Microsoft dice che il suo nuovo data center AI a Pecos, Texas, consumerà nell’intero ciclo di vita meno acqua di un tipico ristorante fast food in un anno.
È un’affermazione rassicurante e funziona, finché non si legge il resto, il data center sarà alimentato da una centrale a gas naturale da 2,5 gigawatt costruita da Chevron, con un contratto ventennale per il gas dal Bacino Permiano, il più grande giacimento petrolifero d’America.
Il comunicato non menziona quanta acqua consumerà la centrale a gas. Né come un impegno ventennale sui combustibili fossili si concili con la promessa di Microsoft di essere carbon negative entro il 2030…
Il progetto Kilby
Per alimentare il data center, Microsoft ha firmato un accordo ventennale con Chevron per la fornitura di gas naturale. Chevron costruirà una centrale elettrica con almeno sette turbine GE Vernova, fino a 2,5 gigawatt di capacità a gas, scalabili fino a 5 gigawatt. L’investimento di Chevron è di circa 7 miliardi di dollari, uno dei più grandi progetti energetici dedicati a un singolo campus data center negli USA. Microsoft non ha reso pubblica la propria cifra di investimento. Le prime forniture di energia potrebbero arrivare tra fine 2027 e inizio 2028.
Il raffreddamento a circuito chiuso
Microsoft promette un sistema di raffreddamento a circuito chiuso che richiede solo una carica iniziale di acqua per funzionare, da qui l’affermazione “meno acqua di un fast food.” È un miglioramento significativo rispetto ai data center tradizionali che consumano milioni di litri. Ma isolare il consumo d’acqua del data center dalla centrale a gas che lo alimenta è come dire che l’auto elettrica non produce emissioni, ignorando la centrale a carbone che la ricarica.
I numeri
Il rapporto ONU stima che i data center AI consumeranno 9.300 miliardi di litri d’acqua all’anno entro il 2030, il fabbisogno di 1,3 miliardi di persone. Lo stesso rapporto avverte che passare alle fonti energetiche alternative può tagliare le emissioni di CO2 ma moltiplicare il consumo d’acqua e di terra.
Microsoft si impegna a essere carbon negative entro il 2030. Nel frattempo firma un contratto ventennale per il gas naturale, che va ben oltre il 2030, fino al 2047. Le due promesse sono difficili da conciliare.