iPhone ha problemi alle batterie e una vulnerabilità WiFi

Un piccolo numero di terminali 5S ha riscontrato problemi di produzione per quanto riguarda la batteria. Mentre i ricercatori mettono in luce un problema di sicurezza legato non ad una ma una serie di app

Roma – Apple si trova a dover rendere conto di alcuni problemi legati ancora ai nuovi iPhone: sia alla batteria che a possibili nuove minacce. L’accumulatore dei nuovi melafonini dovrebbe avere una durata maggiore dei modelli precedenti, ed in gran parte dei casi è effettivamente così, tuttavia Cupertino ha scoperto che vi è stato un problema di produzione che ha coinvolto un numero limitato di dispositivi della nuova generazione 5S e che causa una vita inferiore di batteria.

Dato che non si parla di batterie difettose ma di problema di produzione, non si tratta semplicemente di dover sostituire la batteria: Cupertino non ha tuttavia specificato di che problema si trattai nello specifico. Apple non ha comunicato il numero preciso dei dispositivi coinvolti, ma – riferisce la sua portavoce Teresa Brewer – si starebbe mettendo in contatto con i clienti coinvolti per offrirgli una sostituzione .

Sul fronte sicurezza, invece, la minaccia è duplice: da un lato sembra essere stata individuata una nuova vulnerabilità nei suoi dispositivi, dall’altra è criticato il sistema di memorizzazione delle password di iCloud. Per quanto riguarda il primo aspetto, nonostante l’ ultimo aggiornamento 7.0.3 di iOS, Apple sembra dover rimettere mano al codice dei melafonini: i ricercatori di Skycure hanno dimostrato come è possibile condurre attacchi ai dispositivi mobile con la Mela partendo da una rete WiFi e sfruttando vulnerabilità individuate nel codice di alcune sue app .

Nel dettaglio i ricercatori hanno spiegato che la vulnerabilità, che hanno chiamato HTTP Request Hijacking , sfrutterebbe il codice di diverse applicazioni (di cui non fa il nome per non mettere in pericolo gli utenti) riuscendo a modificare l’URL da cui caricano i propri dati e facendola diventare così contrabbandiera del codice malevolo che si vuole introdurre nel dispositivo.


Per quanto riguarda iCloud, invece, dubbi sono sull’ affermazione di Apple secondo cui il servizio permetterebbe di conservare e sincronizzare la password introdotta su un dispositivo anche sugli altri associati, senza conservare sulle nuvole la stessa : dal momento che si tratterebbe di un notevole passo avanti in fatto di gestione delle password, alcuni osservatori hanno provato a verificare tale affermazione conducendo personalmente alcuni test attraverso i propri dispositivi registrati a iCloud keychain e poi messi in modalità offline, arrivando in questo modo alla conclusione che Apple abbia quanto meno spiegato male il funzionamento del suo servizio e che qualche tipo di registrazione, almeno temporanea, nelle nuvole ci sia.

Claudio Tamburrino

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  • franck scrive:
    storia risaputa
    Discorso un po diverso nella scelta del sistema operativo che si differenziava tra CP/M oppure il DOS la scelta alla fine cadde su quest'ultimo rendendo bill gates uno degli uomini piu' ricchi del mondo....
  • franck scrive:
    MCA
    In realtà il bus MCA è rimasta una scelta obbligata solo per IBM gli assemblatori di PC hanno sclto il bus ISA forse perchè piu' pratico nello sviluppo di massa di schede madri che ha fatto vendere milioni di pc in tutt il mondo....
  • Commodore94 scrive:
    Micro Channel Architecture
    Chissà cosa pensò Lowe quando nel 1987 l'IBM decise di lanciare l'architettura MCA e le Workstation PS/2. Penso proprio che si creò una guerra interna fra PC-PC/XT-PC/AT e PS/2!
  • bubba scrive:
    "IBM voleva entrare rapidamente in" ??
    " IBM voleva entrare rapidamente in questo mercato" ?!?!Questa dove l'avete letta, sui Renzini? :PAi piani alti IBM (come avete pure scritto in altra parte) piacevano i mainframe, i minicomputer ed i C.e.d.... i giocattoli per casalinghe e piccoli uffici, erano fumo negli occhi per loro.Poi ovvio tra nmila persone, qualcuno piu sveglio aveva notato il fervore nel mercato home... e il piccolo lab di Lowe ha fatto il resto.Sarebbe interessante sapere (da scritti dell'epoca pero') se e' a causa dell'ostruzionismo e low budget, che uso' una serie di tecnologie non-custom e poco ibm patented... oppure se era semplicemente il free spirit "californiano"..
    • Francesco scrive:
      Re: "IBM voleva entrare rapidamente in" ??
      Quell'epoca l'ho vissuta in pieno... IBM provò e riprovò a bloccare la proliferazione dei "cloni", ma cercava di fermare una valanga con paletta e secchiello, no magari con un bulldozer ma era sempre una valanga.Poi il mercato superò IBM stessa, che nel cercare di imporre il proprio predominio incassò una pesante delusione (PS/2) ed anni di tribolazione economica.Diciamo che Big Bliue non aveva abbastanza forza da imporre al mercato le sue scelte, abbastanza flessibilità da seguire attivamente il mercato.
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