L'open source ha il suo master

Aperte le iscrizioni al nuovo anno accademico


Bologna – Il master in tecnologia del software libero e dell’open source dell’Università di Bologna sta concludendo il suo percorso per l’anno 2004/2005, ed ha aperto le iscrizioni per il nuovo anno accademico (con scadenza il 31 ottobre 2005).

Il master ha corsi in tre aree: informatica, economica, giuridica. Tutti i corsi di informatica hanno due docenti: un docente “accademico” che crea uniformità di conoscenza nella materia e fornisce le basi scientifiche, un docente tecnologico che in laboratorio guida alla conoscenza degli strumenti. Le altre aree sono utili a comprendere le problematiche giuridiche relative ai contratti, alle licenze e ai modelli economici che possono rendere remunerativo l’investimento in software libero sia come utilizzatori sia come sviluppatori.

Oltre ai corsi vengono svolti numerosi seminari, tra gli altri nella prima edizione: Stallman (FSF), Cortiana (Senato), Arcangeli (Novell-Suse), Michlmayr (Debian), Sorce (Samba), Rubini (FSFE-I), Martelli (Python), Galoppini (CIRS), Di Cosmo (Univ. Paris VII), Tassone (Linux&C.), Beccaria (Assoli), Lemmo (Erlug/ILS), Piccoli (Zucchetti SpA).

Il master si svolge principalmente nei giorni di giovedì, venerdì e sabato a settimane alterne. È quindi un corso indicato non solo ai neolaureati ma anche a persone con esperienza lavorativa (anche se non abitano a Bologna). Possono seguire il Master anche gli studenti-lavoratori con pochi giorni di permesso dal lavoro.

La proposta è rivolta a tutti i laureati con dimostrabili competenze informatiche. Occorre sapere programmare correntemente (in un linguaggio procedurale imperativo, possibilmente in C o derivati) e saper leggere documenti tecnici in lingua inglese. Il master è riservato a un massimo di 35 partecipanti: l’ammissione è subordinata al superamento della selezione che consiste in un test scritto ed un colloquio.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare questa pagina .

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  • Anonimo scrive:
    sicurezza e privacy
    Ennesimo articolo su sicurezza e privacy.Forse qualcosa si sta svegliando, chissà...
  • Anonimo scrive:
    mah...
    e quindi??:-(
    • Anonimo scrive:
      Re: mah...
      e mbe?sono della stessa opinione del commentatore precedente.Tutto questo articolo mi sembra inutile e anche banale.Parlare a vanvera di fatti partendo da principi che hanno poco a che fare con la realtà mi ricorda le inutili discussioni di Porta a Porta. Suggerisco all'autore Stefano Aterno di documentarsi sulle reali necessità dei legiferatori in ambito privacy e sicurezza, e quindi di trattare queste "reali necessità".
      • Stefano Aterno scrive:
        Re: mah...
        Viviamo in un paese civile e ognuno può manifestare liberamente le proprie opinioni.Forse avresti dovuto leggere due volte l'articolo... e informarti su chi è il tuo interlocutore. Ma tant'è.Forse dovresti sapere che io con il Leglislatore e con soggetti autorevoli ho parlato di queste materie più volte.Se riflettessisul fatto che questo articolo è stato scritto prima che i noti fatti del "Caso Telecom" e "Abu OMAR " venissero alla luce.....faresti altre riflessioni.Il problema non è più privacy o più sicurezza, il punto è che non c'è la certezza dell'individuazione della "responsabilità di chi fa cosa" e l'assenza di qualsiasi richiamo a principi di eticità che devono essere invece propri di coloro che hanno certe funzioni delicatissime.Forse, visto il rumoroso silenzio che è calato oggi (luglio 2007) sul tema Sicurezza e Privacy e sull'assenza di qualsiasi volontà di responsabilizzazione (in ogni direzione)c'è da chiedersi se non stiamo andando ancora più velocemente verso "il ricordo di che cosa era la "privacy".fine luglio 2007 Stefano Aterno
  • Anonimo scrive:
    Ma quale garante...
    ...quello che fa i comunicati su lapoelkan, invece di preoccuparsi di quello che succede nel mondo reale?? Siamo fritti!!!
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