Marketplace, divieti e ripensamenti

Gli store mobili di Apple e Microsoft si evolvono. BigM scrive un decalogo di quello che non si può fare: squalificato il VoIP via 3G. Cupertino invece pensa di ammorbidire il suo filtro di ammissione

Roma – Che VoIP e 3G non fossero destinati ad un matrimonio felice lo si era intuito già dal burrascoso accordo tra Nokia e Skype, che fece infuriare numerosi provider britannici. La storia si è ripetuta anche con Microsoft, che ha fatto intendere senza mezzi termini di non gradire applicazioni VoIP che sfruttino la mobilità del 3G nel suo Marketplace per Windows Mobile, prossimo al rilascio insieme alla versione 6.5 dell’OS mobile di BigM.

Una serie di politiche, quelle intraprese dai maggiori leader del settore molto discusse dagli utenti, che spesso sembrano non comprenderne le azioni: finalmente qualcosa si muove soprattutto in casa Apple, bersagliata in seguito alle recenti polemiche sulle ondivaghe politiche di accettazione delle applicazioni sull’App Store. Finalmente, con la nuova versione dell’OS per iPhone arriverà il tanto atteso sistema di rating delle applicazioni.

Proprio Apple si è mostrata molto sbrigativa nel risolvere le possibili beghe legate all’utilizzo di applicazioni VoIP, limitandosi a tollerare solo ed esclusivamente quelle in grado di funzionare via WiFi. Microsoft, invece, ha inserito le applicazioni in grado di funzionare sfruttando la connettività 3G in una vera e propia blacklist , dodici punti saldi che riassumono tutto quello che gli sviluppatori non devono postare sul futuro Marketplace per WinMo. Tra queste, da segnalare anche il rigetto garantito per le applicazioni che superino i 10MB complessivi di peso e, in barba all’ affaire browser , tutte quelle applicazioni utili a cambiare il browser di default, il media player o il motore di ricerca.

Tornando a parlare di VoIP le scelte fatte dai big del settore sono strettamente correlate con gli accordi stretti con i vari provider i quali, com’è ormai noto, temono che il VoIP possa dilagare e decretare la fine del business basato sul credito telefonico. Esempio di questo timore sono i malumori nati tra alcuni provider britannici a poche ore dall’ accordo tra Nokia e Skype, o la discussa vicenda che ha portato Google a cancellare dall’Android Market un’applicazione dedita al tethering, da sempre inviso al partner ufficiale T-Mobile.

Decisioni simili vengono spesso accompagnate da ferventi polemiche. Uno dei casi più recenti vede coinvolta Apple, accusata di attuare criteri controversi nell’ammissione delle applicazioni sull’App Store. In tal senso i vertici dell’azienda di Cupertino sembrano essere ricorsi ai ripari annunciando che dall’arrivo della prossima versione di OSX Mobile verrà introdotto un sistema di rating , che dividerà le applicazioni a seconda dell’età per cui ne è consigliato l’utilizzo.

Non potendo sapere se e come Apple deciderà di muoversi con tutte le applicazioni già pubblicate sino ad ora, il nuovo corso prevede la divisione in quattro fasce, ovvero 4+ (sì, iPhone è utilizzabile anche all’asilo), 9+, 12+ e 17+. Il sistema verrà anche implementato su iTunes, per permettere di indirizzare meglio i contenuti in rispetto delle fasce d’utenza per cui sono stati prodotti, e comprenderà anche la sezione di video e musica.

Vincenzo Gentile

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