È di Lexar la prima scheda SDXC da 1 TB

500 dollari per la prima scheda SDXC con capienza pari a 1 TB a giungere sul mercato: è di Lexar, marchio statunitense acquisito dalla cinese Longsys.

È a tutti gli effetti la prima scheda della sua categoria a raggiungere il mercato offrendo un quantitativo di storage tanto esteso: Lexar Professional 633x SDXC UHS-I sta per fare il suo debutto a livello commerciale, offrendo al suo interno 1 TB di spazio per ospitare contenuti di qualsiasi tipo. È indirizzata ovviamente ai creatori di contenuti più esigenti, a coloro che si trovano quotidianamente a dover lavorare con enormi quantità di immagini, video o file audio. La presentazione è avvenuta proprio nei giorni del CES 2019 in corso a Las Vegas.

Lexar Professional 633x SDXC UHS-I

Si tratta di un modello ascrivibile alla categoria UHS-I (e non alla più rapida UHS-II), ma in grado comunque di raggiungere i 95 MB/s in scrittura, una banda più che sufficiente per l’acquisizione di filmati a risoluzione 4K così come per salvare fotografie in formato RAW in successione. Non sarà in ogni caso una scheda adatta a tutte le tasche: per acquistarla sarà necessario far fronte a una spesa fissata in 499,99 dollari al momento del lancio, prezzo che però include la copertura della garanzia a vita. Queste le parole di Joey Lopez, Senior Marketing Manager di Lexar.

Circa 15 anni fa abbiamo annunciato una scheda SD da 1 GB. Oggi siamo entusiasti di svelare una capacità di storage che arriva a 1 TB nello stesso form factor.

La scheda SDXC di Lexar da 1 TB

La prima SDXC da 1 TB sul mercato

Battuta dunque sul tempo la concorrenza di SanDisk per quanto concerne l’arrivo sul mercato, anche se quest’ultimo marchio aveva presentato una SDXC da 1 TB già al Photokina 2016, ormai più di due anni fa. L’unità non è però mai stata commercializzata in via ufficiale. Il brand Lexar, fondato nel 1996 a San Jose (California) è stato abbandonato nel giugno 2017 dalla parent company Micron e nei mesi successivi ceduto alla cinese Longsys, che l’ha così riportato in vita.

Fonte: Lexar

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