Quanto costa far studiare i figli? In media, una famiglia spende 580 euro per il ciclo della secondaria di primo grado (le medie) e 1.250 euro per quello di secondo grado (licei e superiori). È solo uno dei dati interessanti che emergono dall’indagine conoscitiva sull’editoria scolastica condotta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Associazione Italiana Editori.
Prezzi in aumento per i libri di testo
Quello dei libri di testo è un mercato che vale quasi 1 miliardo di euro all’anno: 800 milioni per il nuovo e 150 milioni per l’usato. Coinvolge quasi 8 milioni di studenti e 1 milione di docenti (i numeri sono tratti dal comunicato stampa). Si registra un aumento di prezzo per il nuovo, in linea con l’inflazione, ma reso particolarmente gravoso dalla diminuzione del potere d’acquisto.
AGCM non si limita a fotografare la situazione, ma sottolinea i punti sui quali intervenire. Sulle misure di sostegno all’acquisto, ad esempio, parecchio disomogenee su base regionale. Poi sulla composizione di un mercato in cui le case editrici Mondadori, Zanichelli, Sanoma e La Scuola detengono oltre l’80% della quota. Ancora, sulla legge che limita al 15% lo sconto sulla spesa di copertina, riducendo la concorrenza e penalizzando i consumatori.
Il comunicato è particolarmente interessante nel passaggio in cui suggerisce l’adozione di risorse educative open source e di autoproduzioni scolastiche, utili per ridurre i costi a carico delle famiglie e per la personalizzazione dei percorsi formativi. C’è anche un cenno all’impiego degli strumenti di intelligenza artificiale, ma a tal proposito ci sentiamo di invitare alla cautela, conoscendo i rischi legati al fenomeno delle allucinazioni e alla generazione di contenuti non sempre imparziali.
Il digitale c’è, ma non si utilizza
Un altro aspetto che presenta ampi margini di miglioramento è quello relativo alle risorse digitali. La quasi totalità delle classi (oltre il 95%) adotta il doppio formato (cartaceo e digitale), ma solo il 16% delle licenze per quello smaterializzato viene poi effettivamente attivato. Uno degli impedimenti è da cercare nell’interoperabilità delle piattaforme, non sempre ottimale.