Microsoft Edge: le tab dormienti fanno risparmiare più risorse

Microsoft Edge: le tab dormienti fanno risparmiare più risorse

Microsoft ha ottimizzato la funzione delle tab dormienti disponibile in Edge, adesso si possono risparmiare l’85% di memoria e il 99% di CPU.
Microsoft ha ottimizzato la funzione delle tab dormienti disponibile in Edge, adesso si possono risparmiare l’85% di memoria e il 99% di CPU.

Al pari di altri browser basati su Chromium, pure Microsoft Edge richiede parecchie risorse durante il suo impiego, sebbene non hai livelli di Chrome. Per cercare di limitare il più possibile la cosa, l’azienda di Redmond si sta però impegnando per implementare nuove feature che consentano di ridurre l’utilizzo di CPU e memoria del computer. Evidente dimostrazione di ciò è data dall’ultimo aggiornamento delle tab dormienti, il quale va a migliorarne ulteriormente il funzionamento.

Microsoft Edge: Sleeping Tabs fa risparmiare l’85% di memoria e il 99% di CPU

La funzionalità in questione, altrimenti denominata Sleeping Tabs, agisce andando a “mettere a dormire”, appunto, le tab che non vengono utilizzate da molto tempo, in modo tale da non gravare eccessivamente sulle risorse del computer e grazie alle modifiche apportate di recente ogni scheda inattiva permette mediamente di risparmiare l’85% di memoria e il 99% di CPU.

I cambiamenti sono stati segnalati dalla stessa Microsoft e sono fruibili a partire dalla versione 100 di Edge che è stata rilasciata proprio nel corso degli ultimi giorni.

È stato cambiato pure l’algoritmo che mette in pausa le tab. In questo modo, in media l’8% in più delle schede diventerà una Sleeping Tab, risparmiando ulteriori risorse utili per l’esecuzione di altre operazioni.

Il controllo di tutto avviene tramite un nuovo menu, raggiungibile mediante la voce “Performance” nelle “Impostazioni” del browser. Da lì, non solo è possibile controllare quante risorse vengono effettivamente risparmiate grazie alla funzionalità Sleeping Tabs, ma si può pure decidere quanto efficace deve essere l’azione della funzione.

Fonte: Microsoft
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Pubblicato il 8 apr 2022
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