine mi lamento che "non lo sapevo", perchè non è ammessa ignoranza.Di solito mi lamento perchè c'è qualcosa che non funziona, non perchè sbaglio io, perchè se sbaglio e mi puniscono abbasso lo sguardo e mi rassegno.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Wolf01
            Come ho già detto molte volte, questo discorso lo
            devi fare a un buon 80% di chi usa internet senza
            sapere cosa ha in
            mano.Allora mettiamo la patente di internet :D
            È facilissimo dire "basta stare attenti", poi
            però ci si trovava col pc impestato di dialer
            "eppure sono stato attento", oppure il pc
            impestato di virus "chissà da dove li ho presi,
            sono stato solo in cerca di crack o pornazzi" o
            "chissà chi è il fesso che va a dire le mie cose
            in
            giro".In conto e' subire danni con atti illeciti e per finalità truffaldina (punibili dalla legge)Un altro e' subire danni per azioni volutamente fatte e totalmente non obbligati a farle.
            Di solito mi lamento perchè c'è qualcosa che non
            funziona, non perchè sbaglio io, perchè se
            sbaglio e mi puniscono abbasso lo sguardo e mi
            rassegno.Pure io, e infatti non capisco gli attacchi ai mezzi. Perche' avrà delle regole del cavolo (privacy inesistente) ma basta mettere un firewall nel cervello, e non hai problemi.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey
            ma basta mettere un
            firewall nel cervello, e non hai
            problemi.Secondo te perchè gli Ammmericani scrivono anche le XXXXXXX sulle modalità di utilizzo, tipo nel pacchetto di noccioline "aprire e mangiare le noccioline"?Perchè la gente è talmente furba che si fa del male inconsapevolmente, e le aziende non vogliono rimetterci.Se FacciaLibro avesse scritto in rosso e grassetto, carattere 48, su ogni pagina " guarda che stai pubblicando informazioni che tutti possono leggere, o che tizio, caio e sempronio che tu hai autorizzato ad entrare in questa pagina possono leggere, questo, ti ricordo gentile utente, non è il tuo caro diario, questa è la pubblica piazza " non penso che avrebbe tutta la gente che c'è iscritta.Si conta sulla disinformazione delle persone, non si dice chiaramente quello che stanno cercando di fare e si usano i "prodotti" per trasformarli in soldi.Quindi in questo caso, a differenza del sacchetto di noccioline, il mezzo ha la sua colpa, se col sacchetto di noccioline ti strozzi perchè tenti di mangiarlo non puoi dire di non essere stato avvertito, ma Facebook è una questione moooolto fumosa.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Wolf01
            Secondo te perchè gli Ammmericani scrivono anche
            le XXXXXXX sulle modalità di utilizzo, tipo nel
            pacchetto di noccioline "aprire e mangiare le
            noccioline"?
            Perchè la gente è talmente furba che si fa del
            male inconsapevolmente, e le aziende non vogliono
            rimetterci.Perche' in america hanno una legislazione differente, dove l'utente può essere stupido. In italia e' il contrario.
            Si conta sulla disinformazione delle persone, non
            si dice chiaramente quello che stanno cercando di
            fare e si usano i "prodotti" per trasformarli in
            soldi.Sul 99% delle pubblicità ci sono le avvertenze del tipo "il prodotto è differente" in caratteri illeggibili e per un millesimo di secondo. Perche' su FB dovrebbe essere differente? Perche' internet e' il regno del bene?
            Quindi in questo caso, a differenza del sacchetto
            di noccioline, il mezzo ha la sua colpa, se col
            sacchetto di noccioline ti strozzi perchè tenti
            di mangiarlo non puoi dire di non essere stato
            avvertito, ma Facebook è una questione moooolto
            fumosa.Ti ripeto, in italia se ti strozzi con le noccioline e' colpa tua.
          • riddler scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: harvey

            la discussione è sopra un modello di business
            che

            prospera *anche* sull'ignoranza degli utenti che

            regalano i

            propri

            dati, a volte senza saperlo.

            Mi fai esempi concreti su questi business?Presente la bagarre che si scatena su facciabuco quando, puta caso (ed è un esempio reale), una ragazza scrive in pubblico delle sue avventure amoroso-acrobatiche della sera prima? Ovviamente pensando di mandare il messaggio solo al suo amichetto.Al punto che molta gente ne salva degli screenshot che continuano a girare all'infinito anche dopo che la ragazza, dopo aver visto la sua reputazione stupidamente massacrata dai soliti deficenti che pensano di essere gli unici ad avere il diritto di farsi una XXXXXXX, tenta di correre ai ripari eliminando i propri post e magari il profilo.Queste a casa mia sono impression dei banner pubblicitari.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 gennaio 2010 13.21-----------------------------------------------------------
          • riddler scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            Il design di un'interfaccia può creare confusione e pare che la crei un po' troppo spesso per pensare che sia un caso. Se vai al bar è chiaro quello che stai facendo, se mandi un post su una piattaforma può non essere chiaro cosa stai facendo di preciso.Rimane il fatto che il padrone del bar non ci guadagna niente mentre il proprietario della piattaforma si e volendo essere maliziosi ha tutto l'interesse a rendere confusa la propria interfaccia in modo da creare questi casi che scatenano l'interesse degli utenti e fanno salire il ROI.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: riddler
            Il design di un'interfaccia può creare confusione
            e pare che la crei un po' troppo spesso per
            pensare che sia un caso. Se vai al bar è chiaro
            quello che stai facendo, se mandi un post su una
            piattaforma può non essere chiaro cosa stai
            facendo di
            preciso.Bha, mi pare chiaro che un post non privato su internet non e' privato, e come tale va considerato.Se voglio scrivere qualcosa di confidenziale, di sicuro non vado a scriverlo su FB.....Sarà ma la cosa mi pare cosi' ovvia ....
            Rimane il fatto che il padrone del bar non ci
            guadagna niente mentre il proprietario dellaSe il barista e' ricco di famiglia magari :DMa al barista interessa che la gente vada a consumare nel proprio bar
        • Paolo scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?
          - Scritto da: harvey
          - Scritto da: abc

          Il paragone è sulla mancanza di percezione del

          pericolo.

          Onestamente mi sa che la gente che non ha
          percezione del pericolo sono altri. Se attraversi
          distrattamente la strada puoi morire, se metti
          una foto si facebook al massimo la tua privacy
          può venire lesa. StiXXXXX, che rischio devastante
          :D



          La maggior parte dei facebookari non ha la

          percezione di quali possano essere le
          conseguenze

          che tutti i loro testi, tutte le loro immagini,

          insomma, tutto quello che caricano, diventino di

          proprietà di una azienda privata che li

          potrà conservare e riutilizzare per

          sempre.

          Insomma, ti possono rubare l'anima?

          Oppure potrebbero trarre profitti enormi grazie
          alla mia frase "ciao a
          tutti"!

          Secondo me il pericolo devastante della privacy
          e' troppo di moda. Soprattutto paragonato a tutti
          gli altri pericoli, e' troppo al centro
          dell'attenzione per i danni "POSSIBILI",
          tralasciando di parlare dei danni "REALI" che
          accadono.Non so... siccome ormai i posti di lavoro persi per una semplice frasetta in Facebook sono tanti... mi pare sia sucXXXXX anche ad una giornalista in Italia, per una banalissima frase... e casi simili (tipo la compagnia di assicurazione che ha rifiutato di pagare una polizza per cure mediche perché nel periodo di cura la cliente ha postato nella sua bacheca una foto in cui era sorridente - si trattava di una cura per depressione)... non sottovaluterei il problema.Un responsabile delle assunzioni di una ditta potrebbe essere tentato di andare a vedere il profilo in Facebook di chi deve assumere, e in base a quello che trova decidere se assumere o rifiutare. Magari oggi un 18enne posta qualcosa che sembra una sciocchezza, e a 25 anni si vede rifiutato per quello che aveva postato in FB 7 anni prima.Non parliamo poi di quelli che incoscientemente pubblicano tutti i loro malanni con i dettagli... o le loro crisi depressive... le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di stipulare delle polizze sulla vita o su altro con una scusa, mentre in realtà è perché il profilo in Facebook non li convince.
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            - Scritto da: Paolo
            Non so... siccome ormai i posti di lavoro persi
            per una semplice frasetta in Facebook sono
            tanti... mi pare sia sucXXXXX anche ad una
            giornalista in Italia, per una banalissima
            frase... e casi simili (tipo la compagnia di
            assicurazione che ha rifiutato di pagare una
            polizza per cure mediche perché nel periodo di
            cura la cliente ha postato nella sua bacheca una
            foto in cui era sorridente - si trattava di una
            cura per depressione)... non sottovaluterei il
            problema.Pubblicare la roba su Facebook va preso come parlare a un comizio. Non puoi metterti a dire che il tuo capo e' un cretino, devi sapere che scrivi su internet, non sul diario.E non per questo i comizi sono una cosa pericolosa per la società civile
            Un responsabile delle assunzioni di una ditta
            potrebbe essere tentato di andare a vedere il
            profilo in Facebook di chi deve assumere, e in
            base a quello che trova decidere se assumere o
            rifiutare. Magari oggi un 18enne posta qualcosa
            che sembra una sciocchezza, e a 25 anni si vede
            rifiutato per quello che aveva postato in FB 7
            anniFacebook tiene 7 anni di log? StiXXXXX, ditta seria :D
            Non parliamo poi di quelli che incoscientemente
            pubblicano tutti i loro malanni con i dettagli...
            o le loro crisi depressive... le compagnie di
            assicurazione potrebbero rifiutarsi di stipulare
            delle polizze sulla vita o su altro con una
            scusa, mentre in realtà è perché il profilo in
            Facebook non li
            convince.Ora provo a mettere le mie cartelle cliniche sulla bacheca del palazzo, poi se la maledetta signora del primo piano viene a conoscenza delle mie malattie mi lamenterò con l'amministratore!!!Troppo spesso la colpa viene data al mezzo e non all'utilizzatore, su internet questa e' la norma
          • abc scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?

            Pubblicare la roba su Facebook va preso come
            parlare a un comizio. Non puoi metterti a dire
            che il tuo capo e' un cretino, devi sapere che
            scrivi su internet, non sul diario.Appunto, questo lo sai tu, lo so io, ma la maggior parte della gente semplicemente non si pone il problema sottovalutando enormemente le conseguenze.
          • Claudio scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            Non preoccuparsi della propria privacy e semplicemente stupito!Come altri hanno detto prima di me, potrebbero essere prese decisioni sul nostro futuro in base a informazioni reperibili online, Facebook o altri, che a noi sembrano normalissime.Per il mio lavoro ho a che fare con tante aziande e società di recruitment e vi posso confermare che quasi tutti prima di assumere qualcuno ne cercano informazioni online; e quanto trovato viene considerato molto molto bene spesso dando anche valori eccessivi.Sapete se devo assumere qualcuno, che in Italia vuol qusi dire sposarselo, al minimo dubbio (che sia un fannullone, un rompipalle che abbia idee agli antipodi con le mie, ecc. ecc.) NON LO ASSUMO!Ed il bello e che lui non saprà mai il perchè quindi niente cause per discriminazione ecc.Quindi postate su facebook tutti i fatti vostri, come la pensate, quello che fate ...... tanto è innoquo ... poveri illusi!
          • rhrthrhr scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            Quindi questo dimostra che è il "sistema" ad essere "sbagliato",visto che si dovrebbe aver paura di scrivere chi si è,cosa si pensa etc (su facebook,o altrove) solo perché il "capo" o qualcun altro fa una ricerca su internet e trova informazioni che possono indurlo a non assumere colui che le ha scritte.Qui una citazione è d'uopo:"Ho trovato così più di un avveduto che velava il suo volto e intorbidava la sua acqua perché nessuno potesse guardargli attraverso e in fondo.Ma proprio a lui andavano i più scaltri tra quelli che sempre diffidano e i cocciuti:e proprio a lui pescavano fuori il pesce più nascosto!Ma i chiari,i coraggiosi,i trasparenti:questi sono per me i più accorti tra coloro che tacciono,perchè tanto profondo è il loro fondo che persinol'acqua più chiara non lo rivela."Il resto è conseguenza..
          • sxs scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?

            Ma i chiari,i coraggiosi,i trasparenti:questiSi si...proprio di coraggiosi si parla!
            sono per me i più accorti tra coloro che
            tacciono,perchè tanto profondo è il loro fondo
            che persino l'acqua più chiara non lo rivela."
            Il resto è conseguenza..Il mio fondo sara' superficiale, fatto sta chepreferisco non sXXXXXXXrlo su fessbuk.Ci vadano pure i profondi, come ben si evince daidiscorsi che si leggono sulle loro bacheche.
        • abc scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?

          Insomma, ti possono rubare l'anima? Oh, beata ingenuità.Ma lo sai che la prima cosa che fa un potenziale futuro datore di lavoro è raccogliere informazioni su di te tramite Internet?A meno che tu non vada a raccogliere patate...
          • harvey scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?
            Buona idea, ora prima di assumere qualcuno vado a vedere il suo profilo su facebook.
          • abc scrive:
            Re: Quindi facebook provoca il cancro?

            Buona idea, ora prima di assumere qualcuno
            vado a vedere il suo profilo su facebook.E solo adesso ci pensi... :|
        • angros scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?
          L' argomento è spiegato bene qui:http://aclab.indivia.net/
        • CCC scrive:
          Re: Quindi facebook provoca il cancro?
          - Scritto da: harvey
          - Scritto da: abc

          Il paragone è sulla mancanza di percezione del

          pericolo.

          Onestamente mi sa che la gente che non ha
          percezione del pericolo sono altri. Se attraversi
          distrattamente la strada puoi morire, se metti
          una foto si facebook al massimo la tua privacy
          può venire lesa. StiXXXXX, che rischio devastante
          :D



          La maggior parte dei facebookari non ha la

          percezione di quali possano essere le
          conseguenze

          che tutti i loro testi, tutte le loro immagini,

          insomma, tutto quello che caricano, diventino di

          proprietà di una azienda privata che li

          potrà conservare e riutilizzare per

          sempre.

          Insomma, ti possono rubare l'anima?

          Oppure potrebbero trarre profitti enormi grazie
          alla mia frase "ciao a
          tutti"!

          Secondo me il pericolo devastante della privacy
          e' troppo di moda. Soprattutto paragonato a tutti
          gli altri pericoli, e' troppo al centro
          dell'attenzione per i danni "POSSIBILI",
          tralasciando di parlare dei danni "REALI" che
          accadono.in iran, in cina ecc... c'è gente che viene torturata e/o uccisa a seguito della violazione della loro privacy, quella che tu chiami "moda", spesso perpetuata con la "partecipazione" spesso attiva di chi offre i "servizi" che tu difendi...ti sembra abbastanza come "danno reale"???a leggerti non so dire (citazione che sicuramente non capirai/coglierai) se provo più "schifo, rabbia o malinconia"
  • Luca Bovolenta scrive:
    qualche commento
    Marco,ho letto con interesse il tuo dibattito.Sono più che convinto di quanto da te descritto con passione sulla libertà di informazione e certamente la Internet ci ha permesso di scambiarci ogni tipo di commento.Questo portale ne è un esempio.A mio avviso però la internet è già libertà di informazione.Kindle e Facebook sono una scelta.Io non sono iscritto e non sento pressioni per farlo. Non mi sento prigioniero di Facebook, di Twitter o di qualsiasi social network.Quando un domani sarà a pagamento in molti ne usciranno, altri pagheranno io e te probabilmente ce ne saremo scordati.Kindle o simili? Io non capisco. La lettura e la cultura sono un materiale di consumo come lo è la musica, il cinema, insomma le arti in genere. Ma comunque lo sono come la qualità di una importante calzatura made in italy oppure un ottimo prosciutto crudo di parma.Io pago per il teatro e mi sembra giusto. Se domani scriverò un libro, non sarà unicamente per condividere le mie idee. Lo farò perchè sento in me un talento, e quel talento spero venga riconosciuto.E quindi pagato.Anche in questo caso la libertà di espressione non viene limitata.Hai pagine e pagine di blog, milioni di portali nei quali inserire un commento e far circolare un'idea.Amazon vende un prodotto. Libro o lettore che sia. Qualcosa che l'azienda stesso ha pagato all'editore ed al produtture del sistema, il giro è chiuso. E' il quanto costa che può essere metro di dibattito.Ad oggi nessuno ci ha ancora obbligato a presentare la registrazione di Facebook per fare un esame clinico oppure un kindle per presentare il nostro curriculum al noastro prossimo colloquio.Ad oggi la libertà di fare circolare l'informazione non si è bloccata.Faccio delle fotografie decenti, a volte ho un colpo di fortuna e creo una fotografia bellissima!Potrei condividerla. Come fanno certi.Oppure, come fanno molti, (che normalmente hanno la supereflex da mille euro da meno di 2 mesi)scatto, pubblico ma ci metto la firma elettronica, così nessuno potrà usarla.Questo è proteggere il talento.Tu domani potresti essere interessato alla mia foto, ma io se la vuoi te la vendo!Gira tutto qui.Tutto è money.ma tuttora tu ed io abbiamo avuto la fortuna di dibattere, leggere, navigare , incontrarci su Punto Informatico e dare la nostra opinione. stupida od intelligente che sia, senza giudizi e senza interessi.Questa è ancora libertà di azione.Buon weekendLuca
    • xxx scrive:
      Re: qualche commento
      Mi è capitato di fare e creare prima per mia volontà che bisogno economico, ho sentito l'istinto di scrivere e trasformare le mie idee in righe di codice, credo che esista un bene comune e che non posso stare bene in un luogo dove la gente sta male.Credo siano da stimare le persone che oltre il proprio limitato giardino aiutino(o vengano aiutate)in maniera disinteressata, credo siano individui a cui il denaro può rappresentare un mezzo ma mai il fine.Dispiace sentire parlare di denaro relazionato alla cultura in ogni modo, che sia un libro, che sia una foto, che sia ciò che più si creda...Il denaro non misura/compra/vende ciò che ci rende uomini.
    • CCC scrive:
      Re: qualche commento
      - Scritto da: Luca Bovolenta[...]
      A mio avviso però la internet è già libertà di
      informazione.
      Kindle e Facebook sono una scelta.luca, disporre di un'autostrada, pure se con tanti incroci, non significa di per sé essere liberi di andare dove si vuole (ad esmepio, si incontrano barriere di confine o posti di blocco dove vieni identificato e perquisito o caselli dove si deve pagare per poter passare) e come si vuole (ad esempio, su certi tratti è vietato circolare in bicicletta, su altri è vietato andare a piedi)... poter scegliere se passare o no per una strada (kindle o facebook) quando altre strade sono vietate o limitate o controllate o accessibili sono a taluni ma non a tutti, non significa proprio per nulla essere liberi
      Io non sono iscritto e non sento pressioni per
      farlo. Non mi sento prigioniero di Facebook, di
      Twitter o di qualsiasi social
      network.certo Luca, sei fra i tanti che non si preoccupano... e forse lo erano anche alcuni di quelli che, nel mondo, sono stati imprigionati per essersi affidati a certi servizi "sociali" di certe multinazionali (ad esempio, yahoo in cina...)
      Quando un domani sarà a pagamento leggi il futuro? da dove deriva questa certezza?
      in molti ne
      usciranno, altri pagheranno io e te probabilmente
      ce ne saremo
      scordati.mi pare che la fai troppo semplice...ma d'altra parte è normale: sei tra chi non si preoccupa...
      Kindle o simili? Io non capisco. La lettura e la
      cultura sono un materiale di consumo come lo è la
      musica, il cinema, insomma le arti in genere. la lettura, la cultura, le arti, il sapere, la conoscenza è così via sono BENI PUBBLICI COMUNI che l'umanità ha faticosamente conquistato in centinaia di milioni di anninel tempo odierno del "digitale" questi beni sono immateriali e, per questa ragione, non più scarsi o limitati come potevano (in parte) esserlo prima, ma piuttosto indefinitamente riproducibili e quindi disponibili a tutti... a valore ZEROqualcuno, già da qualche centinaio di anni, cerca di appropriarsi di questi beni... questo qualcuno (che oggi chiamiamo neo-capitalismo-globale-finanziario) cerca di appropriari di questi beni comuni creandone una scarsità indotta artificiosamente (con dispositivi tecnici -DRM- e legali -copyright-) a cui si fanno seguire una altrettanto artificiosa valorizzazione con la conseguente trasformazione in merci (o "materiali di consumo", per usare le tue parole) e quindi l'introduzione della (sedicente) "proprietà intellettuale" (che altro non è che un furto di beni comuni pubblici a vantaggio di pochi e a danno della comunità) che è il punto di partenza di profitti vergognosi e rendite del tutto ingiustificate...continuo quindi a non stupirmi, Luca, se chi come te afferma che "La lettura e la cultura sono un materiale di consumo come [...]le arti in genere" stia tra quelli che non si preoccupano
      Ma
      comunque lo sono come la qualità di una
      importante calzatura made in italy oppure un
      ottimo prosciutto crudo di
      parma.eh no... scarpe e prosciutto sono beni materiali mentre cultura, arti, conoscenza ecc. sono invece essenzialmente beni immateriali
      Io pago per il teatro e mi sembra giusto. paghi per la messa in scena, per il sudore giornaliero degli attori, per le pulizie del la sala?... o paghi forse per il testo di shakespeare recitato in scena? o per gli studi, la critica, la formazione personale delle migliaia di persone che lo hanno letto nel tempo e hanno "restituito" agli altri (me e te compresi!) un qualcosa nato da quel testo durante la loro vita?
      Se
      domani scriverò un libro, non sarà unicamente per
      condividere le mie idee. Lo farò perchè sento in
      me un talento, e quel talento spero venga
      riconosciuto.
      E quindi pagato.luca, l'implicazione che fai è del tutto arbitraria, generica e infondatasi prova riconoscenza per chi ti offre qualcosa, per chi ti dona qualcosa, per chi fa qualcosa per te in modo spontaneo...ciò per cui si paga è altro... per esempio, è il compenso che paga un "utilillaztore finale" a fronte di una "prestazione"... io non la chiamerei riconoscenza...
      Anche in questo caso la libertà di espressione
      non viene
      limitata.?
      Hai pagine e pagine di blog, milioni di portali
      nei quali inserire un commento e far circolare
      un'idea.certo... solo che occorre stare ben attenti sia a quali sono le idee che si fanno circolare che su quali blog e portali le si va a scrivere (anche qui da noi, in iatalia,... prova a direle certe cose, soprattutto su certi social network...)insomma, come benissimo dice marco calamari, bigogna avere consapevolezza delle cose e preoccuparsi! eccome!
      Amazon vende un prodotto. Libro o lettore che
      sia. torniamo al punto di prima... lo dicono loro (e tu) che la cultura (pessimo termine generico che uso per brevità) è un prodotto...io (e non solo io, per fortuna) dico che è un bene pubblico comune, non un prodotto...
      Qualcosa che l'azienda stesso ha pagato
      all'editore ed al produtture del sistema, il giro
      è chiuso. per niente, luca...se così fosse, allora io dovrei poter "acquistare" un'opera (in realtà mi "vendono" una limitatissima porzione dei diritti) da amazon, leggermela sul loro kindle e poi fartene tranquillamante una copia... peccato solo che, secondo amazon, questo farebbe di me un "ladro", un "delinquante" (quando invece, per quanto detto prima, è semmai l'esatto contrario)le cose non tornano... per cui: ci si dovrebbe preoccupare
      E' il quanto costa che può essere metro
      di
      dibattito.

      Ad oggi nessuno ci ha ancora obbligato a
      presentare la registrazione di Facebook per fare
      un esame clinico ma in compenso qualcuno è obblicato a farsi la "patente" (sic!) europea del pc su piattaforma Microsoft per poter partecipare ad un concorso pubblico
      oppure un kindle per presentare
      il nostro curriculum al noastro prossimo
      colloquio.il kindle forse non ancora, ma di sicuro qualcuno ci ha già chiesto di sperirlo (il curriculum) in formato "word"... non ci vedo tanta differenza...ma va bene, Luca... continua pure a non preoccupartene...(continua nel post successivo)
    • CCC scrive:
      Re: qualche commento
      (continua...)- Scritto da: Luca Bovolenta[...]
      Ad oggi la libertà di fare circolare
      l'informazione non si è
      bloccata.dici?non ci sono filtri? non ci sono tracciamento, profilazione, data-mining, controllo?ah bene...
      Faccio delle fotografie decenti, a volte ho un
      colpo di fortuna e creo una fotografia
      bellissima!
      Potrei condividerla. Come fanno certi.faresti bene
      Oppure, come fanno molti, (che normalmente hanno
      la supereflex da mille euro da meno di 2
      mesi)scatto, pubblico ma ci metto la firma
      elettronica, così nessuno potrà
      usarla.
      Questo è proteggere il talento.se la metti così allora chi ha i diritti su ciò che hai fotografato (ad esempio, le persone ritratte, gli enti locali che amministrano i luoghi fotografati ecc.) avrebbe "ragione" a farti pagare per quella foto...francamente Luca, scusami, ma quasto non è proteggere un bel nulla... è stupidità bella e buona...
      Tu domani potresti essere interessato alla mia
      foto, ma io se la vuoi te la
      vendo!
      Gira tutto qui.
      Tutto è money.e siamo ancora al discorso di prima... NON E' TUTTO MONEYquasto è ciò che ci vogliono far pensare (magari imponendolo a chi non vuole farlo) coloro i quali ricavano profitti e rendite da uan tale "visione" economica...non gira tutto qui... non è tutto e solo soldi... accettare un punto di vista come il tuo è masochismo puro... significa mettercisi da soli a 90° senza neanche che ce lo vengano a chiedere...a me però (e credo/spero a tanti altri) di stare a 90° non fa tanto piacere... e me ne preoccupo...tu proprio no?
      ma tuttora tu ed io abbiamo avuto la fortuna di
      dibattere, leggere, navigare , incontrarci su
      Punto Informatico ah beh... ma allora siamoproprio liberi! possiamo addirittura incontrarci su PI!!!
      e dare la nostra opinione.
      stupida od intelligente che sia, senza giudizi e
      senza
      interessi.scusa Luca... ma, detto da te che non vedi altro che soldi, questa cosa del "senza interessi" suona proprio male! mi pare un pò una contraddizione... che quanto meno riduce la credibilità delle tue affermazioni...che dici? mi devo preoccupare anche di questo? o dovrei fare come fai tu, che non ti preoccupi di nulla?
      Questa è ancora libertà di azione.bontà tuasaluti cari
  • Marcus Toleman scrive:
    Sono d'accordo ma
    Nulla da dire, valutazione impeccabile. Però credo che questa sia la preistoria dell'ebook. Presto i testi ora utilizzabili solo con in formato Kindle si diffonderanno e si potranno scaricare dal Mulo. Peraltro sicuramente la maggior parte di coloro che riceveranno l'ebook in regalo a Natale dopo averne magnificato le doti agli amici lo lasceranno appoggiato sullo scaffale, esattamente come fanno ora con i libri cartacei
    • ruppolo scrive:
      Re: Sono d'accordo ma
      - Scritto da: Marcus Toleman
      Nulla da dire, valutazione impeccabile. Però
      credo che questa sia la preistoria dell'ebook.
      Presto i testi ora utilizzabili solo con in
      formato Kindle si diffonderanno e si potranno
      scaricare dal Mulo.Questo si chiama furto premeditato. Vogliamo basare il nostro futuro sul furto?
      Peraltro sicuramente la maggior parte di coloro
      che riceveranno l'ebook in regalo a Natale dopo
      averne magnificato le doti agli amici lo
      lasceranno appoggiato sullo scaffale, esattamente
      come fanno ora con i libri
      cartaceiNon credo, perché mai dovrebbero farlo?
      • angros scrive:
        Re: Sono d'accordo ma

        Questo si chiama furto premeditato. Vogliamo
        basare il nostro futuro sul
        furto?Preferisci basarlo sul pizzo da pagare alle major?
        • ruppolo scrive:
          Re: Sono d'accordo ma
          - Scritto da: angros

          Questo si chiama furto premeditato. Vogliamo

          basare il nostro futuro sul

          furto?

          Preferisci basarlo sul pizzo da pagare alle major?Finché il soldo ce l'ho io, io decido a chi darlo.
          • angros scrive:
            Re: Sono d'accordo ma
            Boh, del resto l'hai detto tu che ti piace farti inc...re.De gustibus...
        • markoer scrive:
          Re: Sono d'accordo ma
          - Scritto da: angros

          Questo si chiama furto premeditato. Vogliamo

          basare il nostro futuro sul

          furto?

          Preferisci basarlo sul pizzo da pagare alle major?Che alternativa XXXXXXXXX. Ci sono fior fiori di libri che puoi scaricare liberamente da Internet senza rubare. Praticamente quasi tutto lo scibile umano: mai sentito parlare del progetto Gutemberg?E ti faccio presente che "major" nel campo dell'editoria non ha semplicemente senso.Certa gente dovrebbe documentarsi prima di dare aria ai byte.Cordiali saluti
          • angros scrive:
            Re: Sono d'accordo ma

            Che alternativa XXXXXXXXX. Ci sono fior fiori di
            libri che puoi scaricare liberamente da Internet
            senza rubare. Praticamente quasi tutto lo scibile
            umano: mai sentito parlare del progetto
            Gutemberg?C'è anche liberliber, che è in italiano.
            E ti faccio presente che "major" nel campo
            dell'editoria non ha semplicemente
            senso.Era legato ad un discorso più generico sul diritto d' autore (ai libri rischia di accadere ciò che è già accaduto alla musica)

            Certa gente dovrebbe documentarsi prima di dare
            aria ai
            byte.Se non conoscevi liberliber (che in italia è l' equivalente del progetto Gutenberg) anche tu ti dovresti documentare.


            Cordiali salutiAnche a te
          • markoer scrive:
            Re: Sono d'accordo ma
            - Scritto da: angros[...]
            Se non conoscevi liberliber (che in italia è l'
            equivalente del progetto Gutenberg) anche tu ti
            dovresti documentare.Il progetto Gutember è il primo, più grande e più importante, ed è quello che bisogna conoscere per primo. Ed era ovviamente solo un esempio.E poi chi ti dice che non lo conosco? solo che non mi interessa, c'è poco di valido da leggere in Italiano, comparato con quello che c'è in lingua originale.Cordiali saluti
          • CCC scrive:
            Re: Sono d'accordo ma
            - Scritto da: markoer
            - Scritto da: angros[...]
            E ti faccio presente che "major" nel campo
            dell'editoria non ha semplicemente
            senso.ah no?ti basta amazon?
            Certa gente dovrebbe documentarsi prima di dare
            aria ai
            byte.d'accordissimo con te
      • sxs scrive:
        Re: Sono d'accordo ma

        Questo si chiama furto premeditato. Vogliamo
        basare il nostro futuro sul
        furto?Dai su, non fate i moralisti falliti, windowssi e' diffuso anche grazie alla pirateria, molteconsolle anche, quando c'erano le cassettela musica girava duplicata e cmq la tassa c'era gia'.Pur di farsi pubblicita' spesso le cose te le "regalano".Spesso la pirateria e' incoraggiata dallo stesso soggetto "piratato".
        Non credo, perché mai dovrebbero farlo?Non ti sei accorto di quanta gente compra cosi',solo per comprare e avere il gioco nuovo perpoi mollarlo li' dopo qualche giorno?
      • nome scrive:
        Re: Sono d'accordo ma
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: Marcus Toleman

        Peraltro sicuramente la maggior parte di coloro

        che riceveranno l'ebook in regalo a Natale dopo

        averne magnificato le doti agli amici lo

        lasceranno appoggiato sullo scaffale,
        esattamente

        come fanno ora con i libri

        cartacei

        Non credo, perché mai dovrebbero farlo?Perchè è un libro. Per quanto te lo vendano come una rivoluzione. La fatica e il paicere di leggere sono gli stessi..
  • Free scrive:
    Condivido pienamente
    una Rete libera, poco costosa e in cui tutti possano cercare quello che desiderano, dove l'informazione e la cultura scorrono a fiumi e il più liberamente possibile, e dove leggi e regolamenti esistano solo dove positivamente e provatamente necessari, sempre ridotti al minimo indispensabile. CONDIVIDO PIENAMENTE
  • Funz scrive:
    La gente se ne frega
    La gente se ne frega, ma quando uno vorrà comprarsi un ebook reader di un'altra marca perderà il diritto di leggere tutti i libri che ha noleggiato (perché l'acquisto è un'altra cosa) fino ad allora, e l'unica alternativa sarà di comprarsi un altro kindle. Saranno tutti ca**i suoi, gli starà solo bene, come gli sta bene a tutti quelli che hanno comprato musica da servizi online poi defunti e hanno perso tutto per via del DRM.
    • ruppolo scrive:
      Re: La gente se ne frega
      - Scritto da: Funz
      Saranno tutti ca**i suoi, gli starà solo bene,
      come gli sta bene a tutti quelli che hanno
      comprato musica da servizi online poi defunti e
      hanno perso tutto per via del
      DRM.È questo il punto: bisogna saper scegliere.Io, ad esempio, non ho perso la mia musica: proviene da iTunes Store.Così starò attento da chi inizierò ad acquistare libri. E se nessuno mi ispira fiducia, continuo col libro di carta, che poi taglio, scannerizzo e... ottengo ugualmente il risultato finale, anche se molto meno elegante.Ma vorrei spendere qualche parola sui maggiori rischi, ovvero sulla perdita dei contenuti. Perché alla fine è questo il nocciolo della questione.Prima di tutto non esiste la garanzia assoluta di non perdere un contenuto. Posso portare qualche esempio personale. Ho perso centinaia di fumetti, tra prestati e rovinati (tagliati con le forbici dal fratellino piccolo o slegati dall'umidità del bagno dove spesso si leggono). Ho perso centinaia di riviste perché non avevo posto dove metterle durante un trasloco o perché sono finite nell'acqua durante qualche allagamento di cantina. E naturalmente anche diversi libri sono andati persi.Se ci spostiamo su altri supporti, la musica non cambia: audio cassette stereo 7 di 30 anni tutte smagnetizzate. Chi ha poi preso le stereo 8, le ha buttate, visto che i lettori sono spariti.Tutti contenuti per i quali abbiamo pagato i diritti d'autore.Bene, quindi? Quindi è presto detto: si ricomprano. Che problema c'è?Hai visto, Calamari, che le informazioni e la cultura non sono persi? Si perderebbero se quella copia digitale che abbiamo perso fosse l'unica copia. Ma non è così, ce ne sono quante ne vuoi. Come quando rompi un bicchiere, ne compri un altro. Ovviamente a patto che costi poco, che non sia una cosa preziosa.Ricordo comunque la premessa: questo è il rischio maggiore, la "catastrofe". Se accettiamo tale evenienza, tutto il resto non ci fa un baffo.
      • With the Cabbage scrive:
        Re: La gente se ne frega
        - Scritto da: ruppolo
        Tutti contenuti per i quali abbiamo pagato i
        diritti
        d'autore.
        Bene, quindi? Quindi è presto detto: si
        ricomprano. Che problema
        c'è?
        Accidenti. Sony, BMG, Vivendi & Co dovrebbero farti un monumento: sei il poll... Ehm, il consumatore perfetto. Compri, compri e compri. Sei la ragione principale per cui ogni tentativo di far loro cambiare idea tramite il boicottaggio é destinato a fallire. Sei il soldatino delle major.
        Hai visto, Calamari, che le informazioni e la
        cultura non sono persi? Si perderebbero se quella
        copia digitale che abbiamo perso fosse l'unica
        copia. Ma non è così, ce ne sono quante ne vuoi.Seee, certo. Infatti è per questo che ci sono libri fuori stampa che non si trovano. É per questo che esistono serie TV di cui non esistono più tracce. Immagino che posso andare su Amazon e comprarmi tutta la prima serie di Doctor Who con William Hartnell. Oops, no. E non posso comprarmi il bootleg di un concerto dei Kansas.Posso comprare quello che qualcuno ha deciso che posso comprare.E il futuro é ancora peggio, con la gestione remota dei diritti: vogliamo far sparire un saggio che da fastidio a qualcuno? Fatto. Non ce l'hai più. Ti ridanno i soldi, ma intanto l'informazione è scomparsa.Almeno con la cara vecchia stampa se facevi abbastanza copie, qualcun altro poteva copiarle a sua volta e diffonderla. Adesso l'industria mediatica potrà diventare padrona assoluta della cultura, dell'informazione, in sostanza del modo in cui pensiamo e agiamo.Ma a te, fiero e valoroso soldato delle major, che marci verso il futuro con l'iPod in mano cantando le lodi di Amazon a squarciagola, questo va bene.
      • Eretico scrive:
        Re: La gente se ne frega
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: Funz

        Saranno tutti ca**i suoi, gli starà solo bene,

        come gli sta bene a tutti quelli che hanno

        comprato musica da servizi online poi defunti e

        hanno perso tutto per via del

        DRM.
        ...
        Ma vorrei spendere qualche parola sui maggiori
        rischi, ovvero sulla perdita dei contenuti.
        Perché alla fine è questo il nocciolo della
        questione.
        Prima di tutto non esiste la garanzia assoluta di
        non perdere un contenuto. Posso portare qualche
        esempio personale. Ho perso centinaia di fumetti,
        tra prestati e rovinati (tagliati con le forbici
        dal fratellino piccolo o slegati dall'umidità del
        bagno dove spesso si leggono). Ho perso centinaia
        di riviste perché non avevo posto dove metterle
        durante un trasloco o perché sono finite
        nell'acqua durante qualche allagamento di
        cantina. E naturalmente anche diversi libri sono
        andati
        persi.
        Se ci spostiamo su altri supporti, la musica non
        cambia: audio cassette stereo 7 di 30 anni tutte
        smagnetizzate. Chi ha poi preso le stereo 8, le
        ha buttate, visto che i lettori sono
        spariti.
        Tutti contenuti per i quali abbiamo pagato i
        diritti
        d'autore.
        Bene, quindi? Quindi è presto detto: si
        ricomprano. Che problema
        c'è?L'esempio che hai fatto non è affatto pertinente.Un conto perdere qualcosa a causa di un contratempo/incidente, un conto perdere qualcosa a causa di questioni commerciali che per te dovrebbero essere completamente ininfluenti.
    • Paolo scrive:
      Re: La gente se ne frega
      - Scritto da: Funz
      La gente se ne frega, ma quando uno vorrà
      comprarsi un ebook reader di un'altra marca
      perderà il diritto di leggere tutti i libri che
      ha noleggiato (perché l'acquisto è un'altra cosa)
      fino ad allora, e l'unica alternativa sarà di
      comprarsi un altro kindle.Infatti! Però una domanda: ma Kindle non legge senza problemi i file privi di DRM? Se così fosse, per la migrazione sarebbe sufficiente rimuovere la protezione DRM, che in questo caso rientrerebbe nelle eccezioni all'aggiramento delle protezioni e al reverse-engineering a scopo di interoperabilità secondo la Direttiva 2009/24/EC (articoli 5 e 6).
      • Paolo scrive:
        Re: La gente se ne frega

        rientrerebbe nelle eccezioni all'aggiramento
        delle protezioni Scusate, ovviamente volevo scrivere "eccezioni alla proibizione dell'aggiramento delle protezioni".
  • Eretico scrive:
    Analisi interessante
    Come da titolo.Ovviamente saranno in pochi a soffermarsi su queste considerazioni e si limiteranno ad accontentarsi della comodità data dallo strumento. Del resto la comodità, nella nostra attuale società, la fa da padrona.
  • Stein Franken scrive:
    Grande!
    Come sempre.Peccato che sono relativamente pochi quelli che ascoltano e seguono i consigli e soprattutto il buon senso.
  • ullala scrive:
    bene.
    Bene come al solito Cala!però lasciami fare un pochino di ironia consolatoria e gratuita !Percorso ad exempla?Apprezzo il tuo stile colto e elegante. ......ma ogni tanto ci potrebbe stare un bel vaffa per certa gente!
  • Daniele Pallio scrive:
    Complimenti
    Salve, ho letto e gradito la News, ma penso, che purtroppo, saranno poche le "persone" che capiranno...Mi e' sembrato privo di Identificati Motivi per un Lettore Nuovo...ed auspico ad una Revisione dell'Articolo, per andare piu' a fondo, e far capire i "Pericoli".Con Vero Desiderio che anche gli Altri, capiscano!
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