Live Messenger, bloccati i link alla Baia

Gli utenti del client di messaggistica istantanea non riescono ad accedere al nuovo indirizzo di The Pirate Bay. Una volta condivisi, i link vengono bloccati perché considerati non sicuri. Errore, censura, protezione dal malware?

Roma – Protezione dal malware? Oppure una strategia mirata al blocco di certe condivisioni a mezzo link? Il dubbio serpeggia tra gli osservatori, sull’avviso recapitato in automatico a tutti gli utenti del noto client di messaggistica istantanea Windows Live Messenger. “Il collegamento che hai cercato di inviare è stato bloccato in quanto segnalato come non sicuro”.

Non un collegamento qualsiasi, ma il nuovo indirizzo web di quella che un tempo era la Baia più famosa del torrentismo globale. Thepiratebay.se è stato così inserito dal client di Microsoft nella lista dei siti pericolosi , di quelli che veicolano elementi virali come appunto malware.

Nello specifico , gli utenti di Live Messenger non riescono a raggiungere il nuovo dominio dell’ex- tracker BitTorrent perché bloccato in automatico dal client made in Redmond . Risulta impossibile inviare il link sia dalla piattaforma nativa che dai tool sviluppati da terze parti come Adium o Pidgin.

Ma cosa è successo davvero? C’è chi non crede affatto alla questione sicurezza, sottolineando come si tratti invece di una vera e propria strategia censoria e anti-pirateria. Nessun responsabile o portavoce di BigM è però intervenuto pubblicamente per chiarire la faccenda.

Il client Live Messenger – quando ancora era MSN – non è comunque nuovo a casi simili. Si ricorda il blocco improvviso dei link a YouTube e Google, poi rivelatosi un semplice errore per ammissione della stessa Microsoft.

Mauro Vecchio

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  • paoloholzl scrive:
    Le apps non sono normali programmi
    Le apps risolvono molto bene piccoli problemi limitati.I programmi risolvono sistemi complessi per cui sono e saranno due mondi diversi.Non capisco come si possa trovare il futuro dell'uno nell'altro.Al massimo mi aspetto un interfaccia tattile sul desktop, ma restano due mondi diversi.
  • Funz scrive:
    Il tramonto di una civiltà
    Da mille e mille cosette come questa si deduce che ci stiamo avviando allegramente verso un nuovo medioevo. -_-
  • mimmus scrive:
    Io sono vecchio e non capisco!
    Infatti, sull'iPad, non ho nessun App ma uso solo il browser!A cosa servono queste App? :-)
    • Osvy scrive:
      Re: Io sono vecchio e non capisco!
      - Scritto da: mimmus
      Infatti, sull'iPad, non ho nessun App ma uso solo
      il browser!
      A cosa servono queste App? :-)A quello (poco) che ho capito, le app sono "ovviamente" dei programmi, solo che poiché i device mobili sono "tipicamente" meno potenti di un normale PC, è "necessario" creare delle applicazioni più leggere, le app appunto, altrimenti sarebbe un pasticcio (immagina un Office che gira su un iPad o peggio su uno smartphone).In breve, concordo con il post di "non registrato":"Io non ci trovo comunque questa grande innovazione. App sta a tablet come applicazione sta a PC."anche se la questione è un po' più complessa. Ad es., la "politica" di vendita delle app si basa sul fatto che "costano poco, però se ne vendono tante", che è un concetto differente dai vecchi programmi, ed ha creato un mercato delle "app-licazioni" per mobile che diversamente non ci sarebbe stato. ciao
    • Ubunto scrive:
      Re: Io sono vecchio e non capisco!
      - Scritto da: mimmus
      Infatti, sull'iPad, non ho nessun App ma uso solo
      il
      browser!
      A cosa servono queste App? :-)A pagare quello che col browser leggi, osservi ed ascolti gratis e senza dover contrarre matrimonio con questo o quel fornitore. Inoltre, essendo modellate su un tipo di contenuto/servizio specifico si prestano ottimamente all'installazione di "acXXXXXri" non richiesti:vuoi leggere le mie notizie / ascoltare la mia musica / guardare il mo film? DEVI avere la mia app perché solo con quella puoi farlo. Casualmente c'è un simpatico tool che usiamo per fini "statistici" e per comunicarti tutte le novità del nostro catalogo con dei simpatici avvisi a popup che emettono un gradevole trillo ogni volta che ti inviamo una notifica.No, non lo puoi disattivare. Sì, è scritta in HTML5, ma non funziona col browser, devi usare l'installer apposito, ma se vuoi c'è la versione per iPhone, che NON fa apparire i popup, ma in ogni caso gira in background per i "fini statistici", in ogni caso ci devi fornire i tuoi dati anagrafici, biometrici, ed il consenso ad usare il tuo numero di telefono in modo che i nostgri operatori del call center possano comunque chiamarti ogni giorno per comunicarti le nostre iteressantissime promozioni.Fantastico no? (rotfl)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 15.17-----------------------------------------------------------
    • iRoby scrive:
      Re: Io sono vecchio e non capisco!
      Ma sai che mi sono chiesto anch'io cosa siano realmente a cosa servano le app?Cioè finora io ho sul mio tablet ho installato tutte quelle app che sopperiscono a carenze di questi sistemi operativi castrati.Giusto qualche esempio:clocksync, per sincronizzare l'orologio con un server NTP;File Expert, file manager tuttofare che apre anche un server HTTP ed FTP per condividere file in rete;Titanium backup, per i backup e manutenzione applicazioni installate;BatteryCalibration, calibra la batteria per segnare meglio l'energia residua;GPSFix, aiuta nel fix dei satelliti prima di usare la funzione navigatore;Emulatore di Terminale, ;-) OpenVPN, per connessioni in VPN da e verso casa o lavoro;3G Watchdog, tenere sotto controllo il monte giornaliero di traffico H3GM;GoSMS, un migliore gestore dei messaggi sms;A questo punto arrivano i software di utilità veri e propri, come Skype, Flash Player, Whatsapp, Winamp, ecc.Per cui metà sono cose per far funzionare il sistema, il resto sono gli stessi software che si hanno sul notebook/netbook solo più limitati.
      • embe scrive:
        Re: Io sono vecchio e non capisco!

        3G Watchdog, tenere sotto controllo il monte
        giornaliero di traffico
        H3GM;Ne approfitto per una domandina veloce...Non è che hai provato anche "onavo" e mi sai dire qual'è il migliore dei due?Watchdog ha il piano settimanale? (con vodafone ho 250Mega a settimana)Onavo mi gestisce solo il "budget" mensile...Denghiu!
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: Io sono vecchio e non capisco!
      - Scritto da: mimmus
      Infatti, sull'iPad, non ho nessun App ma uso solo
      il
      browser!
      A cosa servono queste App? :-)Certe applicazioni funzionano peggio della versione mobile presente sul sito, però ti fanno consumare meno la batteria.
    • Poseidone scrive:
      Re: Io sono vecchio e non capisco!
      Un App è un programma, che può non richiedere un acXXXXX ad internet (come una calcolatrice, un gioco, un programma di videoscrittura...).Inoltre una App che accede ad internet ha, nei confronti di un browser, il vantaggio di far viaggiare solo le informazioni e non il layout della pagina che è invece cablato nell'App, quindi riducendo i tempi di risposta e contemporaneamente preservare i dati visto che tutti i piani 3G sono a consumo. Senza contare che con un App il layout viene ottimizzato per il dispositivo (questo vero per IOS, molto meno per Android..).
  • ruppolo scrive:
    Apple, precursore delle webapp
    Il primo iPhone prevedeva, oltre le app di serie, di poter essere espanso solo con webapp. Se si tornerà alle webapp sarà una ulteriore conferma della lungimiranza di Steve Jobs.
    • non registrato scrive:
      Re: Apple, precursore delle webapp
      Conoscendo Jobs, strano che non abbia brevettato il concetto (ma forse mi sbaglio). Strano pure che non le abbia chiamate iApp :-)Io non ci trovo comunque questa grande innovazione. App sta a tablet come applicazione sta a PC.
    • ruttolo scrive:
      Re: Apple, precursore delle webapp
      Ben detto!
    • HermanHesse Quello TOSTO! scrive:
      Re: Apple, precursore delle webapp
      Ma vai....... vaaaa!(ROTFL)Ma dai, ma sparare fesserie così immani....... è espandibile dal web SOLO perchè vista la chiusura (mentale, soprattutto) di Apple non c'è stato, non c'è e non ci sarà (salvo cambi di rotta) altra possibilità di sfuggire alle regole del market Apple se non in questo modo!Ma vaaaaaa, vaaa! (ROTFL)
      • MeX scrive:
        Re: Apple, precursore delle webapp
        con 240 all'anno puoi sviluppare e distribuire applicazioni a chi vuoi senza che Apple controlli nullahttps://developer.apple.com/programs/ios/enterprise/
        • HermanHesse Quello TOSTO! scrive:
          Re: Apple, precursore delle webapp
          Wow! Economico! Veramente, veramente stupendo! E poi una volta che hai messo su l'app continui a pagare di anno in anno o no?
          • HermanHesse Quello TOSTO! scrive:
            Re: Apple, precursore delle webapp
            PS: sono ironico, si capisce?
          • FDG scrive:
            Re: Apple, precursore delle webapp
            - Scritto da: HermanHesse Quello TOSTO!
            Wow! Economico! Veramente, veramente stupendo! E
            poi una volta che hai messo su l'app continui a
            pagare di anno in anno o
            no?Aziendali? 240 Euro per un'azienda sono un problema? Ma tu per chi lavori (se lavori), per la Pidocchi £nterprise?
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: Apple, precursore delle webapp
          - Scritto da: MeX
          con 240 all'anno puoi sviluppare e distribuire
          applicazioni a chi vuoi senza che Apple controlli
          nulla

          https://developer.apple.com/programs/ios/enterprisNon mi sembra proprio a chi vuoi, ma ai membri della tua organizzazione o azienda. Quindi non posso sviluppare un'applicazione da vendere a una tal azienda per uso interno, ma deve essere sviluppata per la mia azienda. Da questo punto di vista è meglio Android.
          • Poseidone scrive:
            Re: Apple, precursore delle webapp
            No. Puoi venderla a chi vuoi. Devi solo fare dei profili di provisioning ad Hoc. Io fino ad ora ho sviluppato e venduto fuori dal AppStore, senza nessun problema. E i soldi che si versano annualmente sono altamente ripagati.
    • FDG scrive:
      Re: Apple, precursore delle webapp
      - Scritto da: ruppolo
      Il primo iPhone prevedeva, oltre le app di serie,
      di poter essere espanso solo con webapp.

      Se si tornerà alle webapp sarà una ulteriore
      conferma della lungimiranza di Steve Jobs.Ma che m...iate scrivi?
  • fixinformatica scrive:
    Cecchini! Son dei cecchini!
    Eh sì! Bisogna essere dei cecchini per spararle così!!!Comunque sia, mi son segnato la data e non mancherò di aggiornare la pagina in caso di evoluzioni! Aspettando il 2020 e le famigerate app (forse nel 2020 faranno ap-pena) mi auguro che nel 2020 le cose saranno un po' cambiate. Buon app-etito a tutti!
  • Scrivi il codice antispam scrive:
    Che brutto titolo
    "Internet 2020, odissea nelle app"... dovrebbe essere una citazione di "2001: Odissea nello spazio"? Come citazione mi sembra proprio un epic fail. :
  • uno scrive:
    sanno una s...a loro
    come da oggetto
  • bubba scrive:
    schierarsi
    se uno dice "schierarsi pro o contro le PREVISIONI relative all'evoluzione di Internet nel senso di uno spazio gestito via app ", NON vuol dire che uno AUSPICHI un internet infestata da sole app & fakebook ...ma SOLO che si fa una previsione. ANCHE IO (faccile profeta) prevedo un aumento delle app (x il banale fatto che ci sono + scimmie di ieri che usano internet - cosa direttamente correlata al fatto che ci sono 1,4 cellulari a cranio e SEMPRE PIU cellulari sono PC-like come potenza ). Cio NON VUOL DIRE che AUSPICHI una app-izzazione e facebook-izzazione di internet... al contrario...
  • uno qualsiasi scrive:
    Distinzione tra app e pagina web
    Molte app servono solo a consultare delle informazioni: qualche giorno fa avevo provato una app che prometteva una serie di enigmi e indovinelli... praticamente, ti mostrava l'enigma e quando toccavi un pulsante ti scriveva la soluzione (poco più complesso di una pagina del televideo).Ora: se una cosa del genere viene messa in un sito web (e si poteva già fare anche con il vecchio web 1.0, su un computer con windows 3.1).... è una pagina web, o è una app?Perchè se si usa l'HTML 5, si può chiamare il risultato "pagina web dinamica" o "app", ma cambia molto poco. Se guardiamo poi le app presenti sullo store di Chrome... lo store è poco più che una serie di link, a pagine che possono essere accessibili anche in altri modi (esempio: la versione di Angry Birds in html5, giocabile nel browser).La distinzione tra app e sito è sempre più sfumata...
    • bubba scrive:
      Re: Distinzione tra app e pagina web
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Molte app servono solo a consultare delle
      informazioni: qualche giorno fa avevo provato una
      app che prometteva una serie di enigmi e
      indovinelli... praticamente, ti mostrava l'enigma
      e quando toccavi un pulsante ti scriveva la
      soluzione (poco più complesso di una pagina del
      televideo).

      Ora: se una cosa del genere viene messa in un
      sito web (e si poteva già fare anche con il
      vecchio web 1.0, su un computer con windows
      3.1).... è una pagina web, o è una
      app?

      Perchè se si usa l'HTML 5, si può chiamare il
      risultato "pagina web dinamica" o "app", ma
      cambia molto poco. Se guardiamo poi le app
      presenti sullo store di Chrome... lo store è poco
      più che una serie di link, a pagine che possono
      essere accessibili anche in altri modi (esempio:
      la versione di Angry Birds in html5, giocabile
      nel
      browser).

      La distinzione tra app e sito è sempre più
      sfumata...... mhh leggendoti mi hai fatto ricordare altre cose.. "piu' sottili" ma anche piu pericolose...il linguaggio intanto... a forza di chiamare "app" del codice html/js (che volendo potremmo chiamare webapp) si distorce in concetto originale di applicazione. Che NON ha certo le 2 caratteristiche base di una webapp, che, alla lunga, SONO INSIDIOSE.Ossia, la webapp necessita di rete (internet). l'acXXXXX non e' gratis (e non parlo solo di soldi)la webapp e' un SaaS (sw-as-a-service). Ossia il core della "TUA" applicazione, NON E' in mano tua. E probabilmente vale anche per i dati.Ci possono essere eccezioni a queste cose, ovviamente. Ma il trend e' questo.
      • FDG scrive:
        Re: Distinzione tra app e pagina web
        - Scritto da: bubba
        Ossia, la webapp necessita di rete (internet).
        l'acXXXXX non e' gratis (e non parlo solo di
        soldi)Esiste il local storage. Se poi usi un tookit, come ad esempio phonegap, hai pure le API per accedere al filesystem. Quindi non è strettamente necessario avere una connessione.
        • collione scrive:
          Re: Distinzione tra app e pagina web
          vero, il problema sarà politicalui ha sollevato due problemi, cioè quello dell'applicazioni-as-service e quello del "non gratis"non penso che gli avidi vampiri del web si lasceranno sfuggire l'opportunità per incatenarci tutti mani e piedispero solo che la FSF porti sul fronte delle webapp la sua battaglia piuttosto che attuare una politica proibizionista nei confronti del web
        • bubba scrive:
          Re: Distinzione tra app e pagina web
          - Scritto da: FDG
          - Scritto da: bubba


          Ossia, la webapp necessita di rete
          (internet).

          l'acXXXXX non e' gratis (e non parlo solo di

          soldi)

          Esiste il local storage. Se poi usi un tookit,
          come ad esempio phonegap, hai pure le API per
          accedere al filesystem. Quindi non è strettamente
          necessario avere una
          connessione.eh l'ho detto : "Ci possono essere eccezioni a queste cose, ovviamente.". Ma confermo "Ma il trend e' questo."
    • MeX scrive:
      Re: Distinzione tra app e pagina web
      (esempio:
      la versione di Angry Birds in html5, giocabile
      nel
      browser).

      La distinzione tra app e sito è sempre più
      sfumata...scusa ma l'esempio che hai fatto ti da la risposta.Una PAGINA web è UNA PAGINA con testi e foto e qualche link (al massimo qualche animazione e qualche roll-over)AngryBirds non è certo "una pagina" ha molto più senso definirla APP, che poi come una pagina di un sito vi si acceda tramite un browser non la rende "una pagina"Se apri un JPEG in Firefox ti poni il dubbio se è un'immagina o una PAGINA?
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Distinzione tra app e pagina web

        Se apri un JPEG in Firefox ti poni il dubbio se è
        un'immagina o una
        PAGINA?Se l' immagine è animata? Se l'animazione è interattiva?E se sul telefonino ho una app che si limita a mostrare due immagini? (ce ne sono)Dove è il confine?
        • MeX scrive:
          Re: Distinzione tra app e pagina web

          Dove è il confine?Primo, perché devi "incasellare" il tutto?Secondo, non è questione di confine, è questione di una serie di tecnologie che permettono la creazione di contenuti e interfacce che non erano semplicemente disponibili anni addietro, poi, tali tecnologie si possono usare per fare "un app" che serve solo pagine (e allora tanto valeva fare un sito e amen) e poi ci sono "app" che usano li local storage per salvare una mail in draft anche quando non hai connessione o un effetto html5+css per trasformare un'immagine etc etc...
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Distinzione tra app e pagina web
            - Scritto da: MeX

            Dove è il confine?

            Primo, perché devi "incasellare" il tutto?Perchè è nella natura umana classificare e distinguere.
            Secondo, non è questione di confine,
            è questione di una serie di tecnologie che
            permettono la creazione di contenuti e interfacce
            che non erano semplicemente disponibili anni
            addietro, poi, tali tecnologie si possono usare
            per fare "un app" che serve solo pagine (e allora
            tanto valeva fare un sito e amen) e poi ci sono
            "app" che usano li local storage per salvare una
            mail in draft anche quando non hai connessioneAnche una pagina web può salvare i dati in locale (ad esempio con i cookies: gli strumenti in javascript per manipolarli esistono da oltre dieci anni)
            o
            un effetto html5+css per trasformare un'immagine
            etc
            etc...Anche tali effetti si possono usare da un sito web (ad esempio con il webgl)
      • Ubunto scrive:
        Re: Distinzione tra app e pagina web
        - Scritto da: MeX

        scusa ma l'esempio che hai fatto ti da la
        risposta.
        Una PAGINA web è UNA PAGINA con testi e foto e
        qualche link (al massimo qualche animazione e
        qualche
        roll-over)

        AngryBirds non è certo "una pagina" ha molto più
        senso definirla APP, che poi come una pagina di
        un sito vi si acceda tramite un browser non la
        rende "una
        pagina"

        Se apri un JPEG in Firefox ti poni il dubbio se è
        un'immagina o una
        PAGINA?AAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!![img]http://www.cherrycoloured.com/wordpress/wp-content/uploads/2006/06/meteorite.jpg[/img]E detto questa cosa, su cui concordo, ma che sembra non essere un dato troppo chiaro ai sondaggisti da strapazzo, mi spieghi che senso ha confrontare "Angry Birds", che è un videogioco, con "Punto Informatico", che è un sito web?"Con le app puoi fare cose che i siti web non possono fare". Infatti ci fai cose che normalmente fai con applicazioni off-line, installate sul tuo dispositivo. Fin qui tutto ha senso, e la "sottrazione", teorica oltretutto (perché sempre programmi sono), è <u
        rispetto ai programmi più tradizionali </u
        , che spostano le loro funzionalità sul web tramite il cloud computing: non rispetto ai siti web.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 15.46-----------------------------------------------------------
  • tucumcari scrive:
    10 miliardi eh?
    Ma si parla di miliardi o di migliardi?Ho paura che sia la seconda ipotesi....Infatti (a casa mia) 2^32=4294967296Cioè quattro miliardi (non migliardi) e rotti...Che è lo spazio di indirizzamento IP.... (v4 naturalmente...)Ma c'è di più all'alba del 2012 con gli indirizzi IPv4 già praticamente esauriti (IANA ha già distribuito ai RIR gli ultimi blocchi) gli ISP (in particolare nessuno tra i telefonari mobili che brillano praticamente tutti per tronfia e assoluta dabbedaggine) pronti a IPv6 si contano sulle dita di una mano... e non solo per questioni di "infrastruttura" (routers ecc..) quanto sulle procedure "gestionali" (se vedete le videate delle loro applicazioni di customer care vi viene da piangere) ...E si che praticamente il 99.999999 dei devices e degli OS in circolazione (end user) sono IPv6 READY....Le tesi dell'articolo implicano (probabilmente senza che l'estensore se ne sia reso conto) che in 4 anni la transizione ipv4 -
    ipv6 con tanto di convivenza "forzata" di operazioni e indirizzi "dual stack e dual homed" per un lungo periodo sia completata....Io ... non ci credo...Ecco perchè si parla di migliardi (non di miliardi) come quelli di "miracolo a milano" Morale ... o io sono un pessimista (cosa pur sempre possibile) o io sono un realista (cosa più probabile) ... e l'articolo parla di fantascienza! ;)
    • MaidenBeast scrive:
      Re: 10 miliardi eh?
      Infatti non è che possono continuare a usare i NAT all'infinito, anche se pare che i provider pensano che sia possibile farlo -.-"
      • tucumcari scrive:
        Re: 10 miliardi eh?
        - Scritto da: MaidenBeast
        Infatti non è che possono continuare a usare i
        NAT all'infinito, anche se pare che i provider
        pensano che sia possibile farlo
        -.-"Pensano?Parlando di <b
        certi e noti </b
        è un ossimoro!Comunque se c'è un problema (noto) che hanno i NAT è proprio la scalabilità (problema del numero di porte IP solo per dirne una e mantenimento degli stati per dirne un altra)... ;)Per servire decentemente un certo numero di utenti ne devi avere una "paccata" (vera pero! non come quella della Fornero che è solo ad uso stampa)! :D
    • Shu scrive:
      Re: 10 miliardi eh?
      - Scritto da: tucumcari
      Cioè quattro miliardi (non migliardi) e rotti...
      Che è lo spazio di indirizzamento IP.... (v4
      naturalmente...)
      Ma c'è di più all'alba del 2012 con gli indirizzi
      IPv4 già praticamente esauriti (IANA ha già
      distribuito ai RIR gli ultimi blocchi) gli ISP
      (in particolare nessuno tra i telefonari
      mobili che brillano praticamente tutti per
      tronfia e assoluta dabbedaggine) pronti a IPv6 si
      contano sulle dita di una mano...D'altra parte è già vero che molti provider assegnano indirizzi in reti private (192.168.x.x e 10.x.x.x, tipicamente), e che molti dispositivi contemplati nello studio di Cisco si classificano come "home", quindi non avranno un loro IP pubblico, ma si connetteranno attraverso un router wifi o ethernet.Contando anche che sebbene la popolazione mondiale sia di 7 miliardi, quelli con le possibilità economiche e logistiche di connessione a Internet sono circa la metà, quindi in media sono 3 dispositivi a testa. Contando che io ne ho già 7 (più i router)... :PBye.
      • tucumcari scrive:
        Re: 10 miliardi eh?
        - Scritto da: Shu
        - Scritto da: tucumcari


        Cioè quattro miliardi (non migliardi) e rotti...

        Che è lo spazio di indirizzamento IP.... (v4

        naturalmente...)

        Ma c'è di più all'alba del 2012 con gli
        indirizzi

        IPv4 già praticamente esauriti (IANA ha già

        distribuito ai RIR gli ultimi blocchi) gli ISP

        (in particolare nessuno tra i telefonari

        mobili che brillano praticamente tutti per

        tronfia e assoluta dabbedaggine) pronti a IPv6
        si

        contano sulle dita di una mano...

        D'altra parte è già vero che molti provider
        assegnano indirizzi in reti private (192.168.x.x
        e 10.x.x.x, tipicamente), e che molti dispositivi
        contemplati nello studio di Cisco si classificano
        come "home", quindi non avranno un loro IP
        pubblico, ma si connetteranno attraverso un
        router wifi o
        ethernet.Quindi con un sacco di limitazioni ... senza contare i noti (anzi notissimi) problemi di scalabilità dei NAT...I NAT sono la (non) soluzione più costosa (e farraginosa) del "problema".già ora sono praticamente alla frutta!

        Contando anche che sebbene la popolazione
        mondiale sia di 7 miliardi, quelli con le
        possibilità economiche e logistiche di
        connessione a Internet sono circa la metà, quindi
        in media sono 3 dispositivi a testa. Contando che
        io ne ho già 7 (più i router)...
        :PSolo in casa mia ce ne sono 12..E non è una cosa così strana...Calcola routers 2 server i figli tablet e i cellulari... Ma ovviamente per me il problema non sussiste io vado già in IPv6...Sto parlando di gente "normale" come quella di cui vorrebbe parlare l'articolo..........Comunque (tanto perchè tu lo sappia) la Cina e l'India hanno un trend di crescita tale che il loro RIR (APNIC) ha già finito anche gli ultimi blocchi che IANA gli ha assegnato!E infatti se guardi le statistiche chi sta consumando più indirizzi (e ha il più alto numero di ipv6 già in essere) sono proprio i paesi afferenti a APNIC.Secondo te perchè?

        Bye.
        • MeX scrive:
          Re: 10 miliardi eh?
          la gente normale verrà transumata all'iPV6, così come la gente normale è passata dai cambi di numerazione telefonica, il millennium bug... etc etc la gente normale non ha bisogno di essere coinvolta in questo tipo di transizioni
          • bubba scrive:
            Re: 10 miliardi eh?
            - Scritto da: MeX
            la gente normale verrà transumata all'iPV6, così
            come la gente normale è passata dai cambi di
            numerazione telefonica, il millennium bug... etc
            etc la gente normale non ha bisogno di essere
            coinvolta in questo tipo di
            transizionibeh certo, per voi, il max che la gente deve sapere e' come trascinare un dito sul vetro :D
          • MeX scrive:
            Re: 10 miliardi eh?
            per noi la gente che non è un informatico non deve essere obbligata a diventarlo per usare un prodotto che è rivolto a tutti.Se vuoi poi ti apri terminal e usi UNIX...
          • bubba scrive:
            Re: 10 miliardi eh?
            - Scritto da: MeX
            per noi la gente che non è un informatico non
            deve essere obbligata a diventarlo per usare un
            prodotto che è rivolto a
            tutti.
            perche, digitare un paio di indirizzi ip in un form, e' "diventare un informatico"? Urgh.
            Se vuoi poi ti apri terminal e usi UNIX...beh questo sicuro. Pensa che i "terminali" li aprivo anche quando NON usavo unix (cfr. Amiga)
          • MeX scrive:
            Re: 10 miliardi eh?

            perche, digitare un paio di indirizzi ip in un
            form, e' "diventare un informatico"? Urgh. no, così come cambiare le candele alla macchina non vuol dire essere un meccanico, ma se facessero delle macchine per cui ogni volta che devi partire devi pulire le candele...
        • bubba scrive:
          Re: 10 miliardi eh?
          - Scritto da: tucumcari
          Ma ovviamente per me il problema non sussiste io
          vado già in
          IPv6...ci vai in casa tua (lan) , sei in ipv4+ tunnel ipv6 su internet o che cosa? Perche' gli ISP (ita) che danno ipv6 nativo mi paiono tendenti allo zero ancora...
    • Basta Pirateria scrive:
      Re: 10 miliardi eh?
      - Scritto da: tucumcari[...]Guarda guarda: il tucum che ha frequentato un corso di tcpip :D
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