Secondo alcune fonti asiatiche, la crisi della RAM durerà fino al 2030. Nonostante l’aumento esponenziale dei prezzi, Counterpoint Research ha rilevato un incremento delle spedizioni di PC nel primo trimestre 2026. Ciò è dovuto agli acquisti preventivi degli utenti, molti dei quali “costretti” all’aggiornamento hardware con l’addio a Windows 10.
Acquisti in anticipo per evitare il RAMaggedon
In base alle rilevazioni di Counterpoint Research, nel primo trimestre 2026 sono stati spediti circa 63,3 milioni di PC, ovvero il 3,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato appare piuttosto sorprendente considerati gli aumenti dei prezzi di memoria DRAM e NAND per SSD. Secondo gli esperti della società di analisi, ciò è dovuto alla combinazione di due fattori.
Molti utenti hanno deciso di acquistare un nuovo computer sapendo che i prezzi sarebbero ulteriormente aumentati nei mesi successivi. Questa mossa preventiva è stata scelta principalmente da chi possiede un vecchio PC non compatibile con Windows 11. L’abbandono di Windows 10 da parte di Microsoft ha spinto all’acquisto di nuovi dispositivi.
ASUS è il produttore che ha registrato il risultato migliore con un +20% rispetto al primo trimestre 2025, grazie all’ampia offerta di notebook per ogni fascia di prezzo. Le spedizioni di Apple sono invece aumentate dell’11%, nonostante i pochi giorni di vendita dei nuovi MacBook (sono arrivati nei negozi l’11 marzo).
Dati positivi anche per Lenovo (+9%) e Dell (+8%). HP ha invece perso il 5%, ma conserva il secondo posto nella top 5 mondiale. Sul 40% dei PC è ancora installato Windows 10, quindi è probabile una calo delle spedizioni meno pronunciato nei prossimi mesi.
Secondo i dati di Counterpoint, il prezzo della DRAM è aumentato del 110% nel primo trimestre 2026. Per il secondo trimestre è previsto un incremento del 56%. In base alle fonti di Nikkei Asia, la scarsa disponibilità di RAM durerà fino al 2030. Sono in costruzione nuove fabbriche, ma la produzione non inizierà prima di fine 2027.