Lettura su schermo, incubo per il sonno?

La luce della retroilluminazione stimola l'essere umano a rimanere vigile, spiega uno studio, scombussolando così i ritmi circadiani e il riposo notturno. Ma non tutti gli schermi sono uguali

Roma – La luce che emettono rallenta la produzione di melatonina, alterando i ritmi circadiani che regolano il sonno: gli studi che negli anni hanno investito le tecnologie dedicate all’intrattenimento nell’avvicendarsi della loro evoluzione indagano ora tablet e e-reader, che accompagnano sempre più persone fra le braccia di Morfeo.

Lo studio appena pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science , per circoscrivere il campo rispetto alle abitudini di intrattenimento serali escludendo attività di comunicazione e propaggini lavorative che i device moderni incoraggiano, ha preso in esame l’abitudine alla lettura prima del sonno, mettendo a confronto il supporto cartaceo con i dispositivi elettronici . La ricerca, condotta su un piccolo campione e inevitabilmente più esplorativa che rappresentativa, ha sottoposto 12 soggetti ad un esperimento.

I volontari, tra il 2010 e il 2011, si sono prestati a due settimane di test che hanno previsto 4 ore di lettura e un coprifuoco fissato alle 22 per cinque giorni consecutivi: nel corso della prima settimana ad un gruppo è stato chiesto di leggere su un libro, mentre all’altro gruppo è stata prescritta la lettura su iPad; nella seconda settimana i ruoli si sono invertiti.

Pur considerando le forzature messe in campo dai ricercatori, quali la lunga durata della sessione di lettura, l’ambiente non familiare e l’orario imposto per il sonno, dallo studio è emersa una correlazione netta tra la lettura a schermo prima di coricarsi e i bassi livelli melatonina rilevati nel sangue, inferiori del 50 per cento rispetto a coloro che si sono intrattenuti con un libro cartaceo. La reazione fisiologica alla luce degli schermi altera i ritmi circadiani e si è concretizzata in un aumento dei tempi necessari a prendere sonno, 10 minuti in più per i lettori di tablet, in una diminuzione dei tempi della fase REM e in una sonnolenza mattutina più accentuata.

“La luce è il segnale ambientale che ha l’impatto più potente sui ritmi circadiani umani e può dunque giocare un ruolo nel cronicizzarsi dei disturbi del sonno”, spiegano i ricercatori. Ma non tutti i dispositivi emettono lo stesso tipo di luce capace di influenzare l’organismo: lo studio ha preso in considerazione gli effetti sui lettori dell’uso di iPad impostato con la massima luminosità. Risultati analoghi, spiegano gli studiosi, si sarebbero ottenuti con dispositivi simili, quali iPhone, laptop, Kindle Fire e e-reader come Nook **********colorrr che emettono radiazioni di lunghezze d’onda nell’intorno dei 450 nanometri, direttamente di fronte agli occhi del lettore. I libri cartacei, la cui pagine riflettono la luce ambientale invece che diffonderla, i dispositivi e-ink come il primo Kindle, citato dai ricercatori, o i tanti device che nel momento in cui è stato realizzato lo studio non erano ancora sul mercato non esercitano sul lettore alcun effetto che possa attentare alla qualità del riposo.

Gaia Bottà

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  • Abbe scrive:
    Ma l'altra faccia?
    Bisogna dire anche che avendo molti soldi i costruttori di software closed detengono più autorità e risorse per gestire il sistema, con l'open tutti possono toccare tutto.
    • panda rossa scrive:
      Re: Ma l'altra faccia?
      - Scritto da: Abbe
      Bisogna dire anche che avendo molti soldi i
      costruttori di software closed detengono più
      autorità e risorse per gestire il sistema, con
      l'open tutti possono toccare
      tutto.E' arrivato quello che ha capito tutto.
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma l'altra faccia?
        Dimenticavo: ma quanto sono intelligente. :)[img]http://igorbattisti.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2014/07/scimmia.orecchie.jpg[/img]
      • Zack scrive:
        Re: Ma l'altra faccia?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Abbe

        Bisogna dire anche che avendo molti soldi i

        costruttori di software closed detengono più

        autorità e risorse per gestire il sistema,

        con l'open tutti possono toccare tutto.

        E' arrivato quello che ha capito tutto.No, sono i postumi del capodanno non ancora smaltiti, o almeno me lo auguro
    • Luca scrive:
      Re: Ma l'altra faccia?
      - Scritto da: Abbe
      ... con
      l'open tutti possono toccare
      tutto.Infatti ecco la foto che testimonia come lavora uno sviluppatore open source:http://www.sportmediaset.mediaset.it/binary/0.$plit/C_29_fotogallery_1000891__ImageGallery__imageGalleryItem_1_image.jpg
  • ... scrive:
    L'Alieno di Udine
    L'Alieno di Udine [yt]Plf-9hFC4iQ[/yt]
  • pippo75 scrive:
    Test.
    Per LibreOffice è bastato mettere l'icona del desktop con scirtto "word".Per il SO ho messo Mint senza dirlo ad altri.Il gestionale ha l'icona sul dekstop.Per spegnerlo devono aprire il menù in alto.......Osservazioni.L'Ms office deve essere una versione vecchia, quelle nuove hanno una grafica diversa.Windows, vista la grafica, deve essere una versione precedente al 98.Io continuo a fare finta di niente e tutti vissero felici e contenti.
  • Free Climber scrive:
    C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
    Una domanda seria, la vorrei porre a qualcuno che lavora concretamente e attualmente nelle PA come tecnico o consulente tecnico informatico.Ovvero la seguente:Ma non è un po anacronistico parlare di windows vs Linux e di conseguenza MSOffice Vs OOo/LibreOffice nella Pubblica Amministrazione nel 2015?Comprendo che ci sono alcuni terminali che hanno bisogno di SW specifici che necessitano dell'uno o dell'altro sistema per funzionare attualmente, il cui cambiamento porterebbe costi non affrontabili nel breve medio periodo, ma io quando sento "office" nelle PA penso più che altro all'elaborazione di dati legati ai cittadini.Al limite qualche stesura di testo come resoconti o rendiconti.Non sarebbe più opportuna una struttura centralizzati client/server?So che suona starano ma cito _solo_ a mo di esempio... una cosa tipo ChromeOS con GAccount?Ossia l'operatore si logga con le sue credenziali e si ritrova con i permessi e i programmi giusti per il suo "grado di acXXXXX" e per svolgere il suo lavoro?Anche un eventuale guasto HW si limiterebbe all'intervento di sostituzione del terminale con il SO preinstallato e poi un re.log dell'operatore.Me lo sono sempre chiesto, se questa cosa è solo teorica o è fattibile nel concreto.Non si sostituirebbero gran parte dei terminali? (anche con vantaggi economici diciamolo pure, anche con ARM in futuro se vogliamo esagerare) Mi rendo conto che alcuni terminali necessitano anche di potenza di elaborazione "bruta" come non saprei software per il traffico o similari.Non si avrebbe così automaticamente un sistema centralizzato nazionale?Ovviamente mi riferisco al lato tencnico, mazzette markette e quant'altro da escludere.Grazie per la risposta se seria, benvenuti i troll, cerco comunque scalatori per il mirror.climbing :D
    • ... scrive:
      Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
      - Scritto da: Free Climber
      Me lo sono sempre chiesto, se questa cosa è solo
      teorica o è fattibile nel
      concreto.in linea di massima sì, hai ragione e perfino i rendiconti, nelle situazioni miglieri si fanno coi software creati ad hoc: l'operatore usa l'interfaccia web per gestire le pratiche dell'ente, mentre il dirigente usa le funzioni di 'cabina di regia' che permettono l'aggregazione e la presentazione dei dati.Contro questa situazione ideale c'è la non standardizzazione dei compiti di ogni ente in ogni comune. Cioè lo stesso ente, prendiamo l'ASL a Como e a Perugia possono fare cose anche parecchio diverse, per cui non c'è un software che vada bene per entrambi. E i comuni sono migliaia.In secondo luogo, ci sono i comuni piccoli che magari ancora non hanno adottato un software WEB, oppure anche i grandi che continuano ad usare per certi scopi vecchi programmi (perchè giustamente funzionano e non è giustificabile spendere soldi).p.s.ho lavorato a contatto con i CED di una trentina di comuni in enti che vanno dall'anagrafe all'INPS passando per l'asl e i servizi sociali.
      • Free Climber scrive:
        Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
        Intanto grazie per la risposta :)- Scritto da: ...
        Contro questa situazione ideale c'è la non
        standardizzazione dei compiti di ogni ente in
        ogni comune. Cioè lo stesso ente, prendiamo l'ASL
        a Como e a Perugia possono fare cose anche
        parecchio diverse, per cui non c'è un software
        che vada bene per entrambi. E i comuni sono
        migliaia.Capisco quindi il problema fondamentalmente è legislativo/burocratico; ed è davvero interessante sapere che le ASL di diversi comuni svolgono "diverse" funzioni.Forse non ho compreso realmente la "drasticità" delle suddette differenze che si comprendono probabilmente solo dall'interno ma a questo punto ti chiedo:Ipotizzando (sempre se ho compreso) che l'ASL di Como (a mo di esempio) svolge sia i compiti di dipartimento di prevenzione che di sanità pubblica veterinaria (esempio) quella di Monza non ha invece questa gestione ma solo la prima.Non si potrebbe fare che il terminale dell'operatore di Como abbia tutte e due le "webapp" (chiamiamole così) per la gestione delle utenze ed invece quello di Monza solo la prima e l'eventuale seconda webapp sia sui terminali degli operatori della controparte di Monza che la gestisce?Perchè se hai presente il sistema chrome/Gapps a cui mi riferivo, con il log.in al sistema il terminale sincronizza anche le app scaricate/predisposte per quell'account. Ammetto di non riuscire a comprendere le difficoltà tecniche che (previo ovviamente serio interesse dello stato -massì facciamoci scappare un sorriso-) non spingono verso quello che poi dovrebbe essere lo scopo finale della digitalizzazione delle PA, ossia trasparenza (opendata se vogliamo) e snellimento del rapporto con il cittadino.
        In secondo luogo, ci sono i comuni piccoli che
        magari ancora non hanno adottato un software WEB,
        oppure anche i grandi che continuano ad usare per
        certi scopi vecchi programmi (perchè giustamente
        funzionano e non è giustificabile spendere
        soldi).Questo diciamo lo diamo per scontato, ossia non ci potrebbe essere un massiccia migrazione ma sarebbe graduale, ma io intendevo, forse non sono riuscito a spiegarmi realmente; più al procedere verso una concezione dell'interscambio dei dati diverso.Cioè i dati risiedano in infrastrutture centralizzate e l'operatore, con i permessi giusti li elabora.Visto che per come la vedo io mettere linux in umbria(esempio), poi aspettare la nuova giunta che passa a win di nuovo... poi si va di mac, fa permanere questo un circolo vizioso virtualmente infinito.Ossia i dati sono vincolati al "sistema" con cui vengono elaborati dai comuni.

        p.s.
        ho lavorato a contatto con i CED di una trentina
        di comuni in enti che vanno dall'anagrafe
        all'INPS passando per l'asl e i servizi
        sociali.Comprendo che il discorso è ampio, e capisco che ci sono troppe cose da spiegare a chi non sà nulla della PA dall'interno, come potrei essere io,Ma se ti va di perdere 5 minuti, sarà una lettura interessante.CMQ buon Anno :)
        • Free Climber scrive:
          Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
          - Scritto da: Free Climber
          Comprendo che il discorso è ampio, e capisco che
          ci sono troppe cose da spiegare a chi non sà
          nulla della PA dall'interno, come potrei essere
          io,
          Ma se ti va di perdere 5 minuti, sarà una lettura
          interessante.

          CMQ buon Anno :)ps Leggi l'intervento di Pippo75http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4207971&m=4210239#p4210239questo è esattamente quello che per me non ha senso... parlare di metti word metti mint non lo dici a nessuno...Dovrebbe essere molto più slegato dal software "commerciale". è il sistema pubblico nazionale... dovrebbe avere una struttura software collaudata snella e sicura.. almeno nella gran parte dei terminali.Ma evidentemente non riesco a capire io :D
          • ... scrive:
            Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
            - Scritto da: Free Climber
            ps Leggi l'intervento di Pippo75
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4207971&m=421

            questo è esattamente quello che per me non ha
            senso...No, infatti non ho nemmeno risposto.Per prima cosa chi installa il software è il CED oppure il fornitore dello stesso quando il contratto lo prevede.Quindi non è chi firma per l'acquisto del software.Conseguenza facendo come dice, semplicemente non installa un software che è già stato comprato, quindi non risparmia nulla.Certo può sempre dire 'intanto li abituo ad usare bla bla bla', ma è deboluccia come argomentazione.Poi si mette nei XXXXXX perchè la prima regola di chi lavora nella PA e non intromettersi nel lavoro altrui (c'è anche di mezzo l'interruzione id servizio pubblico in caso di problemi): anzi alcuni hanno uno scudo mentale tale che se la scrivania di fianco prendesse fuoco, continuerebbero a bersi il caffè in santa pace.
        • ... scrive:
          Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
          - Scritto da: Free Climber
          Intanto grazie per la risposta :)
          Capisco quindi il problema fondamentalmente è
          legislativo/burocratico; Da sempre.Altrimenti sarebbe bastato un unico software per ogni tipo di ente.Invece oggi vengono commissionati da ogni comune con specifiche sempre diverse.Se si vuole trovare un soluzione informatica bella pulita per la PA bisogna partire necessariamente da una soluzione legislativa.
          Forse non ho compreso realmente la "drasticità"
          delle suddette differenzeE' un'elasticità prevista dalla legge, d'altra parte il territorio di Milano non può certo essere gestito allo stesso modo di quello di Lampedusa.All'interno di questa elasticità (che determina il 'cosa' viene offerto al cittadino) c'è ulteriore discrezionalità del dirigente dell'ente (sul 'come' viene offerta la cittadino): il dirigente ha degli obblighi ma anche delle facoltà opzionali, che determinano alcuni obiettivi i quali concorrono ad aumentargli lo stipendio.Tutto ciò senza tirare in ballo i vari soggetti: comune, provincia, regione che condividono lo stesso territorio.
          Non si potrebbe fare che il terminale
          dell'operatore di Como abbia tutte e due le
          "webapp" (chiamiamole così) per la gestione delle
          utenze ed invece quello di Monza solo la prima e
          l'eventuale seconda webapp sia sui terminali
          degli operatori della controparte di Monza che la
          gestisce?Ni, diciamo che a parole sembra girare ma poi di fatto è un delirio. Perchè già con qualche decina di comuni ci si rende conto di quanto diverse e particolari siano le richieste (se il dirigente vuole che la graduatoria di ammissione alle scuole tenga conto dei voti dei due precedenti anni, della distanza da percorrere, del reddito ISEE familiare, del numero dei figli, del numero di scarpe, così dev'essere). Se vogliamo passare a tutti i comuni d'Italia diventa chiaro che l'unico modo per gestire la cosa è che la legge standardizzi i servizi diminuendo la discrezionalità.Ma questo come vedi non è un problema tecnico, è un problema politico e come detto prima non è nemmeno detto che dal punto di vista politico sia corretto standardizzare a forza, un approccio elastico può funzionare meglio nella realtà (ma funziona male in un programma costratto a diventare elastico per 8000 esigenze diverse).
          Perchè se hai presente il sistema chrome/Gapps a
          cui mi riferivo, con il log.in al sistema il
          terminale sincronizza anche le app
          scaricate/predisposte per quell'account.con le credenziali associate ai vari permessi, non c'è bisogno di app, si fa tutto da browser ed ogni operatore/dirigente vede ciò che gli compete.Di fatto è già così: alcuni operatori di un programma vedono e/o gestiscono determinati dati dell'utenza e possono accedere solo ad alcune funzionalità.Uno dei software su cui ho lavorato ha centinaia di pagine e per ognuna il configuratore (il dirigente o chi è incaricato dallo stesso) può decidere cosa può fare ogni singolo operatore (o gruppo a cui appartiene, un po' come coi file system).L'operatore che si occupa di due cose in croce non vede neppure che nel software ci sono mille altre funzionalità (e ovviamente anche se beccasse l'url della funzionalità non riuscirebbe ad entrare perchè la policy viene verificata lato server).
          Cioè i dati risiedano in infrastrutture
          centralizzate e l'operatore, con i permessi
          giusti li
          elabora.è grossomodo già così, ma in termini più o meno locali (nel senso che i dati non stanno a Roma, ma nei CED del comune, nei CED della provincia e nei CED della Regione (ah c'è anche il concetto di distretto, ovvero insieme di comuni, non necessariamente della stessa provincia)La difficoltà infatti è far parlare comuni diversi o attori diversi che usano programmi diversi.Per questo lo stato si è inventato il termine 'debito informativo': in pratica si prende un attore (es: la Regione) e si decide che per legge dovrà gestire a livello di riepilogo (per analisi del teritorio e di conseguenza decidere come muoversi con fondi o altri interventi) determinate informazioni degli utenti. Si chiama debito informativo perchè gli altri attori (es: i Comuni) sono obbligati a fornire (hanno un debito) quei dati secondo le specifiche prodotte dal beneficiario del debito (la Regione).Tutto ciò normalemente si fa con webservice in real time (nel momento in cui Comune salva l'informazione parte un server To Server) oppure a batch giornalieri notturni. Ma ad ogni passaggio le informazioni diventano meno precise perchè il comune X ha interventi di Assistenza Economica, Y di erogazione economica, Z un altro ancora. Ogni tipo di intervento ha caratteristiche livemente differenti, ma la Regione deve avere il quadro di insieme, quindi tutti e tre i servizi (che di fatto prevedono un'erogazione) vengono accomunati tenendo qualche dato e perdendone altri (che magari farebbero la differenza quando c'è da capire perchè un comune eroga così tanto ed un altro così poco).
          Visto che per come la vedo io mettere linux in
          umbria(esempio), poi aspettare la nuova giunta
          che passa a win di nuovo... poi si va di mac,No, non cambiano così facilmente i prodottiSe il dirigente ci si mette di punta può cambiare anche a costo di perdere il pregresso ed avere un periodo di disservizio per i cittadini (è sucXXXXX), ma i contratti in essere rimangono quando cambia la giunta o il dirigente dell'ente e qualsiasi dirigente normalmente si guarda bene dal cambiare una cosa che funziona senza avere delle solide ragioni. Sì ok, una potrebbe essere il risparmio, ma deve esserci l'alternativa perfettamente funzionante e usabile dall'operatore.
          • Free Climber scrive:
            Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
            Grazie per la risposta.Alla fine dei conti mi pare di capire che fondamentalmente il problema sia politico/burocratico.Onestamente la situazione da quel che scrivi è migliore di quel che pensavo.Ossia il percorso sembra essere quello verso una struttura centralizzata nazionale di raccolta dei dati crudi e poi ogni PA locale dovrebbe/vorrebbe gestire dei microsoftware (webapp o non saprei come definirli) che li estrapolano e li elaborano in base alle loro esigenze legislative.A questo punto già avere un sistema per i client unico nazionale e standardizzare la struttura tecnica di questi mini applicativi (tipo un sdk?!) sarebbe già un traguardo forte, e qui ripeto non credo che si possa usare una distro generica o un sistema operativo commerciale, ma ci dovrebbe essere qualcosa di più ricamato per il parco hardware attuale e per le future migrazioni al fine di aiutare questo percorso di migrazione anche a piccoli passi e a piccole realtà, insomma ci vorrebbe il classico colpo del mastro (come si diceva una volta) che imbastisca una infrastruttura che faciliti le future e attuali migrazioni.La cosa che invece noto con piacere&rimpianto è che, come pensavo, parlare di mettere Openoffice al posto di MS office o ubuntu ripetto a debian o winxp sia in fondo un modo di vedere "casalingo" il software delle PA.Il punto non è quello, quello è un cambiamento (politico/economico/pubblicitario) ma non un vero miglioramento.Grazie ancora
    • opensipa scrive:
      Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
      - Scritto da: Free Climber
      Una domanda seria, la vorrei porre a qualcuno che
      lavora concretamente e attualmente nelle PA come
      tecnico o consulente tecnico
      informatico.
      Eccomi
      Ovvero la seguente:
      Ma non è un po anacronistico parlare di windows
      vs Linux e di conseguenza MSOffice Vs
      OOo/LibreOffice nella Pubblica Amministrazione
      nel
      2015?
      No

      Grazie per la risposta se seria, benvenuti i
      troll, cerco comunque scalatori per il
      mirror.climbing
      :DRispondo brevemente: il problema è capire cosa è una PA italiana (ma anche straniera cambia poco). Non è né più né meno di una azienda priovata solo che eroga servizi e non segue una logica di profitto ma di efficienza (in teoria). Ma, cosa più importante, non esiste una regia comune, per anni le PA ed enti vari sono stati lasciati in totale autonomia per non dire abbandono e quindi hano sviluppato l'informatizzazione ognuno come gli pareva, esattamente come una qualsiasi azienda, dove a volte esiste un CED interno, i consulenti, i fornitori, i commerciali ecc ecc, la differenza più ovvia rispetto ad un privato è che i software gestionali sono fatti per la PA, quindi avremo ad esempio un software per l'anagrafe, piuttosto che uun gestionario fiscale ma tagliato per le esigenze per la PA ecc ecc.Adesso facciamo un passo indietro, alla fine degli anni 90, dove si è iniziato a informatizzare, secondo te cosa vuoi che si sia messo circa 25 anni fa? Molti avevano sistemi unix, altri i primi NT, sui client è arrivato ben presto Windows 95 ecc ecc, esattamente come un'azienda privata, lo ripeto per la terza volta. Manca ed è sempre mancata una regia nazionale, delle linee guida. Partendo da lì ognuno ha fatto il suo percorso in base al eprsonale interno ed ai consulenti, a parte i grossi enti che possono permettersi dei programmatori interni, migliaia di PA hanno fatto uso di fornitori, ed i fornitori hanno fatto il loro lavoro che va da "sparagestionali in VB" fino a sistemi enterprise fatti meglio (non dico ben fatti). Passando anche in questi caso a tutta una serie di vincoli che tutti conosciamo, dal client Windows, alla suite MS OFfice, al browser IE ecc ecc. (non voglio aprire un flame, ma 20 anni fa ed anche meno non è che ci fosse sta gran concorrenza, quelli erano i prodotti).Tornando alle tue domande, si può fare quel che dici? certo, solo che ci vuole una regia centralizzata, volontà politica e piani ben fatti. Di certo si sta muovendo qualcosa, si parla di anagrafe nazionale, un po' tutta la PA si sta muovendo verso l'opensource dove e quando possibile, ma un taglio netto al passato non facile, anzi, diciamo che chi racconta di averlo fatto o lavora in un ente particolarmente piccolo, o non la racconta giusta, o per fortuna o bravura non era soggetto a tutta una serie di vncoli. Le esperienze di grosse migrazioni, in Italia ed all'estero, ci sono, ma non sono cose da "tic e tac", sono progetti lunghi ed a volte anche costosi, per assurdo una PA potrebbe avere soldi per mantenere l'esistente ma non per nuovi investimenti, soprattutto quando non ha potere contrattuale perché un ente piccolo.Scusa se la risposta è stata prolissa, ci sarebbero ancora tante cose da dire, se qualcuno volesse approfondire o fare ulteriori domande può scrivere ai riferimenti che trova su www.opensipa.it
      • Free Climber scrive:
        Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
        Ciao e grazie per la risposta e per il link.Molto interessante quel che dici, ed era come più o meno me lo ero immaginato il percorso.La situazione però pensavo fosse più drastica.Invece leggendo anche le risposte dell'altro utente "..." è vero che il problema di fondo è l'arcobaleno di software che attualmente esistono, ma in fondo se ci si pensa è sempre l'interoperabilità dei dati ad essere in informatica la vera soluzione.L'utente "..." diceva che alla fine si sta andando verso una forma di gestione centralizzata dei dati crudi a livello nazionale, poi ogni PA piccola o grossa che sia dovrebbe a parer mio gestirli secondo le sue esigenze. Sarebbe sicuramente meglio avere un unico SW per un unico tipo di PA ma mi par di capire che ci sono esigenze diverse nella realtà per via di una certa autonomia o elasticità lasciata agli enti.Quindi la soluzione? forti vincoli sullo sviluppo del sofware o addirittura un SO+SDK? potrebbe funzionare?qui ho scritto di piùhttp://punto-informatico.it/b.aspx?i=4207971&m=4210566#p4210566scusa crossposting- Scritto da: opensipa

        Ovvero la seguente:

        Ma non è un po anacronistico parlare di
        windows

        vs Linux e di conseguenza MSOffice Vs

        OOo/LibreOffice nella Pubblica
        Amministrazione

        nel

        2015?



        NoQuindi tu dici che il problema se usare MSOffice o OpenOffice è attuale e va valutato?O ho inteso male io il tuo "No"?Perchè io, proprio vedendola come una "azienda" con molte filiali mi sono sempre immaginato che la struttura ottimale sarebbe un sistema quasi "embedded" (passami il termine) per la maggiorparte delle postazioni.Io credo che ci siano o dovrebbero essere delle rigide regole sulla struttura dei dati e la loro formattazione (stile XML) quindi in uno scenario del genere una suite da ufficio è quasi anacronistica.
        Tornando alle tue domande, si può fare quel che
        dici? certo, solo che ci vuole una regia
        centralizzata, volontà politica e piani ben
        fatti. Mi è stato chiarito ampiamente... che il problema è proprio questo :D Grazie per la risposta e che vi devo dire... speriamo :D
        www.opensipa.itvisiterò :)
        • opensipa scrive:
          Re: C'è qualcuno che lavora IT per le PA?
          - Scritto da: Free Climber
          Ciao e grazie per la risposta e per il link.
          Molto interessante quel che dici, ed era come più
          o meno me lo ero immaginato il
          percorso.
          Figurati
          La situazione però pensavo fosse più drastica.
          Invece leggendo anche le risposte dell'altro
          utente "..." è vero che il problema di fondo è
          l'arcobaleno di software che attualmente
          esistono, ma in fondo se ci si pensa è sempre
          l'interoperabilità dei dati ad essere in
          informatica la vera
          soluzione.
          L'utente "..." diceva che alla fine si sta
          andando verso una forma di gestione centralizzata
          dei dati crudi a livello nazionale, poi ogni PA
          piccola o grossa che sia dovrebbe a parer mio
          gestirli secondo le sue esigenze.
          Sicuramente un percorso di razionalizzazione deve passare per interoperabilità dei dati, quindi formati aperti e standard per i file ma anche documentazione e tracciati standard per DB ecc.Questi dovrebbero essere paletti dai quali non ci si può sganciare, tutto il resto è un contorno. Diciamo che all'interno delle PA iscritte ad opensipa è opinione abbastanza comune e condivisa da quello che si legge nei forum, che poi non sia tradotta in pratica è sicuramente perché manca, soprattutto nei casi di rilevanza nazionale, la volontà politica

          Sarebbe sicuramente meglio avere un unico SW per
          un unico tipo di PA ma mi par di capire che ci
          sono esigenze diverse nella realtà per via di una
          certa autonomia o elasticità lasciata agli
          enti.
          Non conosco tutte le sfaccettature delle PA italiane ed enti vari, alcuni software sono uguali e non a caso si parla di anagrafe nazionale come prima sperimentazione, è uno dei servizi uguali in tutta Italia. Personalmente il software unico per tutte le PA non credo che sia la migliore soluzione, vuol dire creare una software house che gestisca un parco di qualche migliaio di clienti, on richieste di modifica ed assistenza proporzionata, non so quanto meno costerebbe rispetto all'acquisto da ditte private che magari però si potrebbero fare più concorrenza se esistesse una vera interoperabilità.In ogni caso, al dilà di quello che penso io, l'Agid ha recentemente indetto un censimento nazionale sui DB degli enti, lo scopo, tra gli altri, sarebbe proprio quello di capire dove si può razionalizzare.
          Quindi la soluzione? forti vincoli sullo sviluppo
          del sofware o addirittura un SO+SDK? potrebbe
          funzionare?
          Non ho pretesa di dare soluzioni, di certo la prima parola deve essere interoperabilità, formati aperti e standard come scrivevo prima.

          Quindi tu dici che il problema se usare MSOffice
          o OpenOffice è attuale e va
          valutato?
          O ho inteso male io il tuo "No"?La prima che hai detto, è argomento attualissimo ed emblematico. Non risolve i problemi di un ente ed al massimo genera un risparmio più o meno relativo, però introduce tutta una serie di nuove variabili che possono cambiare il modo di pensare:- inizi a imporre uno formato aperto e standard per scambiarsi i documenti- generi un circolo virtuoso perché anche i cittadini inizieranno ad usare tale formato- usi un software opensource e di conseguenza inizia fare cultura su cosa vuol dire codice aperto ed i vari modi di licenziare il software (senzza annoiare eccessivamente la platea però!)- è uno dei software più utilizzato nei PC- predispone ad eventuali altri cambiamenti, ad esempio il client- inizia dire no ai lock-in- inizia a mandare un messaggio ai fornitori, dove dici che non vuoi più legarti a formati chiusi- favorisci la concorrenza tra prodottiInsomma, è a mio avviso uno dei passaggi obbligati per iniziare un percorso di "rivoluzione culturale informatica".Attento che sto parlando da tecnico, personalmente non sono un pro o contro open/closed/linux ecc ecc, sto parlando mettendo sul piano della bilancia i vari pro e contro ed all'etica non ci penso neppure.

          Perchè io, proprio vedendola come una "azienda"
          con molte filiali mi sono sempre immaginato che
          la struttura ottimale sarebbe un sistema quasi
          "embedded" (passami il termine) per la
          maggiorparte delle
          postazioni.
          In realtà la PA italiana è strapiena di enti, se pensi ai comuni è già un insieme di circa 8000 soggetti, le scuole, gli ospedali, le regioni, i carabinieri, altre forze di polizia, i ministeri, consorizi... Lo Stato ha un immenso carrozzone più o meno efficiente che serve per gestire una miriade di cose, purtroppo su questo a volte c'è ignoranza e non si sa neppure bene a cosa serva un impiegato pubblico. Senza andare OT, ogni gruppo di realtà si potrebbe pure uniformare in linea di principio, ma anche lì ci possono essere esigenze diverse, per fare un esempio con i comuni, ci sono piccoli comuni, ci sono comuni turistici, ci sono unioni di comuni ecc ecc.Attualmente, lo ripeto, si sta puntato ad anagrafe e bilancio armonizzato per tutti, poi vedremo in quali altri modi il governo cercherà di razionalizzare.
          Io credo che ci siano o dovrebbero essere delle
          rigide regole sulla struttura dei dati e la loro
          formattazione (stile XML) quindi in uno scenario
          del genere una suite da ufficio è quasi
          anacronistica.
          Si, forse hai ragione, ma ovunque ci saranno documenti da scrivere ci arà una suite da ufficio, anche solo per scrivere una relazione, una lettera, un avviso da appendere ecc ecc

          Mi è stato chiarito ampiamente... che il problema
          è proprio questo :D


          Grazie per la risposta e che vi devo dire...
          speriamo
          :D



          www.opensipa.it
          visiterò :)Speriamo si. Il sito che ti ho proposto è solo un ritrovo per i CED della PA, non scriviamo sempre perché è il forum la parte più attiva, se vuoi tenerti aggiornato su come si muove l'informatizzazione nella PA come linee del governo consulta l'Agid.Buona giornata
  • Toilet Man scrive:
    Domanda
    Ragazzi, ho notato che recentemente mi capita spesso di non XXXXXX per uno o due giorni, poi quando vado al XXXXX a XXXXXX cago davvero tanto. Fin qui niente di strano, il problema è che quando dopo aver fatto tanta XXXXX tutta insieme poi per il resto della giornata mi viene da XXXXXXXXXre fragorosamente, e provo questa sensazione al buco del XXXX come quando ti scappa una XXXXXXXXX, il che mi fa venir voglia di XXXXXXXXXre a più non posso. Secondo voi è normale?
    • anverone99 scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: Toilet Man
      Ragazzi, ho notato che recentemente mi capita
      spesso di non XXXXXX per uno o due giorni, poi
      quando vado al XXXXX a XXXXXX cago davvero tanto.
      Fin qui niente di strano, il problema è che
      quando dopo aver fatto tanta XXXXX tutta insieme
      poi per il resto della giornata mi viene da
      XXXXXXXXXre fragorosamente, e provo questa
      sensazione al buco del XXXX come quando ti scappa
      una XXXXXXXXX, il che mi fa venir voglia di
      XXXXXXXXXre a più non posso. Secondo voi è
      normale?Mangia piu' fibre. No verdura, caca dura.
  • ... scrive:
    P3 E VERA MASSONERIA
    P3 E VERA MASSONERIA[yt]80FwvzCyzpg[/yt]
  • Etype scrive:
    Difficoltà
    "I lati negativi dell'open source pr le aziende? Fra tutti, la difficoltà d'uso"Eh ?Ma quale sarebbe questa difficoltà ? :D
    • panda rossa scrive:
      Re: Difficoltà
      - Scritto da: Etype
      "I lati negativi dell'open source pr le aziende?
      Fra tutti, la difficoltà
      d'uso"

      Eh ?

      Ma quale sarebbe questa difficoltà ? :DCredo che sia la difficolta' nell'incassare mazzette da parte del commerciale della controparte.
      • pippo75 scrive:
        Re: Difficoltà


        Credo che sia la difficolta' nell'incassare
        mazzette da parte del commerciale della
        controparte.Le tangenti sono indipendenti dal SW.Ma sapere come poi li spenderanno questi soldi? Mettere tutto su un sito in modo chiaro e trasparente per tutti?
        • panda rossa scrive:
          Re: Difficoltà
          - Scritto da: pippo75



          Credo che sia la difficolta' nell'incassare

          mazzette da parte del commerciale della

          controparte.


          Le tangenti sono indipendenti dal SW.Vero. Dipendono invece dal suo costo.Si va dal 5% al 20%.Per questo i commerciali di una azienda tendono a preferire le porcherie che costano all'eccellenza AGGRATIS.
          • ... scrive:
            Re: Difficoltà
            - Scritto da: panda rossa
            Vero. Dipendono invece dal suo costo.
            Si va dal 5% al 20%.casomai non lo sapessi il software libero nelle PA si paga.Infatti non è scritto nè installato internamente, ma acquiastato come servizio in bandi di gara.Il discorso della tangente vale per il closed quanto per l'open.
          • Il piu cretino dei tre scrive:
            Re: Difficoltà
            Vuoi forse dire che il software closed te lo installano gratis?Non mi risulta. Diciamo che nel closed hai 2 bustarelle in quello open al massimo una. :Din totale hai sempre un vantaggio anche sulla bustarella.
          • ... scrive:
            Re: Difficoltà
            - Scritto da: Il piu cretino dei tre
            Vuoi forse dire che il software closed te lo
            installano
            gratis?dove l'avrei scritto, di grazia?
            Diciamo che nel closed hai 2 bustarelle in quello
            open al massimo
            una.hai detto una stupidata colossale, ma non mi meraviglio: è pieno di gente che parla senza sapere nulla. Qui, negli altri forum, su facebook, in strada, nei bar. Ovunque. <b
            Il costo nel bando di gara deve comprendere tutto </b
            . Quindi se ci sono licenze dovute a software closed è compreso nell'offerta.Sempre di una buastarella di parla, se quello è il caso.Ah, se il prezzo dell'offerta con software closed fosse molto più alto dell'altro, vincerebbe il bando quello open, va da se', il costo è il primo fattore che si guarda nei bandi della PA.
            in totale hai sempre un vantaggio anche sulla
            bustarella.Come dimostrato sopra, non sai nulla di nulla.
          • ... scrive:
            Re: Difficoltà
            I bandi di gara comprendono tutto: servizio, manutenzione, costo del software.Che sia open o close non cambia nulla, il totale è scritto nella busta quindi di busta e di eventuali bustarelle ce n'è solo una non due come erroneamente affermi.p.s.segnalare un post per cercare di nascondere propria mancanza di conoscenza è incommentabile.
          • uomolibero scrive:
            Re: Difficoltà
            sono in accordo con quanto hai riferito e comprendo anche il tuo sfogo, ma e' la norma per buona parte dei frequentatori di questo luogo: si comportano osannando (a parole) il software libero ma non esitano ad ostacolare (nei fatti) il libero pensiero. dove libero si intende, giusto o sbagliato che sia, anche quello lontano dal loro. insomma buona parte degli utenti che amano circolare qui, sembra possedere un indice di coerenza pari alla propria percentuale di spirito realmente libero.
          • Il piu cretino dei tre scrive:
            Re: Difficoltà
            Ma la componente del costo è solo una e quindi minore ergo bustarella leggera. :D
          • uomo leguleio scrive:
            Re: Difficoltà
            Gli uomini liberi scrivono in telugu. :D
          • uomolibero scrive:
            Re: Difficoltà
            ma le bustarelle alla fine sarebbero due o una? no, perche' hai cambiato idea e numero delle bustarelle nello stretto giro di una risposta.p.s. non e' che adesso segnalerai anche il mio intervento?
          • uomo leguleio scrive:
            Re: Difficoltà
            2 ovviamente una in italiano e una in telugu. :DE scusa la domanda a te interessa l'importo o il numero? giusto per sapere. ;)
          • pippo75 scrive:
            Re: Difficoltà


            Per questo i commerciali di una azienda tendono a
            preferire le porcherie che costano all'eccellenza
            AGGRATIS.il commerciale vede prodotto a: 0 euro di licenzeprodotto b: 1000 euro di licenze.Se il primo è gratis e il secondo costa 1000 un motivo ci sarà. Non guardano neanche il prodotto ma il prezzo. Come mi hanno detto tanto mica pagano loro.
      • Prada rotta scrive:
        Re: Difficoltà
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Etype

        "I lati negativi dell'open source pr

        le aziende?

        Fra tutti, la difficoltà

        d'uso"

        Eh ?

        Ma quale sarebbe questa difficoltà ? :D

        Credo che sia la difficolta' nell'incassare
        mazzette da parte del commerciale della
        controparte.Com'e' che si parla di tangenti qua ?In questo sito non si parlava solo di informatica ?
      • James Kirk scrive:
        Re: Difficoltà
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Etype

        Credo che sia la difficolta' nell'incassare
        mazzette da parte del commerciale della
        controparte.Non so a livello di grandi commesse (dove le mazzette o regalie arrivano da tutte le parti) ma per le nostre piccole e medie imprese non è così.Si acquista un PC e, giusto o sbagliato che sia, si da semplicemente per scontato che vi sia Windows perchè tutti sono abituati ad usare windows e gli applicativi windows che si usano in azienda. PUNTO!Se un Admin osasse mettere linux dovrebbe passare le giornate a spiegare qualsiasi dettaglio a tutti.Gli unici casi aziendali in cui ho visto Linux è sui server in quanto questo è trasparente agli utenti e nessuno, salvo chi di dovere, ci deve mettere sopra le mani.
        • collione scrive:
          Re: Difficoltà
          ci sono anche casi d'uso di pc linux in telecom ed enelper carità non parliamo certamente di grandi numeri, ma è evidente che l'andazzo sta cambiando ( in Italia molto molto molto più lentamente rispetto agli USA )
        • Paolo T. scrive:
          Re: Difficoltà
          E secondo te nelle pubbliche amministrazioni chi usa un computer sa che sta usando Office? Se gli dai Windows e Office li sa usare subito, mentre se gli metti Ubuntu e LibreOffice deve imparare di nuovo tutto? Sopravvaluti un po' il livello di preparazione delle amministrazioni pubbliche?(Poche settimane fa, biblioteca nazionale francese, accoglienza ricercatori. L'addetta batteva i dati con due dita. Chissà se era tutta entusiasta di usare un programma Microsoft - ammesso che lo fosse?)
      • ... scrive:
        Re: Difficoltà
        - Scritto da: Guerra
        se sei italiano sai delle mazzette, se sei
        italiano e non sai delle mazzette significa che
        sei piddinoquindi 'è così perchè è così' e chi non mi dà ragione è brutto e cattivo?Grandissima argomentazione!
    • Elrond scrive:
      Re: Difficoltà
      Eh, per usare un software che non conosci devi accendere il cervello. Pretendi troppo.
    • Alvaro Vitali scrive:
      Re: Difficoltà
      - Scritto da: Etype

      Ma quale sarebbe questa difficoltà ? :DL'assenza del pulsante "Start" ...
      • anverone99 scrive:
        Re: Difficoltà
        - Scritto da: Alvaro Vitali
        - Scritto da: Etype



        Ma quale sarebbe questa difficoltà ? :D

        L'assenza del pulsante "Start" ...Invece c'e'[IMG]http://i15.photobucket.com/albums/a365/DiViNe_AYU/ScreenCap_zps293023b3.jpg[/IMG]
        • Luppolo scrive:
          Re: Difficoltà
          - Scritto da: anverone99
          Invece c'e'Quello non conta, c'è disegnato un ratto.
          • Prozac scrive:
            Re: Difficoltà
            - Scritto da: Luppolo
            - Scritto da: anverone99


            Invece c'e'

            Quello non conta, c'è disegnato un ratto.Infatti... Il pulsante "Start" Windows 8.1 ce l'ha nativo.Qui uno screenshot di Windows 8.1:[img]http://mrthaibox123.com/wp-content/uploads/2013/10/Start-Button.jpg[/img]Come puoi vedere in basso a sinistra c'è, in bella vista, il pulsante "Start".
    • Paolo T. scrive:
      Re: Difficoltà
      Gli impiegati del ministero non trovano l'icona di Word. Sono costretti a frequentare un corso di aggiornamento per riconoscere l'icona di LibreOffice, e capire che devono fare clic su quella. Son milioni!
      • Etype scrive:
        Re: Difficoltà
        - Scritto da: Paolo T.
        Gli impiegati del ministero non trovano l'icona
        di Word.Ma il PC lo trovano già acceso la mattina ? :D
        Sono costretti a frequentare un corso di
        aggiornamento per riconoscere l'icona di
        LibreOfficeaspide...
        e capire che devono fare clic su
        quella. Son
        milioni!Un piccolo corso d'informatizzazione interno anzinché sperare di azzeccarci con il lancio dei dadi no ?
    • tomy scrive:
      Re: Difficoltà
      se non ti piace ribbon del nuovo officeusa libreoffice che tiene il menu classico come lo aveva office 97
  • Shu scrive:
    Difficoltà d'uso...
    Non so come si sia arrivati alle ultime due righe di questo articolo.Lo studio dice che alla domanda "quale è la caratteristica più importante di una suite di collaborazione online?" la risposta è stata "la facilità d'uso".Non dice mai, in nessun punto, che le aziende non adottano open source perché è difficile da usare. Anzi, dice che chi ha adottato Zimbra ne è soddisfatto.Dice anche che l'open source viene adottato perché ritenuto generalmente più sicuro e con aggiornamenti più frequenti della controparte closed.Dice anche che il motivo principale per cui le aziende non passano all'open source è il lock-in di grosse aziende.
    • FUD scrive:
      Re: Difficoltà d'uso...
      Maruccia è un fuddaro incallito... non lo sapevi? :D
    • bradipao scrive:
      Re: Difficoltà d'uso...
      - Scritto da: Shu
      Dice anche che il motivo principale per cui le
      aziende non passano all'open source è il lock-in
      di grosse aziende.Per le grandi aziende c'è un altro motivo, forse ancora più grosso. Passare al software free (più generale che open source) fa perdere potere interno al reparto IT, perchè finsice per gestire molti meno soldi e aumenta un po' il lavoro. Un conto è essere un reparto che gestisce centinaia di migliaia di euro in licenze e assistenza fornita da terzi, un conto è non spenderli ma dover lavorare un po' di più per fornire in proprio assistenza.Per questo motivo non solo la naturale resistenza (non dai tecnici chiaramente) a passare a quel modello, ma addirittura il boicottaggio più o meno palese verso gli utenti che lo chiedono (provato sulla pelle).
  • Analisi scrive:
    Aggiungi al TCO
    Ricordiamoci di aggiungere al TCO un milione e mezzo di euro, briciole in realtà vista l'infrastruttura.
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