Sotto la guida di Tim Cook, Apple ha vissuto oltre un decennio costellato di grandi risultati, finanziari in primis. Solo sul fronte dell’intelligenza artificiale sta pagando l’errore di essersi mossa in ritardo rispetto alla concorrenza. Nonostante l’uscita di scena del CEO non sia cosa da ritenere immediata, il fattore età (65 anni compiuti a novembre) fa pensare a un avvicendamento che a Cupertino è già oggetto di valutazioni. E il candidato numero uno per assumere il ruolo sembra essere John Ternus.
Apple potrebbe aver scelto il nuovo CEO: John Ternus
Classe 1975, è con la mela morsicata dal 2001, quando si è unito al team incaricato del design dei prodotti. All’inizio del decennio successivo ha supervisionato lo sviluppo delle linee iPad, Mac e AirPods, arrivando poi più di recente a occuparsi dell’hardware di iPhone e Apple Watch. Descritto come carismatico e ben voluto
dai collaboratori, in più occasioni è stato protagonista sul palco della Worldwide Developers Conference e degli altri eventi organizzati dal gruppo.
La scheda sul sito ufficiale lo indica come attuale Senior Vice President of Hardware Engineering, ma stando a un nuovo report di Bloomberg i vertici dell’azienda sono pronti ad annunciare un ampliamento delle sue responsabilità, rafforzando così l’ipotesi di una candidatura al ruolo di prossimo CEO. Non è una sorpresa, avevamo già pubblicato una previsione di questo tipo mesi fa.
Ternus sarebbe l’uomo scelto da Cook in persona per gestire fin da subito tutti i team di Apple impegnati sul design (un po’ come fu Jony Ive), poi per ereditare la guida della società. Ad ogni modo, le dimissioni dell’attuale amministratore delegato non sembrano essere dietro l’angolo.
L’altro nome indicato come possibile successore era Jeff Williams, ex Chief Operating Officer, che ha però annunciato il suo ritiro dalle scene a luglio.
Come sarà la nuova Apple di Ternus? Difficile fare previsioni, ma gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni fanno pensare a decisioni prese nel nome della continuità operativa. Tra gli appassionati del brand e gli investitori c’è però chi invoca una sorta di ritorno a quell’atteggiamento meno prudente che ha caratterizzato l’era di Steve Jobs, non privo di passi falsi, ma certamente meno improntato alle scelte conservative.