Le major vogliono fare scuola

I tutori del copyright tornano all'assalto dei bambini. C'è chi grida allo scandalo e chi propone controinformazione
I tutori del copyright tornano all'assalto dei bambini. C'è chi grida allo scandalo e chi propone controinformazione

Economia, copyright ma meno storia e filosofia: queste le materie scolastiche che una lobby statunitense che si fregia del nome di Copyright Alliance vorrebbe far studiare ai bambini. Impartire fin dalla tenera età lezioni sul valore del copyright come strumento indispensabile per affrontare la vita è la parola d’ordine.

L’associazione , spalleggiata da RIAA e MPAA, ha svelato nei giorni scorsi un piano ideato per tornare a rivolgersi alle scuole statunitensi, questa volta inondandole con cataste di libelli intitolati Think First, Copy Later in cui si tessono le lodi del copyright ripercorrendone l’esistenza secolare.

Del valore del copyright è convinto Patrick Ross, direttore esecutivo di Copyright Alliance: “La nostra nazione – sostiene – ha raggiunto traguardi culturali ed economici grazie al copyright, un sistema che ha funzionato per secoli talmente bene che adesso è un pilastro fondamentale della nostra prosperità. Adesso che una nuova generazione di futuri creativi popola le scuole dobbiamo assicurarci che questo principio non vada dato per scontato e mantenga il suo ruolo”.

Già diversi anni fa Business Software Alliance aveva proposto simili iniziative di formazione. Adesso però sono più di 5mila le librerie statunitensi in cui sono state distribuite copie del libello scritto dalle corporation: dilagare entro l’estate è l’obiettivo del progetto pilota pensato dai colossi dei contenuti.

Da questo manuale gli educatori dovrebbero trarre le linee guida necessarie per inculcare nelle menti degli studenti i principi alla base del copyright. I primi ad essere sottoposti al trattamento sono stati quelli della West Potomac Academy, un istituto d’arte il cui direttore ha motivato così la scelta di collaborare con l’Alleanza: “La nostra scuola ha indirizzo prettamente artistico e comunicativo, perciò abbiamo preso questo accordo per aiutare i nostri studenti a sviluppare le capacità per proteggere la proprietà intellettuale. Prima stavamo insegnando ai nostri ragazzi come fare arte, ma gli fornivamo gli strumenti per proteggerla”.

In molti si sono già schierati contro questa idea, accusando Copyright Alliance di diffondere notizie false e di effettuare il lavaggio del cervello di soggetti molto giovani e quindi facilmente plasmabili.

Una risposta è arrivata dalla Electronic Frontier Foundation . Proprio per questo ha realizzato un libello alternativo che dovrebbe presentare una visione imparziale del copyright e mostrare solo una protezione proporzionata del diritto d’autore può alimentare creatività e mercato.

Giorgio Pontico

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28 05 2009
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