Il riconoscimento facciale operativo a Londra

A Londra le forze dell'ordine impiegheranno il riconoscimento facciale come arma per combattere il crimine: la tecnologia è quella fornita da NEC.
A Londra le forze dell'ordine impiegheranno il riconoscimento facciale come arma per combattere il crimine: la tecnologia è quella fornita da NEC.

Mentre l’Italia e l’Europa si interrogano sull’impiego del riconoscimento facciale nei luoghi pubblici per garantire la sicurezza della collettività, oltremanica si è deciso di non attendere l’esito degli studi e delle discussioni intavolate nel continente, forse anche in vista di una Brexit ormai certa. Oggi la polizia di Londra annuncia di essere pronta all’attivazione di un sistema che consentirà a Scotland Yard di far leva sull’intelligenza artificiale per la prevenzione dei crimini e se necessario per individuarne i responsabili.

La polizia di Londra e il riconoscimento facciale

A renderlo noto è direttamente la Metropolitan Police con un comunicato stampa e attraverso il tweet allegato di seguito. Il riferimento è a una tecnologia fornita dalla giapponese NEC e identificata come LFR (Live Facial Recognition) a conferma che si tratta di algoritmi in grado di eseguire l’analisi del volto in tempo reale, consentendo così alle forze dell’ordine di intervenire in modo tempestivo un soggetto ritenuto colpevole di azioni illecite.

Viene garantito il massimo livello di tutela possibile per la privacy, con i fotogrammi catturati e non utilizzati che vengono immediatamente eliminati. L’autorità assicura inoltre che l’apparato opera in modo indipendente, senza far leva sulle immagini acquisite da altre piattaforme come i body scanner o i circuiti di videosorveglianza.

Stiamo utilizzando la tecnologia più recente per combattere il crimine e mantenere al sicuro i londinesi. Il riconoscimento facciale in tempo reale ci aiuterà a localizzare e identificare i soggetti ricercati dalla polizia per azioni violente e crimini gravi.

Non tutti sono soddisfatti della notizia. Oltre a coloro che (in modo legittimo) sollevano dubbi e perplessità in merito alla privacy, c’è chi ha ripescato dagli archivi della University of Essex uno studio condotto nell’aprile dello scorso anno secondo il quale il sistema sarebbe risultato essere impreciso nell’81% dei casi. Non possiamo ad ogni modo escludere l’ipotesi che negli otto mesi trascorsi fino ad oggi l’IA sia stata perfezionata.

Il comunicato della Metropolitan Police parla dell’applicazione della tecnologia in alcune non meglio precisate location della capitale inglese. La finalità è come già detto quella di contrastare il crimine, in particolare quello legato a violenze, abusi su minori, utilizzo di armi da fuoco e altre azioni che prendono di mira le fasce della popolazione più vulnerabili.

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