Italia, il portale unico del web statale

Esordio il 22 marzo per vivifacile.gov.it. Che vuole raccogliere tutti i servizi della PA in un posto solo e gestire tutti gli utenti con una sola procedura di identificazione
Esordio il 22 marzo per vivifacile.gov.it. Che vuole raccogliere tutti i servizi della PA in un posto solo e gestire tutti gli utenti con una sola procedura di identificazione

Il Ministro Brunetta ha presentato il nuovo passo lungo la strada dell’ ammodernamento della Pubblica Amministrazione digitale: si chiama Vivifacile e aspira a diventare il Portale unico per accedere ai servizi disponibili online .

All’indirizzo www.vivifacile.gov.it sarà infatti predisposta una piattaforma unica, divisa in aree specifiche (“cittadini”, “professionisti” e “imprese”) e per tematiche differenti (scuola, salute, previdenza, mobilità, fisco) con l’ obiettivo di renderlo “il nucleo intorno al quale far gravitare tutto ciò che può essere gestito a distanza, senza la necessità di far materialmente spostare i cittadini-clienti”.

Si tratta, naturalmente, ancora di un progetto in fieri, con la maggior parte delle opzioni da implementare solamente nel medio periodo. Tuttavia, il suo esordio il 22 marzo permetterà di avere già a disposizione una serie di servizi e di informazioni relativi ai servizi scolastici . “Abbiamo iniziato con la scuola perché già oggi circa 500 istituti sono in rete con il ministero dell’Istruzione e sono, quindi, in grado di erogare tali servizi” ha spiegato Brunetta, riferendosi agli istituti che hanno avviato la sperimentazione Scuolamia , il pacchetto di servizi realizzato da HP per la scuola e che mette a disposizione pagelle online, comunicazione di assenze e giustificazioni e altri servizi.

Seguiranno, secondo le intenzioni del Ministro della PA e dell’Innovazione, i servizi che fanno capo ad ACI e Motorizzazione (come il rinnovo della patente) e INPS (come la posizione contributiva). Poi, per il prossimo autunno si dovrebbe garantire l’accesso digitale alle prestazioni sanitarie e fiscali, nonché quelle relative al processo telematico: servizi INPS (posizione contributiva e dati pensione), dichiarazione dei redditi, modelli. Infine i servizi relativi alla giustizia (concorsi, esami, assunzioni, bandi di gara, decreti e circolari).

Oltre a costituire uno strumento di comunicazione integrato tra cittadini e PA, inoltre, dovrebbe essere utile anche come raccordo tra le stesse amministrazioni che avranno così il modo di coordinarsi. Con tre vantaggi immediatamente intuibili: coerenza interministeriale, strumenti con password unica e servizi senza code.

La registrazione sarà possibile sia online, sia attraverso per via telefonica (utilizzando Linea Amica), sia presso gli uffici preposti (al momento, per esempio, le segreterie scolastiche).

L’homepage sarà inoltre personalizzabile dal cittadino e le informazioni da ricevere potranno essere ottenute via email, telefono cellulare (firmato un protocollo d’intesa con Telecom Italia, Vodafon, Wind e H3G) o fisso.

Un nodo intricato è la mancanza di interoperabilità dei sistemi informativi degli enti: nodo che dovrebbe essere sciolto sia dalle linee guida per le PA e sia dall’ implementazione dell’SPC (sistema pubblico di connettività). Dovrebbe inoltre essere l’occasione per sbrogliare la situazione dell’email certificata.

La sperimentazione durerà per circa 8 mesi con costi previsti ridotti per la PA e le aziende sponsor. Successivamente si vedrà: la previsione di spesa è tra i 10 e i 20 milioni di euro , una cifra che potrebbe essere sostenibile per intero da parte della PA. Tuttavia al momento la gratuità dei servizi non è garantita .

Claudio Tamburrino

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