LOPPSI, liste nere alla francese

Nel mirino i contenuti pedopornografici ospitati su server stranieri. Bocciata la necessità di una revisione giuridica, lo strumento resta esclusivamente nelle mani del governo. Adottata anche la parte contro il phishing

Roma – L’articolo 2 e l’articolo 4 del progetto di legge LOPPSI2 sono stati adottati dall’Assemblea nazionale francese. La Loi d’Orientation et de Programmation pour la Sècuritè Intèrieure ( LOPPSI ) dovrebbe occuparsi di sicurezza interna, ma arriva a toccare anche le questioni attinenti Internet e idealmente chiude il cerchio tracciato dal Governo Sarkozy per circoscrivere la Rete e che ha esordito con il sistema dei tre colpi HADOPI .

Accompagnato ad un dibattito incentrato sugli orrori della pedopornografia, le discussioni sono state accalorate, sia in aula che fuori, ma alla fine la linea del Governo ha retto.

L’ articolo 2 del nuovo dispositivo normativo istituisce il reato di furto di identità su Internet e alza la pena massima prevista, rispetto ad una prima bozza, fino a due anni di carcere e 20mila euro d’ammenda: lo strumento dovrebbe rispondere all’esigenza di combattere il phishing.

L’altro articolo di LOPPSI2 ora approvato, il numero 4, è quello che ha scatenato le maggiori polemiche: istituisce di fatto la possibilità per il Governo di creare un filtro alla Rete nazionale permettendogli di ordinare agli ISP di bloccare specifiche URL identificate con decreto ministeriale.
Le liste noire stilate dovrebbero riguardare, teoricamente, solo quei siti con contenuti pedopornografici.

Il dibattito parlamentare su questa parte del testo riguardava in particolare la necessità o meno dell’intervento dell’autorità giudiziaria nell’adozione e nella modifica di queste liste: alla fine ha vinto la linea governativa che esclude questa possibilità.

Proprio su questo ora gli osservatori puntano per sottolineare come la disposizione sia discutibile nei modi e nei mezzi: già di per sé sarebbe tutta da verificare l’utilità di un filtro a livello ISP (basta vedere la dibattuta esperienza del filtro australiano e di quello tailandese ) rispetto, in particolare, al peso che ha sull’efficienza dell’intera rete. Senza il coinvolgimento dell’autorità giudiziaria, inoltre, tutto l’impianto rischia di diventare uno strumento politico in mano al Governo , che può superare il fine della lotta alla pedofilia.

“Il Governo francese ha fatto l’ipocrita e vergognosa scelta di non far nulla per togliere i contenuti poedopornografici dalla rete e mostrare di star proteggendo al contempo i bambini – è intervenuto duramente il portavoce di La Quadrature du Net – e con questo voto la protezione dei bambini è stata usata come cavallo di Troia per aprire la porta a una censura generalizzata di Internet. Che il rifiuto da parte del parlamento di qualsiasi tutela giudiziaria non fa altro che rendere più chiaro”.

Le altre misure del pacchetto normativo LOPPSI concernenti Internet riguardano la possibilità per la polizia di intercettare le connessioni nel corso delle indagini e di utilizzare trojan per monitorare l’utilizzo dei PC.

Claudio Tamburrino

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