Microsoft, barra verso i 64 bit

Per far leva da subito sui vantaggi apportati nel mondo dei PC dalle architetture a 64 bit, Microsoft decide una roadmap per spingere alla migrazione il parco utenti. I dettagli


Barcellona – Microsoft è decisa ad accelerare la transizione dei clienti verso le giovani architetture PC a 64 bit rilasciando, a partire dal prossimo anno, prodotti che gireranno esclusivamente sui processori x86 a 64 bit di Intel e AMD. Il big di Redmond è del resto uno dei principali beneficiari di questa evoluzione tecnologica: le architetture x86 a 64 bit le permettono infatti di ambire a settori del mercato enterprise che fino a poco tempo fa erano esclusivo appannaggio delle piattaforme Unix/RISC.

Tra i primi software che volteranno del tutto le spalle alle CPU a 32 bit vi sono Windows Compute Cluster Server 2003, atteso per la prima metà del prossimo anno, ed Exchange Server 12, previsto per il tardo 2006. Ne seguiranno le orme, nel 2007, Longhorn Small Business Server e Centro , nome in codice di una soluzione infrastrutturale pensata per le aziende di medie dimensioni. Microsoft prevede di completare la transizione verso i 64 bit con Longhorn Server R2, primo grande aggiornamento del suo sistema operativo server di nuova generazione.

Tra i prodotti che già supportano nativamente le istruzioni x86-64 di Intel e AMD vi sono Windows x64, SQL Server 2005, Visual Studio 2005 e l’appena annunciato Virtual Server 2005 R2.

Sebbene i processori x86 a 64 bit portino nel mondo dei PC vantaggi che un tempo erano esclusiva dei processori ad architettura RISC, il gigante di Redmond ha affermato che per i carichi di lavoro più impegnativi, quali i grandi database, la piattaforma di riferimento resterà Windows Server per Itanium.

Il passaggio verso i 64 bit non precluderà agli utenti di PC la possibilità di continuare ad utilizzare le applicazioni a 32 bit: come noto, infatti, sia la tecnologia Intel EM64T che quella AMD64 conservano la compatibilità con il codice a 32 bit.

“Stiamo facendo grandi scommesse sulla tecnologia a 64 bit e stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner per fare in modo che gli utenti vivano questa transizione nel modo più indolore possibile”, ha affermato Bob Muglia, senior vice president della divisione Server and Tools di Microsoft.

Oltre alla seconda beta di Windows Computer Cluster Server, di cui si è parlato ieri , durante l’IT Forum 2005 di Barcellona Microsoft ha annunciato il rilascio della versione Released to Manufacturing (RTM) del già citato Virtual Server 2005 R2 : il prodotto arriverà nei negozi durante la prima settimana di dicembre al prezzo di 99 dollari per l’edizione Standard e di 199 dollari per quella Enterprise. Il software aggiorna diversi aspetti della nota soluzione di virtualizzazione di Microsoft, e promette di migliorare performance, disponibilità e scalabilità.

Per dicembre è stata poi annunciata l’RTM di System Center Capacity Planner 2006, un software per l’analisi delle performance e il planning di Exchange Server 2003 e Microsoft Operations Manager (MOM) 2005. Infine, Microsoft ha lanciato Microsoft Dynamics GP, soluzione di business management che combina le funzionalità di Microsoft Business Solutions?Great Plains con un’interfaccia utente simile a quella di Office.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Lo fa già Softpedia
    Il sito Softpedia.com lo fa già.Prima di pubblicare un software lo testa al fine di rilevare adaware, spyware e quant'altro. Se passi il test hai il bollino "100% Free" e "100% Clean". Altrimenti non garantiscono.Non è proprio la whitelist descritta dall'articolo ma siamo lì.Nicola Ottomano
  • Anonimo scrive:
    Cosa dovrebbero controllare gli ISP?
    Il problema spyware e' serio, e rappresenta realmente un pericolo per la privacy degli utenti, ma mi sfugge il senso di questa iniziativa, in particolare leggendo cio':"La redazione delle linee guida andrà avanti fino alla prossima primavera, ma è già certa l'intenzione di realizzare una normativa che obblighi i provider ad accertarsi della presenza - o meno - di spyware o adware nelle applicazioni che rendono disponibili agli utenti. "I provider si dovrebbero rendere responsabili delle applicazioni che i loro utenti scaricano da dove? Da un qualunque sito internet? dal p2p? Ovviamente non puo' essere cosi', e allora?Dracul
Chiudi i commenti