iPad, due mesi e due milioni

Il ritmo di vendita del tablet made in Cupertino rimane su livelli costanti. Altra cifra tonda dopo il lancio nel Vecchio Continente. Steve Jobs parla di amore per un prodotto magico
Il ritmo di vendita del tablet made in Cupertino rimane su livelli costanti. Altra cifra tonda dopo il lancio nel Vecchio Continente. Steve Jobs parla di amore per un prodotto magico

C’era voluto nemmeno un mese perché Apple riuscisse a tagliare il traguardo del milione di iPad venduti. 28 giorni per un milione di esemplari sul solo mercato statunitense, a partire dal terzo giorno di aprile. Un ritmo di vendita quasi doppio rispetto ai primi vagiti commerciali di iPhone, che ora pare aver assunto i connotati di una vera e propria costante.

Sono infatti passati poco meno di due mesi , e la cifra relativa alle vendite del tablet made in Cupertino è praticamente raddoppiata. Cioè 2 milioni di iPad in circa 60 giorni . Numeri alimentati certamente dalla recente commercializzazione sul territorio di altri nove paesi oltre agli Stati Uniti.

Cupertino ha fatto sbarcare il suo tanto chiacchierato tablet su alcuni mercati del Vecchio Continente, tra qui quelli di Germania, Francia e Italia. Al di fuori dell’Europa, le prime code davanti agli Apple Store si sono formate in Australia, Canada e Giappone. Proprio in terra aussie , CommSec ha osservato che i consumatori europei hanno speso circa il 25 per cento in più rispetto ai clienti statunitensi .

Quello che dovrebbe accomunarli, almeno secondo il CEO della Mela Steve Jobs, è l’amore per un prodotto magico. “I nostri clienti di ogni parte del mondo stanno provando il magico iPad e sembra che lo amino tanto quanto lo amiamo noi”. Quindi, Jobs ha rassicurato tutti quelli che non sono ancora riusciti a portarsi a casa un esemplare del nuovo device: “Apprezziamo la loro pazienza, e stiamo lavorando duramente per produrre sufficienti iPad per tutti”.

A questo punto dovrà passare ancora un mese affinché altri nove paesi del mondo possano decidere tra il modello 3G e quello WiFi. Altri 28 giorni per capire se gli attuali ritmi rimarranno invariati. Al mercato l’ardua sentenza.

Mauro Vecchio

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31 05 2010
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