Marcia indietro sul DRM adottato da Sony BMG

Uno dei produttori DRM per Sony BMG è in ritirata e modifica il software: i suoi effetti collaterali verranno spiegati al momento dell'installazione. Intanto aumentano le denunce a carico della multinazionale della musica
Uno dei produttori DRM per Sony BMG è in ritirata e modifica il software: i suoi effetti collaterali verranno spiegati al momento dell'installazione. Intanto aumentano le denunce a carico della multinazionale della musica


Roma – Il polverone sollevato dallo scandalo Sony BMG , ritenuta colpevole di avere segretamente installato software malevolo sui computer dei clienti, non accenna a diminuire. Mentre in Canada i consumatori hanno già messo in piedi la quarta class action contro la multinazionale della musica, la tempesta di polemiche ha travolto anche l’azienda produttrice di MediaMax, l’anomalo DRM incriminato.

SunnComm ha infatti risposto alle crescenti pressioni dei legali di EFF ed ha finalmente accettato di modificare il processo d’installazione di MediaMax. Al più presto, SunComm rilascerà una nuova versione del software, aggiornata per evitare spiacevolissime complicazioni.

“I clienti”, dichiara il CEO Kevin Clement, “verranno notificati della presenza di MediaMax all’inserimento del CD protetto e potranno decidere di non installarlo”. Un po’ come accade nel settore farmaceutico, dove ogni medicinale reca indicazioni come usare con cautela, può avere effetti collaterali . Gli anglofoni definiscono questo stratagemma, pensato per evitare assunzioni di responsabilità, con un unico termine: disclaimer .

“Siamo felici di lavorare a contatto con EFF”, aggiunge Clement, “e vogliamo assicurarci che i consumatori siano al corrente delle vulnerabilità insite in MediaMax”. “Come azienda software”, conclude il responsabile di SunComm, “siamo tenuti a seguire alti requisiti di serietà, sicurezza e qualità per i nostri prodotti”.

La software house, finita indirettamente nel mirino dei consumatori, ha inoltre pubblicato una lista di CD in commercio che utilizzano il software, un rootkit in grado di mettere a repentaglio la sicurezza e l’integrità del sistema ospite. Molti di questi album sono firmati da gruppi e cantanti di rilievo internazionale, come Santana, Britney Spears e Maroon 5.

Kurt Opsahl, membro dell’organico giuridico di EFF, si è detto molto soddisfatto dal comportamento di SunComm. “Accogliamo l’iniziativa con molto apprezzamento”, ha detto Opsahl, “anche se continuiamo a non essere d’accordo con tutto ciò che riguarda i DRM e la protezione dei contenuti”.

Tommaso Lombardi

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07 02 2006
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