LiveLeak addio: pubblicò il video dell'esecuzione di Saddam Hussein

LiveLeak offline: pubblicò l'esecuzione di Saddam

L'attività di LiveLeak si ferma dopo 15 anni: chi lo gestisce annuncia lo stop al progetto, senza però spiegarne nel dettaglio le motivazioni.
L'attività di LiveLeak si ferma dopo 15 anni: chi lo gestisce annuncia lo stop al progetto, senza però spiegarne nel dettaglio le motivazioni.

L'ambizione del progetto LiveLeak era esplicitata già nel logo, visibile anche qui sopra nell'immagine di apertura: “Ridefinire i media”. Il portale però da qualche giorno non c'è più, è offline dal 5 maggio con redirect automatico verso ItemFix.com. Dal co-fondatore Hayden Hewitt una lettera di congedo di cui riportiamo di seguito un estratto in forma tradotta.

Il mondo è cambiato molto nel corso degli ultimi anni, così come Internet e le persone. Mi trovo seduto qui a scrivere queste righe con un po' di dolore, perché LiveLeak non è stato solo un sito Web o un business, ma uno stile di vita per me e molte persone.

Dopo 15 anni, LiveLeak si ferma

Fondato nell'ottobre 2006 e nato dalle ceneri di Ogrish.com (che ne condivideva natura e obiettivi), LiveLeak ha permesso a chiunque l'upload video di contenuti che su altre piattaforme difficilmente avrebbero trovato spazio, in particolare quelli riguardanti crimini, violenze e conflitti bellici, nel nome del sostegno senza filtri al giornalismo partecipativo. Divenne celebre a livello globale nel 2007 per aver condiviso i filmati dell'esecuzione di Saddam Hussein.

Durante i 15 anni di attività è andato incontro a diversi ban, l'ultimo dei quali in ordine temporale risale al 2019, con il provider australiano Telstra che ne ha impedito la fruizione agli utenti, inserendolo in un elenco di risorse online proibite insieme a 4chan, 8chan, Voat e Zero Hedge. Hewitt non mette nero su bianco quali siano le ragioni della decisione, se un business diventato non sostenibile dal punto di vista economico, pressioni ricevute o altro.

Tra i contenuti più celebri e discussi ospitati nel tempo da LiveLeak alcune delle decapitazioni eseguite dai terroristi dell'ISIS e le registrazioni degli attacchi aerei eseguiti dai militari dell'esercito statunitense durante la guerra in Afghanistan. Come già detto ora punta a ItemFix.com, che però proibisce il caricamento di clip raffiguranti violenze.

Fonte: ItemFix
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