Legge italiana sull'AI: governo approva decreti attuativi

Legge italiana sull'AI: governo approva decreti attuativi

I due decreti attuativi della legge italiana sull'AI riguardano formazione, tutela dei lavoratori, attività di polizia, responsabilità civile e penale.
Legge italiana sull'AI: governo approva decreti attuativi
I due decreti attuativi della legge italiana sull'AI riguardano formazione, tutela dei lavoratori, attività di polizia, responsabilità civile e penale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri due decreti attuativi della legge italiana sull’intelligenza artificiale (n. 132 del 23 settembre 2025). I decreti, conformi all’AI Act europeo, riguardano formazione, tutela dei lavoratori, attività di polizia, responsabilità civile e penale. Verranno ora esaminati da Commissioni parlamentari, Conferenza delle Regioni e autorità competenti.

Formazione e tutela dei lavoratori

Il primo decreto stabilisce innanzitutto la governance nazionale dell’AI. Il governo ha scelto AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) come autorità di notifica e vigilanza del mercato. Banca d’Italia, CONSOB e IVASS eserciteranno invece funzioni di vigilanza sui sistemi AI ad alto rischio usati dagli intermediari finanziari e collegati alla fornitura di servizi finanziari. Il Garante per la protezione dei dati personali controllerà l’uso di tali sistemi in attività di contrasto, gestione delle frontiere, giustizia e democrazia.

Il decreto introduce disposizioni specifiche in tema di formazione. L’intelligenza artificiale entra nei percorsi di studio di scuole, università e AFAM. Sono previsti anche corsi di formazione per adulti, dipendenti della Pubblica Amministrazione, operatori sanitari e magistrati.

Il decreto prevede infine maggiori tutele per i lavoratori. Costituzione, modifica e risoluzione del rapporto di lavoro non possono essere adottati unicamente con sistemi AI. Il lavoratore ha diritto di ottenere l’intervento di una persona fisica in relazione a decisioni che lo riguardano. Il licenziamento avvenuto esclusivamente sulla base di una decisione automatizzata è nullo.

Attività di polizia e responsabilità civile/penale

Il secondo decreto introduce disposizioni per l’uso dell’AI come strumento di prevenzione e contrasto delle attività criminose. Le forze di polizia possono utilizzare sistemi AI per l’identificazione biometrica in tempo reale solo con autorizzazione del giudice e solo per prevenire minacce alla sicurezza pubblica o per la ricerca di persone scomparse. Sono vietate la creazione di banche dati tramite raccolta massiva dal web e l’identificazione biometrica indiscriminata.

È possibile il riconoscimento facciale a posteriori tramite sistemi di videosorveglianza, solo dopo la commissione di un reato, per identificare persone indiziate sulla base di prove oggettive e verificabili. I dati possono essere conservati per sette giorni e deve essere informato il Garante della privacy.

Chi subisce un danno da un sistema AI può accedere alla documentazione tecnica e chiedere un risarcimento civile. Il decreto introduce infine il nuovo art. 437-bis del codice penale che punisce con pene fino a cinque anni chi progetta o omette le misure di sicurezza o altera il funzionamento dei sistemi AI ad alto rischio, mettendo in pericolo la vita o l’incolumità delle persone o la sicurezza dello Stato.

Fonte: Governo.it
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Pubblicato il
11 giu 2026
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