LTE, il caos dopo l'asta

Chiusa anche la gara sui 1800 Mhz. L'incasso complessivo ha sfiorato i 4 miliardi di euro. C'è chi vorrebbe destinarne 1,5 per finanziare il trasporto pubblico. Chi per restituire il maltolto alle TV locali. E la banda larga?

Roma – Dopo la chiusura della gara sugli 800 Mhz, è praticamente finita anche la corsa per l’assegnazione delle frequenze in banda 1800. Un lotto ciascuno per Telecom Italia, Vodafone e H3G , per un incremento totale di 1,6 miliardi di euro rispetto alle offerte iniziali. L’incasso complessivo dell’asta ha ora sfiorato i 4 miliardi di euro .

Sono ormai gli ultimi fuochi nella corsa all’assegnazione delle frequenze dedicate alle reti radiomobili di nuova generazione. Rimangono infatti ancora libere quelle in banda 2600 Mhz , dopo lo scarso interesse mostrato per quella a 2000. Ai grandi numeri – in particolare ai miliardi in più da destinare nel cosiddetto tesoretto – hanno ora fatto seguito i commenti più accesi.

A partire da quelli rilasciati dal presidente di Telecom Italia Franco Bernabé, che ha sottolineato come la stessa assegnazione delle frequenze abbia sottratto risorse agli investimenti : “Perchè la gara ha prodotto risultati inaspettati per il Tesoro, ma che noi sapevamo sarebbe stata onerosa, per delle frequenze non disponibili se non tra un anno e mezzo”.

“La disponibilità immediata delle frequenze, al costo di passare per un percorso complicato e incerto – ha continuato Bernabé – avrebbe potuto dare una spinta agli investimenti nella telefonia mobile di quarta generazione. In pratica la situazione è paradossale e negativa perchè vengono sottratte risorse ad operatori che non possono avere immediatamente a disposizione le frequenze e di conseguenza su queste non possono fare investimenti”.

Mentre il commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) Enzo Savarese non ha esitato a bacchettare gli stessi operatori: “non è ammissibile che investano in alcune parti d’Italia, dove c’è un ritorno più immediato dell’investimento, e si lascino indietro altre parti”.

La situazione non è tra le più chiare, in particolare sulla destinazione del surplus ricavato dai continui rilanci degli operatori. E mentre Savarese ribadisce l’urgenza di investire nella banda larga, il senatore Vincenzo Vita vorrebbe restituire il surplus alle emittenti televisive , in un atto di “giustizia retributiva”.

Ma nel Partito Democratico (PD) la spaccatura sembra evidente. Se Vita vuole restituire il maltolto alle TV locali, Michele Meta – attuale capogruppo in commissione Trasporti e Tlc – vorrebbe destinare 1,5 miliardi di euro per il finanziamento del trasporto pubblico nelle città italiane . Una specifica mozione è stata presentata alla Camera dai membri del partito guidato da Bersani.

Mauro Vecchio

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  • ads scrive:
    Tanto rumore per nulla
    La protezione civile gia' minacciava catastrofi ed invece fino all'ultimo non avevano la piu' pallida idea di dove nel mondo sarebbe caduto.
    • krane scrive:
      Re: Tanto rumore per nulla
      - Scritto da: ads
      La protezione civile gia' minacciava catastrofi
      ed invece fino all'ultimo non avevano la piu'
      pallida idea di dove nel mondo sarebbe
      caduto.Se avessero saputo dove sarebbe caduto che senso avrebbe avuto allertare la protezione civile ?
    • sbrotfl scrive:
      Re: Tanto rumore per nulla
      - Scritto da: ads
      La protezione civile gia' minacciava catastrofi
      ed invece fino all'ultimo non avevano la piu'
      pallida idea di dove nel mondo sarebbe
      caduto.Quando inventeranno la sfera di cristallo si eviterà il "Tanto rumore per nulla".Immagino che se fosse caduto sopra il tuo tetto avresti detto "Perchè la protezione civile non fa nulla???? Sempre i soliti parassiti!" :)
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