La megabufala del virus dell'Interpol

LeFigaro ne parla e viene ridicolizzato nei newsgroup. In Italia la notizia la riprende IlNuovo traendola dal giornale francese. Sbaglia anche l'ANSA. Si parla di un virus analizzato dall'Interpol. Ma il virus non esiste. I dettagli
LeFigaro ne parla e viene ridicolizzato nei newsgroup. In Italia la notizia la riprende IlNuovo traendola dal giornale francese. Sbaglia anche l'ANSA. Si parla di un virus analizzato dall'Interpol. Ma il virus non esiste. I dettagli


Roma – “Potenzialmente pericolosissimo”, “un’arma formidabile”, “un kamikaze”. Questi alcuni degli attributi che LeFigaro ha attribuito a “Good Luck”, un fantomatico software di attacco di cui ha parlato nelle scorse ore anche IlNuovo.it riportando i contenuti di un altrettanto fantomatico rapporto segreto (?) dell’Interpol. Ma si tratta di una bufala.

Il “software del terrore”, che LeFigaro chiama virus per poi definirlo trojan e “kamikaze”, fin dall’apparire dell’articolo è sembrato avere tutte le caratteristiche di una grande bufala. Non sorprende che sui newsgroup francesi l’articolo di LeFigaro sia stato subito preso di mira, con accuse di incompetenza al giornalista che ha firmato il pezzo. La bufala ha contagiato anche l’ANSA, che l’ha ripresa .

Sul piano tecnico, al “virus” Good Luck viene attribuita da LeFigaro la capacità di superare qualsiasi sistema di protezione esistente, di collocarsi in modo insivisibile all’interno di sistemi informativi dai quali sarebbe in grado di spedire informazioni riservate ai suoi autori prima di “saltare in aria” cancellando la memoria del sistema nel quale si è installato. E di Good Luck il rapporto dell’Interpol parlerebbe come di un’arma legata agli interessi delle organizzazioni terroristiche.

Il primo dubbio sul tutto è naturalmente il rapporto segreto dell’Interpol. Questo sarebbe firmato da Eyal Dotan, uno dei boss della Tegam , azienda di sicurezza francese che sostiene di possedere un antivirus che non richiede aggiornamenti. Non è chiaro come possa un rapporto confidenziale dell’Interpol essere finito nelle mani di LeFigaro e, a questo proposito, mentre scriviamo nessuna dichiarazione ufficiale dell’organizzazione di polizia è pervenuta alla stampa.

In secondo luogo viene da chiedersi perché l’esistenza di un trojan di nuova generazione non sia resa pubblica con tutti i dettagli. Se gli americani attraverso il CERT ogni mese avvertono dei nuovi trojan in circolazione, capaci di consentire l’accesso da remoto a server in rete (zombie) ai propri autori, non è facile comprendere perché invece l’Interpol possa ritenere utile nascondere queste informazioni. La condivisione dei dati è infatti una delle armi chiave in questo settore per sconfiggere questo genere di minacce nel più breve tempo possibile.

Inoltre l’articolo di LeFigaro menziona un rapporto dell’Interpol, un programma (Good Luck appunto), senza però spiegare nulla della sua natura, se Good Luck sia già in circolazione, dove, quando e come sia stato scoperto e via dicendo.

Quarto punto, il più chiarificatore: a poche ore dalla pubblicazione dell’articolo Transfert ha parlato con il padre di Dotan che ha spiegato come Good Luck non esista e che sia solo un “concetto” per descrivere un “possibile scenario”. Non solo, dalle dichiarazioni di Dotan si evince il desiderio di pubblicizzare l’antivirus prodotto dalla Tegam che sarebbe naturalmente in grado di proteggere da Good Luck…

Se non bastasse, Pascal Lointier, vicepresidente e responsabile della Commissione “Minacce” del Clusif (Club de la sécurité des systèmes d’informations français) ha spiegato a Journaldunet che si possono realizzare trojan che eseguano ordini “ma non rappresentano nulla di nuovo”.

Che sia una bufala lo pensa anche François Paget, esperto antivirus della McAfee, secondo cui “è negativo che girino informazioni di questo tipo. Non ho potuto leggere il documento che è riservato ma stando alla stampa ci sono tutti gli ingredienti per una bufala”.

A quanto pare, dunque, la non-notizia si direbbe una trovata pubblicitaria di enorme successo della Tegam.

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31 01 2002
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