Le scuse di Sony per le batterie esplosive

L?affaire batterie porta gli high executive nipponici a fare pubblica ammenda davanti alla stampa. Intanto i profitti scendono e la capacità produttiva accusa il colpo

Tokyo – Hanno indetto una conferenza stampa i vertici di Sony per chiedere pubblicamente scusa per gli inconvenienti e i problemi causati dalle batterie difettate che l’azienda ha fornito ai produttori di portatili nel corso degli ultimi tre anni. In totale, il numero di batterie agli ioni di litio ritirate ammonta a 9,6 milioni, fornite nei sistemi portatili commercializzati tra Agosto 2003 e Febbraio 2006. Le scuse rappresentano una novità assoluta per l’azienda.

Sony ha individuato il problema nella presenza di microscopiche particelle di metallo finite per errore nel processo produttivo delle batterie, e causa degli incidenti e dei corto-circuiti denunciati dagli utenti. Con le scuse, la compagnia ha inoltre assicurato che, grazie ai miglioramenti apportati ai processi produttivi, al design dei prodotti e alla fase di controllo è stato fatto tutto quanto possibile per prevenire il ripresentarsi del problema.

Riguardo le conseguenze pratiche dell’incidente, la multinazionale dichiara che nessuno dei suoi alti funzionari ci rimetterà il posto: al contrario, la compagnia lavora ora per rendere l’operazione di recupero e sostituzione quanto più agevole per i clienti e i produttori interessati. È indubbio il peso che la faccenda ha sull’immagine di Sony, che già aveva accusato il colpo dell’ affaire rootkit . Come indubbie sono le conseguenze sul business: la necessità di impiegare una parte consistente della propria forza produttiva nella realizzazione di accumulatori sostitutivi e i costi delle operazioni di smaltimento dei pezzi difettati influenzerà negativamente sia gli utili che le quote di mercato detenute dalla compagnia.

Gli utili: se ai costi delle batterie difettate si aggiunge il recente taglio di prezzo della PlayStation 3 per l’imminente lancio in Giappone, si ottiene una riduzione netta delle previsioni sugli utili del 38%. L’anno fiscale di Sony si concluderà, nel Marzo 2007, con 673 milioni di dollari di guadagno complessivi, una cifra nettamente inferiore rispetto a quanto previsto in precedenza.

Il mercato: la compagnia accusa il colpo ed esprime le proprie preoccupazioni circa la capacità di ridiventare competitiva entro breve. La riduzione del numero di nuove batterie prodotte, dovuto alla necessità di fronteggiare l’emergenza, sul breve termine certamente favorirà i competitor diretti di Sony . Per non parlare delle aziende direttamente coinvolte nella faccenda (una lista corposa che include nomi del calibro di Apple, Dell, Toshiba,…) che, oltre a poter pretendere risarcimenti del danno subito, è possibile decidano di rivolgersi altrove per le proprie necessità future.

Sony è ad oggi il secondo maggior produttore al mondo di batterie agli ioni di litio, e si può tranquillamente ipotizzare che i suoi diretti contendenti, Sanyo al primo posto e Matsushita al terzo, avranno la chance di approfittare dell’occasione per conquistare una porzione consistente della quota di mercato in mano a Sony. Nonostante le difficoltà che le si parano davanti, la multinazionale non pare abbia intenzione di ritirarsi dal mercato : secondo gli analisti della Morgan Stanley, con 1,5 miliardi di dollari di vendite nell’anno fiscale ancora in corso, il business delle batterie pesa per il 2% sulle entrate totali della compagnia.

A impattare sull’immagine dell’azienda, come segnala Engadget , permangono però altre contese internazionali. Come quella della causa intentata da Sony contro la dot.com di Hong Kong Lik-sang.com , e-store specializzato nell’importazione parallela in occidente di console e videogiochi pensati per il mercato asiatico. Lo store ha perso la causa e, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, è stato giudicato colpevole dall’Alta Corte londinese di commercializzare, contro gli interessi di Sony, prodotti con caratteristiche non conformi agli standard elettrici e di sicurezza attualmente in vigore nel Regno Unito e nel resto dell’Unione.

L’iniziativa è da ascrivere alla necessità, per Sony, di premunirsi da possibili reclami circa l’impossibilità degli utenti del vecchio continente di leggere dischi Blu-ray europei su esemplari della console con un region code diverso: il risultato pratico della vittoria in tribunale, ad ogni modo, è stata la cessazione delle attività di Lik-sang, che ha pubblicato un comunicato in homepage nel quale confessa l’impossibilità di sopportare i costi legali della battaglia con Sony, garantendo agli utenti che avessero ordini pendenti la restituzione delle somme dovute.

Come ad ammettere che anche questo può incidere sulla propria immagine, Sony ha dichiarato che la cessazione delle attività di Lik-sang non ha nulla a che vedere con i costi legali sostenuti nel Regno Unito in quanto, spiega l’azienda, Lik-sang non si è proprio presentata al processo.

Alfonso Maruccia

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