Legge di Moore, arriva la pensione

Il celebre enunciato del fondatore di Intel sarebbe in via di pensionamento, annuncia AMD: per passare a un nuovo processo produttivo occorrerà più tempo del previsto, e quello è l'inizio della fine
Il celebre enunciato del fondatore di Intel sarebbe in via di pensionamento, annuncia AMD: per passare a un nuovo processo produttivo occorrerà più tempo del previsto, e quello è l'inizio della fine

Il più che ottuagenario Gordon Moore è ancora tra noi, ma la sua famigerata “legge” potrebbe presto essere invalidata dallo difficoltà nello sviluppo tecnologico dei processi produttivi per microprocessori. O almeno è quanto sostiene AMD, che torna sull’argomento sempreverde dell’estinzione della legge di Moore aggiornando le campane a morto alla contemporaneità delle CPU più avanzate oggi in circolazione – vale a dire i chip x86 per PC.

La morte dell’enunciato di Moore – ogni due anni circa raddoppia il numero di transistor e con essi le performance delle CPU – è stata in questi ultimi anni dichiarata , confutata e infine data per scontata dal fisico teorico Michio Kaku. In quest’ultimo caso si parla di un collasso che avverrà nel corso dei prossimi 12-11 anni.

Interviene ora nella discussione il Chief Product Architect di AMD John Gustafson, che si arrischia a parlare di morte prematura della legge di Moore ma identifica nelle difficoltà del passaggio dal nodo dei 28 nanometri a quello dei 20 nanometri l’ inizio della fine per la validità dell’enunciato.

Il prossimo passo nella miniaturizzazione dei transistor impiegati sulle CPU per computer è atteso da tempo ma sta prendendo più tempo di quanto previsto dalla legge di Moore, dice Gustafson, e questo è il segno più evidente del fatto che presto l’industria tecnologica potrebbe davvero sperimentare un “blocco” evolutivo senza precedenti e dalle conseguenze altrettanto imprevedibili.

Alfonso Maruccia

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05 04 2013
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