Microsoft risiede anche nelle Comunità montane

Un'intesa tra comunità montane italiane, Microsoft e Fondazione San Paolo punta a promuovere l'alfabetizzazione informatica in comuni in cui risiedono più di 10 milioni di italiani
Un'intesa tra comunità montane italiane, Microsoft e Fondazione San Paolo punta a promuovere l'alfabetizzazione informatica in comuni in cui risiedono più di 10 milioni di italiani

La conformazione del territorio li ha spesso tenuti lontani dal cuore più vivace della rivoluzione digitale e questo pesa sulla diffusione del computing e di Internet in centinaia di comuni italiani e comunità montane, una situazione alla quale intende dare una prima risposta l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), che ha stretto una intesa con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo di Torino e Microsoft Italia. Lo scopo ufficiale è abbattere il digital divide .

L’idea è di partire dalle scuole di montagna , colpite già da un alterno andamento demografico e dalla carenza di infrastrutture. Le scuole “potranno mettere a disposizione degli studenti e dei cittadini tutto il materiale formativo realizzato e concesso in uso gratuito da Microsoft” – spiega una nota. Si tratta in particolare di Corsi di formazione digitale di base (Digital Literacy Curriculum), strumenti multimediali che UNCEM e Fondazione potranno usare gratuitamente presso tutte le scuole interessate e che sono pensate per offrire un primo approccio al PC, all’uso di Internet, alla sicurezza e via dicendo.

Il progetto, che sarà proposto a 355 comunità montane italiane e 4.201 comuni classificati montani o parzialmente montani (oltre 10 milioni di abitanti), prevede infatti che le scuole siano aperte a tutti i cittadini interessati . In 40 di queste scuole saranno aperti centri Microsoft IT Academy “che diventeranno – racconta la nota – centri di competenza per la formazione e la certificazione sul territorio”.

Ad essere coinvolte inizialmente nel progetto saranno Toscana, Marche, Lazio, Campania e Piemonte. “Con la collaborazione delle singole delegazioni e comunità regionali – spiegano i promotori – verranno quindi formati i docenti che saranno attivamente coinvolti nel progetto e promotori di iniziative, oltre che organizzati i corsi per sviluppare le competenze informatiche”.

Secondo Enrico Borghi, presidente UNCEM, “risolvere il digital divide territoriale significa garantire condizioni di effettiva democraticità e pari dignità di applicazione dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale e in particolare del servizio scolastico, che rappresenta un elemento fondamentale per la coesione dei territori fragili e periferici come quelli montani”.

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28 06 2007
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