Webcam in Ucraina: ecco le immagini che testimoniano la guerra

La guerra in diretta: le webcam in Ucraina

Le webcam puntate sull'Ucraina sono una incredibile testimonianza diretta di quanto accade a Kiev e in altre città: non tutte sono ancora disponibili.
Le webcam puntate sull'Ucraina sono una incredibile testimonianza diretta di quanto accade a Kiev e in altre città: non tutte sono ancora disponibili.

Se l’11 settembre è stato il primo grande evento bellico nel quale gli smartphone hanno avuto un ruolo importante per la raccolta e la condivisione di immagini non mediate, tutti gli scontri successivi hanno ben chiarito quale sia il ruolo delle nuove tecnologie nella narrazione quotidiana degli scontri. In questi giorni dall’Ucraina sta arrivando una incredibile quantità di testimonianze live che per la prima volta stanno facendo “vivere” la guerra a tutto il mondo attraverso gli schermi di smartphone, PC e tv.

L’importanza delle webcam in Ucraina

Non è tutto qui, però. Il fatto che sia possibile accedere a nuove tecnologie di cattura immagine, consente addirittura di vedere il conflitto attraverso le webcam disponibili. Il servizio Skyline, ad esempio, ha aperto una sezione dedicata e varie webcam sono disponibili 24 ore al giorno e YouTube è protagonista di altre dirette ulteriori. Questi alcuni esempi:

Nei giorni scorsi erano molte di più le webcam disponibili, una delle quali puntata sulla simbolica scalinata Potemkin e sul porto di Odessa: con la città sotto assedio, questa immagine è scomparsa dai radar di Skyline e la sua assenza testimonia con il silenzio le difficili ore che anche questa città sta vivendo sotto i colpi dei russi. Molte anche le webcam private che consentono solitamente di vedere le immagini, ma che in questi giorni sono state disattivate per problemi che molto probabilmente sono tanto di origine tecnica, quanto per opportunità (meglio evitare di fornire alla parte nemica informazioni che potrebbero sfruttare per le proprie avanzate).

Immagini da capire

Il rischio di queste immagini è che non possano essere comprese in tutta la loro gravità: immagini apparentemente serene e silenziose sono in realtà testimonianza delle poche ore di tregua in mezzo ad una incredibile tempesta, con la tangibile speranza nell’aria di un qualche rasserenamento in arrivo dal contatto che le parti avranno nelle prossime ore al confine bielorusso. L’immagine che riceviamo dal display è una immagine estremamente “povera”: non bastano i pixel per trasmettere l’atmosfera, gli odori e i dettagli che distinguono un tranquillo orizzonte di pace da un tremendo teatro di guerra. Non basta il cinguettìo dei passerotti a cancellare i morti per le strade, né il cielo azzurro a far dimenticare il suono delle mitragliatrici: abituati a short e spettacolarizzazione, utenti comodamente seduti in occidente davanti allo schermo non devono compiere l’errore capitale di guardare a queste immagini con eccessiva superficialità.

Il rischio di interpretare in modo scorretto queste importanti testimonianze è dunque concreto, ma come sempre l’importanza di un messaggio sta tanto in chi lo compone (in questo caso una semplice webcam) quanto nell’intelligenza di chi lo riceve e decodifica. Attenzione a un dettaglio, ad esempio: se l’audio della diretta fa sentire un tranquillo suono di campane, si tratta di un allarme in corso che consiglia agli abitanti di rifugiarsi quanto prima in un luogo sicuro. Quel che per noi è un suono ricco di retaggi propri dell’ambito della distensione, al centro di un conflitto bellico diventa allarme immediato a cui dover rispondere con massima urgenza.

Mai prima d’ora era stato possibile vedere una guerra di tale importanza in diretta, con tante informazioni disponibili su una moltitudine di canali liberi dalle narrazioni di regime. Gli smartphone sono ovunque: in strada, nelle protezioni anti-missile, nelle case, negli ospedali colpiti, nei luoghi in cui sono appena avvenuti scontri ed esplosioni. In questa visione di insieme anche la disinformazione sembra perdere forza, poiché annegata in un quantitativo incredibile di fonti dirette che ben fotografano la gravità di quanto sta accadendo. Le principali matrici della propaganda, inoltre, vengono silenziate per lasciar spazio alla cronaca senza gli eccessi del rumore di fondo.

Questa stessa ricchezza di immagini è parte integrante della narrazione di guerra e gioca evidentemente a favore della parte sotto assedio: il mondo intero ha messo all’indice la Russia per quanto accaduto in questi giorni e per Vladimir Putin non è certo possibile nascondere una tale quantità di immagini. Se la speranza di una guerra lampo si è dovuta scontrare contro la forza della resistenza ucraina, ora queste immagini dal campo di battaglia sono un boomerang prepotente nei confronti di Mosca.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 28 feb 2022
Link copiato negli appunti