iPhone 3G è libero: dopo 8 giorni

Morse - Poco più di una settimana per violare il nuovo firmware 2.0. In attesa della contromossa di Apple, il melafonino è di nuovo un territorio aperto a tutti

Roma – Commercializzato dall’11 luglio scorso in 21 paesi del mondo, iPhone 3G di Apple, nonostante l’aggiornamento 2.0 abbia solo 8 giorni di vita, è stato violato da alcuni sviluppatori che hanno messo a ferro e fuoco il suo sistema interno. Un team di sviluppatori indipendenti chiamato iPhone Dev Team , già conosciuto per aver sbloccato i primi iPhone EDGE, ha pubblicato un software che consente di squagliare le procedure d sicurezza dei cellulari touchscreen di Cupertino.

Mentre Apple ha autorizzato l’installazione delle applicazioni di terze parti nei suoi terminali esclusivamente tramite il suo App Store – un catalogo di programmi gratuiti e a pagamento rigorosamente “selezionati” dalla mela, purtroppo quantitativamente limitati – molti sviluppatori “esclusi” avevano già messo a punto dei programmi per iPhone e iPod Touch e vivevano la frustrazione di non poter raggiungere i potenziali clienti, sui cui terminali non potevano girare programmi che non fossero “firmati” dal negozio virtuale voluto da Steve Jobs.

Una schermata di Pwnage Tool

Ecco quindi che un software battezzato Pwnage Tool 2.0.1 è stato pubblicato dall’agguerrito iPhone Dev Team e permette di effettuare il jailbreak di iPhone 2.0, ossia di autorizzare la lettura e scrittura del suo sistema interno e di eseguire dei programmi a scelta, che siano firmati Apple o no.

I primi utenti che hanno installato il software hanno riscontrato qualche difficoltà ad utilizzare i loro device in seguito all’installazione. iPhone Dev Team sta già lavorando alla nuova versione del programma per correggere questo problema, ma nel frattempo i server sono andati in tilt per i troppi accessi.

Non resta che attendere a questo punto la reazione di Apple – e dei suoi partner operatori – di fronte ad un tale “schiaffo”. Aspettiamoci un nuovo aggiornamento Apple 2.1 per correggere le falle di sicurezza insite nel firmware 2.0 che così velocemente sono state scovate da questi ragazzi. Meglio sarebbe, forse, se il buon Steve volesse abbandonare i suoi propositi di controllo maniacale, e si rassegnasse a lasciare aperto il terminale a qualsiasi applicazione di terzi come avviene per tutti gli altri mobile OS.

Morse

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