Microsoft obbliga i produttori a installare solo Edge?

Microsoft obbliga i produttori a installare solo Edge?

L'antitrust brasiliano indaga su Microsoft, accusato di imporre ai produttori di PC l'installazione esclusiva di Edge.
Microsoft obbliga i produttori a installare solo Edge?
L'antitrust brasiliano indaga su Microsoft, accusato di imporre ai produttori di PC l'installazione esclusiva di Edge.

Microsoft ha un problema con Edge che non riguarda il browser in sé, ma il modo in cui cerca di farlo usare alla gente. Da anni, chiunque abbia comprato un PC Windows conosce la routine, si accende il computer nuovo, e Edge è lì, piazzato in prima fila.

Ma una cosa è preinstallare il proprio browser sul proprio sistema operativo, discutibile, ma comprensibile. Un’altra è costruire un programma commerciale che spinge i produttori di PC a installare esclusivamente Edge, impedendo di fatto la presenza di browser concorrenti. Si chiama Jumpstart, e l’antitrust brasiliano vuole vederci chiaro.

Microsoft accusata di imporre Edge ai produttori di PC

Il CADE, l’equivalente brasiliano dell’Autorità Garante della Concorrenza, ha inviato lettere ufficiali a dieci grandi produttori di PC: Dell, HP, Lenovo, Asus, Acer, Samsung, LG, Positivo, Multilaser e Daten. L’indagine nasce da una denuncia formale di Opera e punta a capire se il programma Jumpstart di Microsoft costringa gli OEM a preinstallare esclusivamente Edge sui PC Windows, escludendo i browser della concorrenza.

Il CADE vuole sapere quanti PC ogni produttore ha venduto tra il 2020 e il 2025, suddivisi per sistema operativo. Vuole i numeri dei PC venduti dentro il programma Jumpstart e quelli venduti fuori. Vuole sapere quanti computer sono stati venduti con Windows in modalità S, quella configurazione che consente di scaricare app solo dal Microsoft Store. Vuole vedere i contratti, le clausole, le penali per chi non rispetta le regole del programma. E vuole sapere se Microsoft ha lasciato margine di negoziazione agli OEM o se il contratto era un “prendere o lasciare”.

Cosa vieta Jumpstart?

Le domande riguardano i limiti imposti ai produttori. Il CADE chiede esplicitamente quali software di terze parti, in particolare browser, possano essere preinstallati sui PC aderenti al programma, e quali invece siano vietati. E chiede anche quale sarebbe l’impatto economico per un produttore che decidesse di uscire da Jumpstart. In altre parole, il regolatore vuole capire se i produttori di PC abbiano davvero una scelta, o se rifiutare le condizioni di Microsoft significhi perdere vantaggi commerciali troppo importanti per dire di no.

È la stessa logica che ha messo nei guai Microsoft nei primi anni 2000 con Internet Explorer, solo con attori diversi e un contesto aggiornato. La storia si ripete…

La Browser Choice Alliance applaude

La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla Browser Choice Alliance, il consorzio che riunisce Opera, Google Chrome, Vivaldi, Wavebox, Midori e BrowserWorks, che ha definito l’azione del CADE un passo significativo verso il contrasto di comportamenti anticoncorrenziali che limitano la scelta dei consumatori. L’alleanza ha invitato tutti gli stakeholder a presentare prove e dati per garantire un esame completo del caso.

Per Microsoft, la situazione si fa delicata. Se i dettagli del programma Jumpstart sono davvero quelli che emergono dall’indagine, contratti esclusivi, penali per chi installa altri browser, margini di negoziazione inesistenti, difendere la sua posizione sarà molto difficile (e come la giustifichi una cosa del genere?!). Edge potrebbe anche essere un buon browser, il problema non è mai stato il prodotto, ma i metodi usati per piazzarlo davanti a tutti gli altri.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
14 feb 2026
Link copiato negli appunti