Microsoft vale più di Apple, Alphabet e Amazon

La trimestrale di Microsoft fotografa un business che risente del rallentamento di tutto il settore, ma che regge meglio rispetto alla concorrenza.

È tempo di trimestrali. Quella di Microsoft vede il gruppo di Redmond tornare sul gradino più alto del podio per quanto riguarda il valore di capitalizzazione, superando i concorrenti Apple, Alphabet (Google) e Amazon, salendo dalla quarta alla prima posizione della chart in pochi mesi. È la conseguenza del brusco rallentamento fatto segnare dai competitor nell’ultima parte dell’anno.

Cloud e PC al centro del business

Il cloud costituisce oggi una delle attività più importanti e redditizie per la società, anche in prospettiva, con il segmento Intelligent Cloud (server e servizi) cresciuto del 24% in tre mesi e capace di generare utili pari a 8,6 miliardi di dollari. Le soluzioni legate all’infrastruttura Azure hanno fatto registrare un segno positivo (ma al di sotto delle aspettative), risultando in linea con le previsioni e mettendo nel mirino quelle di AWS.

C’è poi l’area che Microsoft definisce More Personal Computer che include la piattaforma Windows, i dispositivi commercializzati come quelli della linea Surface, i prodotti legati al mondo gaming appartenenti alla famiglia Xbox e i proventi dall’advertising nelle ricerche. Qui gli introiti hanno toccato i 10,7 miliardi di dollari, aumentando del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli strumenti di Office, così come il business di LinkedIn e il software per la gestione aziendale Dynamics appartengono invece alla categoria Business Processes che ha chiuso il trimestre con entrate per 9,8 miliardi di dollari e con un +19% anno-su-anno.

Microsoft, trimestrale Q4 2018

Il Q4 2018 si è chiuso per Microsoft con entrate complessive che si attestano a 32,5 miliardi di dollari e con un -11% nel valore sul mercato azionario, una contrazione comunque di portata inferiore rispetto a quella segnata da Apple, Alphabet e Amazon che ha permesso al gruppo di tornare ad essere la realtà dal valore di capitalizzazione più alto tra quelle indicizzate. A salvarlo anche l’effetto della trimestrale precedente (chiusa a settembre) che sebbene non abbia brillato è risultata comunque essere in linea con le previsioni formulate dagli analisti. Nelle prime settimane del 2019 il titolo è risalito del 3%.

Fonte: Forbes

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