Meta può leggere le chat di WhatsApp: vero o falso?

Meta può leggere le chat di WhatsApp: vero o falso?

Matthew Green (noto esperto di crittografia) ha descritto il funzionamento di WhatsApp, affermando che l'accesso ai messaggi privati è improbabile.
Meta può leggere le chat di WhatsApp: vero o falso?
Matthew Green (noto esperto di crittografia) ha descritto il funzionamento di WhatsApp, affermando che l'accesso ai messaggi privati è improbabile.

A fine gennaio, un gruppo di persone ha presentato una denuncia contro Meta, in quanto sarebbe possibile leggere le conservazioni di WhatsApp. Il Dipartimento del Commercio ha avviato un’indagine sulla questione dopo simili accuse da parte di ex collaboratori. Matthew Green, esperto di crittografia, ha spiegato in dettaglio il funzionamento del servizio di messaggistica.

Meta può leggere i messaggi di WhatsApp?

Nella denuncia (PDF) presentata a fine gennaio è scritto che Meta pubblicizza falsamente la sicurezza e la privacy di WhatsApp. I messaggi sono protetti dalla crittografia end-to-end e non possono essere letti da nessuno. I querelanti affermano invece che l’azienda di Menlo Park conserva e accede alle conversazioni. Queste affermazioni sono state categoricamente smentite da Meta.

Simili accuse sono arrivate da ex collaboratori dell’azienda californiana. Il Dipartimento del Commercio avrebbe avviato un’indagine sulla questione. Un portavoce del Dipartimento ha smentito. Elon Musk ha subito sfruttato l’occasione per suggerire l’uso di X Chat. Anche Pavel Durov ha evidenziato le “bugie” di Mark Zuckerberg.

Matthew Green, crittografo e professore della Johns Hopkins University, ha spiegato il funzionamento di WhatsApp, in particolare le tecnologie usate per garantire la privacy. Dal 2014 viene utilizzata la crittografia end-to-end basata sul protocollo Signal. I messaggi vengono cifrati sia in transito che sui server di Meta. Le chiavi che li decifrano sono solo sui dispositivi degli utenti. Nessuno può leggerli, né i dipendenti di Meta, né le forze dell’ordine.

Green sottolinea però che il codice sorgente di WhatsApp non è open source (come quello di Signal), quindi non è possibile un’analisi indipendente. Potrebbe teoricamente esserci una backdoor che permette di accedere ai messaggi o alle chiavi di decifrazione. Secondo Green, questa è un’ipotesi poco probabile. Meta verrebbe scoperta e le prove sarebbero visibili nel codice dell’app.

L’unico “punto debole” è rappresentato dai backup. L’app per iOS consente di salvare le conversazioni su iCloud. I backup sono in chiaro (non cifrati), a meno che l’utente non attivi la funzionalità Advanced Data Protection. Ma nella denuncia si parla solo dei server di Meta.

In definitiva, Green afferma che non ci sono prove sufficienti per dimostrare quanto scritto nella denuncia. Gli utenti che non si fidano di WhatsApp possono eventualmente scegliere Signal.

Fonte: Matthew Green
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Pubblicato il
5 feb 2026
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