Speciale/ ODF entrerà in Office 2007

Con una strategia di apertura che ha pochi precedenti, Microsoft introdurrà in Office 2007 il supporto nativo a ODF e PDF, e parteciperà al futuro sviluppo di questi standard. In vista anche un'API per portare nuovi formati in Office

Redmond (USA) – Se solo pochi anni fa qualcuno avesse detto che il più diretto rivale open source di Open XML (OOXML) sarebbe entrato a far parte di Office, passando per giunta dalla porta principale, nessuno ci avrebbe creduto. Eppure è proprio quanto sta per accadere: nella prima metà del 2009, con l’arrivo del secondo service pack (SP2) per Office 2007, OpenDocument (ODF) diverrà uno dei formati nativi della suite per l’ufficio più diffusa al mondo.

Con il futuro SP2, gli utenti di Office 2007 non avranno dunque più bisogno di un add-on o di un convertitore esterno per importare ed esportare i documenti ODF: questo formato diventerà parte integrante di Office 2007, e potrà essere aperto, modificato e salvato alla stessa stregua di OOXML e degli altri formati che la suite di Microsoft supporta in modo nativo. Ma non è tutto: con l’SP2 gli utenti potranno anche scegliere se rendere ODF il formato predefinito di Office 2007, quello cioè utilizzato in automatico dal software per salvare documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni.

Jason Matusow, director of corporate standards di Microsoft, e Doug Mahugh, senior product manager per OOXML, hanno fornito maggiori dettagli sull’implementazione di ODF in questa intervista apparsa su BetaNews . Mahugh ha spiegato che non tutte le funzionalità fornite da Office 2007 sono supportate da ODF : tra queste, ad esempio, gli oggetti SmartArt, la formattazione condizionale e alcuni tipi di grafico di Excel. Per aggirare questo ostacolo, che è poi il problema più rilevante nella conversione tra differenti formati di documento, Microsoft farà in modo che, al momento del salvataggio in ODF, l’utente venga avvisato di eventuali elementi che potrebbero essere persi o non correttamente convertiti.

Una soluzione apparentemente più semplice e chiara potrebbe essere quella di disattivare, quando si sceglie ODF come formato predefinito, tutte le funzionalità di Office 2007 non compatibili con tale formato. Mahugh sostiene però che, lasciando tutte le opzioni attive, l’utente ha sempre la possibilità di salvare un documento particolarmente complesso in OOXML anziché in ODF, o salvarlo in entrambi i formati per poi decidere, in base al software utilizzato dal destinatario del documento, quale delle due versioni utilizzare.

Mahugh ha poi confermato che Microsoft è al lavoro su un’interfaccia di programmazione (API) che consentirà alle terze parti di implementare nuovi formati di documento da aggiungere, sotto forma di plug-in, alla prossima major release di Office, nota in codice come Office 14 . Di particolare interesse il fatto che, pur se realizzati come componenti esterni, una volta installati tali formati potranno essere impostati come predefiniti. Questa stessa API, ha spiegato il manager di BigM, potrà essere utilizzata anche per scrivere filtri ODF o OOXML “migliori di quelli sviluppati da Microsoft”.

L’API verrà distribuita gratuitamente e accompagnata da una licenza libera da royalty. C’è un che di paradossale nel fatto che la specifica ODF 1.1 entri in Office 2007 prima ancora che Microsoft implementi, in questo stesso software, lo standard ISO/IEC 29500 (IS29500) da lei stessa promosso.

Approvato lo scorso aprile, questo standard si fonda sull’originaria specifica OOXML alla base di Office 2007, ma durante il processo di standardizzazione ha subito un certo numero di modifiche più o meno importanti: il risultato è che i documenti XML salvati con Office 2007 non sono conformi a IS29500 . Guardando il lato pieno del bicchiere, Microsoft afferma che Office 2007 “supporta già sostanzialmente IS29500”, ma riconosce il fatto che l’implementazione di questo standard abbia bisogno di “un aggiornamento” : aggiornamento che, come ribadito dal colosso in questo comunicato , arriverà soltanto con Office 14 .

ODF 1.1 non sarà l’unico formato che l’SP2 inoculerà in Office 2007: il futuro aggiornamento porterà in grembo anche PDF 1.5 (incluso lo standard PDF/A ) e il suo rivale made in Redmond , XPS (XML Paper Specification). Come ODF, anche questi formati sono attualmente supportati da Office 2007 mediante un apposito add-in da scaricare e installare separatamente. Va sottolineato come il supporto a PDF e XPS è e resterà limitato all’esportazione dei documenti : in altre parole, i relativi file non potranno essere né aperti né modificati.

In passato Microsoft aveva già espresso l’intenzione di integrare direttamente il supporto di PDF all’interno di Office 2007, salvo poi cambiare idea all’ultimo minuto : una mossa che molti videro come il tentativo del big di Redmond di favorire OOXML e XPS ai danni dello standard promosso da Adobe . Quest’ultima minacciò persino di intentare una causa anti-trust contro la propria avversaria.

Questa è invece la prima volta che Microsoft si è impegnata a portare ODF dentro ad Office: fino ad oggi, infatti, la mamma di Windows si è limitata a sponsorizzare il progetto open source ODF Converter , che sviluppa un add-in per le versioni XP, 2003 e 2007 di Office. L’azienda ha per altro assicurato che continuerà a supportare questo tool, che per un altro anno resterà il solo “ponte” ufficiale tra ODF e Office. Molti osservatori sostengono che a spingere Microsoft verso questo nuovo e inatteso avvicinamento a ODF siano state le pressioni provenienti dall’Unione Europea, dagli organismi di standardizzazione e dai clienti governativi.

Proprio lo scorso gennaio la Commissione Europea ha avviato una nuova indagine anti-trust sull’azienda di Redmond dovuta, in parte, proprio alle preoccupazioni relative all’interoperabilità di Office e OOXML. L’Antitrust europeo sta anche verificando se i processi nazionali di votazione dello standard IS29500 nei paesi europei siano o meno stati condizionati da illecite pressioni esterne.

Alle pressioni della Commissione si aggiungono poi quelle provenienti da organizzazioni come ECIS (European Committee for Interoperable Systems), uno dei gruppi europei più ostili al big di Redmond, e BECTA (British Educational Communications and Technology Agency), che all’inizio di questo mese ha accusato Office 2007 di ostacolare le attività scolastiche e formative perché incapace di supportare gli standard aperti (tra i quali è stato espressamente citato ODF).

Sul fronte governativo , poi, ODF sta guadagnando le simpatie di un crescente numero di stati, tra i quali Giappone , Belgio , Sud Africa , Olanda , Francia , Finlandia, Norvegia , Germania, Malaysia , California e alcune pubbliche amministrazioni nostrane, come il Comune di Arezzo .

“Siamo impegnati nel fornire agli utenti di Office una maggiore libertà di scelta tra formati di documento e nel migliorare l’interoperabilità tra questi formati e le applicazioni che li implementano”, ha affermato Chris Capossela, vice president della Business Division di Microsoft. “Aumentando l’apertura dei nostri prodotti a partecipando attivamente nello sviluppo e nella manutenzione degli standard di formato documentale, siamo convinti di poter aiutare sviluppatori e concorrenti, inclusi i membri delle comunità open source, a creare innovazione e fornire valore per i clienti”.

In linea con queste promesse, Microsoft si è altresì impegnata ad unirsi alle commissioni tecniche che in OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards) e ISO/IEC lavorano allo sviluppo ed alla manutenzione di ODF. Dipendenti di BigM prenderanno inoltre parte ai due gruppi di lavoro ISO/IEC che si stanno formando per mantenere Open XML e per migliorare l’interoperabilità tra questi e altri formati documentali riconosciuti da questa organizzazione.

Ma non è finita qui: Microsoft ha infatti annunciato che parteciperà attivamente alle future evoluzioni dello standard PDF e “continuerà a lavorare con la comunità IT per promuovere l’interoperabilità tra formati di documento, inclusi Open XML, ODF e Digital Accessible Information SYstem ( DAISY XML )”. Il nuovo piano di apertura annunciato da Microsoft è stato accolto positivamente sia da diversi esponenti della comunità open source sia dalla Commissione Europea, ma senza troppi entusiasmi . In una breve nota, la Commissione ha detto di “aver preso nota” dell’annuncio e di “accogliere di buon grado ogni passo intrapreso da Microsoft verso una vera interoperabilità, una maggiore possibilità di scelta per i consumatori e una minore dipendenza degli utenti dal venditore”.

Giusto per far capire di non aver affatto abbassato la guardia, l’organismo europeo ha poi detto di voler investigare sull’annunciato supporto di ODF in Office per comprendere se questo porterà realmente “ad una migliore interoperabilità e consentirà ai consumatori di elaborare e scambiare i loro documenti con i software di loro scelta”.

Più rilassato il commento giunto ieri da PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), un’associazione che in passato si è fortemente opposta all’approvazione di OOXML da parte di ISO.

“PLIO non può che accogliere in modo positivo questo annuncio da parte di Microsoft, visto che aveva già espresso la propria apertura al dialogo e alla collaborazione con la lettera aperta del 22 febbraio e con la partecipazione congiunta al seminario OMAT sui formati aperti del 2 aprile”, ha affermato Davide Dozza, presidente dell’associazione. “Questa strategia del confronto aperto, nel rispetto delle reciproche posizioni, è un contributo importante che oggi il PLIO e Microsoft Italia portano a tutta la software community”.

Le posizioni di PLIO su OOXML e interoperabilità sono state espresse lo scorso febbraio da Italo Vignoli, uno dei coordinatori dell’associazione, in questa intervista pubblicata su Punto Informatico .

L’iniziativa annunciata da Microsoft è stata accolta positivamente anche da John McCreesh, portavoce di OpenOffice.org , e da Bob Picciano, general manager di IBM per l’unità Lotus Software. Entrambi affermano che l’inclusione di ODF in Office apre la strada ad un mercato più equilibrato dove gli utenti saranno liberi di muoversi da un prodotto all’altro senza rinunciare alla compatibilità con i documenti preesistenti. Lodi più entusiaste da Roberto Camporesi, responsabile marketing strategico del gruppo emiliano Maggioli S.p.a. , secondo il quale quella di Microsoft “è una mossa brillante che ha un grande vincitore: il cliente”.

Particolarmente freddo, invece, il comunicato (in formato PDF) diffuso da ODF Alliance , un’organizzazione fondata da IBM, Sun e altre aziende per promuovere ODF.

“I governi si aspettano risultati concreti, non promesse contenute in comunicati stampa”, ha sentenziato duro Marino Marcich, managing director della ODF Alliance. “Microsoft continua a rispondere (alle pressioni dei consumatori e dei governi, ndr) con un costante flusso di promesse. Ma fino a che Microsoft non consentirà agli utenti di Office di creare e salvare in ODF di default e in modo altrettanto semplice come lo è con i suoi formati, i governi continueranno ad adottare un approccio guardingo”

In altre parole, Marcich sostiene che sia prematuro celebrare questo annuncio , soprattutto fino a che non si potrà valutare la qualità del lavoro svolto da Microsoft. A tal proposito il dirigente ha ricordato come BigM abbia annunciato l’intenzione di supportare ODF due anni fa, ma ad oggi il relativo converter per Office è ancora in versione beta. Oltre a ciò, “i converter forniscono funzionalità limitate e una scarsa integrazione con l’interfaccia utente di Office”, ha poi aggiunto Marcich, secondo il quale i governi chiedono un supporto a ODF con una qualità e un livello di integrazione ben maggiori .

Scettica anche la risposta giunta da ECIS , che per bocca del suo portavoce Thomas Vinje ha dichiarato che Microsoft sta cercando di allungare quanto più possibile i tempi di implementazione di ODF per “consolidare la sua posizione super-dominante”. Secondo l’organizzazione, è necessario che la Commissione Europea continui a vigilare da vicino la celebre multinazionale del software.

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  • Cittadino romano scrive:
    Le verità della Fondazione Mondo Digital
    Vorrei mettervi in guardia verso le cosiddette aziende "no-profit" organismi che dovrebbero essere di esempio nel perseguire obiettivi sociali e attuare sin dal loro interno politiche rivolte all'occupazione e lontane assolutamente da logiche di profitto.In realtà, molto spesso, si tratta di aziende parassitarie che succhiano soldi dalla pubblica amministrazione per destinarli solo in minima parte ad iniziative di cui si dichiarano promotrici. La maggior parte del denaro pubblico viene speso per alimentare gli stipendi dei dirigenti che arrivano a guadagnare 100.000 euro all'anno.Vorrei parlarvi nello specifico della Fondazione Mondo Digitale finanziata dal Comune di Roma che dovrebbe perseguire obiettivi legati alla diffusione delle tecnologie digitali nelle scuole di Roma. La Fondazione Mondo Digitale già dal suo interno attua politiche ben lontane dal "no-profit". La dirigente guadagna la modica cifra di 8.000 euro al mese! che in un anno diventano 100.000 euro!! il secondo dirigente compagno della direttrice (anche qui ci sarrebbe da discutere) altri 100.000 euro!L'azienda inoltre ha utilizzato nel corso della sua attività soprattutto lavoratori precari che venivano sfruttati nella preparazione di eventi e poi puntualmente licenziati.E' in corso un'indagine dell'INPS volta a verificare la correttezza dei contratti a progetto firmati con innumerevoli persone che svolgevano invece lavori da dipendente.La Fondazione Mondo Digitale si è fatta promotrice dell'iniziativa promossa dal Comune di Roma: "Donne e Nuove Tecnologie" che mira a aiutare le donne a conciliare il lavoro con la famiglia e costruirsi un'occupazione solida ed emancipata. Si tratta del tipico caso di chi predica bene e razzola male: la maggior parte delle donne che sono passate per la fondazione mondo digitale sono state assunte a progetto, utilizzate a tempo pieno, e poi licenziate all'esatta scadenza del contratto. All'esatta scadenza perché veniva mantenuta viva, in loro, la speranza di un rinnovo contrattuale che non arrivava mai. In questo modo si otteneva il massimo dal lavoratore, pagando il minimo (poco più di 800 euro al mese).Adesso che sapete la verità vi pregherei voi forze oneste della scuola (presidi, professori, docenti e alunni) di stare lontano da queste persone che non ammirano i vostri sforzi, i vostri progetti, le vostre iniziative, ma solo il gusto del denaro e del profitto.
  • anna maria masia scrive:
    w l'informatica, w internet
    ho 63 anni e sono pensionata, sono benevolmente invidiosa di chi ha avuto questa meravigliosa opportunità, spero che questo progetto venga esteso anche alle scuole di Cagliari. L'informatica per i nonni? credo sia utile per comprendere di più i giovani.
    • mosfet scrive:
      Re: w l'informatica, w internet
      - Scritto da: anna maria masia
      ho 63 anni e sono pensionata, sono benevolmente
      invidiosa di chi ha avuto questa meravigliosa
      opportunità, spero che questo progetto venga
      esteso anche alle scuole di Cagliari.
      L'informatica per i nonni? credo sia utile per
      comprendere di più i
      giovani.Come possiamo capire i giovani se noi da giovane non abbiamo capito gli anziani?Io ho 37 anni e 32 nipoti e con tutti ci parlo con il nome non con lo Zio ecco perché oggi gli posso capire è non c'entra nulla internet ma solo con il dialogo ed ascoltando si possono non capire ma comprendere le loro esigenze.Ciao
  • pubblico scrive:
    A quando i corsi per la classe politica
    A quando i corsi per la classe politica ?
    • Cyber Floris scrive:
      Re: A quando i corsi per la classe politica
      - Scritto da: pubblico
      A quando i corsi per la classe politica ?La classe politica a lezione... Bertinotti Professove, non viesco ad apvive questo povtatile, non c'è n'è uno senza copevchio? Vabbè tanto la scuola di infovmatica non fa pev me che non sono più al govevno, ci pensa Walter...SgarbiAspetta Mara che mi scrivo il tuo indirizzo... m-a-r-apuntoc-a-r-f-a-g-n-ac-h-i-o-c-c-i-o-l-a...TremontiPOVCA PUTTANA!!! NON POSSIAMO MANTENEVE LE NOSTVE PVOMESSE PEV COLPA DI UN VIVUS CHE HA COVVOTTO TUTTO IL SISTEMA!!!BerlusconiHey Prof., mi consenta...come si fa a cancellare questi video su youtube? Modestamente ritengo che ledano la mia maestà e che costoro facciano un uso criminoso della rete!Di PietroMacche ci azzecca vuoler insegnare ame l'uso dei compiuter che ce l'ho con l'emmessedos dal tempo per schedare i tangentari degli anni '80, ma mi faccia il piacere mi faccia!BorghezioEsercitazione con WordIl mattino ha il verde in bocca Il mattino ha il verde in boccaIl mattino ha il verde in bocca Il mattino ha il verde in bocca....................................................................................................UEEE Caldy ti ho battuto, 300 pagine contro 200, PAGARE!!!PrestigiacomoScusi... SEnta ProfessOre, non c'è un maus più pulito per favOre? No? AllOra, lei ha parlato per mezzOra, adesso mi fa parlare. No io non hO paura di lEi! Questo maus questi compiutEr sono la pesante erEdità del prEcedEnte govErno! Questa è una classe schiErata ProfessOre, anche questo maus si vEde che è schiErato!FiniEmail A: Tutti gli ItalianiOggetto: Progetto Rete Nuova"Ogni buon cittadino Italiano che si rispetti come Lei riceverà nei prossimi giorni un disco contenente i Suoi codici personali con cui dovrà presentarsi entro e non oltre 7 giorni sul sito WWW.ARCORIS.TV e fare il Loginno con la Sua Parola d'Ordine. D'ora in poi questo sarà il Suo nuovo portale unico di accesso alla rete. Tutto ciò che farà, dirà, guarderà o penserà sarà registrato sul nostro servo e sul Suo disco personale. Chi non si registrerà o perderà il Suo disco sarà passibile di immediata e totale cancellazione!Saluti ForzistiIl Nuovo Partito della Rete delle Libertà"----------------------------------------Incoming message...Da: Beppe GrilloA: Classe politicaOggetto: vaffanculoMessaggio:!!!!!!!!!!!!!!!VAFFANCULO!!!!!!!!!!!!!!!----------------------------------------CasiniNo professore non è vero!!! E' solo qualche ora che navigo e sono già pieno di virus e volgarissimo spam, ma non ho guardato nessun, DI-CO NESSUN, sito pornografico, croce sul cuore...VeltroniSo che si può fare, pacatamente, serenamente...MA COME C@@@@ SI SPEGNE QUESTA MACCHINA?!?BossiPrufessur, cusa l'è sta roba chi...!!!!!!!!!!!!!DRIIIIIIIIIIIIIIN!!!!!!!!!!!!UEEE Maroni butta giù 'l brauser che ghè la casoela pronta!!!
    • byzio scrive:
      Re: A quando i corsi per la classe politica
      :-) loool
  • LivePaola scrive:
    Bellissimo! + Complimenti per il n. 3000
    Bella iniziativa. In un Paese a crescita demografica negativa, i nuovi navigatori dovremo per forza andarceli a prendere anche tra i nonnini. Bravissimi ai promotori.Quanto a Punto Informatico, complimenti a Paolo e a tutta la redazione per il n. 3000 - un achievement!
    • Luca Schiavoni scrive:
      Re: Bellissimo! + Complimenti per il n. 3000
      - Scritto da: LivePaola
      Bella iniziativa. In un Paese a crescita
      demografica negativa, i nuovi navigatori dovremo
      per forza andarceli a prendere anche tra i
      nonnini. Bravissimi ai
      promotori.

      Quanto a Punto Informatico, complimenti a Paolo e
      a tutta la redazione per il n. 3000 - un
      achievement!3000 aaaargh allora sono vecchio anche io :D che seguo PI da quasi quasi gli inizi ! grazie a nome della redazione ! e confidiamo, si, tutti nei nonni, perche' no! tra un po ci divento anche io (non so come, ma chissa'!)LucaS
  • Kimpossible scrive:
    Mio padre sessantacinquenne ...
    ... una volta con lui si giocava a Tron, ora si e' "evoluto" e gioca a Guild Wars (in completa autonomia: scelto, comprato, installato, imparato tutto da solo)Negli anni 80 programmava per hobby in basic sul Vic20, in assembler sul Msx e poi sul AmigaE' la forma mentis che conta, mica l'eta'
    • Trollo scrive:
      Re: Mio padre sessantacinquenne ...
      si chiama ASSEMBLY NON ASSEMBLER CACCHIOOOOOO
      • l.b. scrive:
        Re: Mio padre sessantacinquenne ...
        - Scritto da: Trollo
        si chiama ASSEMBLY NON ASSEMBLER CACCHIOOOOOOL'assembly è un sistema per programmare in assembler altrimenti detto "linguaggio macchina".tu che ne sai magari programmava in assembre puro solo con 0 e 1 o in esadecimale.
        • sdshfgfn scrive:
          Re: Mio padre sessantacinquenne ...
          - Scritto da: l.b.
          - Scritto da: Trollo

          si chiama ASSEMBLY NON ASSEMBLER CACCHIOOOOOO

          L'assembly è un sistema per programmare in
          assembler altrimenti detto "linguaggio
          macchina".
          tu che ne sai magari programmava in assembre puro
          solo con 0 e 1 o in
          esadecimale.NO, si chiama assembly, l'assembler e' questo:http://it.wikipedia.org/wiki/Assembler
          • 1977 scrive:
            Re: Mio padre sessantacinquenne ...
            - Scritto da: sdshfgfn
            - Scritto da: l.b.

            - Scritto da: Trollo


            si chiama ASSEMBLY NON ASSEMBLER CACCHIOOOOOO



            L'assembly è un sistema per programmare in

            assembler altrimenti detto "linguaggio

            macchina".

            tu che ne sai magari programmava in assembre
            puro

            solo con 0 e 1 o in

            esadecimale.

            NO, si chiama assembly, l'assembler e' questo:
            http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblerche cosa stupenda è lo sfoggio della propria cultura..
  • Billo scrive:
    negli anni 80
    I 60 enni di oggi.. sono quei genitori che negli anni 80 non volevano comprare il computer al figlio, perchè doveva "pensare a studiare"sono quei genitori che negli anni 80 non volevano comprare il computer al figlio, solo perchè non lo capivano..sono quei maestri e prof che negli anni 80, sconsigliavano ai genitori di comprare un computer al figlio..Sono tanti (beati loro), quelli che negli anni 80 hanno avuto la fortuna di possedere un C64 o l'Amiga, ma sono anche tanti quelli che non c'è stato verso di farselo dai genitori che ora a 60 e passa anni, vanno a scoprire un mondo che DOVEVANO CAPIRE PRIMA!
    • dsfgdsfgsd scrive:
      Re: negli anni 80
      - Scritto da: Billo
      I 60 enni di oggi..

      sono quei genitori che negli anni 80 non volevano
      comprare il computer al figlio, perchè doveva
      "pensare a
      studiare"

      sono quei genitori che negli anni 80 non volevano
      comprare il computer al figlio, solo perchè non
      lo
      capivano..

      sono quei maestri e prof che negli anni 80,
      sconsigliavano ai genitori di comprare un
      computer al
      figlio..

      Sono tanti (beati loro), quelli che negli anni 80
      hanno avuto la fortuna di possedere un C64 o
      l'Amiga, ma sono anche tanti quelli che non c'è
      stato verso di farselo dai genitori che ora a 60
      e passa anni, vanno a scoprire un mondo che
      DOVEVANO CAPIRE
      PRIMA!Io ho avuto lo spectrum, però l'uso del PC attuale è molto diverso, probabilmente farebbero fatica lo stesso. Cmq il C64 e lo Z80 di quei tempi non servivano effettivamente a un cazzo a parte giocare con i videogiochi.
      • MegaJock scrive:
        Re: negli anni 80
        - Scritto da: dsfgdsfgsd
        Cmq il C64 e lo Z80 di quei tempi non servivano
        effettivamente a un cazzo a parte giocare con i
        videogiochi.Questo per i bimbi piccoli che non erano abbastanza intelligenti da imparare i rudimenti della programmazione. Tu, per esempio.
      • Daniele scrive:
        Re: negli anni 80
        Non servivano un cazzo? Forse ti dimentichi ( o non hai mai saputo ) che con un C64 ci sono andati sulla luna...
        • ... scrive:
          Re: negli anni 80
          e a proposito di luna, non scordiamoci che con il c64 era possibile costruire un circuito che riceveva le foto satellitari mandate in broadcast dalla nasa e gli enti locali in rf
        • MegaJock scrive:
          Re: negli anni 80
          - Scritto da: Daniele
          Non servivano un cazzo?

          Forse ti dimentichi ( o non hai mai saputo ) che
          con un C64 ci sono andati sulla
          luna...Seee, adesso l'AGC è un C64.
          • 1977 scrive:
            Re: negli anni 80
            - Scritto da: MegaJock
            - Scritto da: Daniele

            Non servivano un cazzo?



            Forse ti dimentichi ( o non hai mai saputo ) che

            con un C64 ci sono andati sulla

            luna...

            Seee, adesso l'AGC è un C64.si, capito.. è la vecchia leggenda che ancora gira..
      • l.b. scrive:
        Re: negli anni 80
        Non servivano a una cazzo?Anche solo donare la "mentalità informatica" a quella generazione voleva dire aver fatto il 90% del lavoro.Collega il cervello prima di sparare cazzate la prossima volta
      • Anonimo scrive:
        Re: negli anni 80
        - Scritto da: dsfgdsfgsd
        Cmq il C64 e lo Z80 di quei tempi non servivano
        effettivamente a un cazzo a parte giocare con i
        videogiochi.Io sullo spectrum ho imparato a programmare, e se oggi gestisco una sala macchine di una azienda con 800 dipendenti, e' perche' ho avuto lo spectrum quando ero giovincello.
        • 1977 scrive:
          Re: negli anni 80
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: dsfgdsfgsd


          Cmq il C64 e lo Z80 di quei tempi non servivano

          effettivamente a un cazzo a parte giocare con i

          videogiochi.

          Io sullo spectrum ho imparato a programmare, e se
          oggi gestisco una sala macchine di una azienda
          con 800 dipendenti, e' perche' ho avuto lo
          spectrum quando ero
          giovincello.Io sono uno dei gestori di sala di un'azienda molto più grossa.. e lo spectrum non ce l'avevo.però ce l'aveva il vicino.
    • MegaJock scrive:
      Re: negli anni 80
      - Scritto da: Billo
      I 60 enni di oggi..

      sono quei genitori che negli anni 80 non volevano
      comprare il computer al figlio, perchè doveva
      "pensare a
      studiare"

      sono quei genitori che negli anni 80 non volevano
      comprare il computer al figlio, solo perchè non
      lo
      capivano..

      sono quei maestri e prof che negli anni 80,
      sconsigliavano ai genitori di comprare un
      computer al
      figlio..

      Sono tanti (beati loro), quelli che negli anni 80
      hanno avuto la fortuna di possedere un C64 o
      l'Amiga, ma sono anche tanti quelli che non c'è
      stato verso di farselo dai genitori che ora a 60
      e passa anni, vanno a scoprire un mondo che
      DOVEVANO CAPIRE
      PRIMA!Parla per te, scemottolo.
    • ... scrive:
      Re: negli anni 80
      mio padre comprò un C64 quando io avevo 3 anni e mi insegnò a programmare in basic in quel periodo :)ora lui si è spostato verso architetture industriali (plc) però qualcosa di programmazione in basic si ricorda ancora
      • gugu scrive:
        Re: negli anni 80
        - Scritto da: ...
        mio padre comprò un C64 quando io avevo 3 anni e
        mi insegnò a programmare in basic in quel periodo
        :)
        ora lui si è spostato verso architetture
        industriali (plc) però qualcosa di programmazione
        in basic si ricorda
        ancoraLa programmazione a spaghetti in basic era abbastanza diseducativa, poi col basic a parte qualche sempio scemo non si faceva niente. Alla fine era frustrante aver imparato un linguaggio così limitato.
        • stefano scrive:
          Re: negli anni 80
          Conosco gente che in basic ha scritto una suite intera per la gestione dei condomini. Il basic è talmente limitato che sta procedura viene usata ancora oggi da chi la adottò nel lontano '79.
  • pizza margherita scrive:
    tempo a disposizione, vera ricchezza!
    ragazzini e anziani in pensioneTutti individui che hanno parecchio tempo "da perdere" per seguire cose nuovechi invece è ancora intrappolato nei meccanismi dell'economia lotta quotidianamente per strappare una mezz'ora al giorno per non dimenticare che oltre al lavoro e alle incombenze c'è altro.. che magari coltiverà quando andrà in pensione (se ci sarà la pensione) :-)
    • ... scrive:
      Re: tempo a disposizione, vera ricchezza!
      non è solo questione di tempo, ma anche di passionese hai passione per una cosa la fai a prescindere dal tempo
      • Tempus Fugit scrive:
        Re: tempo a disposizione, vera ricchezza!
        - Scritto da: ...
        non è solo questione di tempo, ma anche di
        passione
        se hai passione per una cosa la fai a prescindere
        dal
        tempoSenza tempo sufficiente non si fa niente, a prescindere dalla passione. Ancor meno scoprire una passione nuova. E men che meno due o tre cose...
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