IDC ha ufficialmente certificato gli effetti del cosiddetto RAMageddon. In base ai dati rilevati nel terzo trimestre 2023, le spedizioni di PC sono diminuite del 20% a causa delle difficoltà di approvvigionamento e all’aumento dei prezzi. Come è noto, i principali produttori di memoria (DRAM e NAND flash) hanno dato priorità alle HBM, memorie utilizzate nei data center AI che garantiscono profitti più elevati.
I prezzi non diminuiranno nei prossimi mesi
Nel terzo trimestre 2026 sono stati spediti circa 62,7 milioni di PC, ovvero il 20,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato negativo è nettamente peggiore del -3,8% registrato nel secondo trimestre 2026. IDC sottolinea che i venditori hanno incrementato le scorte all’inizio dell’anno in vista dell’aumento dei prezzi, quindi la domanda di nuovi PC è crollata.
Ora devono svuotare i magazzini, quindi potrebbero esserci alcuni vantaggi per i consumatori (promozioni), ma i prezzi rimarranno ugualmente alti (superiori a quelli del 2025). La società di analisi prevede che cambierà poco o nulla nei prossimi mesi. Anzi la situazione potrebbe anche peggiorare. Secondo Micron e Samsung, la scarsa disponibilità di RAM e SSD proseguirà fino al 2028.
Ovviamente tutti i produttori nella Top 5 mondiale hanno registrato dati con il segno meno. Lenovo conserva la prima posizione, ma ha spedito solo 14,9 milioni di PC (-22,6%). Il risultato peggiore è quello di HP: -30,9% (10,3 milioni di PC). Seguono Dell (-25%), Apple (-11,3%) e ASUS (-8,6%).
L’aumento dei prezzi riguarda quasi tutti i settori dell’elettronica di consumo, dagli smartphone alle console da gioco. Intel e AMD cercano di rimediare parzialmente con il ritorno alle precedenti tecnologie. Gigabyte ha confermato che Intel introdurrà nuovi processori con socket LGA1700 che supportano le RAM DDR4. Un simile annuncio era riferito ai processori AMD con socket AM4. Un kit di memorie DDR4 da 32 GB costa circa 240 euro, mentre l’analogo kit di DDR5 costa circa 500 euro.