Medioriente, attacchi e contrattacchi

Ferve la cyber-battaglia scatenata fra cracker israeliani e sauditi nei giorni scorsi, coinvolge nuovi paesi (Iran) e va in escalation

Roma – Saranno anche disorganizzati e “cani sciolti”, ma i cracker israeliani e sauditi (simpatizzanti con la causa palestinese) che se le stanno dando di santa ragione nel cyber-spazio mediorientale non accennano a diminuire il proprio “attivismo” facendo sentire gli effetti nefasti delle loro azioni da guastatori telematici.

La battaglia scatenata dal furto di centinaia di migliaia di carte di credito di altrettanti cittadini israeliani continua, e coinvolge ogni genere di istituzioni dotate di una presenza in rete: il gruppo israeliano noto come “IDF Team” colpisce la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti? “Anonymous Palestine” risponde buttando giù la versione in ebraico del quotidiano Haaretz.com .

Finisce sotto il fuoco dei cracker anche il più grande ospedale israeliano (Sheba Medical Center), così come viene attaccato l’ account Pastebin di uno smanettone israeliano responsabile di aver precedentemente pubblicato decine di migliaia di credenziali di accesso a Facebook di utenti arabi.

L’ultima evoluzione in ordine di tempo di questo bizzarro “cyber-gioco” tra gruppi mediorientali attivi in rete, evidentemente più interessati a lanciare messaggi che a fare danni su ampia scala, è il coinvolgimento dell’Iran: cadono vittima degli attaccanti israeliani il sito della tv di stato (in lingua inglese) Press TV e altri siti riconducibili al governo di Teheran.

Alfonso Maruccia

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