ISO fa marcia indietro su OOXML

Il formato documentale approvato come standard resta nel limbo. Prima di poterne pubblicare le specifiche finali occorrerà dare una risposta ai ricorsi presentati

Roma – Tutto fermo, almeno per qualche mese. In attesa che si chiarisca se effettivamente ci sia stato qualche inconveniente nella votazione e nella valutazione dello standard DIS 29500. Con un comunicato piuttosto stringato, ISO ha fatto sapere che per questioni procedurali le specifiche finali del formato OOXML, così come uscito dal Ballot Resolution Meeting (BRM) dello scorso marzo, non possono al momento essere pubblicate . Dunque per il formato Open XML Microsoft si apre un fase-limbo, dalla quale non si sa quando e in che condizioni uscirà.

“Secondo le regole ISO/IEC – si legge nel comunicato – un documento soggetto ad appello non può essere pubblicato come standard internazionale ISO/IEC mentre l’appello è ancora in corso. Dunque, la decisione di pubblicare o meno DIS 29500 come standard internazionale ISO/IEC non potrà essere presa fino a quando non si conoscerà l’esito dell’appello stesso”.

Nessun chiarimento su quali saranno i tempi effettivi della procedura, anche se nello stesso comunicato si rimanda ad un capitolo specifico del regolamento della commissione JTC 1 (quella che si occupa di information technology), che spiega nel dettaglio i passaggi che dovranno seguire i ricorsi di Sud Africa, India, Brasile e Venezuela, vale a dire le quattro nazioni che hanno presentato domanda di appello alla decisione che ha trasformato OOXML in standard ISO.

Poiché i termini di presentazione della domanda scadevano lo scorso 31 maggio, l’organizzazione internazionale per gli standard dovrebbe avere tempo fino al termine di giugno (30 giorni) per decidere sull’ammissibilità dei vari ricorsi. In precedenza i tempi prospettati erano ancora superiori ma ormai appare chiaro che difficilmente si addiverrà ad una soluzione prima dell’estate . Si tratta in ogni caso di quattro differenti procedimenti che avanzano in parallelo, e per ciascuno dei quali andranno valutati il rispetto delle norme procedurali nella presentazione nonché la consistenza dei reclami.

Il tutto mentre la Commissione UE ribadisce le sue perplessità sull’intera vicenda dei formati documentali , con le dichiarazioni del commissario alla concorrenza Neelie Kroes. E mentre Microsoft, con una mossa in un certo senso inaspettata, ha già annunciato che intende supportare il formato “concorrente” ODF già in questa versione di Microsoft Office e che si dovrà invece attendere la prossima per l’introduzione di OOXML.

Luca Annunziata

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