Intelligenza artificiale, gli ottimisti e i preoccupati

Nuove voci intervengono nel dibattito sull'intelligenza artificiale, e soprattutto sul pericolo alla sopravvivenza della specie umana che le macchine senzienti potrebbero rappresentare. Bill Gates ha paura, qualcun altro no

Roma – Intelligenza artificiale, pericolo di estinzione per la razza umana o la più grande opportunità tecnologica di sempre? Il dibattito, già acceso da tempo, registra ora anche l’ intervento di Eric Horvitz, responsabile della divisione ricerca di Microsoft.

Horvitz fa parte del campo degli “ottimisti”, di quelli cioè che non credono che l’uomo possa perdere il controllo sulla IA – posto che una IA davvero intelligente venga mai creata sul serio . Lo sviluppo di algoritmi e macchine “intelligenti” porteranno enormi benefici a tutti, spiega Horvitz, anche se a maggiori complessità della IA corrisponderà la comparsa di dilemmi di ordine etico.

Chi invece condivide il pessimismo di Elon Musk e Stephen Hawking sulla IA è Bill Gates, che in una sessione di domande e risposte su Reddit si dice preoccupato non per quello che l’intelligenza artificiale può fare ora o potrà fare tra poco tempo, ma per quello che le macchine senzienti saranno in grado di fare da qui a qualche decade.

L’intelligenza artificiale si rivolterà contro il suo creatore? Forse no, ipotizzano ricercatori americani e australiani, se chi si occupa di formare gli esperti di IA dei prossimi anni prenderà a ispirarsi ai classici della letteratura fantascientifica dove la trattazione delle questioni etiche connesse alle macchine senzienti è già pratica comune da decenni.

Alfonso Maruccia

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