Fino a oggi abbiamo conosciuto il sistema IT-Wallet con la sua incarnazione che permette di caricare i documenti smaterializzati nell’app IO, ma il suo raggio d’azione sarà molto più esteso, arrivando più avanti sul supporto dei portafogli digitali delle aziende private. Questa nuova fase si è aperta con il via a un test su scala nazionale, un passaggio definito fondamentale per accelerare l’avvio del nuovo ecosistema
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Anche i portafogli privati nel sistema IT-Wallet
L’iniziativa è guidata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e con PagoPA, gestore dell’applicazione.
Proprio quest’ultima si è occupata di sviluppare il portafoglio digitale pubblico integrato nell’app IO, mentre quelli privati saranno messi a disposizione da operatori di mercato, con modalità conformi agli standard di sicurezza, interoperabilità e protezione dei dati. La fase di sperimentazione serve proprio a verificare i casi d’uso senza correre alcun rischio, non trattando informazioni riconducibili a cittadini reali. Questo il commento del sottosegretario Alessio Butti.
Con 12 milioni di attivazioni nell’ultimo anno e mezzo, i documenti digitali in app IO sono entrati nella quotidianità dei cittadini grazie a IT-Wallet. L’apertura dell’ambiente di test di IT-Wallet agli operatori privati rappresenta un passaggio fondamentale per costruire un ecosistema nazionale di identità digitale ed attestati elettronici interoperabili, capace di valorizzare l’innovazione pubblica e privata a vantaggio di cittadini e imprese.
La fase di test è iniziata: i prossimi step
Il Dipartimento ha annunciato il progetto solo oggi, ma il via ai test risale al mese di maggio. Rimane da capire quali siano le tempistiche previste per il debutto. L’unica indicazione fornita è questa.
L’avvio delle nuove funzionalità del Sistema IT-Wallet e l’apertura agli utenti avverranno con il completamento del quadro normativo nazionale, previsto dall’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale.
Sono inoltre citati due decreti attuativi già firmati e pronti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oltre ad atti definiti coinvolgendo il Garante Privacy e l’Agenzia per l’Italia Digitale.