JuicePlus, multa all'integratore venduto su FB

L'AGCM ha sanzionato le aziende impegnate nella vendita dell'integratore dimagrante Juice Plus: era distribuito su Facebook con pratiche scorrette.

JuicePlus, multa all'integratore venduto su FB

Promuovere un prodotto attraverso gruppi su Facebook, evitando di presentarsi come commercianti e presentandosi invece come consumatori, implica una possibile violazione del Codice del Consumo: da questo principio è partita la condanna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha sanzionato le società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH e The Juice Plus+ Company LLC per le modalità con cui immettono sul mercato l’integratore alimentare JuicePlus.

Le società indicate avrebbero promosso l’integratore attraverso Pagine e Gruppi segreti su Facebook, ma con modalità particolari: non era palesato il fatto che i venditori agiscono come tali e, al contrario, si presentavano sotto le false vesti di consumatori. Ora: quanti prodotti possono venire in mente con modalità similari, ove il confine tra consumatore e produttore sfuma tra le maglie di un marketing multilivello spesso nebuloso, mai dichiarato e spesso invadente? Il questo caso le modalità poste in essere non hanno però lasciato dubbi all’Antitrust, che ha proceduto con l’accertamento riguardante altresì “l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo“.

Il problema del marketing su Facebook può essere molto sottile, soprattutto quando tessuto su certe dinamiche e certi temi particolarmente sensibili. In questo caso, trattandosi di una bibita dimagrante venduta da venditori spacciatisi per consumatori, il problema si è rivelato come particolarmente pericoloso in virtù del falso messaggio veicolato. L’indagine non si è però certo fermata alle valutazioni di opportunità: sono stati dimostrati gli elementi contrari al Codice del Consumo, così da poter fermare l’illecito e giungere ad una sanzione esemplare.

La pratica commerciale posta in essere è stata pertanto giudicata come scorretta e sanzionata per ben 1 milione di euro:

l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Celare sui social network tali attività non è servito a mascherare l’intero impianto: trattandosi di una bevanda nutritiva, è il caso di dire che l’Autorità “non se l’è bevuta”. La segnalazione originaria che ha dato il via alle indagini è partita dal Codacons.

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Fonte: AGCM
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