L’ultimo messaggio di Linus Torvalds conferma (senza sorprese) la disponibilità del kernel 6.19 e fa chiarezza su quanto accadrà in futuro nel mondo Linux. Partiamo dal presente: la nuova versione introduce miglioramenti nel supporto hardware, per i file system e il networking oltre a driver aggiornati, funzionalità inedite e accorgimenti per la sicurezza.
Le novità principali del kernel 6.19
Vedremo presto arrivare le prime distribuzioni basate sull’ultima evoluzione. Di seguito un riepilogo delle novità incluse, per maggiori informazioni rimandiamo all’annuncio (link a fondo articolo).
- Supporto per AMD SDCI, Intel LASS, PCIe con crittografia, Arm MPAM, algoritmi SHA-3 e BLAKE2b, protocollo CAN XL;
- compatibilità con più processori per UML, system call listns(), architettura LoongArch32;
- novità per il file system EXT4 e disabilitazione della cache per Direct I/O su NFS;
- supporto alla modalità HDR gestita dall’hardware, all’USB-C su Mac con chip Apple Silicon e a nuove periferiche.
Confermato l’arrivo della versione 7.0
Come ipotizzato già nei mesi scorsi, la prossima release non sarà 6.20, ma un salto generazionale segnerà il passaggio alla versione 7.0. È stato lo stesso Torvalds a confermarlo, in linea con quanto già visto in passato, quando nel 2022 si passò dalla 5.19 alla 6.0 e ancora più indietro, nel 2014, dalla 3.19 alla 4.0. Unica eccezione recente nel 2018, con la 4.20 ad anticipare la 5.0. Attesa per la metà di aprile, farà il suo esordio in anteprima con la Release Candidate già il 22 febbraio.
E come la maggior parte delle persone ha capito, sto arrivando al punto in cui sono confuso dai numeri grandi. Sto quasi esaurendo di nuovo le dita delle mani e dei piedi. Quindi il prossimo kernel si chiamerà 7.0.
Il messaggio si conclude con un accenno a un evento sportivo a caso (Ma oggi la grande novità è il 6.19. E un evento sportivo a caso
). Un riferimento indiretto al Super Bowl che ha visto trionfare i Seattle Seahawks sui New England Patriots.