Licenziati per le email troppo vivaci

Venivano spiati sul lavoro per l'uso che facevano delle tecnologie a loro disposizione. Ma non tutte le email che spedivano erano previste dal contratto di lavoro. Vittime del piccolo fratellino?


Detroit (USA) – In Italia il Garante per la Privacy ha da tempo sottolineato che non è possibile per un datore di lavoro leggere i contenuti della posta elettronica di un proprio dipendente, anche se questa si trova sui computer dell’azienda. L’email da noi è equiparata alla posta tradizionale mentre negli USA, come noto, sul lavoro non c’è privacy che tenga .

Ed è stata questa la “rovina” di 50 operatori della Dow Chemicals , una delle più grandi industrie del settore chimico negli Stati Uniti, “colti in flagrante” perché autori di email generate dalle proprie postazioni e contenenti testi e immagini che i datori di lavoro hanno giudicato “inopportuni”.

All’interno delle email sembra che girassero immagini violente, pornografiche, scherzi di cattivo gusto tra impiegati. L’azienda, dopo aver licenziato i 50 “incriminati” ha avviato indagini sulla corrispondenza di altri 200 addetti.

Ha affermato un portavoce: “Non possiamo tollerare l’ambiente estremo che questo genere di attività pone in essere”. Secondo lo stesso, la Dow Chemicals si è mossa perché un impiegato si è lamentato. L’azienda sostiene che non controlla sistematicamente l’email degli operatori. Per capire quanto accadeva, ha sostenuto il portavoce, è stata esaminata tutta la corrispondenza elettronica generata in una settimana.

A “parziale difesa” dell’azienda, va detto che il management ha incontrato uno per uno gli addetti e ha proceduto al licenziamento solo di coloro che non hanno accettato di lavorare per un anno “sotto controllo”?

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