Legge Urbani, modificano le modifiche

Non c'è limite alle opzioni legislative e dunque non pare esserci limite neppure al mutamento di una disposizione che se passa manterrà, per chi gioca troppo con mp3 e film, una valenza penale


Roma – Non c’è pace per la Legge Urbani , visto che le modifiche promesse a lungo prima dal ministro Urbani e poi dal ministro Stanca, e appoggiate dalla maggioranza, sono ora a rischio. I nuovi emendamenti del senatore di Forza Italia Asciutti, che presiede la VII Commissione del Senato, mirano infatti ad integrare nuove modifiche alle modifiche ad un disegno di legge di conversione di un decreto legge.

Contrariamente a quanto si era pensato a fine gennaio, quando Stanca aveva parlato di disposizioni più equilibrate riferendosi alle modifiche, la “nuova Legge Urbani” si dirige verso il mantenimento della sanzione penale a carico di chi utilizza i sistemi peer-to-peer più evoluti, quelli che spingono chi scarica a condividere sulla rete i propri file.

Che si fosse davanti ad una sorta di calata di braghe dinanzi alle necessità dell’industria e dall’industria più volte ribadite era già apparso evidente ai molti critici della Legge e dai comportamenti via via assunti dalla maggioranza. Ma ora, con la presentazione dei nuovi emendamenti Asciutti, chi si oppone a questa normativa, la più severa in Europa in materia di file sharing, non sembra poter far altro che mettere in piedi barricate.

C’è anche questo tra le righe del commento alla novità diffuso ieri da Fiorello Cortiana , senatore dei Verdi e presidente dell’Intergruppo Bicamerale per l’Innovazione Tecnologica. “Dopo mesi in cui, con pazienza, il centrosinistra ha tenuto in vita con la deliberante la possibilità che il Governo e la maggioranza rispettassero gli impegni – ha affermato Cortiana – ora il Governo fa un vero e proprio gioco delle tre carte, cambiando con una proposta di emendamento del Presidente della VII Commissione Asciutti, il contenuto e le forme degli accordi: ora dovremo discutere di un provvedimento dentro un decreto legge che nulla ha a che fare con questi temi e dovremo discutere non di togliere il reato penale, come previsto, ma solo di ridurre le pene”.

La battaglia riguarda il provvedimento 3276 del Senato, che mira a convertire in legge un decreto legge del 31 gennaio scorso . Su questo, lo stesso Cortiana ha presentato ulteriori subemendamenti con cui propone una sanzione amministrativa in alternativa alla rilevanza penale per le infrazioni al diritto d’autore commesse sul P2P. Ma è una situazione che gli sta stretta: “Siamo di fronte ad una maggioranza che così facendo dimostra la sua totale mancanza di rispetto per le Istituzioni Parlamentari: il Ministro Urbani è ormai un ministro commissariato incapace di dare seguito agli impegni presi nell’aula di Palazzo Madama, non al bar sotto casa”.

“Ovviamente – ha attaccato Cortiana – non ci stiamo a questo gioco, dopo una vasta consultazione con la rete e con le associazioni coinvolte abbiamo deciso di togliere la deliberante e mettere in campo una feroce opposizione a questa proposta, che continua a difendere le rendite di posizione, a criminalizzare milioni di utenti di internet, a non porre all’ordine del giorno la costruzione di una economia sana e legale, ma assume invece una logica smaccatamente proibizionista”.

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