Intermediari ad intermittenza

di G. Scorza - La decisione del tribunale spagnolo sul caso Mediaset a confronto con quelle della giustizia italiana. Il ruolo degli intermediari? Lo stabilisce una direttiva europea, ciascuno stato lo interpreta diversamente

Roma – Qualche settimana fa, nel commentare la consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea in relazione alla disciplina, tra l’altro, della responsabilità degli intermediari della comunicazione, scrivevo che le incertezze giurisprudenziali sul ruolo di questi protagonisti del web 2.0 non sono ulteriormente tollerabili e rischiano di produrre conseguenze gravissime nello sviluppo economico e nelle dinamiche dell’innovazione dei diversi Paesi membri dell’Unione Europea. La Sentenza con la quale il Juzgado de lo Mercantil (il Tribunale del commercio) di Madrid lo scorso 22 settembre ha rigettato la domanda risarcitoria proposta da Telecinco – la cugina spagnola delle emittenti televisive di Mediaset – contro YouTube conferma tale esigenza.

Nonostante, infatti, Roma disti da Madrid meno di 2000 Km, la decisione resa dai giudici spagnoli nei giorni scorsi e le due decisioni – sebbene, entrambe, rese in sede cautelare (n.d.r. ovvero nell’ambito di un procedimento d’urgenza a cognizione sommaria) – rese nei mesi scorsi dal Tribunale di Roma sembrano distanti anni luce.
Il Tribunale del commercio di Madrid scrive a chiare lettere che YouTube, in relazione alla gestione della propria piattaforma di videosharing deve essere considerato un intermediario e che, pertanto, i titolari dei diritti d’autore, prima di poter contestare qualsivoglia responsabilità, dovrebbero dimostrare di aver infruttuosamente provato ad utilizzare le procedure di segnalazione e rimozione dei video rese disponibili agli utenti.

A nulla rileva, secondo i giudici spagnoli, la circostanza che YouTube svolga un’attività latu sensu editoriale sull’impaginazione ed organizzazione dei video, che YouTube tragga un profitto dalla propria attività e che la piattaforma sia di sua proprietà.

Vale forse la pena ricordare quanto, invece, stabilito con altrettanta chiarezza dal Tribunale di Roma nell’ordinare a YouTube, in accoglimento della domanda di Mediaset, di rimuovere un centinaio di video del Grande Fratello 10 dalle proprie pagine. ” La normativa – vedi dlgs n. 70/2003 – e la giurisprudenza ” – scrive il tribunale nella propria ordinanza – starebbero ” ormai orientandosi nel senso di una valutazione caso per caso della responsabilità del provider che seppur non è riconducibile ad un generale obbligo di sorveglianza rispetto al contenuto non ritenendosi in grado di operare una verifica di tutti i dati trasmessi che si risolverebbe in una inaccettabile responsabilità oggettiva, tuttavia assoggetta il provider a responsabilità quando non si limiti a fornire la connessione alla rete, ma eroghi servizi aggiuntivi (per es. caching, hosting) e/o predisponga un controllo delle informazioni e, soprattutto quando, consapevole della presenza di materiale sospetto si astenga dall’accertarne la illiceità e dal rimuoverlo o se consapevole dell’antigiuridicità ometta di intervenire “. (Ordinanza 16 dicembre 2009).
Secondo lo stesso Tribunale di Roma, questa volta nell’ordinanza resa a seguito del reclamo proposto da YouTube, peraltro, non apparirebbe ” nemmeno ragionevole sostenere l’assoluta estraneità alla commissione dell’illecito posto che le reclamanti (n.d.r. Google e YouTube) hanno continuato la trasmissione del Grande Fratello nei loro siti internet, organizzando la gestione dei contenuti video anche a fini pubblicitari, nonostante le ripetute diffide ed azioni giudiziarie iniziate da RTI che rivendicava la paternità e titolarità dell’opera… Né può farsi carico a RTI che agisce per la tutela dei propri diritti di fornire alle reclamanti i riferimenti necessari alla esatta individuazione dei singoli materiali caricati sulla piattaforma URLs ” (Ordinanza 22 gennaio 2010).

Due giudizi, stesse parti, stessa identica fattispecie, stesso anno, meno di 2000 km di distanza, due Paesi piuttosto vicini in termini di cultura giuridica ma due decisioni diametralmente opposte nelle conclusioni e nelle motivazioni.

Intendiamoci, chiunque pratichi i Tribunali italiani sa benissimo che l’omogeneità nelle decisioni è un’aspirazione che rimane spesso frustrata persino all’interno degli stessi uffici giudiziari tra Sentenze rese da giudici distanti solo pochi metri. In questo caso, però, la situazione è diversa: si tratta di un servizio globale, erogato in centinaia di paesi ed utilizzato da milioni di utenti per veicolare informazioni, contenuti, idee ed opinioni. Le difformità di trattamento giuridico, specie, nell’ambito della stessa Unione Europea possono dar luogo a gravi distorsioni di tipo economico e sociale e costituiscono, pertanto, un lusso che un Paese (penso all’Europa) non può permettersi.

È urgente, per questo, che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea sia chiamata a pronunciarsi – come, peraltro, già accaduto, sebbene in relazione ad una fattispecie non sovrapponibile a quella in esame, nella recente vicenda Google Adwords – sull’esatta portata della disciplina europea in materia di responsabilità degli intermediari della comunicazione e che la Commissione ed il Parlamento riflettano sull’opportunità di un intervento normativo chiarificatore.

Frattanto, però, è indispensabile che i Giudici italiani, francesi, tedeschi e di ogni altro paese europeo, compiano uno sforzo che gli ordinamenti nazionali, in effetti, non impongono loro: quello di guardare al di là dei confini del proprio Paese e far tesoro delle esperienze e riflessioni compiute dai colleghi stranieri, alla ricerca di un’uniformità nelle decisioni che valga a scongiurare il rischio che si producano nel vecchio continente, isole di a libertà evoluta ed isole – o magari penisole – a libertà contenuta.

Sotto tale profilo i dati pubblicati nei giorni scorsi proprio da Google a proposito delle richieste di rimozione di contenuti dai propri servizi e, in particolare da YouTube, tratteggiano – sebbene nella loro dichiarata approssimazione e non scientificità – una situazione davvero preoccupante con il nostro paese in testa, forse complice proprio la vicenda Mediaset, nella classifica dei paesi nei quali è stato formulato (e accolto) il più alto numero di richieste di rimozione di contenuti dalla piattaforma YouTube.
Nella sola Italia, infatti, nel primo semestre 2010 si sarebbe proceduto alla rimozione – nella più parte dei casi su richiesta privata e non previo provvedimento dell’autorità giudiziaria – di 1639 video, laddove, complessivamente, nei 17 Paesi oggetto della ricerca i video rimossi sarebbero stati 2372. Oltre la metà delle richieste di rimozione pervenute a YouTube in tutto il mondo, dunque, sarebbero pervenute dal nostro paese.
Credo sia evidente a chiunque che la situazione non è ulteriormente sostenibile e che proseguendo su questa strada, il paese rischia davvero di ritrovarsi web-escluso.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
www.guidoscorza.it

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  • pippuz scrive:
    Comprarsi il diritto all'oblio
    So per esperienza diretta (ovviamente non posso fare nomi) di personaggi condannati (di cui uno un annetto fa) che, di fatto, comprano il proprio diritto all'oblio. Come? Invece di citare Google, attirandosi solo pubblicità negativa, pagano alcune società per "pulire" la propria reputazione. Le società suddette creano contenuti (di interesse relativo) a nome del soggetto interessato, in maniera tale che i risultati "sfavorevoli" finiscano in seconda pagina o, possibilmente, anche più in là, comunque lontano dai primi risultati.Non ne sono sicuro, ma mi pare che si occupino anche delle ricerche relative al nome del soggetto, in maniera da evitare associazione sgradite (seppur fondate).
    • bubba scrive:
      Re: Comprarsi il diritto all'oblio
      - Scritto da: pippuz
      So per esperienza diretta (ovviamente non posso
      fare nomi) di personaggi condannati (di cui uno
      un annetto fa) che, di fatto, comprano il proprio
      diritto all'oblio. Come? Invece di citare Google,
      attirandosi solo pubblicità negativa, pagano
      alcune società per "pulire" la propria
      reputazione. Le società suddette creano contenuti
      (di interesse relativo) a nome del soggetto
      interessato, in maniera tale che i risultati
      "sfavorevoli" finiscano in seconda pagina o,
      possibilmente, anche più in là, comunque lontano
      dai primi
      risultati.
      Non ne sono sicuro, ma mi pare che si occupino
      anche delle ricerche relative al nome del
      soggetto, in maniera da evitare associazione
      sgradite (seppur
      fondate).non e' una cosa segreta. Ci sono societa' che fanno proprio questo di lavoro (ho visto solo societa' made in usa... ma ci saranno anche qua).E' una cosa patetica e penosa... ma tant'e'...
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: Comprarsi il diritto all'oblio
        Del resto ci sono società che campano creando beni virtuali nei MMO
  • Miao scrive:
    Diritto all'oblio.
    Lasciando stare le XXXXXXX sulla pedofilia e il terrorismo, anche esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe esercitato nei confrontidei siti che riportano la notizia, non di Google che la indicizza.Per quanto riguarda il fatto che Google non abbia dimostrato la neutralita' nella scelta dei suggerimenti sono veramente curioso di sapere quali criteri richiedeva il giudice per la dimostrazione... perche' non posso credere che ci sia qualcuno dentro google che decida a manina qualisuggerimenti debbano avere la priorita'... anche solo per la mole di dati da gestire.Il problema evidente di queste sentenze e' che applicano leggi pensate per l'editoria tradizionale a cose che con i giornali stampati non hanno piu' nulla in comune.
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: Diritto all'oblio.
      - Scritto da: Miao
      Lasciando stare le XXXXXXX sulla pedofilia e il
      terrorismo, anche

      esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe
      esercitato nei
      confronti
      dei siti che riportano la notizia, non di Google
      che la
      indicizza.Si vede che non hai capito la questione.Se Google si limitasse a indicizzare il sito, nessuno potrebbe dire niente.La questione verte sul suggerimento automatico delle parole alla digitazione nel campo di ricerca.
      • Mortimer scrive:
        Re: Diritto all'oblio.
        - Scritto da: Momento di inerzia
        - Scritto da: Miao

        Lasciando stare le XXXXXXX sulla pedofilia e il

        terrorismo, anche



        esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe

        esercitato nei

        confronti

        dei siti che riportano la notizia, non di Google

        che la

        indicizza.

        Si vede che non hai capito la questione.
        Se Google si limitasse a indicizzare il sito,
        nessuno potrebbe dire
        niente.
        La questione verte sul suggerimento automatico
        delle parole alla digitazione nel campo di
        ricerca.Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti gli utenti di google esclude la persecuzione dovuta ad obsolescenza dell'informazione.L'associazione tra fatti sgraditi e persona è dovuta ad un evidente interesse pubblico (viene cercato il termine) ed alla sua attualità (viene cercato il termine), nonché alla presenza di pagine collegate a quell'argomento.Non esiste una "discrezionalità" del suggerimento: non è google a causare il vulnus, ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli internauti.Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere un bavaglio non a google, ma alle persone che lo usano. Una violazione, alla libertà di parola ed informazione, ben più grave del "diritto all'oblio" di un ex-criminale.
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: Diritto all'oblio.
          - Scritto da: Mortimer
          Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti
          gli utenti di google esclude la persecuzione
          dovuta ad obsolescenza
          dell'informazione.Questo farebbe scattare automaticamente un proXXXXX autoalimentato che è incompatibile col diritto all'oblio.Sarebbe come dire che siccome uno che piange a Studio Aperto fa 3 milioni di spettatori, Studio Aperto ha diritto di esporlo vita natural durante e anche oltre.
          Non esiste una "discrezionalità" del
          suggerimento: non è google a causare il vulnus,
          ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli
          internauti.Se Google non è riuscita a dimostrarlo in tribunale un motivo ci sarà, non credi?Magari la cosa non è così semplice.Magari Google effettivamente mette le mani sul risultato semplicemente matematico.
          Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere
          un bavaglio non a google, ma alle persone che lo
          usano. Una violazione, alla libertà di parola ed
          informazione, ben più grave del "diritto
          all'oblio" di un
          ex-criminale.Non è vero: i risultati delle ricerche non ne vengono inficiati, quindi il diritto all'informazione e alla libertà di parola non è compromesso.Come in tutte le cose, c'è modo e modo di esporre le cose.Quello dei suggerimenti automatici è comodo per tutti, ma è incompatibile con il diritto all'oblio.
          • Mortimer scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: Momento di inerzia
            - Scritto da: Mortimer

            Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti

            gli utenti di google esclude la persecuzione

            dovuta ad obsolescenza

            dell'informazione.

            Questo farebbe scattare automaticamente un
            proXXXXX autoalimentato che è incompatibile col
            diritto
            all'oblio.
            Sarebbe come dire che siccome uno che piange a
            Studio Aperto fa 3 milioni di spettatori, Studio
            Aperto ha diritto di esporlo vita natural durante
            e anche
            oltre.Con la differenza che Google non è Studio Aperto, non è gruppo di persone che si riuniscono e decidono quali notizie dare. Google non è un sito di contenuti: è un motore di ricerca, il suo compito è mostrare quello che c'è in rete e non essere compiacente verso questa o quella persona.

            Non esiste una "discrezionalità" del

            suggerimento: non è google a causare il vulnus,

            ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli

            internauti.

            Se Google non è riuscita a dimostrarlo in
            tribunale un motivo ci sarà, non
            credi?
            Magari la cosa non è così semplice.
            Magari Google effettivamente mette le mani sul
            risultato semplicemente matematico.Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei capire che cosa possa XXXXXXX a google di manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi), oppure no.Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed il fatto stesso che Google venga chiamato a "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a meno che la presunzione di innocenza non funzioni diversamente in Francia.

            Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere

            un bavaglio non a google, ma alle persone che lo

            usano. Una violazione, alla libertà di parola ed

            informazione, ben più grave del "diritto

            all'oblio" di un

            ex-criminale.

            Non è vero: i risultati delle ricerche non ne
            vengono inficiati, quindi il diritto
            all'informazione e alla libertà di parola non è
            compromesso.Viene inficiato il funzionamento di uno strumento che nulla ha a che fare con la scelta discrezionale. Uno strumento che si basa sugli stessi principi dei risultati di ricerca. Non c'è alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i "risultati" perché quei suggerimenti non sono il consiglio di un amico ma il frutto di una statistica.
            Come in tutte le cose, c'è modo e modo di esporre
            le cose.
            Quello dei suggerimenti automatici è comodo per
            tutti, ma è incompatibile con il diritto
            all'oblio.Dipende dai contesti, google non è li per dare "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare un giornalista o un blogger, google è uno strumento: non è google a scegliere e nemmeno a doverlo fare.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: Mortimer
            Con la differenza che Google non è Studio Aperto,
            non è gruppo di persone che si riuniscono e
            decidono quali notizie dare. Google non è un sitoCome no? hai appena detto che il suggerimento viene esposto in base alle ricerche degli utenti.E' come se si riunissero centinaia di migliaia di persone sul sito e decidessero quale argomento deve andare in testa.
            di contenuti: è un motore di ricerca, il suo
            compito è mostrare quello che c'è in rete e non
            essere compiacente verso questa o quella
            persona.Il suggerimento nel campo di ricerca non è qualcosa che è in rete, ma qualcosa che è solo nei server di Google.I risultati della ricerca, quelli si, stanno su internet.
            Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti
            delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei
            capire che cosa possa XXXXXXX a google di
            manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi),
            oppure
            no.Il punto non è che Google manipoli i dai di quel disgraziato in particolare, ma che i manipoliIn questo modo non può dimostrare che l'algoritmo è completamente automatico.In pratica si può dire "ma tu li manipoli solo per quello che ti fa comodo?"
            Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed
            il fatto stesso che Google venga chiamato a
            "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a
            meno che la presunzione di innocenza non funzioni
            diversamente in
            Francia.Invece vengono manipolati.Infatti vengono esclusi particolari suggerimenti ritenuti offensivi per ditte e Stati.Hai presente Google Cina?
            Viene inficiato il funzionamento di uno strumento
            che nulla ha a che fare con la scelta
            discrezionale. Uno strumento che si basa sugliQuesto lo dici tu.Ma se nemmeno Google è riuscita a dimostrarlo, magari puoi provarci tu.Fatti assumere da Google, magari ti presentano come esperto in appello.
            stessi principi dei risultati di ricerca. Non c'è
            alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i
            "risultati" perché quei suggerimenti non sono il
            consiglio di un amico ma il frutto di una
            statistica.Non è vero.I risultati stanno su internet e Google non ha nessun potere di intervento su di essi.I suggerimenti no.
            Dipende dai contesti, google non è li per dare
            "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare
            un giornalista o un blogger, google è uno
            strumento: non è google a scegliere e nemmeno a
            doverlo
            fare.I suggerimenti sono un'opinione: Google è del parere che indichino l'importanza di una determinata ricerca.
          • ChristianTN scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: Momento di inerzia
            - Scritto da: Mortimer

            Con la differenza che Google non è Studio
            Aperto,

            non è gruppo di persone che si riuniscono e

            decidono quali notizie dare. Google non è un
            sito

            Come no? hai appena detto che il suggerimento
            viene esposto in base alle ricerche degli
            utenti.
            E' come se si riunissero centinaia di migliaia di
            persone sul sito e decidessero quale argomento
            deve andare in
            testa.


            di contenuti: è un motore di ricerca, il suo

            compito è mostrare quello che c'è in rete e non

            essere compiacente verso questa o quella

            persona.

            Il suggerimento nel campo di ricerca non è
            qualcosa che è in rete, ma qualcosa che è solo
            nei server di
            Google.
            I risultati della ricerca, quelli si, stanno su
            internet.


            Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti

            delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei

            capire che cosa possa XXXXXXX a google di

            manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi),

            oppure

            no.

            Il punto non è che Google manipoli i dai di quel
            disgraziato in particolare, ma che i
            manipoli
            In questo modo non può dimostrare che l'algoritmo
            è completamente
            automatico.
            In pratica si può dire "ma tu li manipoli solo
            per quello che ti fa
            comodo?"


            Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed

            il fatto stesso che Google venga chiamato a

            "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a

            meno che la presunzione di innocenza non
            funzioni

            diversamente in

            Francia.

            Invece vengono manipolati.
            Infatti vengono esclusi particolari suggerimenti
            ritenuti offensivi per ditte e
            Stati.
            Hai presente Google Cina?


            Viene inficiato il funzionamento di uno
            strumento

            che nulla ha a che fare con la scelta

            discrezionale. Uno strumento che si basa sugli

            Questo lo dici tu.
            Ma se nemmeno Google è riuscita a dimostrarlo,
            magari puoi provarci
            tu.
            Fatti assumere da Google, magari ti presentano
            come esperto in
            appello.


            stessi principi dei risultati di ricerca. Non
            c'è

            alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i

            "risultati" perché quei suggerimenti non sono il

            consiglio di un amico ma il frutto di una

            statistica.

            Non è vero.
            I risultati stanno su internet e Google non ha
            nessun potere di intervento su di
            essi.
            I suggerimenti no.


            Dipende dai contesti, google non è li per dare

            "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare

            un giornalista o un blogger, google è uno

            strumento: non è google a scegliere e nemmeno a

            doverlo

            fare.

            I suggerimenti sono un'opinione: Google è del
            parere che indichino l'importanza di una
            determinata
            ricerca.quoto momento di inerzia, nel campo "suggerimenti" google è responsabile...aldilà che il dato sia puramente matematico ne risponde, in quanto risultato del suo prodotto, profit o non profit, automatico o manuale che esso sia...non è importante come il risultato sia ottenuto, essendo un prodotto il produttore è responsabile che sia conforme alla leggealtrimenti è come deresponsabilizzare qualsiasi autore da quel che dice perché ha solo accomunato parole create dagli altri sia che il suo cervello sia connesso che nono che l'individuo possa dire qualsiasi cosa perché l'ha letto su un giornale fazioso o su un muro lungo una stradase google demanda ad un cervello elettronico la propria razionalità, poi ne risponde in solido... questo mi sembra estremamente coerentequindi se esiste un diritto all'oblio esso va rispettato e la sentenza è giusta
      • gerry scrive:
        Re: Diritto all'oblio.
        - Scritto da: Momento di inerzia
        Guarda che non salta niente.
        Tu scrivi Berlusconi e Google fa la ricerca.
        Se il primo sito dice P2, puoi cliccarlo senza
        problemi.
        Ma l'esposizione diretta del dato non ancora
        richiesto va contro il principio del diritto
        all'oblio.E' differente da quello che viene sancito però.Qui non si tratta di filtrare dei risultati, si tratta di dire che il meccanismo stesso del suggerimento è illegittimo.Questo è sicuramente più condivisibile di un generico "vanno filtrati i risultati del suggerimento".
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: Diritto all'oblio.
          Secondo me confondi le due cose dicendo "risultati del suggerimento"I risultati non sono filtrati, i suggerimenti si.
      • Mettiuz scrive:
        Re: Diritto all'oblio.
        - Scritto da: Momento di inerzia
        Si vede che non hai capito la questione.
        Se Google si limitasse a indicizzare il sito,
        nessuno potrebbe dire
        niente.
        La questione verte sul suggerimento automatico
        delle parole alla digitazione nel campo di
        ricerca.Il suggerimento deriva dall'indicizzazione e dalle ricerche effettuate con quelle parole chiave.
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: Diritto all'oblio.
          - Scritto da: Mettiuz
          - Scritto da: Momento di inerzia

          Si vede che non hai capito la questione.

          Se Google si limitasse a indicizzare il sito,

          nessuno potrebbe dire

          niente.

          La questione verte sul suggerimento automatico

          delle parole alla digitazione nel campo di

          ricerca.

          Il suggerimento deriva dall'indicizzazione e
          dalle ricerche effettuate con quelle parole
          chiave.Se vuoi provare a dimostrarlo, sono sicuro che Google sarà molto interessata, dato che non è riuscita a dimostrarlo in prima persona.
    • pippo75 scrive:
      Re: Diritto all'oblio.

      Il problema evidente di queste sentenze e' che
      applicano leggi pensate per l'editoria
      tradizionale a cose che con i giornali stampati
      non hanno piu' nulla in
      comune.Le sentenze a prescindere dalla nostra approvazione o no, dovrebbero seguire le leggi e solo quelle.Dovrebbero.
      • gerry scrive:
        Re: Diritto all'oblio.
        - Scritto da: pippo75
        Le sentenze a prescindere dalla nostra
        approvazione o no, dovrebbero seguire le leggi e
        solo
        quelle.
        Dovrebbero.O più facilmente le leggi sono inadeguate ai tempi.
    • Alessandrox scrive:
      Re: Diritto all'oblio.
      Dei delinquenti richiedono il loro diritto all' oblio quando spesso a chi è stato ingiustamente accusato e diffamato dai media non gli è nemmeno conXXXXX il DIRITTO ALLA RETTIFICA! Il loro "diritto all' oblio" se lo possono cacciare dove ben sanno.Nella vita basta comportarsi onestamente , dopodichè qualsiasi eventuale "macchia" sulla fedina potrebbe anche diventare un è punto di orgoglio (come x chi si difende legittimamente dagli abusi che pure ci sono anche nelle forze dell' ordine) e allora del "diritto all' oblio" non ne sentiranno più la necessità.- Scritto da: Miao
      Lasciando stare le XXXXXXX sulla pedofilia e il
      terrorismo, anche

      esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe
      esercitato nei
      confronti
      dei siti che riportano la notizia, non di Google
      che la
      indicizza.

      Per quanto riguarda il fatto che Google non abbia
      dimostrato la neutralita' nella scelta dei
      suggerimenti sono veramente curioso di sapere
      quali criteri richiedeva il giudice per la
      dimostrazione... perche' non posso credere che ci
      sia qualcuno dentro google che decida a manina
      quali
      suggerimenti debbano avere la priorita'... anche
      solo per la mole di dati da
      gestire.

      Il problema evidente di queste sentenze e' che
      applicano leggi pensate per l'editoria
      tradizionale a cose che con i giornali stampati
      non hanno piu' nulla in
      comune.
      • kurdt scrive:
        Re: Diritto all'oblio.
        - Scritto da: Alessandrox
        Dei delinquenti richiedono il loro diritto all'
        oblio
        quando

        spesso a chi è stato ingiustamente accusato
        e diffamato dai media non gli è nemmeno conXXXXX
        il DIRITTO ALLA
        RETTIFICA! Beh,non è che un ingiustizia più un altra ingiustizia facciano una giustizia eh.

        Nella vita basta comportarsi onestamente ,
        dopodichè qualsiasi eventuale "macchia" sulla
        fedina potrebbe anche diventare un è punto di
        orgoglio (come x chi si difende legittimamente
        dagli abusi che pure ci sono anche nelle forze
        dell' ordine) e allora del "diritto all' oblio"
        non ne sentiranno più la
        necessità.Sciocchezze che potrebbe pensare solo un ragazzino,nel tuo ipotetico mondo perfetto,dove la gente porta le condanne come medaglie,l'ipotetico datore di lavoro perfetto,che scopre che sei stato condannato per peculato,ti assume.Non sto nemmeno a spiegarti perchè non è realistico.

        - Scritto da: Miao

        Lasciando stare le XXXXXXX sulla pedofilia e il

        terrorismo, anche



        esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe

        esercitato nei

        confronti

        dei siti che riportano la notizia, non di Google

        che la

        indicizza.



        Per quanto riguarda il fatto che Google non
        abbia

        dimostrato la neutralita' nella scelta dei

        suggerimenti sono veramente curioso di sapere

        quali criteri richiedeva il giudice per la

        dimostrazione... perche' non posso credere che
        ci

        sia qualcuno dentro google che decida a manina

        quali

        suggerimenti debbano avere la priorita'... anche

        solo per la mole di dati da

        gestire.



        Il problema evidente di queste sentenze e' che

        applicano leggi pensate per l'editoria

        tradizionale a cose che con i giornali stampati

        non hanno piu' nulla in

        comune.Ci sto pensando su anch'io,ovviamente google non indicizza a mano,sarebbe da leggere la sentenza.
        • pippuz scrive:
          Re: Diritto all'oblio.

          Sciocchezze che potrebbe pensare solo un
          ragazzino,nel tuo ipotetico mondo perfetto,dove
          la gente porta le condanne come
          medaglie,l'ipotetico datore di lavoro
          perfetto,che scopre che sei stato condannato per
          peculato,ti assume.

          Non sto nemmeno a spiegarti perchè non è
          realistico.Non so dove tu viva, ma in Italia questo accade quotidianamente; anzi, il "datore di lavoro" è la persona più potente che c'è, sia a livello economico che a livello politico. Il datore di lavoro è tutt'altro che perfetto.Che non sia replicabile in altre circostanze e quindi inverosimile è un altro discorso, ma in Italia questo accade, da anni.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: pippuz

            Sciocchezze che potrebbe pensare solo un

            ragazzino,nel tuo ipotetico mondo perfetto,dove

            la gente porta le condanne come

            medaglie,l'ipotetico datore di lavoro

            perfetto,che scopre che sei stato condannato per

            peculato,ti assume.



            Non sto nemmeno a spiegarti perchè non è

            realistico.

            Non so dove tu viva, ma in Italia questo accade
            quotidianamente; anzi, il "datore di lavoro" è la
            persona più potente che c'è, sia a livello
            economico che a livello politico. Il datore di
            lavoro è tutt'altro che
            perfetto.

            Che non sia replicabile in altre circostanze e
            quindi inverosimile è un altro discorso, ma in
            Italia questo accade, da
            anni.Cioè tu vorresti farmi credere che un datore di lavoro, una volta scoperto che sei stato condannato per, non so, furto d'auto, dopo ti assume?
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Cioè tu vorresti farmi credere che un datore di
            lavoro, una volta scoperto che sei stato
            condannato per, non so, furto d'auto, dopo ti
            assume?Un condannato per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti è stato recentemente nominato ministro, salvo doversi poi dimettere qualche giorno dopo la sua nomina. Poco dopo, per la cronaca, è stato condannato anche per ricettazione e appropriazione indebita.Un tipo, tre arresti e vari procedimenti penali per truffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione, con condanne per assegni a vuoto e per truffa ha trovato lavoro come stalliere. Un altro tipo, presidente di regione, dopo essere stato condannato per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio (condanna, fra l'altro, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici) è diventato senatore.Un tale, ex capo della Digos di una città del nord Italia che da sul mare, condannato per l'irruzione in una scuola e per induzione alla falsa testimonianza, è stato promosso questore. Un altro tale, arrestato per aver depistato le indagini sulle tangenti di una nota società alla Guardia di Finanza e condannato è stato "promosso" deputato.Ci sarebbero altri esempi, ma per il momento mi pare sufficiente.Con questo non voglio dire che sia la normalità, ma accade.
          • panda rossa scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: pippuz

            Ci sarebbero altri esempi, ma per il momento mi
            pare
            sufficiente.Si, ma tu hai limitato solo il caso di personaggi che vengono assunti o ricevono incarichi.Ci sono pure quelli che dopo aver messo a curriculum il fallimento dell'eseme di maturita' per tre anni consecutivi, vengono eletti in regione.
            Con questo non voglio dire che sia la normalità,
            ma accade.Nel mondo d'oggi ostentare i propri fallimenti rende le persone piu' piacevoli alla massa che meglio si identifica in essi.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Nel mondo d'oggi ostentare i propri fallimenti
            rende le persone piu' piacevoli alla massa che
            meglio si identifica in
            essi.Ma ti rendi conto che nel mondo reale quello che stai dicendo non esiste da nessuna parte?Comincio a credere che molti qui non abbiano mai cercato lavoro.State citando la politica senza darvi conto che la politica NON è un sistema termodinamicamente stabile, consuma molto più di quello che produce.Prova ad andare in una qualunque azienda con un curriculum dove c'è scritto:"Licenziato da/in data per incompetenza""Cacciato per furto di dati"ETC ETCAh se ti assumono!Sicuro!
          • panda rossa scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: kurdt
            Prova ad andare in una qualunque azienda con un
            curriculum dove c'è
            scritto:


            "Licenziato da/in data per incompetenza"
            "Cacciato per furto di dati"In una azienda agricola sai che cosa gl'importa...Una azienda tecnologica, se sei stato precedentemente cacciato per incompetenza, fa benissimo a non perdere tempo con te.
          • ChristianTN scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            Prova ad andare in una qualunque azienda con un

            curriculum dove c'è

            scritto:





            "Licenziato da/in data per incompetenza"

            "Cacciato per furto di dati"

            In una azienda agricola sai che cosa gl'importa...

            Una azienda tecnologica, se sei stato
            precedentemente cacciato per incompetenza, fa
            benissimo a non perdere tempo con
            te.e torniamo al detto "in informatica, troppe braccia rubate all'agricoltura" :D
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            Prova ad andare in una qualunque azienda con un

            curriculum dove c'è

            scritto:





            "Licenziato da/in data per incompetenza"

            "Cacciato per furto di dati"

            In una azienda agricola sai che cosa gl'importa...Tu non hai mai lavorato da nessuna parte, e si vede, in un azienda agricola non ci pensano due volte a cacciarlo a calci in XXXX, il ladro.O credi che conoscano la differenza?
            Una azienda tecnologica, se sei stato
            precedentemente cacciato per incompetenza, fa
            benissimo a non perdere tempo con
            te.Ma scusa, sei schizzofrenico?Fino a due post fa sostenevi che in italia si assume per incompetenza, invece che per competenza, ti dimostro che non è così, e cosa fai?Te ne esci con questa nuova banalità?Sono basito.
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Ma ti rendi conto che nel mondo reale quello che
            stai dicendo non esiste da nessuna
            parte?

            Comincio a credere che molti qui non abbiano mai
            cercato
            lavoro.

            State citando la politica senza darvi conto che
            la politica NON è un sistema termodinamicamente
            stabile, consuma molto più di quello che
            produce.Non vale solo per la politica. Il punto è che tu vivi in un mondo perfetto, dove le nostre credenziali fanno sempre da discrimine per farci assumere oppure no, mentre io vivo (per il momento) in Italia, dover l'assunzione (oltre che per motivi politici) può essere dettata da familismo (quanti lavorano nell'azienda del genitore / parente, pur essendo incompetente), raccomandazioni, bustarelle (tu assumi la persona x io ti faccio avere l'appalto che ti cambia la vita), prestazioni sessuali in cambio di lavoro, minacce, ricatti e via dicendo. Dove vivi? Accade solo in politica? No, è che lo scenario politico è quello più visibile e che rende più semplice portare degli esempi. Potrei citarti Fabrizio Corona, Cesare Geronzi e tanti altri.Il punto è che l'argomentazione secondo la quale senza diritto all'oblio diventa impossibile trovare lavoro (sintetizzata alla grande) è incompleta: diventa impossibile a meno di non riuscire a fare leva su altre cose.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            Il punto è che tu
            vivi in un mondo perfetto, dove le nostre
            credenziali fanno sempre da discrimine per farci
            assumere oppure no, mentre io vivo (per il
            momento) in Italia, dover l'assunzione (oltre che
            per motivi politici) può essere dettata da
            familismo (quanti lavorano nell'azienda del
            genitore / parente, pur essendo incompetente),
            raccomandazioni, bustarelle (tu assumi la persona
            x io ti faccio avere l'appalto che ti cambia la
            vita)Embè? per quanto ci siano queste cose,le stesse ci sono ovunque, non credere,ora vivo in spagna, ed è la stessa storia.Credi che le discriminanti siano secondarie? allora mettiamola così,se il tizio di cui stiamo parlando non ha amicizie mafiose,non fa parte di potentati etc etc,non ha nessuna possibilità di trovare lavoro.Ed in ogni caso il discorso dell'Italia mafiosa/potentato/lavoro solo agli amici e giù luoghi comuni, e una "mezza" scemenza.Semplicemente perchè è così dappertutto. Potrei citarti Fabrizio
            Corona, Cesare Geronzi e tanti
            altri.Ma citami una persona che non stia in televisione,per favore,che quella è la minoranza cialtrona della nazione.
            Il punto è che l'argomentazione secondo la quale
            senza diritto all'oblio diventa impossibile
            trovare lavoro (sintetizzata alla grande) è
            incompleta: diventa impossibile a meno di non
            riuscire a fare leva su altre
            cose.E' ovvio che sia incompleto,ma non esiste nessuna legge e nessun principio perfetti e immodificabili, resta il fatto che quella sul diritto all'oblio sia una buona legge.
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Embè? per quanto ci siano queste cose,le stesse
            ci sono ovunque, non credere,ora vivo in spagna,
            ed è la stessa storia.Quindi?
            Credi che le discriminanti siano secondarie?
            allora mettiamola così,se il tizio di cui stiamo
            parlando non ha amicizie mafiose,non fa parte di
            potentati etc etc,non ha nessuna possibilità di
            trovare lavoro.Dai tuoi discorsi sembra che tutto dipenda dal diritto all'oblio, mentre ci sono persone che pur condannate sono riuscite a restare sulla cresta dell'onda. Ovvio che pure quello incide, ma non è così decisivo come pensi tu.
            Ed in ogni caso il discorso dell'Italia
            mafiosa/potentato/lavoro solo agli amici e giù
            luoghi comuni, e una "mezza" scemenza.Lavoro solo agli amici? Guarda che questo lo dici tu, non io. Se uno ti fa degli esempi "negativi", non vuol dire che questi siano la norma (anche se certi comportamenti sono assai diffusi nella società italiana). Non è che se un giudice viene corrotto, tutti i giudici sono corrotti. Semplicemente dimostra che ci sono giudici corruttibili.
            Semplicemente perchè è così dappertutto.A livello di società forse si, a livello di istituzioni di un Paese (restando nel mondo occidentale), no.
            Ma citami una persona che non stia in
            televisione,per favore,che quella è la minoranza
            cialtrona della nazione.Come detto prima, potrei farti esempi molto meno famosi, di un elettricista che passa la mazzetta a chi sceglie all'interno di un'azienda quali lavori fare, dei regali personali che un fornitore fa al responsabile dell'ufficio acquisti, etc. (casi reali, eh). Tutti casi di persone, non di "minoranza cialtrona della nazione". Quelli sono casi più evidenti, più noti e quindi simbolici.

            Il punto è che l'argomentazione secondo la quale

            senza diritto all'oblio diventa impossibile

            trovare lavoro (sintetizzata alla grande) è

            incompleta: diventa impossibile a meno di non

            riuscire a fare leva su altre

            cose.

            E' ovvio che sia incompleto,ma non esiste nessuna
            legge e nessun principio perfetti e
            immodificabili, resta il fatto che quella sul
            diritto all'oblio sia una buona legge.Non lo metto in dubbio, ma secondo te se Google suggerisce "mafioso" dopo "mario" è impossibile che trovi lavoro; io ti ho dimostrato che ci sono molti più fattori che incidono su quelle possibilità, fattori probabilmente anche più determinanti.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Non lo metto in dubbio, ma secondo te se Google
            suggerisce "mafioso" dopo "mario" è impossibile
            che trovi lavoro; io ti ho dimostrato che ci sono
            molti più fattori che incidono su quelle
            possibilità, fattori probabilmente anche più
            determinanti.Mai detto niente del genere, prima di rispondere dovresti leggere.Io dico solo che riduce potenzialmente le sue possibilità di trovare lavoro.E va contro la legge.
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Mai detto niente del genere, prima di rispondere
            dovresti
            leggere.
            Io dico solo che riduce potenzialmente le sue
            possibilità di trovare
            lavoro."Cioè tu vorresti farmi credere che un datore di lavoro, una volta scoperto che sei stato condannato per, non so, furto d'auto, dopo ti assume?"Questo a casa mia non significa "riduce potenzialmente le sue possibilità". A casa tua, non so.
            E va contro la legge.Un altro paio di maniche. Non conosco abbastanza la legge, né ci ho riflettuto abbastanza (il discorso non mi appassiona), non è questo il punto. Tu dai per scontato condizioni che, almeno in Italia, ma non solo, scontate non sono. Il sapere che un tipo è stato condannato incide ovviamente sulle sue possibilità di assunzione e ci mancherebbe che non fosse così. Poi se Google suggerisce "mafioso" dopo "mario" e un datore di lavoro non lo assume per questo, non vorrei lavorare o avere a che fare con quell'azienda.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: pippuz

            Mai detto niente del genere, prima di rispondere

            dovresti

            leggere.

            Io dico solo che riduce potenzialmente le sue

            possibilità di trovare

            lavoro.


            "Cioè tu vorresti farmi credere che un datore di
            lavoro, una volta scoperto che sei stato
            condannato per, non so, furto d'auto, dopo ti
            assume?"

            Questo a casa mia non significa "riduce
            potenzialmente le sue possibilità". A casa tua,
            non
            so.Santo dio.Intendo dire che avere quel suggerimento presente sul motore di ricerca,potenzialmente (nel caso che il datore lo veda) riduce la possibilità finanche a 0

            E va contro la legge.

            Un altro paio di maniche. Non conosco abbastanza
            la legge, né ci ho riflettuto abbastanza (il
            discorso non mi appassiona), non è questo il
            punto. Tu dai per scontato condizioni che, almeno
            in Italia, ma non solo, scontate non sono. Il
            sapere che un tipo è stato condannato incide
            ovviamente sulle sue possibilità di assunzione e
            ci mancherebbe che non fosse così. Poi se Google
            suggerisce "mafioso" dopo "mario" e un datore di
            lavoro non lo assume per questo, non vorrei
            lavorare o avere a che fare con
            quell'azienda.Tu no,ma uno che ha bisogno di lavorare si.E con questo chiudo la discussione, tanto l'argomento "non ti appassiona"
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: kurdt

            Nel mondo d'oggi ostentare i propri fallimenti

            rende le persone piu' piacevoli alla massa che

            meglio si identifica in

            essi.

            Ma ti rendi conto che nel mondo reale quello che
            stai dicendo non esiste da nessuna
            parte?Purtroppo invece non è così: l'esempio politico è lampante, ci sono interi partiti che non fanno leva sulla propria capacità ma sulla vicinanza alla gente, sul fatto di essere "uno del popolo" e non "intelettuali chiusi nel palazzo di vetro", tanto per fare qualche citazione. L'estetista di un politico si candida? Giusto, perché nelle istituzioni ci deve essere gente "che fa parte del popolo", non cambia nulla se non ha alcuna competenza al di fuori del fare l'estetista (per fare un esempio, eh, se ne potrebbero fare a decine).Fra l'altro, almeno uno degli esempi fatti prima non era dettato da ragioni politiche: il proprietario della "stalla" dove lavorava allo "stalliere" al tempo non era un politico (anche se i politici li conosceva bene, quantomeno). Il fatto è che funziona così a tutti i livelli, l'importanza del diritto all'oblio mi pare (purtroppo) marginale.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.


            Purtroppo invece non è così: l'esempio politico è
            lampante, ci sono interi partiti che non fanno
            leva sulla propria capacità ma sulla vicinanza
            alla gente, sul fatto di essere "uno del popolo"
            e non "intelettuali chiusi nel palazzo di vetro",
            tanto per fare qualche citazione. L'estetista di
            un politico si candida? Giusto, perché nelle
            istituzioni ci deve essere gente "che fa parte
            del popolo", non cambia nulla se non ha alcuna
            competenza al di fuori del fare l'estetista (per
            fare un esempio, eh, se ne potrebbero fare a
            decine).

            Fra l'altro, almeno uno degli esempi fatti prima
            non era dettato da ragioni politiche: il
            proprietario della "stalla" dove lavorava allo
            "stalliere" al tempo non era un politico (anche
            se i politici li conosceva bene, quantomeno). Il
            fatto è che funziona così a tutti i livelli,
            l'importanza del diritto all'oblio mi pare
            (purtroppo)
            marginale.Non ti rendi conto che stai citando una componente sociale che non inficia nemmeno per l'1% la popolazione nazionale, e la stai prendendo ad esempio.La parte "ricca e nobile"Ma risolvere la questione è semplice ed immediata.Facciamo una prova empirica, allora, scriviamo due curriculum differenti, uno pieno di successi e robe serie, e uno pieno di fallimenti, e magari ci aggiungiamo una condanna per furto d'auto.Poi mandiamo i due curriculum alle due aziende,vediamo chi chiamano per primo, ok?
          • pippuz scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Non ti rendi conto che stai citando una
            componente sociale che non inficia nemmeno per
            l'1% la popolazione nazionale, e la stai
            prendendo ad esempio.L'1%? Ottimista. In (quasi) ogni realtà c'è chi lavora non perché competente, ma perché figlio / amico / fratello, o per gli altri motivi già citati.
            Facciamo una prova empirica, allora, scriviamo
            due curriculum differenti, uno pieno di successi
            e robe serie, e uno pieno di fallimenti, e magari
            ci aggiungiamo una condanna per furto d'auto.

            Poi mandiamo i due curriculum alle due
            aziende,vediamo chi chiamano per primo,
            ok?So what? Ho detto il contrario, forse? Fra l'altro, ci mancherebbe e in questo caso non c'è diritto all'oblio che tenga.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            Embè?
        • kurdt scrive:
          Re: Diritto all'oblio.
          Guarda che nessuno sta mettendo in dubbio la possibilità di fare una cosa del genere, si critica solo il fatto che dopo che passa un tempo ragionevole, quell'informazione ti venga sbattuta in faccia senza che tu la richieda.
          • kurdt scrive:
            Re: Diritto all'oblio.

            Non in rete!
            In rete non c'e' la notizia in piccolo a pagina
            12.
            C'e' solo la notizia.Balle, in rete le notizie arrivano dal mondo reale, e come nel mondo reale, l'assoluzione fa meno notizia di una condanna, quanti sono i blogger che commentano le assoluzioni eh?Odio fare capitan ovvio.Ma qui sembra necessario.
          • panda rossa scrive:
            Re: Diritto all'oblio.
            - Scritto da: kurdt

            Non in rete!

            In rete non c'e' la notizia in piccolo a pagina

            12.

            C'e' solo la notizia.

            Balle, in rete le notizie arrivano dal mondo
            reale, e come nel mondo reale, l'assoluzione fa
            meno notizia di una condanna, quanti sono i
            blogger che commentano le assoluzioni
            eh?Forse quelli di una certe serieta'?In ogni caso la notizia in rete esiste indipendentemente dal blogger che la commenta, sai?
  • Gianni culo scrive:
    Quindi...
    bene anche io posso fare causa allora!
    • Sonupe Derasta scrive:
      Re: Quindi...
      Egregio Giovanni,la prego di contattarmi in separata sede per discutere l'avvio di una class action contro google
      • Silvio Berusconi scrive:
        Re: Quindi...
        Anche se io non ho alcun problema con cose di questo genere, vi comunico la mia solidarietà.Accettate un mio segno tangibile per la vostra giusta battaglia *di diritto*, vorrei finanziare la vostra azione legale.
  • jack scrive:
    dimostrazione
    E' possibile "dimostrare" un concetto a qualcuno quando quel qualcuno (sempre che sia un buona fede) è in grado di capire la dimostrazione.
    • desyrio scrive:
      Re: dimostrazione
      Tra l'altro, non dovrebbe essere a carico dell'accusante dimostrare che i risultati NON sono frutto di analisi statistiche? O meglio che c'è dolo?Mi viene il dubbio che qualcosa riportato nell'articolo sia impreciso...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 settembre 2010 18.11-----------------------------------------------------------
      • totem scrive:
        Re: dimostrazione
        Modificato dall' autore il 24 settembre 2010 18.11
        --------------------------------------------------No, sei tu che devi rispondermi del perché quando cerco il mio nome appare tutta una serie negativa di aggettivi...
        • totem scrive:
          Re: dimostrazione

          No, sei tu che devi rispondermi del perché quando
          cerco il mio nome appare tutta una serie negativa
          di
          aggettivi...e/o sostantivi
          • Mauro scrive:
            Re: dimostrazione
            perchè hai fatto un mare di XXXXXXX e ne pagherai le conseguenze per tutta la vita come è giusto che siaLa fedina penale esiste per questo e ritengo che tutti debbano sapere che persona si ha di fronte altrimenti 1)affidiamo i nostri figli ai pedofili 2)i nostri soldi ai truffatori3)la nostra sicurezza a dei terroristiecc. ecc.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Mauro
            perchè hai fatto un mare di XXXXXXX e ne pagherai
            le conseguenze per tutta la vita come è giusto
            che
            siaXXXXXXXta epocale.Allora togliamo di mezzo i tribunali e condanniamo al massimo della pena (ergastolo o morte per gli stati dove è prevista) chiunque si sia macchiato di qualunque reato.E tanti saluti al giusto proXXXXX, all'equità della pena e a secoli di diritto.Mamma mia quante caxxate bisogna leggere su internet...
            La fedina penale esiste per questo e ritengo che
            tutti debbano sapere che persona si ha di fronte
            altrimenti

            1)affidiamo i nostri figli ai pedofili
            2)i nostri soldi ai truffatori
            3)la nostra sicurezza a dei terroristi
            ecc. ecc.Si, certo... prova ad andare al casellario a chiedere la fedina penale di qualcun altro.Vedi che ti rispondono.
          • Adriano scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Momento di inerzia

            XXXXXXXta epocale.
            Allora togliamo di mezzo i tribunali e
            condanniamo al massimo della pena (ergastolo o
            morte per gli stati dove è prevista) chiunque si
            sia macchiato di qualunque
            reato.
            E tanti saluti al giusto proXXXXX, all'equità
            della pena e a secoli di
            diritto.

            Mamma mia quante caxxate bisogna leggere su
            internet...Ma lo possono dire anche gli altri sai?Che c'è da cancellare? Se un articolo di giornale ha discusso di un caso di truffa che si fa? Oltre a fare causa a Google, cancelliamo anche il giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga discussione su un forum, lamentandosi del fatto che il tizio gli ha venduto case insesitenti rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche quelli?Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che sono realmente avvenute?Viva l'omertà allora.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Adriano
            Ma lo possono dire anche gli altri sai?
            Che c'è da cancellare? Se un articolo di giornale
            ha discusso di un caso di truffa che si fa? Oltre
            a fare causa a Google, cancelliamo anche il
            giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga
            discussione su un forum, lamentandosi del fatto
            che il tizio gli ha venduto case insesitenti
            rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche
            quelli?
            Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che
            sono realmente
            avvenute?
            Viva l'omertà allora.Non si tratta di cancellare niente.Si tratta di garantire l'oblio.Il che significa che se un fa ricerche specifiche è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma questi dati non devono essere continuamente esposti per tutta la vita.Che c'è da capire?
          • Adriano scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Momento di inerzia
            - Scritto da: Adriano

            Ma lo possono dire anche gli altri sai?

            Che c'è da cancellare? Se un articolo di
            giornale

            ha discusso di un caso di truffa che si fa?
            Oltre

            a fare causa a Google, cancelliamo anche il

            giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga

            discussione su un forum, lamentandosi del fatto

            che il tizio gli ha venduto case insesitenti

            rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche

            quelli?

            Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che

            sono realmente

            avvenute?

            Viva l'omertà allora.

            Non si tratta di cancellare niente.
            Si tratta di garantire l'oblio.
            Il che significa che se un fa ricerche specifiche
            è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma
            questi dati non devono essere continuamente
            esposti per tutta la
            vita.
            Che c'è da capire?Che non esiste alcun diritto all'oblio.Esiste un diritto, umano, a non subire discriminazioni ma che non comporta alcun tipo di oblio.Se cerco su Google "Totò Riina" secondo te cosa dovrei trovare?Cittadino siciliano o capo-mafia?Per lui col tuo concetto di "diritto all'oblio" come la mettiamo?
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Adriano
            Che non esiste alcun diritto all'oblio.Questo lo dici tu.che evidentemente ti senti molto più preparato sull'argomento del garante della privacyhttp://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1148620
            Esiste un diritto, umano, a non subire
            discriminazioni ma che non comporta alcun tipo di
            oblio.
            Se cerco su Google "Totò Riina" secondo te cosa
            dovrei
            trovare?
            Cittadino siciliano o capo-mafia?
            Per lui col tuo concetto di "diritto all'oblio"
            come la
            mettiamo?Puoi trovare tutto quello che vuoi se lo cerchi, ma non ti deve essere sbattuto in faccia.La capisci la differenza?Ti faccio un esempio stupido.Oggi stavo guardando il GP di Singapore ed ero sorpreso nel vedere che fosse in notturna.Mi sono chiesto se fosse la solita replica di un GP fatto nella notte italiana o se il gioco dei fusi orari giustificasse quel buio.Ovviamente avrei potuto semplicemente accendere il televideo o google e sincerarmene.Ma se nel farlo mi fossi trovato davanti il titolo "nella notte italiana grande vittoria di Alonso" mi sarei rovinato lo spettacolo.Ecco, il punto è questo: l'informazione sarebbe stata lì, nessuno l'avrebbe censurata, ma io non l'ho cercata.Invece tu proponi che in sovraimpressione ci sarebbe dovuto essere scritto "questa è una replica del GP corso nella notte italiana e vinto da Alonso" (per la cronaca, il GP era in diretta)Che è esattamente il motivo per cui Google è stata condannata.
          • panda rossa scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Momento di inerzia
            Non si tratta di cancellare niente.
            Si tratta di garantire l'oblio.Siamo nell'era dell'informazione digitale e della memoria infinita.L'oblio ha cessato di esistere.Vuoi l'oblio? Non fare cavolate!
            Il che significa che se un fa ricerche specifiche
            è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma
            questi dati non devono essere continuamente
            esposti per tutta la vita.No, infatti. Devono essere esposti anche dopo.Diciamo per almeno 70 anni dalla morte? Mi pare un periodo equo.
            Che c'è da capire?Che chi sgarra doveva pensarci prima!
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: dimostrazione
            A parte le frecciate al copyright che sembra essere la tua unica preoccupazione di vita, ti rispondo che non c'è niente da cancellare, è solo il modo di presentare le informazioni che garantisce il diritto all'oblio.Leggi sopra http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2997446&m=2998171#p2998171Quello che proponi tu non è diverso dal marchio in fronte
          • random name scrive:
            Re: dimostrazione

            Vuoi l'oblio? Non fare cavolate!tu si che hai capito tutto della vita.
          • Mauro scrive:
            Re: dimostrazione
            scritto nell'articolo in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto condannato per corruzione di minori. Condannato ripeto condannato non accusato
          • random name scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Mauro
            scritto nell'articolo
            in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto
            condannato per corruzione di minori.

            Condannato ripeto condannato non accusatoLa notizia comprende due argomenti entrambi dibattuti, la pedofilia (e affini) e il diritto all'oblio.Sul primo argomento sono d'accordo con te che i minori vadano tutelati al 100% da questo genere di reati aberranti e distruttivi per chi li subisce, sul secondo invece mi sembra che mescoli le due cose.Questa precisazione per sottolineare che non giustifico in alcun modo chi commette questi reati, però rispettiamo la legge, che si presume un po' più equa della giustizia sommaria di piazza con punizioni "fai da te".Se un giorno il parlamento deciderà che la condanna consisterà anche in una sorta di Damnatio memoriae (http://it.wikipedia.org/wiki/Damnatio_memoriae) applicata al contrario, allora sia applicata, ma dire: hai fatto una qualunque cavolata (il commento non parlava affatto di crimine) quindi vai alla gogna fino a 70 anni dopo la morte, mi sembra che non sia assolutamente sensato. IMHO
          • Mauro scrive:
            Re: dimostrazione
            Dal mio punto di vista non si tratta di giustizia sommaria ma solo di essere informato o meno su processi passati in giudicato che siano di ieri o di 20 anni fa.A me piacerebbe che venissero digitalizzati anche i quotidiani di vecchia data cosi da potervi accedere in modo semplice e veloce Purtoppo in Italia l'opinione pubblica condanna prima dei processi ma poi non si sa piu nulla se ci sia stata la condanna o meno e questo secondo me è peggio.spero di essermi spiegato beneciao
          • fringuell scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Mauro
            Dal mio punto di vista non si tratta di giustizia
            sommaria ma solo di essere informato o meno su
            processi passati in giudicato che siano di ieri o
            di 20 anni
            fa.Per questo esistono le ricerche mirate
            A me piacerebbe che venissero digitalizzati anche
            i quotidiani di vecchia data cosi da potervi
            accedere in modo semplice e veloceMolti lo sono stati e offrono l'archivio a pagamento.


            Purtoppo in Italia l'opinione pubblica condanna
            prima dei processi ma poi non si sa piu nulla se
            ci sia stata la condanna o meno e questo secondo
            me è
            peggio.
            spero di essermi spiegato bene
            ciaoCiao
          • kurdt scrive:
            Re: dimostrazione
            E' inutile,non cercare di spiegare un concetto di civilta' come questo,alcuni dei commentatori sono rimasti ancora alla legge del taglione e al pollice verso.Poco piu' che patetiche scimmie.
          • fiertel91 scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Mauro
            La fedina penale esiste per questo e ritengo che
            tutti debbano sapere che persona si ha di fronte
            altrimenti
            1)affidiamo i nostri figli ai pedofili Ancora un sacco di famiglie lo fanno. E consapevolmente :) Certo che a tirar fuori ogni volta questo genere di reati dimostra tutta la demagogia di cui i PI-commentatori sono assuefatti.
          • panda rossa scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: fiertel91
            - Scritto da: Mauro

            La fedina penale esiste per questo e ritengo che

            tutti debbano sapere che persona si ha di fronte

            altrimenti

            1)affidiamo i nostri figli ai pedofili

            Ancora un sacco di famiglie lo fanno. E
            consapevolmente :) Certo che a tirar fuori ogni
            volta questo genere di reati dimostra tutta la
            demagogia di cui i PI-commentatori sono
            assuefatti.Sai com'e'... in un forumo dove c'e' qualcuno che ancora crede che CONDIVIDERE=RUBARE, non puoi aspettarti di trovare solidarieta' per i pedofili.
          • Indy scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: panda rossa

            Sai com'e'... in un forum dove c'e' qualcuno che
            ancora crede che CONDIVIDERE=RUBARE, non puoi
            aspettarti di trovare solidarieta' per i
            pedofili.Quindi qui non si trova solidarietà per i pedofili, solo perché su questo forum c'è qualcuno che ancora crede che ONDIVIDERE=RUBARE altrimenti sarebbe pieno di simpatizzanti.Ma lo colleghi il cervello qualche volta?
          • panda rossa scrive:
            Re: dimostrazione
            - Scritto da: Indy
            Se ti sembra uguale controlla i collegamenti
            perché hai qualche filo staccato
            allora.Io non so dove tu voglia arrivare.Ho solo detto che qui dentro c'e' molta gente che non ha ben chiaro il significato di alcune parole, in particolare quelle legate alle azioni illecite.
  • Mettiuz scrive:
    Siamo proprio alla frutta...
    "Google non è stat in grado di provare che i suggerimenti sono dati da un algoritmo matematico"...ma siamo impazziti? Quei due "poveracci" che hanno inventato Google hanno basato tutte le loro fortune su un algoritmo matematico e non sarebbero riusciti a dimostrarlo? Secondo questa corte a Google lavorano migliaia di schiavi che associano manualmente le parole tra di loro? Se poi questo qui è stato CONDANNATO per i fatti riportati nei suggerimenti come si fa a dire che è diffamazione? Se non voleva che certe parole fossero associate al suo nome sapeva come fare...
    • kurdt scrive:
      Re: Siamo proprio alla frutta...
      Nell'articolo parla di diritto all'oblio,al quale tu HAI DIRITTO,una volta scontata la tua pena ed il tuo debito con la società.Principio che tralaltro è molto moderno,altrimenti staremmo ancora a marchiare a fuoco sulla fronte,i colpevoli di reati,o a tagliargli le mani,perchè no?Ora google arriva e pretende di dettar legge,quando ovviamente non può,e deve adattarsi a quello che è il sistema giudiziario italiano.Può farlo benissimo,non sono fessi.
      • Mauro scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...
        a parte che è in franciaai pedofili o a tutti quelli che sfruttano i minori un bel marchio in fronte glielo farei
        • fiertel91 scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...
          - Scritto da: Mauro
          a parte che è in francia
          ai pedofili o a tutti quelli che sfruttano i
          minori un bel marchio in fronte glielo
          fareiEh già. A loro.
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Mannaggia a sti pedofili.Che ogni volta che bisogna sostenere qualche p;ttan_ta arrivano loro.I PEDOFILI.
          • Mauro scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Dall'articoloin passato coinvolto in fatti che lo hanno visto condannato per corruzione di minori. ^^^^^^^^
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Mauro
            Dall'articolo
            in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto
            condannato per corruzione di minori.

            ^^^^^^^^Embè?
      • Veritas scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...

        Nell'articolo parla di diritto all'oblio,al quale
        tu HAI DIRITTO,una volta scontata la tua pena ed
        il tuo debito con la società.Un fatto accaduto è un fatto accaduto. Punto e basta. Il diritto all'oblio è una patetica ipocrisia, un patetico tentativo di non far ricordare ciò che è già pubblico.Il diritto all'oblio è incompatibile con Internet, quindi il diritto all'oblio soccomberà.
        • kurdt scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...
          Sciocchezze.Allora aspettiamo di avere anche la nostra biografia su internet,disponibile per tutti i datori di lavoro.Non è più così fico internet eh?Semplicemente Google,che è una multinazionale deve adattarsi alle leggi nazionali.
          • Vitalij scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Sciocchezze.

            Allora aspettiamo di avere anche la nostra
            biografia su internet,disponibile per tutti i
            datori di
            lavoro.Distinguiamo sfera pubblica da sfera privata. Immagina che i datori di lavoro possano accedere a dati anagrafici, storia lavorativa e giudiziaria, non ci troverei niente di scandaloso.Ma non dovrebbero mai accedere alle informazioni riguardanti etnia, credenze politiche e religiose, hobby, reti di amici che sono tutte cose private.

            Non è più così fico internet eh?

            Semplicemente Google,che è una multinazionale
            deve adattarsi alle leggi nazionali.Certo, sottolineerei anche leggi europee e quelle ad un tribunale mondiale che andrebbe creato.Purché le leggi nazionali non contraddicano la matematica.Se una legge nazionale stabilisse che pi greco vale 3.00, nessuna azienda di nessuna dimensione potrebbe adattarsi a tale legge.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Vitalij
            Distinguiamo sfera pubblica da sfera privata.
            Immagina che i datori di lavoro possano accedere
            a dati anagrafici, storia lavorativa e
            giudiziaria, non ci troverei niente di
            scandaloso.Quindi secondo te uno che ruba una mela (fatto pubblico) è uguale a uno che ammazza e stupra (magari in quest'ordine), visto che in entrambi i casi il datore di lavoro magari lo scarta per prendere un altro solo in base a questo datoE magari è giusto che un datore di lavoro possa XXXXrti per sempre scrivendo (magari inventandoselo perché gli stai sul caxxo) sul tuo curriculum accessibile da chiunque che una volta in ditta hai rubatoComincio a credere che il problema di facebook non sia poi un problema, visto che la gente se ne fotte così allegramente della privacy
            Certo, sottolineerei anche leggi europee e quelle
            ad un tribunale mondiale che andrebbe
            creato.ROTFL.Non esiste per evidenti ragioni una giustizia unica europea (che doveva venire dopo mercato unico e moneta unica, ma che "stranamente" si è arenata, lasciando spazio al cielo unico) e tu vuoi fare una giustizia unica mondiale?Secondo quali leggi? che derivano da quale moralità? da quali tradizioni?Sicuro che qui in Italia sia applicabile il diritto dello Zambia? o degli USA?
          • Vitalij scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Momento di inerzia
            Quindi secondo te uno che ruba una mela (fatto
            pubblico) è uguale a uno che ammazza e stupra
            (magari in quest'ordine), visto che in entrambi i
            casi il datore di lavoro magari lo scarta per
            prendere un altro solo in base a questo
            datoGià adesso le discriminazioni ci sono e sono in base all'età ed all'etnia/nazionalità, cose che sul curriculum ci sono sempre.Già adesso i datori di lavoro cercano di indovinare l'onestà di una persona in base al posto in cui questa è nata (questo è di Napoli, lo assumo?). Pubblicando quei dati secondo me la situazione non può che migliorare.
            E magari è giusto che un datore di lavoro possa
            XXXXrti per sempre scrivendo (magari
            inventandoselo perché gli stai sul caxxo) sul tuo
            curriculum accessibile da chiunque che una volta
            in ditta hai rubatoDenuncia per diffamazione.

            Comincio a credere che il problema di facebook
            non sia poi un problema, visto che la gente se ne
            fotte così allegramente della
            privacyO forse perché la gente non capisce la differenza tra dati che devono essere pubblici e quelli che devono essere privati.

            ROTFL.
            Non esiste per evidenti ragioni una giustizia
            unica europea (che doveva venire dopo mercato
            unico e moneta unica, ma che "stranamente" si è
            arenata, lasciando spazio al cielo unico) e tu
            vuoi fare una giustizia unica
            mondiale?
            Secondo quali leggi? che derivano da quale
            moralità? da quali
            tradizioni?
            Sicuro che qui in Italia sia applicabile il
            diritto dello Zambia? o degli
            USA?Come si fa in tutte le nazioni multietniche. In Svizzera come hanno fatto? Pensi che il Texas abbia le stesse tradizioni del Nord Carolina? La Germania dell'Est e quella dell'Ovest quando si sono unificate, secondo te non hanno avuto problemi? I fiamminghi, i valloni ed i tedeschi in Belgio come fanno?
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Vitalij
            Già adesso le discriminazioni ci sono e sono in
            base all'età ed all'etnia/nazionalità, cose che
            sul curriculum ci sono
            sempre.Quindi visto che ci sono, tu proponi addirittura di istituzionalizzarle?WOW!
            Già adesso i datori di lavoro cercano di
            indovinare l'onestà di una persona in base al
            posto in cui questa è nata (questo è di Napoli,
            lo assumo?). Pubblicando quei dati secondo me la
            situazione non può che
            migliorare.E come? di grazia...

            E magari è giusto che un datore di lavoro possa

            XXXXrti per sempre scrivendo (magari

            inventandoselo perché gli stai sul caxxo) sul
            tuo

            curriculum accessibile da chiunque che una volta

            in ditta hai rubato

            Denuncia per diffamazione.Si vabbè! la tua parola contro la sua.Al massimo ottieni di pareggiare in aula (spendendo un sacco di soldi di avvocato) e se ti va male ti becchi una denuncia per calunnia.
            O forse perché la gente non capisce la differenza
            tra dati che devono essere pubblici e quelli che
            devono essere
            privati.Non mi sembra che tu l'abbia capito.
            Come si fa in tutte le nazioni multietniche. In
            Svizzera come hanno fatto? Pensi che il Texas
            abbia le stesse tradizioni del Nord Carolina? La
            Germania dell'Est e quella dell'Ovest quando si
            sono unificate, secondo te non hanno avuto
            problemi? I fiamminghi, i valloni ed i tedeschi
            in Belgio come
            fanno?La Svizzera è una confederazione nata per annessioni successive a un territorio totalmente germanico che partono dal 1291, quindi non solo la legge comune si è formata nell'arco di 700 anni, ma si è innestata su un sistema morale prevalente.Il Texas è l'unico stato dei 50 degli USA che ha scritto nel trattato di adesione all'unione che il trattato può essere annullato unilateralmente dal Texas in qualsiasi momento.Ma il punto degli USA è che tutta la morale e la legislazione è di matrice anglosassone e tutte le annessioni successive alle 13 colonie si sono adattate a questo, comprese quegli stati che erano francesi (la Lousiana) o messicani (dalla California all'Oregon)Stessa cosa per le due Germanie: fondamentalmente quella dell'Ovest ha assorbito quella dell'Est che si è dovuta adattare (infatti ci sono stati molti problemi per questa necessità di adattamento che non a tutti piaceva, non mi ricordo il titolo, ma un paio d'anni fa ci fecero anche un gustoso film)In Belgio le tensioni tra fiamminghi e valloni si superano solo in nome dell'interesse (economico) comune, cosa che per esempio non è riuscita a Cechi e Slovacchi che hanno raggiunto una separazione consensuale.Per non parlare delle repubbliche ex sovietiche o della ex Jugoslavia.Ma ovviamente puoi continuare a sognare, tanto è gratis.
          • Vitalij scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Momento di inerzia
            Quindi visto che ci sono, tu proponi addirittura
            di
            istituzionalizzarle?
            WOW!Se ho più informazioni, non ho necessità di applicare i pregiudizi alle informazioni di cui sono in possesso. Non cerco più di tirare ad indovinare se una persona è onesta o no e posso decidere che se uno ha rubato una mela non me ne frega niente.

            Denuncia per diffamazione.

            Si vabbè! la tua parola contro la sua.
            Al massimo ottieni di pareggiare in aula
            (spendendo un sacco di soldi di avvocato) e se ti
            va male ti becchi una denuncia per
            calunnia.hai molta fiducia nei tribunali eh?
            La Svizzera è una confederazione nata per
            annessioni successive a un territorio totalmente
            germanico che partono dal 1291, quindi non solo
            la legge comune si è formata nell'arco di 700
            anni, ma si è innestata su un sistema morale
            prevalente.
            Il Texas è l'unico stato dei 50 degli USA che ha
            scritto nel trattato di adesione all'unione che
            il trattato può essere annullato unilateralmente
            dal Texas in qualsiasi
            momento.
            Ma il punto degli USA è che tutta la morale e la
            legislazione è di matrice anglosassone e tutte le
            annessioni successive alle 13 colonie si sono
            adattate a questo, comprese quegli stati che
            erano francesi (la Lousiana) o messicani (dalla
            California
            all'Oregon)
            Stessa cosa per le due Germanie: fondamentalmente
            quella dell'Ovest ha assorbito quella dell'Est
            che si è dovuta adattare (infatti ci sono stati
            molti problemi per questa necessità di
            adattamento che non a tutti piaceva, non mi
            ricordo il titolo, ma un paio d'anni fa ci fecero
            anche un gustoso
            film)
            In Belgio le tensioni tra fiamminghi e valloni si
            superano solo in nome dell'interesse (economico)
            comune, cosa che per esempio non è riuscita a
            Cechi e Slovacchi che hanno raggiunto una
            separazione
            consensuale.
            Per non parlare delle repubbliche ex sovietiche o
            della ex
            Jugoslavia.Il fatto che ci sia una cultura predominante, non significa che le altre culture vengano eliminate. L'equazione 1 stato = 1 cultura è profondamente sbagliata. Di fatto molte nazioni occidentali sono multietniche e multiculturali e direi che la convivenza funziona piuttosto bene.Il punto è che lo stato attuale delle cose permette a cani e porci di scavalcare le legislazioni nazionali e compiere impunemente i delitti più efferati. Se i reati sono internazionali c'è la necessità di un tribunale internazionale. E non credo che i talebani o i nativi australiani non siano d'accordo sul fatto che non siano reati.

            Ma ovviamente puoi continuare a sognare, tanto è
            gratis.ok!
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Vitalij
            Se ho più informazioni, non ho necessità di
            applicare i pregiudizi alle informazioni di cui
            sono in possesso. Non cerco più di tirare ad
            indovinare se una persona è onesta o no e posso
            decidere che se uno ha rubato una mela non me ne
            frega
            niente.Quindi poi avrai dei pregiudizi su uno che ha rubato una mela anche se poi ha scontato la pena.Magari senza conoscere i fatti che lo hanno portato a farsi il massimo della pena perché per la terza volta ha rubato un paio di mele da dare ai figli (è sucXXXXX in USA)E magari in tempo di Lamarckismo pensi che la mela non può cadere troppo lontana dall'albero e ti fai un'idea anche dei suoi figli.Si, si, proprio un mondo senza pregiudizi.
            hai molta fiducia nei tribunali eh?Ho (avuto) a che fare con loro...
            Il fatto che ci sia una cultura predominante, non
            significa che le altre culture vengano eliminate.Dovunque due culture si incontrano, quella più virile e violenta sopravvive e l'altra soccombe.Non mi ricordo chi l'ha detto, ma aveva maledettamente ragione.
            L'equazione 1 stato = 1 cultura è profondamente
            sbagliata. Di fatto molte nazioni occidentaliSarà sbagliata, ma è quella che funziona.
            sono multietniche e multiculturali e direi che la
            convivenza funziona piuttosto
            bene.Ma dove?Fai esempi.La Francia multietnica delle Banlieu?Non so se ci sei stato ultimamente, ma fa paura sentirsi dire "voi bianchi dovete andarvene, la Francia è nostra"
            Il punto è che lo stato attuale delle cose
            permette a cani e porci di scavalcare le
            legislazioni nazionali e compiere impunemente i
            delitti più efferati. Se i reati sono
            internazionali c'è la necessità di un tribunale
            internazionale. E non credo che i talebani o iQuesto si puo' ottenere solo abdicando la sovranita' nazionale.Cosa che succede solo nei film di terza categoriahttp://www.imdb.com/title/tt0263728/
            nativi australiani non siano d'accordo sul fatto
            che non siano
            reati.Dipende.Probabilmente ai talebani non frega un fico delle leggi sul traffico internazionale di droga.

            Ma ovviamente puoi continuare a sognare, tanto è

            gratis.
            ok!Consolati pensando che sei in buona compagnia.In tanti hanno sognato e fallito miseramente.Ma i loro nomi sono Alessandro, Dario, Serse...
          • panda rossa scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Momento di inerzia
            Hai scelto proprio l'unico esempio che non è un
            reato, ma una malattia (riconosciuta dall'OMS), e
            come tale è ancora di più un dato sensibile che
            non potrai mai
            conoscere.Cerchiamo di non prenderci in giro per piacere.Io non ho nulla contro chi se ne sta chiuso nella sua stanzetta ad avere pensieri che solo lui sa quali.Ma quando il suddetto individuo passa a tradurre i suoi schifosi pensieri e agisce contro un bambino, il reato c'e', e anche gravissimo.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            E allora usa i termini appropriati.Si chiamano molestatori di minori e nel 92% dei casi sono nelle 4 mura della famiglia, in un altro 6% sono parenti o conoscenti della famiglia e solo nel 2% dei casi sono estranei.Quindi di che stiamo parlando? del 2% dei casi? di aria?
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...


            Già adesso le discriminazioni ci sono e sono in
            base all'età ed all'etnia/nazionalità, cose che
            sul curriculum ci sono
            sempre.
            Già adesso i datori di lavoro cercano di
            indovinare l'onestà di una persona in base al
            posto in cui questa è nata (questo è di Napoli,
            lo assumo?). Pubblicando quei dati secondo me la
            situazione non può che
            migliorare.E come no? Inizia tu,firmandoti per con nome,cognome e data di nascita.

            E magari è giusto che un datore di lavoro possa
            O forse perché la gente non capisce la differenza
            tra dati che devono essere pubblici e quelli che
            devono essere
            privati.NON esistono dati privati che "DEBBANO" essere resi pubblici,a parte rare eccezioni.



            ROTFL.
            Come si fa in tutte le nazioni multietniche. In
            Svizzera come hanno fatto? Pensi che il Texas
            abbia le stesse tradizioni del Nord Carolina? La
            Germania dell'Est e quella dell'Ovest quando si
            sono unificate, secondo te non hanno avuto
            problemi? I fiamminghi, i valloni ed i tedeschi
            in Belgio come
            fanno?Guarda,ti ha già risposto in maniera eccellente "momento di inerzia",ma volevo fare un paio di appunti.Viaggio per lavoro 365 giorni all'anno,e per esperienza,non hai nessuna possibilità di mettere insieme popolazioni culturalmente diverse.(Provaci, a mettere insieme emirati arabi e stati uniti, vedi un pò cosa succede.E non è possibile perchè non esiste una legge giusta "in generale" esistono buone leggi,che sono quelle che ben s'innestano sulla cultura ospitante.Questo comporta che non si può esportare una legge,nello stesso modo in cui non si può esportare una cultura.P.s.: Certo,dai,facciamo un grande stato mondiale!per le leggi,facciamo un media,per dire,delle varie culture.......................
          • Vitalij scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            E come no? Inizia tu,firmandoti per con
            nome,cognome e data di
            nascita.Peccato che sto rivelando proprio le mie opinioni politiche, cosa che ho messo tra i dati sensibili.
            NON esistono dati privati che "DEBBANO" essere
            resi pubblici,a parte rare
            eccezioni.Questa è la tua opinione.
            Guarda,ti ha già risposto in maniera eccellente
            "momento di inerzia",ma volevo fare un paio di
            appunti.

            Viaggio per lavoro 365 giorni all'anno,e per
            esperienza,non hai nessuna possibilità di mettere
            insieme popolazioni culturalmente
            diverse.Io non viaggio tanto quanto te, ma penso che se storicamente tanti popoli sono riusciti a convivere pacificamente, ovviamente molti popoli si sono fatti anche guerre e massacri, il compromesso e la convivenza pacifica sono possibili.

            (Provaci, a mettere insieme emirati arabi e stati
            uniti, vedi un pò cosa
            succede.E anche Afghanistan e Olanda... ho capito che vuoi dire :)Pensa però a come il WTO è riuscito ad abbattere le barriere doganali in molte parti mondo, nonostante per principio uno stato sovrano avrebbe diritto a scegliere da solo se mettere barriere doganali o no.

            E non è possibile perchè non esiste una legge
            giusta "in generale" esistono buone leggi,che
            sono quelle che ben s'innestano sulla cultura
            ospitante.
            Questo comporta che non si può esportare una
            legge,nello stesso modo in cui non si può
            esportare una
            cultura.Penso che il legame tra leggi e culture sia molto meno forte di quanto lo sia stato secoli fa. E non dico che i sistemi legislativi dei singoli stati debbano essere aboliti. Semplicemente ci si deve mettere d'accordo che certi reati sono tali per tutti e pertanto possono essere giudicati da un organo internazionale.
            P.s.: Certo,dai,facciamo un grande stato mondiale!
            per le leggi,facciamo un media,per dire,delle
            varie culture.Per quanto riguarda il commercio, di fatto è quasi come se ci fosse un grande stato mondiale regolato dalla legge del più forte e qualunque ordinamento giuridico condiviso è meglio dell'anarchia.Non sto dicendo che è facile, sto dicendo che è possibile ed è necessario.
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Sciocchezze.

            Allora aspettiamo di avere anche la nostra
            biografia su internet,disponibile per tutti i
            datori di
            lavoro.O la biografia dei nostri figli a disposizione dei pedofili (quelli veri, non quelli che stanno nella testa di giornalisti e giudici che di informatica non sanno un caxxo) ;)
      • advange scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...
        Il diritto all'oblio è un'autentica disgrazia, un retaggio di tempi passati che andrebbe cancellato quanto prima.Qualunque delitto tu abbia commesso la società deve saperlo: uno che si è marchiato di delitti come la pedofilia non può lavarsi la coscienza dopo qualche anno: devo sempre sapere con chi sto mandando i miei figli. E questo vale per tutti i reati: dall'abigeato all'omicidio.Prima del TUO diritto all'oblio viene il NOSTRO diritto a sapere con chi abbiamo a che fare.
        • Regur Mortis scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...
          quoto e cmq google ha un servizio di rimozione delle url
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            To' un altro criceto ammaestrato.Quoti cosa,il fatto che esista un diritto che non esiste,un diritto a sapere cose che non hai diritto a sapere?Porto un esempio che suppongo sia caro ai tuoi ammaestratori.Vennero fatte delle foto della villa di berlusconi,dall'esterno.Quelle foto sono illegali.Adesso citiamo il diritto pruriginoso di sapere come scusa anche li,giusto?O ci mettiamo il codice nel XXXX perche' ci piace farci i Cz zi degli altri?Ah,a scanso di equivoci,non sono un fascista e non sono di destra.
          • advange scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            To' un altro criceto ammaestrato.Nuovo insulto: vedo che questo è il tuo modo di rapportarti agli altri

            Quoti cosa,il fatto che esista un diritto che non
            esiste,un diritto a sapere cose che non hai
            diritto a sapere?No, ma nessuno pretendeva che tu capissi il mio post (lo si vede da come mi hai risposto).

            Porto un esempio che suppongo sia caro ai tuoi ammaestratori.

            Vennero fatte delle foto della villa di
            berlusconi,dall'esterno.Guarda mi è carissimo (se non si capisce: chi se ne strafrega!!!)
            Quelle foto sono illegali.Davvero? E come mai il giudice la pensa diversamente da te?
            Adesso citiamo il diritto pruriginoso di sapere
            come scusa anche li,giusto?No, affatto, ma inventa pure, tanto lo stai facendo di continuo.

            O ci mettiamo il codice nel XXXX perche' ci piace
            farci i Cz zi degli altri?Se ti diverte sodomizzarti, fallo pure, ma non vedo cosa c'entra con il discorso.
            Ah,a scanso di equivoci,non sono un fascista e
            non sono di destra.Che c'entrano la destra e la sinistra?Idee molto confuse vedo.
        • kurdt scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...
          Intanto il tuo è un ragionamento da paesano gretto.La società non ha "diritto" a conoscere niente (oltretutto usi questi termini in maniera scorretta).Ripeto,allora voglio avere tutto il tuo cv in rete e avere la tua cartella clinica,non sia mai.Il "vostro" diritto a sapere non esiste,altrimenti dovresti mostrarmi un articolo del codice penale o civile che lo affermi.
          • abicus mante scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...


            La società non ha "diritto" a conoscere niente
            (oltretutto usi questi termini in maniera
            scorretta).

            Ripeto,allora voglio avere tutto il tuo cv in
            rete e avere la tua cartella clinica,non sia
            mai.
            ...e anche un tampone del suo BdC per poter analizzare il DNS degli spermatozoi ivi contenuti.Vedrai che cambia idea...
          • advange scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Intanto il tuo è un ragionamento da paesano gretto.Ti ringrazio per i complimenti
            La società non ha "diritto" a conoscere nienteDavvero? Io non ho diritto di sapere se una persona è un pregiudicato o no?
            (oltretutto usi questi termini in maniera scorretta).Spiega questa affermazione
            Ripeto,allora voglio avere tutto il tuo cv in
            rete e avere la tua cartella clinica,non sia mai.Il mio CV è in rete ed è reperibile, la mia cartella clinica no perché è protetta dalla legge sulla privacy.E tutto questo nulla ha a che vedere con il diritto all'oblio.
            Il "vostro" diritto a sapere non
            esiste,altrimenti dovresti mostrarmi un articolo
            del codice penale o civile che lo affermi.:-DTutto ciò che è pubblico rimane tale e nessuno può pretendere di sottrarre alla memoria pubblica ciò che è stato pubblico.
      • Magioglio scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...
        Diritto all'oblio un fico secco!Al massimo diritto a non essere discriminato, ma non è uguale alla cancellazione dei peccati dopo la confessione dal prete.Quello vale solo in chiesa.Inoltre la legge stessa prevede limitazioni per chi si macchia di certi reati. Limitazioni come l'impossibilità di aprire un'attività commerciale o di essere assunto presso uffici pubblici.E vorrei vedere... domani un mafioso, un assassino o anche un truffatore escono dal carcere e che fanno? Chiedono i danni a Google perché indicizza le pagine dei giornali che in passato hanno parlato dei loro casi? Guarda che la "fedina penale" rimane sXXXXX dopo che la macchi, non c'è lo sbiancante.
        • Magioglio scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...
          Ciò non toglie che le cose fatte restano, oltretutto google non è un cerca persone, nè tanto meno una vetrina per farsi belli.Se tizio 4 anni fa ha fatto una rapina, perché mai google - che è un motore di ricerca generico - dovrebbe "pagare" perché in rete risulta notizia di quel reato?Se io cerco il mio nome in rete posso trovare cose di cui vado fiero ed astre meno, ad esempio non vado fiero del manifesto che presentai quando fondai un newsgroup perché la qualità del testo è legata all'età in cui l'ho scritto, oppure credo ci siano ancora tracce di quando sono cascato in una di quelle "Catene di sant'Antonio" che circolavano anni fa per la rete...Allo stesso modo tramite google posso trovare cose buone ed ottime che in seguito ho fatto (siti web, collaborazione a progetti open...).E quindi? Le cazzzate le ho fatte io ed ora è colpa di google? Ma su... basta un po' di buonsenso per capirlo.
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Non ti rendi conto che ci sono voluti secoli di diritto per arrivare a concetti profondi come quello del diritto all'oblio,che tu sembri considerare una XXXXXXXta.Ma ovviamente aziende come google,che arrivano da un paese che civile non o e',hanno uno stuolo di ammiratori.Benissimo,attendo solo il momento in cui tutto sara' di dominio pubblico,perche' "mica si puo' colpevolizzare un algoritmo".Forse non capisci che Google e' un azienda,e DEVE rispettare le leggi dello stato ospitante.Come Facebook,del resto.
          • Adriano scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Non ti rendi conto che ci sono voluti secoli di
            diritto per arrivare a concetti profondi come
            quello del diritto all'oblio,che tu sembri
            considerare una
            XXXXXXXta.

            Ma ovviamente aziende come google,che arrivano da
            un paese che civile non o e',hanno uno stuolo di
            ammiratori.

            Benissimo,attendo solo il momento in cui tutto
            sara' di dominio pubblico,perche' "mica si puo'
            colpevolizzare un
            algoritmo".

            Forse non capisci che Google e' un azienda,e DEVE
            rispettare le leggi dello stato
            ospitante.

            Come Facebook,del resto.Diritto all'obliohttp://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_all%27oblio Per diritto all'oblio si intende una sorta di garanzia sulla base della quale non è legittimo che una condanna, un precedente pregiudizievole o comunque un dato sensibile riguardante una determinata persona venga diffuso, ad eccezione di casi particolari ricollegabili a fatti di cronaca . In Italia questo principio si concretizza in alcune norme varate dall'autorità della privacy. Se si tratta di un fatto di cronaca non c'è alcun diritto.Ciò significa, tornando ad esempio al mio caso, che potrei chiedere la rimozione dei dati riguardanti la mia adesione ad una catena di Sant'Antonio, perché quello NON E' un dato di cronaca e contiene DATI SENSIBILI.Ma se fra i miei dati ci fosse quello riguardante un tentativo di rapina, quello sarebbe ECCOME un dato di "cronaca".L'associazione fra me e quei dati, fatta da Google, dipende da un algoritmo: se su 1000 pagine, 800 riportano la notizia del mio tentativo di rapina, è ovvio che l'algoritmo darà rilevanza a quel dato.Google come ho già detto, è un motore di ricerca, non una versione più frequentata di linkedIn o di facebook. Google non fornisce "persone" ma FATTI.
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Il problema dei criceti ammaestrati è che non leggono tutto."la giurisprudenza ha da tempo affermato che È riconosciuto un diritto alloblio, cioè il diritto a non restare indeterminatamente esposti ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare allonore e alla reputazione, salvo che, per eventi sopravvenuti, il fatto precedente ritorni di attualità e rinasca un nuovo interesse pubblico allinformazione."Con Google qualsiasi cosa è sempre presente,in qualsiasi momento,a prescindere dalla ridondanza con fatti di cronaca attuali.Si parla del fatto che si può riesumare la colpevolezza dell'assassino solo nel caso in cui,ci sia nel presente,un elemento di cronaca che richiama o rievoca quell'evento.Senza dimenticare il fatto che,senza rendertene conto,hai citato la legge italiana,mentre la sentenza si basa su un caso francese.Insomma,rantolo dalle risate.
          • Adriano scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Il problema dei criceti ammaestrati è che non
            leggono
            tutto.

            "la giurisprudenza ha da tempo affermato che È
            riconosciuto un diritto alloblio, cioè il
            diritto a non restare indeterminatamente esposti
            ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione
            di una notizia può arrecare allonore e alla
            reputazione, salvo che, per eventi sopravvenuti,
            il fatto precedente ritorni di attualità e
            rinasca un nuovo interesse pubblico
            allinformazione."

            Con Google qualsiasi cosa è sempre presente,in
            qualsiasi momento,a prescindere dalla ridondanza
            con fatti di cronaca
            attuali.

            Si parla del fatto che si può riesumare la
            colpevolezza dell'assassino solo nel caso in
            cui,ci sia nel presente,un elemento di cronaca
            che richiama o rievoca
            quell'evento.

            Senza dimenticare il fatto che,senza rendertene
            conto,hai citato la legge italiana,mentre la
            sentenza si basa su un caso
            francese.

            Insomma,rantolo dalle risate.Invece i criceti che leggono a salti e poi rantolano dalle risate che tipo di criceti sono?" Il garante per la privacy nel 2005 ha provato ad individuare una soluzione tecnica per garantire la trasparenza sull'argomento ed evitare che sui motori di ricerca si creino le gogne elettroniche. Il Garante (con una decisione adottata dal precedente collegio), quindi ancora più vecchia, ha dato in parte ragione al ricorrente, avente una sanzione da un Ente pubblico per una infrazione commessa, che richiedeva che non fosse pubblicizzata, richiedendo l'introduzione del diritto alla riservatezza , il garante quindi prevedeva: "che l'ente continui a divulgare sul proprio sito istituzionale le decisioni sanzionatorie riguardanti l'interessato e la sua società, ma - trascorso un congruo periodo di tempo - collochi quelle di vari anni or sono in una pagina del sito accessibile solo dall'indirizzo web . Tale pagina, ricercabile nel motore di ricerca interno al sito , dovrà essere esclusa, invece, dalla diretta reperibilità nel caso si consulti un comune motore di ricerca, anziché il sito stesso " "Quindi non si parla di cancellazione (e chi mancherebbe!) ma della responsabilità da parte di chi ha pubblicato la notizia, dopo un ragionevole periodo di tempo, di renderla irreperibile a motori di ricerca esterni, come Google.Ma per stare nel tema delle risate, immagino che tu ti riferisca e conosca la legislazione spagnola quando parli di "secoli di diritto".Non dubito inoltre della tua buona fede e competenza informatica quando ritieni che l'impossibilità di dimostrare che le associazioni sono frutto di un algoritmo sia veritiera, e cioé che google associ a mano i suggerimenti alle keywords.
          • kurdt scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Forse non mi sono spiegato,o più verosimilmente non hai capito quello che intendevo.E' assolutamente ininfluente come Google tratti la questione dei suggerimenti automatici,potrebbe anche usare 100 milioni di cinesi,per quanto mi riguarda.Semplicemente deve ottemperare alla legge,come tutti gli altri,nello stesso modo in cui tu,nel momento in cui ti rendi colpevole di un crimine,dovrai pagare.Ovvio che google non controlla tutto manualmente,ma questo non è una scusa,significa solo che deve inventarsi filtri migliori.Credo che fosse questa la parte che non avevi capito.Per concludere,ti sei confuso nuovamente,la sentenza è francese,non spagnola.Rantolo ancora,ma stavolta,di più.Ah,giusto per mettere i puntini,e le virgole,ed i due punti:Si,sei un criceto.arh arh arh arh
          • Adriano scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt
            Forse non mi sono spiegato,o più verosimilmente
            non hai capito quello che
            intendevo.

            E' assolutamente ininfluente come Google tratti
            la questione dei suggerimenti automatici,potrebbe
            anche usare 100 milioni di cinesi,per quanto mi
            riguarda.

            Semplicemente deve ottemperare alla legge,come
            tutti gli altri,nello stesso modo in cui tu,nel
            momento in cui ti rendi colpevole di un
            crimine,dovrai
            pagare. Non è stata accolta la tesi difensiva di Google per cui i termini sono associati da un algoritmo e non da una scelta discrezionale umana : secondo il giudice Google non sarebbe riuscita a dimostrare che le parole suggerite siano solo il frutto "di un mero calcolo statistico di tutte le precedenti ricerche con gli stessi termini". Non è stata accolta la tesi difensiva NON perché non fosse valida, ma perché il giudice non l'ha ritenuta dimostrabile.Basterebbe in realtà un po' di grano salis per comprendere che è impossibile associare ad ogni parola esistente degli altri termini pertinenti senza che sia un algoritmo ad eseguire il lavoro.Quindi, se la sentenza è stata emessa in seguito alla non dimostrabilità che i suggerimenti non sono discrezionali, allora si basa su un dato palesemente falso: perché è un algoritmo a fare il lavoro di associazione.Non è un caso che in Italia sia compito del pubblicante rendere i contenuti "obsoleti" non catalogabili dai motori di ricerca generici come Google, Bing o Yahoo. Perché il compito di questi motori è fare associazioni fra parole e contenuti: non di "obliarli" per difendere la buona reputazione dei "corruttori di minori".
            Ovvio che google non controlla tutto
            manualmente,ma questo non è una scusa,significa
            solo che deve inventarsi filtri
            migliori.Google non deve inventarsi alcun filtro perché non è suo compito farlo, non lo è per i comuni criminali così come non lo deve essere per i politici e le persone che ricoprono cariche pubbliche.
          • desyrio scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            La discussione è interessante; perchè iniziare ad insultarsi? mah...
          • Momento di inerzia scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            Perché è stato fatto notare che "guardare gente che discute di diritto su internet è come guardare le scimmie che litigano: cominciano a urlare sempre più forte e prima o poi qualcuno lancerà i propri escrementi all'altro" ;)
      • panda rossa scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...
        - Scritto da: kurdt
        Nell'articolo parla di diritto all'oblio,al quale
        tu HAI DIRITTO,una volta scontata la tua pena ed
        il tuo debito con la
        società.

        Principio che tralaltro è molto
        moderno,altrimenti staremmo ancora a marchiare a
        fuoco sulla fronte,i colpevoli di reati,o a
        tagliargli le mani,perchè
        no?

        Ora google arriva e pretende di dettar
        legge,quando ovviamente non può,e deve adattarsi
        a quello che è il sistema giudiziario
        italiano.L'italia e' un insignificante puntino sulla carta geografica.Basta andare a cercare su google usa, per scavalcare anacronistiche limitazioni di una legge non al passo coi tempi.
        • kurdt scrive:
          Re: Siamo proprio alla frutta...

          L'italia e' un insignificante puntino sulla carta
          geografica.
          Basta andare a cercare su google usa, per
          scavalcare anacronistiche limitazioni di una
          legge non al passo coi
          tempi.Certo,l'italia è un piccolissimo puntino, senza dubbio, ma non dimenticare che questo piccolissimo puntino ,esercita la sovranità sul proprio territorio, e se quel puntino se la prende a male,caccia google a calci nel sedere.E per favore,non mettiamoci a parlare di "tanto basta un proxy" che siamo l'1% a saperlo usare.Quella legge è una legge umanissima, è un peccato che molti di voi, peraltro intelligenti, stiate difendendo un vuoto legislativo che può sopravvivere solo nella terra delle scimmie di albione.
          • Aleph72 scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: kurdt

            L'italia e' un insignificante puntino sulla
            carta

            geografica.

            Basta andare a cercare su google usa, per

            scavalcare anacronistiche limitazioni di una

            legge non al passo coi

            tempi.

            Certo,l'italia è un piccolissimo puntino, senza
            dubbio, ma non dimenticare che questo
            piccolissimo puntino ,esercita la sovranità sul
            proprio territorio, e se quel puntino se la
            prende a male,caccia google a calci nel
            sedere.

            E per favore,non mettiamoci a parlare di "tanto
            basta un proxy" che siamo l'1% a saperlo
            usare.

            Quella legge è una legge umanissima, è un peccato
            che molti di voi, peraltro intelligenti, stiate
            difendendo un vuoto legislativo che può
            sopravvivere solo nella terra delle scimmie di
            albione.Tra l'altro esiste la possibilità, per alcuni reati ed in alcuni casi, di chiedere ed ottenere la "non menzione" nel casellario giudiziale.Praticamente il giudice dispone che quella persona non abbia la fedina penale sXXXXX.Se il giudice decide così, perché Google dovrebbe invece "menzionare" il fatto?
          • panda rossa scrive:
            Re: Siamo proprio alla frutta...
            - Scritto da: Aleph72
            Praticamente il giudice dispone che quella
            persona non abbia la fedina penale
            sXXXXX.
            Se il giudice decide così, perché Google dovrebbe
            invece "menzionare" il
            fatto?Google non menziona proprio niente.Google indicizza quelli che menzionano.
      • Mettiuz scrive:
        Re: Siamo proprio alla frutta...
        Non era questo il punto della sentenza, almeno dall'articolo si capisce che se Google avesse dimostrato che quei suggerimenti erano frutto di un algoritmo, la condanna non ci sarebbe stata.Il punto è un altro, come fai a far capire a degli analfebeti informatici (quali sono la maggior parte dei giudici) che è così che funziona il motore di ricerca?
  • panda rossa scrive:
    Questa sottospecie di primate parla pure
    Questo schifoso individuo, che non oso definire animale solo per il rispetto che nutro nei confronti degli animali, ha pure il coraggio di parlare?Ma perche' non va a suicidarsi da qualche parte invece?
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