Microsoft inCorona il nuovo Windows Media

Svelata Corona, la prossima versione delle tecnologie Windows Media con cui l'azienda spera di incoronarsi regina del mercato dello streaming. Una corona che per altri potrebbe trasformarsi in una ghirlanda di spine


New York (USA) – I contenuti mediatici che oggi passano attraverso vari mezzi di diffusione domani potrebbero più convenientemente essere convogliati, come dati digitali compressi, attraverso Internet. Risulta evidente come questo mercato ha messo appetito a molti “lupi” dell’IT, fra cui Microsoft, che insegue già da tempo RealNetworks nella speranza di strapparle la leadership del promettente mercato del media streaming.

Il colosso di Redmond conta di riuscire nei suoi obiettivi di conquista con la nuova generazione di tecnologie e strumenti Windows Media, svelati ieri con il nome in codice “Corona”, e comprendenti un nuovo Windows Media Player con i relativi codec audio e video.

Secondo Microsoft, Corona consentirà agli utenti della larga banda di riprodurre in tempo reale canali TV e contenuti multimediali via Internet con prestazioni e qualità senza precedenti.

Microsoft ha già rilasciato una versione beta dei Windows Media Services per Windows.Net Server, un software che consentirà agli utenti di riprodurre file codificati nei nuovi formati Windows Media Audio (WMA) e Windows Media Video (WMV) che accompagneranno la prossima versione della piattaforma di streaming Windows Media.

Microsoft sostiene che una delle maggiori migliorie che verrà introdotta da Corona è l’eliminazione del cosiddetto “buffering”, il processo con cui un flusso audio o video viene riprodotto via Internet.

Il buffering evita che il playback on-line subisca scatti o rallentamenti, tuttavia spesso richiede l’attesa di diversi secondi, da parte dell’utente, prima dell’inizio della riproduzione.

Con il nuovo software di server che fa parte di Corona il big di Redmond ha assicurato che il noioso processo di buffering non sarà più necessario e l’utente “potrà finalmente dirgli addio”.

L’altra grande novità di Corona è il Windows Media Audio Professional, il primo codec, a detta di Microsoft, che consente la riproduzione, attraverso il Web, di flussi audio in qualità “home teather” con suono surround a 5.1 canali e qualità 24bit/96KHz.

Il nuovo codec sarebbe poi capace, secondo Microsoft, di offrire un incremento nelle prestazioni di oltre il 20% rispetto ai codec precedenti (l’attuale versione 8), avendo inoltre la capacità – ma solo per il playback in locale – di riprodurre video in qualità HDTV (uno standard per la TV digitale) con una dimensione dei file dimezzata rispetto a quella di un DVD.

Il nuovo Windows Media Player sfrutterà tutte le nuove caratteristiche delle tecnologie di streaming e di codifica della nuova piattaforma multimediale ma, come il suo predecessore, sarà con tutta probabilità rilasciato solo per Windows XP.


I formati d compressione di Microsoft avranno un’altra grande chance di diffondersi sul mercato consumer, oltre a quella di poter sfruttare l’integrazione con Windows.

Ieri Microsoft ha infatti annunciato di aver preso accordi con i principali produttori di chip per i lettori DVD – che insieme rappresenterebbero circa il 90% dell’intero mercato – per il supporto in hardware, a partire dal prossimo anno, dei formati WMA e WMP, incluse le nuove versioni che verranno rilasciate con Corona.

I chipmaker citati da Microsoft sono Cirrus Logic Inc., ESS Technology Inc., LSI Logic Corp., STMicroelectronics e Zoran Corp: alcuni di questi già supportavano il formato WMA.

Un bel colpaccio se si pensa che entro la fine del prossimo anno la stragrande maggioranza dei lettori DVD sul mercato sarà dunque capace di riprodurre CD e DVD contenenti file in formato Windows Media come se si trattasse di comuni DVD-Video in standard MPEG2.

“I lettori DVD vengono venduti a ritmi da record e hanno ormai soppiantato i VCR come uno dei più popolari dispositivi elettronici per la casa”, ha detto Dave Fester, general manager della Windows Digital Media Division di Microsoft. “Aggiungendo il supporto a Windows Media nella prossima generazione di lettori DVD noi daremo alla gente la possibilità di trasferire i contenuti digitali che loro già usano su PC verso gli home entertainment system che hanno nei loro salotti”.

Quella di Microsoft assume le proporzioni di una sfida all’intero mercato dei media digitali, una sfida che mira addirittura – seppur a medio-lungo termine – a scalzare dal suo piedistallo lo standard DVD-Video per rimpiazzarlo con un formato proprietario. E non è difficile pensare come questo potrà davvero accadere nel momento in cui tutti i lettori DVD più recenti supporteranno in hardware la riproduzione di filmati WMV.

“La disponibilità di chip che supportano i formati di alta qualità Windows Media Audio e Video ci consentiranno di offrire ai consumatori nuove allettanti esperienze di intrattenimento domestico”, ha affermato Tom McLoughlin, presidente di Harman Kardon.

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  • Anonimo scrive:
    Io sono...
    (sarei) disposto a pagare un prezzo forfettario all'anno per potermi scaricare a piacere mp3.Ad esempio un 50? per 1000 brani, ovviamente non di più xché ritengo che la qualità audio sia penosa. E cmq se trovassi tra i brani qualcosa di bello non esiterei a comprararmi il CD originale.Esistono sistemi di questo genere? Se non esistono, cosa aspettano ad inventarli?av salut
  • Anonimo scrive:
    ma perchè pagare qualcosa che è gratis?
    Spendono un sacco di milioni ($) per dare agli utenti un'alternativa(a pagamento) agli mp3 pirati(gratuiti).Nessuno, con un briciolo di cervello rinuncebbe ad un servizio gratuito per uno a pagamento, ma questo a loro sembra non importare.Questi siti a pagamento potranno avere successo solo quando la pirateria in rete verrà sconfitta (....), quando, cioè, non ci saranno alterative.E'inutile spendere milioni per qualcosa destinato a fallimento certo.
  • Anonimo scrive:
    Artisti approfittatori... leggete qui...
    Tratto da Rockol.it....Musica on-line, gli artisti minacciano di boicottare le major -------------------------------------------------------------------------------- Non sono soltanto gli ?hacker? informatici a minacciare il boicottaggio dei sistemi di musica digitale a pagamento che, come MusicNet e Pressplay, cominciano ad affiorare in rete (vedi news): una nuova, concreta minaccia ai progetti on-line delle case discografiche proviene dagli artisti, molti dei quali non hanno gradito per nulla il fatto di essere stati bypassati dalle loro etichette quando si è trattato di decidere contenuti, modalità di funzionamento e metodi di pagamento delle royalty per i servizi di musica digitale. La diatriba si inserisce nel quadro di una vertenza più ampia che da mesi (vedi news) contrappone artisti e case discografiche sul fronte dei rispettivi diritti e doveri contrattuali. Ed ora il lancio dei servizi di sottoscrizione musicale in rete fa emergere una nuova occasione di conflitto, tanto che decine di artisti e manager avrebbero già messo in moto i loro avvocati per diffidare l?utilizzo del loro repertorio sulle succitate piattaforme di distribuzione digitale. Tra coloro che hanno fatto sentire la loro voce attraverso autorevoli organi di stampa come il Los Angeles Times figurano Simon Renshaw di The Firm, la società che rappresenta tra gli altri Dixie Chicks, Korn e Limp Bizkit, e Jim Guerinot di Rebel Waltz (tra i suoi clienti, Offspring e No Doubt): ?Nessuno ci ha mai contattato chiedendoci di utilizzare la nostra musica?, ha detto quest?ultimo; ?non abbiamo mai avuto una sola discussione con un?etichetta sul modo in cui questi servizi funzionano o su come intendano compensare gli artisti. I contratti prevedono che le etichette chiedano il permesso agli artisti prima di caricare le canzoni sui siti?. Tesi contrastata dai discografici, secondo cui le clausole contrattuali che attengono ai diritti di distribuzione coprono ogni forma di commercializzazione del repertorio, inclusi il download e lo streaming digitale: a meno di specifiche indicazioni che prevedano l?obbligo di un?autorizzazione preventiva da parte dell?artista (per questo motivo, EMI e Warner Music non possono distribuire in rete il repertorio di gruppi come Beatles e Eagles). ?Abbiamo i diritti, ovviamente. E quando sappiamo di non averli, non autorizziamo l?uso della musica?, ha ribattuto Zach Horowitz, figura di spicco della discografia USA e presidente di Universal Music, aggiungendo che ogni sforzo per contrastare la musica in rete dovrebbe essere diretto verso i servizi illegali e non nei confronti di quelli legittimi. Molti artisti, però, non sembrano pensarla nello stesso modo e si preparano a dar mandato ai loro legali affinché il loro repertorio sia ritirato dai cataloghi di Pressplay e MusicNet. Anche perché, aggiungono, delle centinaia di milioni di dollari ricavati dalle cause che l?industria musicale ha intentato a siti ?fuorilegge? come Napster e MP3.com (vedi news), non hanno ancora visto una lira
    • Anonimo scrive:
      Re: Artisti approfittatori... leggete qui...
      Beh, e' ovvio... internet puo' permettere all'artista di svincolarsi da un bel po' di "spese" di produzione e levarsi di mezzo un numero di gente che sta li' solo per lucrare sulle fatiche altrui...Non mi meraviglio che le label non vogliano cedere il loro predominio sia contrattuale nei confronti degli artisti sia del prezzo imposto ai cds.... SadPetronius- Scritto da: BoloOntario
      Tratto da Rockol.it....

      Musica on-line, gli artisti minacciano di
      boicottare le major

      ---------------------------------------------

      Non sono soltanto gli ?hacker? informatici a
      minacciare il boicottaggio dei sistemi di
      musica digitale a pagamento che, come
      MusicNet e Pressplay, cominciano ad
      affiorare in rete (vedi news): una nuova,
      concreta minaccia ai progetti on-line delle
      case discografiche proviene dagli artisti,
      molti dei quali non hanno gradito per nulla
      il fatto di essere stati bypassati dalle
      loro etichette quando si è trattato di
      decidere contenuti, modalità di
      funzionamento e metodi di pagamento delle
      royalty per i servizi di musica digitale.
      La diatriba si inserisce nel quadro di una
      vertenza più ampia che da mesi (vedi news)
      contrappone artisti e case discografiche sul
      fronte dei rispettivi diritti e doveri
      contrattuali. Ed ora il lancio dei servizi
      di sottoscrizione musicale in rete fa
      emergere una nuova occasione di conflitto,
      tanto che decine di artisti e manager
      avrebbero già messo in moto i loro avvocati
      per diffidare l?utilizzo del loro repertorio
      sulle succitate piattaforme di distribuzione
      digitale. Tra coloro che hanno fatto sentire
      la loro voce attraverso autorevoli organi di
      stampa come il Los Angeles Times figurano
      Simon Renshaw di The Firm, la società che
      rappresenta tra gli altri Dixie Chicks, Korn
      e Limp Bizkit, e Jim Guerinot di Rebel Waltz
      (tra i suoi clienti, Offspring e No Doubt):
      ?Nessuno ci ha mai contattato chiedendoci di
      utilizzare la nostra musica?, ha detto
      quest?ultimo; ?non abbiamo mai avuto una
      sola discussione con un?etichetta sul modo
      in cui questi servizi funzionano o su come
      intendano compensare gli artisti. I
      contratti prevedono che le etichette
      chiedano il permesso agli artisti prima di
      caricare le canzoni sui siti?. Tesi
      contrastata dai discografici, secondo cui le
      clausole contrattuali che attengono ai
      diritti di distribuzione coprono ogni forma
      di commercializzazione del repertorio,
      inclusi il download e lo streaming digitale:
      a meno di specifiche indicazioni che
      prevedano l?obbligo di un?autorizzazione
      preventiva da parte dell?artista (per questo
      motivo, EMI e Warner Music non possono
      distribuire in rete il repertorio di gruppi
      come Beatles e Eagles). ?Abbiamo i diritti,
      ovviamente. E quando sappiamo di non averli,
      non autorizziamo l?uso della musica?, ha
      ribattuto Zach Horowitz, figura di spicco
      della discografia USA e presidente di
      Universal Music, aggiungendo che ogni sforzo
      per contrastare la musica in rete dovrebbe
      essere diretto verso i servizi illegali e
      non nei confronti di quelli legittimi. Molti
      artisti, però, non sembrano pensarla nello
      stesso modo e si preparano a dar mandato ai
      loro legali affinché il loro repertorio sia
      ritirato dai cataloghi di Pressplay e
      MusicNet. Anche perché, aggiungono, delle
      centinaia di milioni di dollari ricavati
      dalle cause che l?industria musicale ha
      intentato a siti ?fuorilegge? come Napster e
      MP3.com (vedi news), non hanno ancora visto
      una lira
  • Anonimo scrive:
    dipende dal prezzo
    calcolando che in italia ci vuole mezz'ora per scaricare una canzone... pago gia' di per se 1000 lire alla canzone di media. quindi 20 canzoni=20.000 se poi fanno pagare un tot a canzone... non so chi sara' d'accordo. mettiamo 250 lire a canzone sarebbero 25.000 in totale, quindi non varrebbe la pena. Gia scaricarsi le canzoni da quando non c'e' piu' la flatrate, non conviene piu', quindi le idee gli analisti non ce le hanno molto chiare... Probabilmente non hanno tenuto conto che in italia la banda larga e' un lusso
    • Anonimo scrive:
      La matematica...
      - Scritto da: Ginotalibano
      calcolando che in italia ci vuole mezz'ora
      per scaricare una canzone... pago gia' di
      per se 1000 lire alla canzone di media.
      quindi 20 canzoni=20.000 se poi fanno pagare
      un tot a canzone... non so chi sara'
      d'accordo. mettiamo 250 lire a canzone
      sarebbero 25.000 in totale, quindi non
      varrebbe la pena. canzoni = 20prezzo = 250spesa = canzoni * prezzoSpesa = 5000Hai speso ben 20 mila lire in più di quello che avresti dovuto spendere. Col tuo metodo 25 mila lire arriveresti a spenderle scaricando 100 canzoni! E' ancora troppo per i tuoi gusti? Mangi una sera di meno al ristorante e ti scarichi tutta la musica che vuoi.
      • Anonimo scrive:
        Re: La matematica...

        canzoni = 20
        prezzo = 250
        spesa = canzoni * prezzo

        Spesa = 5000

        Hai speso ben 20 mila lire in più di quello
        che avresti dovuto spendere. Col tuo metodo
        25 mila lire arriveresti a spenderle
        scaricando 100 canzoni! E' ancora troppo per
        i tuoi gusti? Mangi una sera di meno al
        ristorante e ti scarichi tutta la musica che
        vuoi.guarda che la matematica la devi imparare tu visto che 30 lire al minuto di connessione per 30 minuti fanno 1000 a canzone..da moltiplicare per 20..quindi il calcolo era giusto.
    • Anonimo scrive:
      Re: dipende dal prezzo
      Non esiste la flat??? allora il mio abbonamento con libero/infostrada non esiste azz io ho una flat 24/24 sia traffico urbano e interrurbano che internet e il tutto lo pago sulle 220.000 lire a bimestre che oggettivamente non e' tanto (anche se ora passo ad ADSL con IP statico cosi' posso mettermi il sito web sul mio gateway con apache of course :)
      • Anonimo scrive:
        Re: dipende dal prezzo
        beh... per me non è nemmeno poco visto che fastweb ti connette a 10Mbit per poco più dello stesso prezzo includendo telefonate gratis e tv on demand.E cmq di certo non te la regalano....
  • Anonimo scrive:
    Oggetto e divagazione...
    Se utilizzi quei sistemi senza alternative va anche bene, se lo fai quando c'è una alternativa onesta e a prezzo praticabile... Allora stai oggettivamente commettendo un illecito, insomma come se il pc che vuoi lo prendessi spaccando la vetrina e portandolo via.Insomma, un conto è operare una forma di boicottaggio, un conto è sottrarre qualcosa (si chiama rubare, magari a scuola ve l'hanno insegnato)... So che ora vado fuori tema ma mi urta molto la mentalità egoistica che si va affermando negli ultimi anni dove è lecito tutto ciò che è buono per me e illecito o sbagliato tutto quello che mi dà problemi, mi crea fastidi (o debbo pagare).Scommetterei che i due che mi hanno preceduto sono di quelli che buttano i rifiuti per terra (scontrini, cicche, cartine di caramelle e sigarette, giornali della metro) e parcheggiano sui marciapiedi fottendosene dei vecchietti che ci devono passare...Che tristezza...
    • Anonimo scrive:
      Re: Oggetto e divagazione...
      Non sono d'accordo perche' internet e' file sharing, il p2p e' un suo fondamento, e non accettoche si possa ritenere uno scambio consenziente di file alla stregua di uno strupro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Oggetto e divagazione...
        Maddai... e chi lo dice cosa è Internet??? TU??? Allora sei esattamente alla stregua di quelli che dici di combattere... VUOI IMPORRE IL TUO MODO DI VEDERE INTERNET AGLI ALTRI.E poi scambiare materiale che non è tuo, nel mondo reale si chiama ricettazione, se vivi ancora nel mondo di quelli che credono che internet sia qualcosa di diverso dal mondo reale prova un po' a domandarti da dove vengono le risorse che tengono in piedi internet... Le iterazioni tra i due mondi ci sono eccome e non è possibile permetterle solo quando ti fa comodo e negarle quando non ti vanno bene.MA C'E' QUALCUNO CHE VA UN PO' PIU' IN LA' DEL PROPRIO NASO? CI SONO DELLE CONSEGUENZE, sapete, A CIO' CHE SI FA, capisco che questa società berlusconizzata vi fa pensare che sia giusto e sacrosanto pensare ai propri interessi, ma almeno non cercate di farla passare come una crociata contro il male o per un mondo migliore. Una società giusta impone delle regole la cui accettazione da parte di tutti è il fondamento della civiltà... ma sto parlando di una società civile (appunto) e ormai questo non è più il caso nostro....
  • Anonimo scrive:
    Sony: gli converrebbe produrre modem
    se producono anche modem e si immettono nel mercato come free isp ... magari ... ADSL ...potrebbero prendersi parecchi dei soldi che ora si perdono!:-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Sony: gli converrebbe produrre modem
      Ma bravo... e perchè tu non sei un mago del business... da piccolo i tuoi ti leggevano Keynes al posto delle fiabe? Hai otto lauree in economia e master vari più un esperienza? MA TI RENDI CONTO DI CHE COSA VUOL DIRE CAMBIARE CORE BUSINESS??? Hai la bocca sprca di latte... torna dalla mamma...
      • Anonimo scrive:
        Re: Sony: gli converrebbe produrre modem
        - Scritto da: BusinessMan
        Hai la bocca sprca di latte... torna dalla
        mamma...Ha solo espresso la sua opinione. Torna tu da tua mamma, ammesso che non ti abbia comprensibilmente ripudiato.Fesso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sony: gli converrebbe produrre modem
        e dio boia, state calmi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sony: gli converrebbe produrre modem
      - Scritto da: bux

      se producono anche modem e si immettono nel
      mercato come free isp ... magari ... ADSLPare sia proprio quello che vogliono fare:http://punto-informatico.it/p.asp?i=38383
  • Anonimo scrive:
    mi seduce eccome!
    se posso masterizzarmeli e non ci sono watermarking o cagate varie ... se posso davvero fare quello che voglio di ciò che acquisto, certo he mi seduce!mi faccio le compilation che voglio ... con la qualità che voglio, quando voglio ... mi pare buono!mi metto il tutto su cd o su mp3, posso ascoltare sui dispositivi portatili oppure (previo passaggio su mp3, nel caso che dal file appena scaricato non si possa) ri-condividere su file sharing._SE_ è così ... allora è buono!
    • Anonimo scrive:
      Re: mi seduce eccome!
      Usa WinMX, fai la stessa cosa e ti diverti di piu'.Ah gia': non paghi nulla.
      • Anonimo scrive:
        Re: mi seduce eccome!
        oppure Morpheus... fai la stessa cosa, ti diverti di più e ci trovi pure i film ;))ah... non paghi nulla ^__^
        • Anonimo scrive:
          Re: mi seduce eccome!
          - Scritto da: kappa
          oppure Morpheus... fai la stessa cosa, ti
          diverti di più e ci trovi pure i film ;))

          ah... non paghi nulla ^__^Io con morpheus mi sono trovato spesso nei casini. Forse e' colpa mia? Ti si blocca mai mentre scarichi?
          • Anonimo scrive:
            Re: mi seduce eccome!
            Siccome WINMX e Morpheus si possono usare contemporaneamente, vi consiglio di farlo! Spesso su uno si trovano cose che non sono sull'altro (mistero!)
          • Anonimo scrive:
            Re: mi seduce eccome!
            VEro.... ed è vero pure che da questa estAtE non si trovano + i brani degli u2.. NON che me freghi nulla (li ho tutti originali) col cacchio che me li prendo in mp3!!. ^__^'
          • Anonimo scrive:
            Però...
            Se utilizzi quei sistemi senza alternative va anche bene, se lo fai quando c'è una alternativa onesta e a prezzo praticabile... Allora stai oggettivamente commettendo un illecito, insomma come se il pc che vuoi lo prendessi spaccando la vetrina e portandolo via.Insomma, un conto è operare una forma di boicottaggio, un conto è sottrarre qualcosa (si chiama rubare, magari a scuola ve l'hanno insegnato)... So che ora vado fuori tema ma mi urta molto la mentalità egoistica che si va affermando negli ultimi anni dove è lecito tutto ciò che è buono per me e illecito o sbagliato tutto quello che mi dà problemi, mi crea fastidi (o debbo pagare).Scommetterei che i due che mi hanno preceduto sono di quelli che buttano i rifiuti per terra (scontrini, cicche, cartine di caramelle e sigarette, giornali della metro) e parcheggiano sui marciapiedi fottendosene dei vecchietti che ci devono passare...Che tristezza...
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
            Bravo, esattamente quello che ho scritto io in risposta ad un messaggio sotto.Pensateci gente
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
            Mi aggiungo al coro di proteste contro i "signori" che hanno postato sopra. Ipocriti nel migliore dei casi, ladri nei fatti.Bravi bravi, continuiamo cosi'.Guardate che c'e' anche una via di mezzo al p2p a tutti i costi, eh! Sapete che sono d'accordissimo a boicottare le major che se la sbafano sulla pellaccia degli artisti (ma anche le indie, non crediate!) , pero' questo chiamasi "passare dalla parte del torto". SadPetronius- Scritto da: Volontario
            Se utilizzi quei sistemi senza alternative
            va anche bene, se lo fai quando c'è una
            alternativa onesta e a prezzo praticabile...
            Allora stai oggettivamente commettendo un
            illecito, insomma come se il pc che vuoi lo
            prendessi spaccando la vetrina e portandolo
            via.
            Insomma, un conto è operare una forma di
            boicottaggio, un conto è sottrarre qualcosa
            (si chiama rubare, magari a scuola ve
            l'hanno insegnato)...

            So che ora vado fuori tema ma mi urta molto
            la mentalità egoistica che si va affermando
            negli ultimi anni dove è lecito tutto ciò
            che è buono per me e illecito o sbagliato
            tutto quello che mi dà problemi, mi crea
            fastidi (o debbo pagare).
            Scommetterei che i due che mi hanno
            preceduto sono di quelli che buttano i
            rifiuti per terra (scontrini, cicche,
            cartine di caramelle e sigarette, giornali
            della metro) e parcheggiano sui marciapiedi
            fottendosene dei vecchietti che ci devono
            passare...
            Che tristezza...
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
            Mi associo al pensiero, poiche' le vanterie di poter raggirare la legge non portano nessun beneficio se non il metter in cattiva luce la coscenza delle persone come loro. Il problema NON e' come raggirare le protezioni, il problema E' come acquistare e godere musica riconoscendo il legittimo valore ai creatori della stessa.Io rimango dell'idea che i costi oggi siano ECCESSIVI DI GRAN LUNGA. 40 K per un cd sono TROPPE, punto e basta.Facciamo un esempio: un domani io avro' la possibilita' di acquistare e scaricare a 1000 lire un mp3 del mio artista preferito: il suo ultimo album ne contiene 12, per cui pagando 12Klire io mi scarico LEGALMENTE la musica, la ascolto e me la godo, pago l'autore della stessa, e sono una persona ONESTA.E' tutto cosi' difficile? Le major si rendano conto che questa e' la strada piu' vantaggiosa, e vedranno che la pirateria andra' sempre piu' attenuandosi.salutiK.
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
            Totalmente d'accordo, c'è un sacco di gente, tra i cantanti, che predica bene e razzola malissimo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Però...
            Posso rispondere per quel che e' la mia esperienza di autore di brani musicali e anche in base a quello che mi e' capitato di vedere fra colleghi e conoscenti.Dobbiamo innanzitutto distinguere fra i casi "preconfezionati" a tavolino (come BSpears, le boybands, e molte produzioni recenti di artisti che pure si erano affermati all'inizio per la loro bravura, vedi MCarey, CDion ecc ecc) i cui introiti sono comunque notevoli data la mole di copie di cd vendute. Il guadagno, anche qui, e' cmq maggiormente della casa discografica, pero' la torta e' sufficientemente ampia perche' il divario non sia fonte di polemica.Poi ci sono le band o gli artisti che a fatica trovano gli spazi, e per i quali un contratto con una etichetta non underground costituisce un traguardo , e per i quali il potere di negoziazione del contratto e' limitato. Ecco perche' sono gli artisti che possono, rinunciando a una fetta dei propri introiti, tener basso il prezzo dei loro cd. Ma questo, ragionevolmente, e' conveniente in primis per loro (tu spenderesti davvero 40k per i "Persiana Jones e le tapparelle sbrindellate"? E uno che non li ha mai sentiti?). Quello e' un modo per crearsi il successo, non certo uno scrupolo di coscienza verso i fruitori. Stai sicuro che poi si riapprioprierebbero delle quote lasciate sul campo. Nota cmq che anche se ci fosse buona intenzione da parte dell'artista, cmq non si vede perche' la casa discografica non debba in qualche maniera rininciare a una piccola parte dei propri guadagni per favorire una band che lei stessa ha messo nel rooster.Infine, i musicisti affermati, italiani e non, non hanno interesse a diminuire i propri guadagni, dato che i loro cd si venderanno comunque. E ad ogni modo, trovo molto ma molto piu' etico un comportamento tipo BonoVox che , anziche' fare "beneficenza" a chi compra i suoi dischi (che si presuppone non abbiano problemi a metterci 10k in piu'), si impegni verso chi cmq quelle 10k lo fanno campare un mese. Io poi non so quanto dei propri guadagni lui e chi come lui devolvano in beneficenza, ma non sono certo io che devo giudicare un certo tipo di cose.Tutto questo panegirico per dire che cmq volgiamo vedere le cose, le major e le etichette lucrano sui propri artisti sia in termini di offerte economiche che di produzione artistica (hai idea di quanto scassi una label perche' vuole che tu gli sforni un album nuovo di zecca pure se non vale un c&azz;o solo per cavalcare l'onda del successo del precedente?) e questo in maniera ingiustificata. Penso che da questa situazione di arretratezza di pensiero delle label ne tragga detrimento sia l'artista (+pirateria, meno soldi) che l'utente (prezzo elevato dei cd).Scusa la lunghezza del post!!! SadPetronius- Scritto da: higrade
  • Anonimo scrive:
    RealNetworks si e' scavata la fossa....
    Sono un utente registrato di RealJukeBox 2, una era bomba come organizer/player/encoder, anche se avrebbe ormai bisogno di qualche restyling, invece questi vengono fuori con RealOne, una schifezza impossibile da usare (troppe funzioni accalcate insieme) e 9.95 $ al mese per usare certe funzioni indispensabili che con il RJ2 che ho, una volta pagato, le uso sempre, ma sono andati fuori di cranio ?!?!mah...
  • Anonimo scrive:
    La strategia e' quella giusta
    La strategia e' quella giusta, e non credo nemmeno che useranno anticopia. Probabilmente invece cercheranno un sistema per invogliare gli utenti dei grossi portali a scaricare la musica direttamente da loro, piuttosto che farsela dare copiata da altri. Ad esempio un gadget, un buono sconto, oppure magari un download per volta...Proprio come un jukeboxe... se fosse cosi', niente male davvero come idea, chissa' se funziona.
    • Anonimo scrive:
      Re: La strategia e' quella giusta

      La strategia e' quella giusta, e non credo
      nemmeno che useranno anticopia.
      Probabilmente invece cercheranno un sistema
      per invogliare gli utenti dei grossi portali
      a scaricare la musica direttamente da loro,
      piuttosto che farsela dare copiata da altri.
      Ad esempio un gadget, un buono sconto,
      oppure magari un download per volta... Proprio come un jukeboxe... se fosse cosi',
      niente male davvero come idea, chissa' se
      funziona.Perdonami ma non ci credo affatto. Tu puoi sperare, mettendo su un jukebox cosi', che ci sia un certo numero di utenti che dice Ok ti pago. Ma finche' ci sara' il p2p stati certo che la gran massa andra' li a scaricarsi roba a sbafo.
      • Anonimo scrive:
        Re: La strategia e' quella giusta
        dimentichi che esistono anche persone che, pagando il giusto ovviamente, preferiscono riconoscere il lavoro altrui pagandolo invece che rubandolo.Prima si diceva: "abbassassero il costo dei CD" oppure "costa troppo e le major ci guadagnano sugli artisti" e ora che potrebbe esserci un modo onesto per acquistare il prodotto di molta fatica quelle stesse persone che additavano l'alto costo come unico motivo per la pirateria si tirano indietro.LA VERITA' E' CHE MOLTI, TROPPI, SONO LADRI E DATA LA FACILITA' CON CUI GRAZIE ALLA RETE SI PUO' RUBARE LO FANNO NASCONDENDOSI DIETRO A FALSE MOTIVAZIONI.Blah!
        • Anonimo scrive:
          Re: La strategia e' quella giusta
          - Scritto da: M.A.
          dimentichi che esistono anche persone che,
          pagando il giusto ovviamente, preferiscono
          riconoscere il lavoro altrui pagandolo
          invece che rubandolo.Appunto.

          Prima si diceva: "abbassassero il costo dei
          CD" oppure "costa troppo e le major ci
          guadagnano sugli artisti" e ora che potrebbe
          esserci un modo onesto per acquistare il
          prodotto di molta fatica quelle stesse
          persone che additavano l'alto costo come
          unico motivo per la pirateria si tirano
          indietro.
          Non sono una di queste.
          LA VERITA' E' CHE MOLTI, TROPPI, SONO LADRI
          E DATA LA FACILITA' CON CUI GRAZIE ALLA RETE
          SI PUO' RUBARE LO FANNO NASCONDENDOSI DIETRO
          A FALSE MOTIVAZIONI.

          Blah!E' proprio questo il succo: l'ipocrisia.CiaoK.
  • Anonimo scrive:
    ma lo stracazzo di bollino chi me lo attacca ?
    come da subject
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