Metaverso e molestie: nuova piattaforma, vecchi problemi

Metaverso e molestie: nuova piattaforma, vecchi problemi

Anche nella realtà virtuale il problema delle molestie sessuali è concreto: dev'essere considerato e affrontato per prevenire e contrastare gli abusi.
Anche nella realtà virtuale il problema delle molestie sessuali è concreto: dev'essere considerato e affrontato per prevenire e contrastare gli abusi.

Che magia il metaverso, uno spazio virtuale in cui tutto sarà perfetto e potremo vivere quella Second Life che per le più disparate ragioni ci è impedita nella cruda, fredda e spietata realtà quotidiana, il luogo ideale abitato da entità eteree che avranno rispetto l’una dell’altra. O forse no? A quanto pare anche una volta indossato il visore dovremo stare attenti ad abusi con i quali, purtroppo, già facciamo i conti nel nostro mondo, molestie sessuali comprese.

Le molestie sessuali in VR, ai tempi del metaverso

La notizia arriva dal beta test di Horizon Worlds, piattaforma messa a punto da Meta (Facebook) e destinata proprio a diventare la base VR attraverso la quale interagire con amici, colleghi e perfetti sconosciuti, una sorta di evoluzione in tre dimensioni e immersiva dei social network attuali. Una partecipante ha segnalato di essere stata palpeggiata da un altro avatar.

L’accaduto non è passato inosservato, tanto che Vivek Sharma (VP del progetto) lo ha definito un problema che necessita di essere affrontato in modo serio, severo e nel minor tempo possibile. Riportiamo di seguito in forma tradotta la testimonianza della donna vittima dell’episodio.

Le molestie sessuali non sono uno scherzo su Internet e la realtà virtuale aggiunge un ulteriore livello, che può rendere l’evento ancora più intenso. Non solo ieri sera sono stata palpeggiata, ma c’erano altre persone che incitavano questo comportamento, facendomi sentire isolata.

Occorre agire su un doppio fronte: su quello tecnologico introducendo accorgimenti e protezioni affinché atteggiamenti simili possano essere prevenuti, su quello legale equiparando le molestie in questo ambito a quelle che si possono manifestare in qualsiasi altro contesto, compresi quelli inerenti al mondo online. Dal canto suo, Meta ha già previsto in Horizon una funzionalità chiamata Safe Zone che l’utente può attivare quando non si sente al sicuro, evitando immediatamente qualsiasi tipo di interazione da parte degli altri account.

Non si tratta del primo caso, con tutta probabilità nemmeno dell’ultimo. Chiudiamo con l’estratto di una testimonianza risalente al 2016, condivisa da una giocatrice del titolo QuiVr.

Nel mezzo di un’ondata di zombie e demoni da abbattere, mi sono trovata vicino al giocatore BigBro442, aspettando il prossimo attacco. All’improvviso,  l’elmetto di BigBro442 mi si è parato di fronte. La sua mano fluttuava approcciando il mio corpo, ha iniziato a toccare virtualmente il mio petto.

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Pubblicato il 20 dic 2021
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