Si guardi la parte destra del grafico allegato poco più avanti in questo articolo: il picco negativo corrisponde al momento in cui l’attività su internet registrata in Iran si è improvvisamente interrotta. Il paese è offline. La misurazione è effettuata da IODA. Il fenomeno è confermato da altre realtà come Cloudflare e NetBlocks. Non è la prima volta che su queste pagine scriviamo di un blackout della rete nel territorio, il caso più recente risale al giugno scorso. Quanto sta accadendo in queste ore ha però un’origine e conseguenze diverse rispetto agli episodi precedenti.

Violenza e offline: così l’Iran risponde alle proteste
Il territorio è scosso da proteste che vanno avanti fin da dicembre, nella capitale e in altre città. La popolazione è scesa in piazza e nelle strade per urlare il proprio malcontento nei confronti della crisi economica che la sta attanagliando: svalutazione della moneta locale, forte incremento dei prezzi e scarsità di provviste. Ci sono attività commerciali chiuse da quasi due settimane senza una prospettiva di riapertura a breve termine.
Un paese che si è dimostrato nuovamente poco incline al dialogo con i manifestanti, arrivando a reprimere le contestazioni con la violenza. L’escalation ha portato ora allo spegnimento di internet deciso dal governo di Teheran, come riferito da alcune realtà locali. Togliere la libertà di informazione e di espressione nel tentativo di mettere a tacere il malcontento popolare. Un film che abbiamo già visto, dal finale già scritto.
Starlink, l’alternativa dallo spazio
NEW 🇮🇷 — Starlink satellites over Iran pic.twitter.com/FWBu0Yu4kA
— UK Report (@UK_REPT) January 6, 2026
Intanto, da un paio di giorni nei cieli dell’Iran si osserva la costellazione dei satelliti Starlink, come nel post su X di UK Report. Il servizio di SpaceX per la connettività satellitare abiliterebbe l’accesso al mondo online da parte della popolazione, anche se le infrastrutture locali sono state messe fuori uso. Nessuna conferma da Elon Musk, ma le testimonianze si moltiplicano.