La Commissione europea non si lascerà intimidire dalle minacce che arrivano dall’amministrazione Trump. Teresa Ribera, commissaria per la concorrenza, ha ribadito che le leggi digitali non verranno modificate, come già dichiarato a fine novembre 2025. Verrà invece intensificata l’applicazione del Digital Services Act (DSA) e del Digital Markets Act (DMA) nei confronti delle Big Tech statunitensi.
Apple, Google, Meta e X nel mirino
Da Bruxelles arrivano quindi cattive notizie per le aziende statunitensi che devono rispettare DMA e DSA, in quanto sono operatori dominanti in determinati mercati (gatekeeper) e gestiscono piattaforme o motori di ricerca di grandi dimensioni (all’elenco potrebbero essere aggiunti altri due servizi di Apple). Secondo funzionari e legislatori europei, la Commissione intensificherà i controlli nei confronti delle Big Tech. Ciò porterà inevitabilmente a nuovi scontri con l’amministrazione Trump che ha minacciato l’introduzione di altri dazi come ritorsione.
La commissaria Teresa Ribera è stata piuttosto chiara:
Ci sono stati momenti in cui abbiamo dovuto, in cui ho dovuto alzarmi in piedi e dire: mi dispiace, ma non annulleremo la nostra regolamentazione solo perché non vi piace.
La Commissione europea è stata criticata perché impiega troppo tempo ad avviare un’indagine e imporre sanzioni. Si tratta però di una strategia voluta, in quanto la priorità è ottenere il rispetto delle leggi. La multa è solo l’opzione estrema, come avvenuto per Apple, Meta e X.
Sia Apple che Meta hanno annunciato modifiche ai rispettivi servizi per evitare sanzioni giornaliere (entrambe le aziende hanno presentato ricorso). Una sanzione potrebbe essere inflitta anche a Google.
Nel frattempo, la Commissione europea ha avviato altre indagini nei confronti di Meta (AI in WhatsApp) e Google (manipolazione dell’algoritmo di ranking e abuso di posizione dominante con AI Overview/AI Mode).
Più difficile trovare un accordo con X. In seguito alla sanzione per violazione del DSA, l’azienda di Elon Musk ha ricevuto l’appoggio completo dall’amministrazione Trump che, prima di Natale, ha vietato l’ingresso negli Stati Uniti a cinque persone, tra cui l’ex commissario Thierry Breton.
Il recente caso delle immagini generate da Grok potrebbe comportate l’avvio di una nuova indagine. Quasi certamente, X non apporterà nessuna modifica, quindi lo scontro in tribunale è sicuro.