Macrovision(e): il CD ultraprotetto

Macrovision sta per mangiare la protezione di Cactus Data Shield acquisendo Midbar. Unendo al Cactus le proprie colture intende tirar fuori un nuovo tipo di pianta digitale: il CD inattaccabile. Mission possible


Santa Clara (USA) – Macrovision , già nota per aver sviluppato alcune delle più diffuse tecnologie di protezione dei contenuti digitali, intende reagire con una serie di mosse a sorpresa ad alcune sconfitte incassate in questi anni, la più recente legata al cracking della sua protezione SafeAudio prima ancora che questa venisse rilasciata sul mercato.

Proprio nel bel mezzo di un periodo difficile per l’industria dei lucchetti digitali Macrovision ha infatti deciso di tirar fuori i muscoli e puntare su un nuovo ibrido tecnologico capace di far tornare il sorriso alle major della musica e del cinema. D’altra parte l’industria discografica e i colossi di Hollywood sembrano volere a tutti i costi partner capaci di dar vita a meccanismi di gestione dei diritti (DRM) e contro la pirateria per la distribuzione dei contenuti digitali via Internet.

Per rafforzare il proprio bagaglio di brevetti e tecnologie, e nell’ugual tempo sbarazzarsi di pericolose avversarie, Macrovision ha annunciato accordi per l’acquisizione di TTR Technologies , sviluppatrice di tecnologie anticopia e di digital rights management (DRM), e di Midbar Tech , un’azienda di Tel Aviv ormai notissima per aver partorito il famigerato meccanismo di protezione Cactus Data Shield (CDS) per “proteggere” i CD di musica.

CDS è al momento la tecnologia anticopia più diffusa sul mercato dei CD audio e quella che in passato è balzata più frequentemente agli onori delle cronache.

“Midbar si sposa in modo ideale con la strategia e la cultura di Macrovision”, ha affermato Bill Krepick, CEO di Macrovision. “Le tecnologie chiave di Midbar fanno da complemento alla nostra attuale offerta, e questa combinazione ci consentirà di sviluppare il miglior genere di soluzioni per la musica, sia dal lato dei consumatori che di quello di etichette e artisti”.

Macrovision non esita ad affermare che le proprie tecnologie, insieme a quelle di Midbar, hanno offerto ai consumatori “mezzi più gagliardi e vari per gustare la musica”. Eppure sono molti i consumatori che affermano l’esatto contrario, soprattutto coloro che protestano perché i tentativi di protezione della musica fino ad oggi si sono tradotti in grosse limitazioni all’uso di quanto acquistato. Fra queste, quella di non poter riprodurre il CD appena acquistato su di un PC, di non poterne fare una copia di backup, di non poter trasferire i brani su di un lettore portatile o altro ancora. Per aggirare tutto ciò, molti sono ricorsi a crack o software in grado di copiare ugualmente molti dei CD protetti in circolazione, mentre altri, citando come causa anche il prezzo dei CD, hanno affermato di non voler più acquistare album originali.

“Non è un’esagerazione dire che l’industria globale della musica è ad un bivio: quello del digitale”, ha detto Brian McPhail, vice president and general manager della Consumer Software Division di Macrovision. “È imperativo che tecnologie standard per la gestione delle proprietà intellettuali emergano nell’industria della musica per difendere i diritti digitali dei creatori di contenuti consentendo nell’ugual tempo ai consumatori di disporre della musica in modo facile e conveniente”.

Ma fino ad oggi, secondo i rappresentanti dei consumatori, il concetto di “conveniente” è sempre stato estraneo all’industria discografica: da anni i consumatori chiedono una riduzione dei prezzi dei CD e da anni le etichette fanno, per così dire, orecchie da mercante. Anche per tale motivo, l’arrivo delle tecnologie anticopia è stata, per molti utenti, la goccia che ha fatto traboccare il vaso…

Macrovision ha spiegato che intende mettere insieme il suo staff e quello di Midbar per integrare le tecnologie sviluppate dalle rispettive aziende: quella SafeAudio e SafeAuthenticate di Macrovision con quella CDS 100 e CDS 200 di Midbar. Queste ultime sarebbero già stata adottate in 45 milioni di CD audio venduti in special modo sul mercato europeo ed asiatico.

A dire il vero, Midbar stava lavorando anche ad una terza generazione della propria tecnologia, chiamata CDS 300, che, grazie all’adozione di un meccanismo di DRM, avrebbe dovuto consentire agli utenti di copiare la propria musica su hard disk: questo a patto di essere in possesso dei diritti per riprodurre i brani e di un player (hardware o software) in grado di gestire il DRM.

È possibile immaginare che lo sviluppo del CDS 300 verrà ora portato avanti da Macrovision, che si è anche detta impegnata nel rilascio di tecnologie che possano “facilitare il controllo della masterizzazione dei CD e l’esportazione dei file di musica verso i dispositivi elettronici consumer”.

È possibile trovare tutte le passate notizie inerenti i CD protetti e le tecnologie anticopia nel canale Pirateria e Copyright di PI.

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