Java tornerà in Windows. Aggiornato

Java tornerà in Windows. Aggiornato

Sun raccoglie un primo successo nella causa antitrust contro Microsoft e ottiene dal tribunale l'obbligo, per Microsoft, di reintegrare il supporto in Windows alla più recente versione di Java. Appello in vista
Sun raccoglie un primo successo nella causa antitrust contro Microsoft e ottiene dal tribunale l'obbligo, per Microsoft, di reintegrare il supporto in Windows alla più recente versione di Java. Appello in vista


Baltimora (USA) – Sun vince il primo round della battaglia legale intrapresa all’inizio del 2002 contro Microsoft e ottiene dal tribunale un’ingiunzione preliminare che, a partire dal 2003, obbligherà la propria rivale ad includere la tecnologia Java in tutte le versioni di Windows, incluso XP.

Come si ricorderà, fu proprio con l’introduzione di Windows XP che Microsoft decise di cessare il supporto alla tecnologia Java omettendo d’integrare, nella nuova versione del proprio sistema operativo, la macchina virtuale necessaria per eseguire le applet e i programmi scritti nel linguaggio di Sun, lo stesso alla base della più temibile e diretta piattaforma avversaria di MS.NET.

Di recente Microsoft ha tentato di dirimere la questione includendo, nel Service Pack 1 per Windows XP , la propria Java virtual machine. Sun sostiene però da tempo che la macchina virtuale di Microsoft sia ormai del tutto obsoleta e che la sua reintroduzione nel service pack per Windows XP non abbia avuto altro fine se non quello di manipolare il processo antitrust.

“Questa decisione è una grande vittoria per i consumatori, che avranno sui loro PC la migliore e più recente tecnologia Java”, ha dichiarato Mike Morris, vice presidente di Sun, facendo dunque intendere che Microsoft sarà obbligata ad integrare in Windows una virtual machine aggiornata. “Questa è una vittoria per tutti quegli sviluppatori che scrivono applicazioni in grado di girare su tutti questi PC”.

“La decisione – ha commentato ancora Morris – contribuirà a garantire che l’attuale e compatibile tecnologia Java venga inclusa sul desktop di ogni consumatore e metta fine alla pratica con cui Microsoft sta cercando di frammentare la piattaforma Java”.

Da parte sua Microsoft difende le proprie strategie sostenendo che Java non è un pulcino bisognoso di protezione ma una tecnologia rivale utilizzata da almeno la metà degli sviluppatori di tutto il mondo.

“Sarebbe come obbligare la Coca Cola – ha commentato Bill Gates, chief software architect di Microsoft, riferendosi alla sentenza – ad includere in ogni sua confezione una lattina di Pepsi”.

Durante il recente processo antitrust federale, conclusosi fra l’altro con una sostanziale vittoria di Microsoft, i giudici imputarono al big di Redmond l’aver voluto allontanare il controllo di Java da Sun attraverso la creazione di una versione “corrotta” del linguaggio in grado di funzionare solo con Windows. Fu sulla base di queste accuse che nel 1998 Sun intentò a Microsoft una causa che si sarebbe conclusa solo tre anni più tardi con il risarcimento di 20 milioni di dollari a favore di Sun.

Sulla scorta della sentenza che ha condannato Microsoft per abuso di posizione dominante, e andando oltre quanto discusso nel procedimento antitrust contro l’azienda di Bill Gates, il giudice Motz ha scritto nelle 42 pagine della sentenza che “Microsoft ha abbracciato Java con il solo scopo di distruggerlo e di privare i consumatori dei pieni benefici dell’invenzione di Sun”.

Microsoft ha già annunciato il ricorso in appello, ma le possibilità di ribaltare la sentenza, secondo alcuni analisti, non sono molte.

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29 12 2002
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