Mediaset.com, Roma contro il Mondo

Il Biscione ricorre ai tribunali nostrani per "riprendersi" il dominio perso. Difficile che la decisione romana abbia conseguenze pratiche, ma Mediaset canta vittoria e invoca riforme generali

Dopo aver subito l’onta della bastonatura in sede WIPO ( World Intellectual Property Organizatio n) in merito alla contesa del dominio mediaset.com , il Biscione prova ora a rivolgersi alla giustizia nostrana per far valere le proprie ragioni. La giustizia romana risponde, e tenta di far sentire la voce del Belpaese su faccende che valicano i confini nazionali. Mediaset però è soddisfatta e invoca l’intervento del legislatore.

La società di Cologno Monzese fa sapere che la nona sezione del Tribunale Civile di Roma ha accolto il suo ricorso, imponendo alla società statunitense Fenicius Llc l’obbligo di cessare l’uso del dominio acquisito “con finalità di agganciamento del noto marchio Mediaset” e il pagamento di 1.000 euro di penale per ogni giorno di ritardo nel mettere in pratica il provvedimento.

Un tribunale italiano impone a una società statunitense di “restituire” un dominio, la cui contesa si è già conclusa in sede internazionale a svantaggio di Mediaset: difficile, stante così la situazione, che la decisione di Roma possa avere una qualche ricaduta pratica aldilà del semplice fatto di cronaca confinata al sensazionalismo Internet-centrico dei media italiani.

Mediaset canta vittoria, ma anche la società milanese sembra consapevole della scarsa utilità dell’ingiunzione del tribunale di Roma: il comunicato stampa sottoline come “La materia sia diventata un’autentica giungla da disboscare”, dunque “la strada giudiziaria non può essere la soluzione” perché “richiede alle aziende investimenti economici e intellettuali e contribuisce a intasare la giustizia civile”.

La soluzione? In forme neanche poi tanto velate Mediaset richiama l’attenzione delle istituzioni italiane in materia di diritto d’autore in Rete, e in particolare appare evidente il riferimento alla volontà decisionista espressa ultimamente dall’AGCOM nel tentativo di raddrizzare i torti telematici su pirateria, copyright e affini.

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  • Fabrizio87 scrive:
    Finalmente una causa degna di esistere.
    Finalmente una causa degna di esistere.Dove viene difeso la libertà di scelta.A confronto della guerra dei brevetti,Inutile e solo allo scopo di attaccare i concorrenti di Apple.Ma come di consuetudine Samsung con Android già hanno adottato il modello open source,
  • eleirbag scrive:
    Ben venga l'Antitrust
    che nei paesi anglofoni non è micauna barzelletta messa in piedi soloper far finta che si fanno i controllicome avviene da noi.E speriamo finalmente di avere prezzireali e vera concorrenza tra i divesimezzi con cui viene distribuito uno stessoprodotto(Carta, epub, canale di vendita, ecc.)
    • krane scrive:
      Re: Ben venga l'Antitrust
      - Scritto da: eleirbag
      che nei paesi anglofoni non è mica
      una barzelletta messa in piedi solo
      per far finta che si fanno i controlli
      come avviene da noi.
      E speriamo finalmente di avere prezzi
      reali e vera concorrenza tra i divesi
      mezzi con cui viene distribuito uno stesso
      prodotto(Carta, epub, canale di vendita, ecc.)Le ultime azioni coraggiose dell'antitrust USA si fermano a Bell e StandardOil, dopo quelle gli hanno spezzato la spina dorsale e resa impotente.
      • eleirbag scrive:
        Re: Ben venga l'Antitrust
        Sinceramente ricordo varie azionidell'antitrust USA verso varie compagnie Americane, tipo WestingHouseo Ford.Comunque sicuramente negli ultimi 30 annil'AT USA ha subito un forte stop perfavorire l'espansione dell'economiaa stelle e strisce, questo è sicuramenteinnegabile.
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